Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 388 del 12/11/2003
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PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARIO CLEMENTE MASTELLA

La seduta comincia alle 9,40.

VITTORIO TARDITI, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.
(È approvato).

Sull'ordine dei lavori (ore 9,43).

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, intendo rendere noto a lei e ai colleghi che, qualche minuto fa, le agenzie hanno battuto una notizia secondo la quale la base di Nassiriya - base nella quale ha sede la nostra rappresentanza militare in Iraq - è stata colpita dal fuoco di alcuni missili. Le notizie dicono che tra i carabinieri si registrano alcuni feriti; infatti, il luogo dove i missili sono caduti è la sede del comando del contingente dei carabinieri che fa parte integrale della nostra missione.
Dunque, signor Presidente, le chiedo se sia possibile ricevere informazioni da parte degli organi competenti. So che è stato attivato anche un numero telefonico affinché i familiari dei nostri militari possano avere notizie in merito.
Tuttavia, ritengo che la situazione sia tale da richiedere una più compiuta informazione rispetto alle prime righe delle agenzie di stampa. Visto anche il momento che attraversa quel paese, credo sia necessario informare il Parlamento. Quindi, signor Presidente, le chiedo di fornire notizie in merito nelle forme che riterrà più opportune.

RAMON MANTOVANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RAMON MANTOVANI. Signor Presidente, intervengo per associarmi alla richiesta del collega Innocenti e per ribadire che la situazione nella quale versa l'Iraq è di una gravità estrema. Dunque, è altrettanto importante che questo Parlamento discuta, sulla base delle informazioni del Governo e sulla base di atti di indirizzo all'esecutivo, sulla presenza o meno del nostro contingente in Iraq.
Com'è noto, noi chiediamo che quel contingente sia ritirato; probabilmente, sarebbe stato più opportuno discuterne per tempo.

PIERLUIGI CASTAGNETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, anche noi del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo ci associamo alla richiesta dei colleghi Innocenti e Mantovani ed esprimiamo la più sentita solidarietà ai carabinieri e a tutti i rappresentanti italiani che oggi sono impegnati in questo difficile teatro di Bagdad e dell'Iraq. Solidarietà che estendiamo al comando generale dell'Arma dei carabinieri in attesa di ricevere notizie più precise.

ELIO VITO. Chiedo di parlare.


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PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Signor Presidente, naturalmente anche noi manifestiamo tutta la nostra solidarietà ai ragazzi impegnati nella missione e a tutti i militari italiani impegnati in delicate e difficili missioni internazionali e a chi li guida e li rappresenta.
Tuttavia, Presidente, auspico che il Governo non venga immediatamente a riferire in aula, ma che possa farlo quando la situazione sarà più chiara, anche per non aggiungere ad una situazione già difficile elementi di ulteriore confusione e tensione.
Mi auguro inoltre che questa possa essere un'occasione per non utilizzare strumentalmente, a causa di polemiche politiche, quanto sta accadendo in Iraq sulla pelle dei ragazzi che stanno rischiando la loro vita in quel paese.
Mi fa piacere che la solidarietà provenga anche da gruppi che avevano manifestato la loro contrarietà a quella missione, tuttavia mi sorprende che altri colleghi utilizzino un po' cinicamente questa drammatica occasione per ribadire la propria contrarietà alla missione.
Ritengo che, se si vuole dare una mano ai ragazzi che stanno svolgendo il proprio lavoro in difesa della pace, della democrazia e della libertà in Iraq, si debba dimostrare che dietro di loro vi è un Parlamento unito. Se volete fare polemiche anche in questo caso e su questo dramma, è bene che il dibattito non si svolga affatto (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!

FRANCESCO GIORDANO. Non lo fai tu!

PRESIDENTE. Colleghi, non vorrei che, rispetto ad un atto probabilmente grave, vi sia già un inizio di contrasto a livello parlamentare.
La prima cosa da fare è accertare lo stato di salute dei nostri militari e quindi dei carabinieri che sono là, ai quali va il ringraziamento per quello che fanno ovunque siano chiamati ad espletare il proprio compito e il proprio dovere, che peraltro deriva dal mandato del Parlamento e del Governo (non vanno certo per una scelta di natura personale).
Mi permetto pertanto di rivolgere la solidarietà dell'intero Parlamento a questi ragazzi e all'Arma dei carabinieri, peraltro già provata dall'attentato terroristico dei giorni scorsi, il che rende ancora più forte la solidarietà nei confronti dei carabinieri e, in genere, di tutte le Forze armate e di tutte le forze di polizia.
Appena saremo in grado di dare una risposta esauriente, lo faremo. Ovviamente la Presidenza si attiverà presso il Governo affinché esso, quando lo riterrà opportuno anche in virtù dell'acquisizione di ulteriori notizie, possa riferire al Parlamento, come la gravità della situazione impone.

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