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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 4233 sezione 12).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
PIERFRANCESCO EMILIO ROMANO GAMBA, Relatore. Il parere è contrario all'emendamento Ruzzante 9.1.
PRESIDENTE. Il Governo?
SALVATORE CICU, Sottosegretario di Stato per la difesa. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Ruzzante 9.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruzzante. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, intervengo brevemente. Siamo sempre sul tema dell'utilizzo dei minori di 18 anni.
La Commissione ha approvato un emendamento in cui si chiarisce che i minorenni volontari non possono essere impiegati in attività operative prima del compimento del diciottesimo anno di età. Rispetto al concetto di minore desidero precisare al collega Gamba, che prima ha fatto riferimento alla questione del fanciullo, che, nell'ambito della Convenzione relativa ai diritti del fanciullo, per fanciullo si intende ogni essere umano che non ha ancora compiuto 18 anni; quindi, il riferimento è un riferimento legislativo ed è relativo al protocollo opzionale che il Governo Berlusconi ha approvato ed ha fatto approvare in quest'aula. Per cui, non lo invento io, ma si tratta di un riferimento di legge valido anche nel nostro paese.
Tengo anche a precisare che l'ordine del giorno accolto dal Governo, votato e accolto dalla Camera, faceva esplicito riferimento al divieto per i minori di 18 anni di arruolarsi nell'esercito anche su base volontaria: questo è quello che la Camera ha votato attraverso quell'ordine del giorno. Pertanto, si faceva esplicito riferimento anche alla base volontaria.
Desidero inoltre precisare che, prima della legge approvata nella passata legislatura, la n. 2 del 2001, il numero dei minorenni di leva arruolati nelle Forze armate era pari a 200 giovani i quali, allora, erano obbligati all'arruolamento. Questo è il tema di cui stiamo parlando; dubito, pertanto, che oggi, visto che l'arruolamento è su base volontaria, i minori di 18 anni saranno una cifra molto diversa da quella precedente. Trovo, quindi, che sia incredibile che, per numeri così esigui, che non rappresentano assolutamente nulla sul piano delle scelte contenute in questo provvedimento, si vada a mettere in discussione una legge già approvata da questo Parlamento.
Con il mio emendamento, il 9.1, non si mette neanche in discussione il limite dei 18 anni, ma semplicemente si tenta di precisare che quando si parla di attività operative, queste si intendono che, comunque, comportino l'uso delle armi. Vietiamo semplicemente, se passa questo emendamento, non solo le attività operative ma anche l'uso delle armi. Credo, quindi, che si tratti di un emendamento assolutamente di buonsenso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.
TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, con il mio intervento voglio suffragare quanto detto poc'anzi dal collega Ruzzante anche perché sia in questa sia nella precedente legislatura gli atti parlamentari su questo tema sono stati numerosissimi. E sono stati numerosi, anche in questa legislatura, da parte della Commissione parlamentare per l'infanzia dove più volte ci siamo occupati della questione dei bambini soldato. Detto ciò, ritengo che non possiamo occuparci e strapparci i capelli perché ci sono bambini soldato negli altri paesi solo quando parliamo di paesi del terzo mondo in cui, ahimè, i bambini soldato molte volte sono anche bambini schiavizzati e di età molto bassa. Pertanto, non possiamo utilizzare due metri e due misure quando, invece, pensiamo ai ragazzi italiani.
Quotidianamente, se ascoltiamo radio e televisione, sentiamo appelli, rivolti a ragazzi italiani diciassettenni, ad iscriversi e ad arruolarsi nelle nostre accademie militari; difatti, ancora oggi questi ragazzi sono arruolati nelle nostre accademie. Allora, l'approvazione di questo emendamento, che riguarda solo il divieto dell'uso delle armi, rappresenta il minimo, altrimenti finiremo per cozzare direttamente con la Convenzione di New York sulla tutela dei diritti del fanciullo e con il protocollo opzionale, che il nostro Parlamento ha approvato, e con numerosi risoluzioni e ordini del giorno, alcuni anche a mia firma, che sono stati approvati non solo in Commissione infanzia ma anche in questa aula e relativi a diversi provvedimenti.
Pertanto, ripeto, l'approvazione di questo emendamento che, come detto, riguarda l'uso delle armi, rappresenta un'approvazione minima e dovuta per essere in regola con quanto votato da questo stesso Parlamento, sebbene, al tempo stesso, ritengo che si dovrebbe fare una riflessione più ampia sia rispetto alle iscrizioni alle accademie militari sia rispetto al fatto che ai ragazzi fino 18 anni si dovrebbe vietare non solo una loro partecipazione attiva ma anche una loro partecipazione passiva.
Penso, per esempio, ad una accademia militare, che nel caso di un conflitto armato nel nostro paese - che nessuno di noi vorrebbe -, potrebbe rappresentare un obiettivo militare, e dunque potrebbe essere messa a repentaglio la loro stessa incolumità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.
FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, per fare certe affermazioni bisognerebbe conoscere a fondo la materia, perché in questo caso stiamo parlando di bambini-soldato in modo improprio. Prima di tutto, infatti, stiamo parlando di giovani che scelgono un percorso nella loro vita, perché non glielo impongono i
loro genitori. Ci sono istituti benemeriti che, da anni, formano i ragazzi, come la Nunziatella e il Morosini (ne potremmo elencare altri), e vi sono accademie che da anni ricevono i giovani a 17 anni; mi ricordo che, dal 1976-77, nell'Arma dei carabinieri entrano ragazzi a 17 anni ed escono dalle scuole con il diciottesimo anno di età.
Mi sembra assurdo non far usare le armi a questi giovani: se non le devono toccare, non possono fare addestramento formale, non possono effettuare nessun tipo di addestramento e non possono fare neanche la rappresentanza - casomai, il picchetto d'onore - nella vigilanza all'istituto stesso!
Va bene: allora, secondo la sinistra, facciamogli fare le parole crociate, qualche quiz o qualcosa di divertente, e teniamoli lontani dall'esperienza militare diretta e formativa, che deve soprattutto portarli all'interno del Forze armate! Allora, è inutile fare demagogia: non siamo in Angola, non siamo in Africa, siamo in Italia, e 17 anni rappresentano un'età che ha già visto passare, in precedenza, tanti giovani attraverso istituzioni che li hanno sicuramente formati e che li hanno fatti crescere in modo adeguato!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ruzzante 9.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 410
Astenuti 7
Maggioranza 206
Hanno votato sì 188
Hanno votato no 222).
Prendo atto che l'onorevole Dorina Bianchi non è riuscita a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 425
Votanti 417
Astenuti 8
Maggioranza 209
Hanno votato sì 235
Hanno votato no 182).
Prendo atto che l'onorevole Dorina Bianchi non è riuscita a votare.
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