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le esigenze di sicurezza e la tutela dei diritti dei cittadini» -:
a quanto si apprende dagli organi di stampa, il giorno 15 ottobre 2003 l'Alitalia e l'Enac avrebbero firmato un'intesa con l'ambasciata degli Stati Uniti in Italia, riguardo l'accesso alle banche dati della compagnia di bandiera da parte delle autorità americane;
secondo tale accordo, il Custom board security americano potrà avere accesso alla banca dati della compagnia italiana e, in un primo tempo, per ragioni tecniche, le autorità americane potranno accedere all'intera banca dati dell'Alitalia, in attesa di rendere operativo un criterio che permetta di selezionare solo i dati relativi ai passeggeri diretti negli Stati Uniti;
tra i dati accessibili alle autorità statunitensi vi sarebbero, oltre alle generalità, il numero telefonico di casa, l'e-mail, la data di prenotazione e del viaggio, il nome dell'agenzia di viaggio, tutte le informazioni sul biglietto (data di emissione, tipo di biglietto ed altre), l'indirizzo del titolare della carta di credito, l'indicazione del numero dei bagagli, imprecisate informazioni «sensibili per la sicurezza» e tutte le eventuali modifiche intervenute nel tempo a tali dati;
contro le richieste degli Usa, in difesa del diritto alla privacy dei cittadini europei, si è espresso il Parlamento europeo con la risoluzione 0429 del 2003;
già nel marzo del 2003 il caso aveva suscitato l'allarme da parte dell'Autorità italiana garante per la protezione dei dati personali, la quale, nell'apprendere gli sviluppi della vicenda, ha dichiarato di non essere stata consultata e di riservarsi di esaminare la coerenza dell'accordo con la legislazione italiana e comunitaria, nonché con la citata risoluzione del Parlamento europeo;
nella medesima dichiarazione, l'Autorità garante per la protezione dei dati personali sottolinea, inoltre, che «in materia sono in corso a Washington negoziati tra il Commissario europeo Bolkenstein ed il responsabile del Department of homeland security, Tom Ridge, per individuare garanzie adeguate che soddisfino insieme
quali misure intenda adottare il Governo al fine di tutelare la privacy dei passeggeri italiani e, in particolare, se il Governo non intenda adoperarsi affinché sia annullato l'accordo intervenuto tra Alitalia, Enac e ambasciata statunitense di cui in premessa o, quanto meno, affinché sia sospeso per permettere un accurato esame da parte dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali.
(3-02832)
(4 novembre 2003)