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PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli della proposta di legge n. 4233.
Avverto che la I Commissione (Affari costituzionali) ha espresso il prescritto parere, che è distribuito in fotocopia (vedi l'allegato A - A.C. 4233 sezione 2).
Avverto altresì che la V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere, che è distribuito in fotocopia (vedi l'allegato A - A.C. 4233 sezione 3).
Avverto che, prima della seduta, sono stati ritirati gli emendamenti Bricolo 8.2, 8.3, 16.10, 16.7, 16.8, 17.2, 18.1 e 19.1. Tutti i restanti emendamenti presentati dall'onorevole Bricolo sono sottoscritti anche dall'onorevole Rizzi. Gli emendamenti Bricolo 4.3 e 4.4 sono sottoscritti inoltre dall'onorevole Luciano Dussin.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI, Presidente della XI Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI, Presidente della XI Commissione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo far presente all'Assemblea e a lei, onorevole Presidente, che la Commissione XI lavoro pubblico e privato non è stata nella condizione di potere esprimere il suo parere: la cosa ci rammarica ed è di un qualche rilievo. Infatti, si tratta non solo di una questione di carattere generale che si pone come un esempio abbastanza importante ma si può applicare a molti altri atti e circostanze, ma si pone anche in particolare su questo atto che presenta, salva la competenza assolutamente primaria della Commissione difesa, aspetti di grande rilievo e interesse per la Commissione lavoro pubblico e privato, non a caso pubblico oltreché privato. Infatti, come i colleghi hanno visto, essa incide direttamente sugli organici, istituisce due nuove categorie di personale di truppa di esercito, marina e aeronautica ed altre norme che sicuramente incidono sull'aspetto del personale e quindi del lavoro pubblico.
La nostra Commissione nella serata di mercoledì della passata settimana non era ancora in possesso - per colpa non certo della Commissione di merito ma di un meccanismo complessivamente inteso - del testo definitivo da prendere in esame. La mattina successiva, il giovedì, la Commissione di merito ha già approvato gli emendamenti e licenziato l'atto e dunque la Commissione da me presieduta non è stata posta nelle condizioni materiali di poter esaminare adeguatamente il provvedimento e rendere il suo parere. Ho chiesto, con il conforto della Commissione, alla Presidenza della Camera l'autorizzazione a porre di nuovo il provvedimento all'ordine del giorno, anche tardivamente, magari per far pervenire il prescritto parere all'aula, anziché alla Commissione questa mattina, in limine, ma non si è ritenuto che il regolamento offrisse spazi per questo tipo di soluzione. Il Presidente della Camera me ne ha dato notizia pur rammaricandosi e dicendo che avrei potuto rappresentare all'Assemblea la situazione che si è determinata.
In conclusione, fatta questa premessa, desidero, onorevole Presidente, porre all'attenzione dell'aula il caso specifico e cioè che la Commissione lavoro pubblico e privato aveva interesse ma non è stata nella condizione materiale, senza alcuna propria responsabilità, di rendere il prescritto parere su una materia nella quale ha un diritto e dovere di ingerenza. In secondo luogo, rilevo che si pone un problema ormai generale, onorevole Presidente, e cioè che, fermo restando il rispetto per le decisioni della Conferenza dei presidenti dei gruppi e dell'Ufficio di Presidenza, di porre in calendario per l'aula quando ritiene gli atti, molte Commissioni di merito non hanno il tempo per approfondire gli atti e men che meno quelle chiamate a rendere i pareri alle Commissioni di merito, le quali spesso si
trovano a ricevere gli atti con la richiesta di rendere il parere nella mattina stessa o al più tardi il giorno successivo.
Questo, per taluni atti, alle volte è possibile, mentre per molti altri, specie i più importanti, non lo è. Pertanto, sollevo doverosamente questo problema (me ne dà mandato la XI Commissione), dicendo che è necessario porre rimedio a questo tipo di serio inconveniente.
PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, per quanto riguarda il merito delle considerazioni svolte dal presidente della Commissione lavoro, onorevole Benedetti Valentini, ci rimettiamo al giudizio della Presidenza. Certo è che, spesso, accade che la programmazione dei lavori ed i tempi con i quali vengono licenziati i provvedimenti non consentano quegli approfondimenti che sono sicuramente utili; la materia, il contenuto del disegno di legge in esame riguarda pienamente la Commissione lavoro ed è un peccato che quest'Assemblea non possa valutare il voto sugli emendamenti anche sulla base del parere espresso dalla Commissione lavoro.
Ci tengo a sottolineare che, su un profilo credo analogo a quello che avrebbe espresso la Commissione lavoro, la Commissione affari costituzionali ha espresso un parere, formulando un'osservazione che riteniamo molto importante perché chiarisce che per l'accesso ai concorsi delle forze di polizia ad ordinamento civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco i posti riservati ai volontari in ferma prefissata di un anno ovvero in rafferma annuale siano stabiliti in forma percentuale e non al cento per cento, come prevede questo disegno di legge. La Commissione affari costituzionali ha espresso, pertanto, parere favorevole con l'osservazione che non possono essere previsti nella totalità dei posti annualmente messi a concorso.
Ho voluto sottolineare questo parere della Commissione affari costituzionali perché riteniamo sia estremamente importante nella valutazione dei lavori dell'Assemblea. Credo di immaginare nelle parole del presidente Benedetti Valentini che il tema dei concorsi imposti dalla pubblica amministrazione avrebbe ricevuto non dico una valutazione analoga, ma comunque un approfondimento anche da parte della Commissione lavoro.
Rimane il rammarico rispetto ai tempi, al calendario dei nostri lavori che non sempre ci consente un approfondimento anche su provvedimenti nei confronti dei quali non vi è alcun atteggiamento ostruzionistico da parte dell'opposizione, ma semplicemente un tentativo di apportare quei miglioramenti che il dibattito parlamentare consenta all'Assemblea di fare.
PRESIDENTE. Posso associarmi al rammarico dell'onorevole Benedetti Valentini che ha sollevato una questione di sicuro rilievo. Com'è noto, una volta che il provvedimento si è calendarizzato, si è concluso l'esame in sede referente ed è iniziata la discussione in Assemblea, non è più possibile tornare indietro. Il Presidente della Camera le ha risposto, come lei ha ricordato, con una lettera nella quale invitava anche ad esporre il problema direttamente in Assemblea.
Di questa lettera mi interessa in questa sede leggere alcune righe: sono comunque consapevole, dice il Presidente della Camera, dell'esigenza di assicurare l'effettiva espressione dei pareri ed, in special modo, di quelli a cui il regolamento riconosce una particolare efficacia, secondo quando prevede la lettera circolare sull'istruttoria e via seguitando. Quindi, riferirò anche le considerazioni espresse in questa sede, in modo che in futuro si possa seguire un percorso più compiuto e più condiviso.
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