Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 384 del 5/11/2003
Back Index Forward

Pag. 78


...
(Iniziative del Governo a favore del calcio professionistico - n. 3-02831)

PRESIDENTE. L'onorevole Milana ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02831 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5).

RICCARDO MILANA. Signor Presidente, è sotto gli occhi di tutti il profilarsi di due procedure di infrazione da parte della Commissione europea in materia di concorrenza e contabilità, in relazione al cosiddetto decreto salvacalcio o spalmadebiti che dir si voglia.
È noto che, quando il provvedimento fu approvato, da più parti in questa Assemblea le opposizioni - ricordo in particolare l'intervento del ministro Visco, ma anche i nostri - ne contestarono la sostenibilità in sede comunitaria. Anche alcune voci autorevoli del mondo sportivo - cito solo il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo - e il fiscalista Victor Uckmar sollevarono notevoli perplessità sulla correttezza e sulla possibilità di applicazione del decreto.
Ora il problema sta esplodendo, e chiedo al Governo quali provvedimenti abbia allo studio e cosa intenda fare per affrontare tale questione così urgente per il calcio italiano e così avvertita dalla società, come dimostra la stampa di questi giorni.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.


Pag. 79

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, nel corso dell'iter di conversione del decreto-legge al quale si fa riferimento furono introdotte dalla Camera dei deputati alcune modifiche, fra cui quella riguardante l'articolo 3, che innovando le disposizioni in materia di bilanci ha previsto la possibilità per le società di iscrivere nell'attivo, quali oneri pluriennali da ammortizzare, con il consenso del collegio sindacale, l'ammontare delle svalutazioni delle prestazioni degli atleti, determinato da un'apposita perizia giurata.
Alle società che si avvalgono di tale facoltà è concesso di procedere ai fini civilistici e fiscali all'ammortamento in 10 rate di tali svalutazioni. Tale disposizione, come è noto, è stata introdotta in ragione della gravissima situazione patrimoniale di molte società di calcio professionistiche che, senza tale norma, rischierebbero di veder precipitare irrimediabilmente i propri conti, con tutte le conseguenze del caso.
Con nota 12 marzo 2003, la Commissione europea ha comunicato l'avvio di un'indagine, al fine di valutare la citata disposizione in relazione alla disciplina in materia di aiuti di Stato e al disposto dell'articolo 35 della direttiva 660/78 in materia di bilanci di taluni tipi di società, fra cui quelle calcistiche, che sancisce l'iscrizione al conto profitti e perdite delle svalutazioni di valore nei contratti di sfruttamento di una prestazione sportiva. Si tratta, come è evidente, di un'attività semplicemente istruttoria, in quanto allo stato la Commissione non ha assunto alcuna determinazione ulteriore.
Ad ogni modo, intendo informare la Camera che, proprio in queste ore, si sta svolgendo presso la Presidenza del Consiglio una riunione tecnica, per esaminare in maniera approfondita tutte le questioni poste dall'Unione europea ed i relativi possibili sviluppo. Fra i rilievi che sono stati avanzati, il più delicato è indubbiamente quello che riguarda gli aiuti di Stato, anche in relazione agli effetti conseguenti all'eventuale futura decisione di sospensione da parte della Commissione europea.
Sotto questo profilo, posso anticipare che la disposizione in esame non sembra determinare in via diretta ed immediata effetti sui conti pubblici e, quindi, sul bilancio dello Stato. Le eventuali conseguenze positive e negative della norma, del resto, non possono che essere valutate a consuntivo, vale a dire al termine del periodo decennale. Peraltro, si potrebbe addirittura affermare che la misura adottata, consentendo alle società calcistiche di chiudere i bilanci con un utile, ancorché di minime proporzioni, potrebbe apportare un vantaggio fiscale alle casse dello Stato. La disposizione, quindi, non determinerebbe di per sé alcun trasferimento di risorse a carico del bilancio statale ed è, pertanto, manchevole di uno dei presupposti indefettibili perché si configuri un aiuto di Stato, ai sensi dell'articolo 87 del Trattato di Roma.
Il Governo, quindi, si adopererà al fine del riconoscimento della piena legittimità della disposizione, nella considerazione della peculiarità delle società calcistiche, per le quali il fattore rischio, tipico del mondo societario, presenta un alto indice di aleatorietà, di gran lunga superare a quello di qualsiasi altra compagine societaria.

PRESIDENTE. L'onorevole Milana ha facoltà di replicare.

RICCARDO MILANA. Signor Presidente, non sono soddisfatto delle parole del Governo. Ringrazio della cortesia il ministro Giovanardi, ma è evidente che stiamo affrontando il problema del calcio e dello sport in questo paese in maniera frammentaria, continuando a creare mostri giuridico-contabili che, probabilmente, nonostante gli auspici del Governo, cadranno sotto la mannaia della Commissione europea.
È chiaro anche che rischiano di essere messe in difficoltà e di saltare intere società, con i bilanci di quest'anno e degli anni prossimi. Credo che il Governo farebbe bene a prepararsi su questa materia, a fronte della necessità di un intervento urgente, invece di operare come sta facendo con questa finanziaria, che passerà


Pag. 80

nei prossimi giorni all'esame della Camera e nella quale sono stati tagliati 52 milioni di euro allo sport, facendo dichiarare al presidente del CONI Petrucci che questo è l'unico paese nel quale, nell'anno olimpico, si tagliano i fondi allo sport. Il Governo non dovrebbe continuare a consentire alle società di calcio di affrontare allegramente problemi di bilancio così gravi.
Avevamo chiesto controlli. Avevamo chiesto che, a fronte di aiuti diretti o indiretti da parte dello Stato, si introducesse un meccanismo di rigore che portasse le società di calcio ad assumersi responsabilità precise e la federazione ad effettuare controlli più seri, affidandoli ad organi autorevoli e terzi, non nominati - per capirci - dalla presidenza federale e da quella della Lega. Tutto ciò non c'è. C'è un procedere a tentoni su materie così delicate, andando incontro al rischio di una catastrofe che è quella di veder saltare molte società, molte società minori, tutto il sistema calcio e tutto il sistema sportivo. Ottocentoventi milioni di euro è la somma utilizzata da Milan, Inter, Roma e Lazio, per citare soltanto la punta emergente dell'iceberg.
Signor Presidente, concludo dicendo una cosa. In questi giorni è in distribuzione un opuscoletto nel quale si dice che il Governo Berlusconi è l'unico Governo nella storia della Repubblica ad essersi occupato di sport. Penso che, invece di distribuire opuscoletti di questo genere, stampati a spese del contribuente dal Ministero per i beni e le attività culturali, il Governo farebbe bene ad affrontare questa materia in maniera decisa (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo).

Back Index Forward