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PRESIDENTE. Il sottosegretario per l'economia e le finanze, onorevole Molgora, ha facoltà di
DANIELE MOLGORA, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, l'interrogazione riguarda il problema dei rimborsi IVA. A livello nazionale per il periodo da gennaio a settembre
2003 sono stati erogati rimborsi in conto fiscale per cinque miliardi e 153 milioni di euro, cui vanno aggiunte compensazioni IVA esercitate dai contribuenti in sede di versamento unificato di imposte, tasse e contributi per un importo di 10 miliardi e 298 milioni di euro. Complessivamente, quindi, le imprese hanno ricevuto tra gennaio e settembre 2003 rimborsi IVA per 15 miliardi e 451 milioni di euro, contro i 14 miliardi e 400 milioni di euro rimborsati nell'analogo periodo del 2002, registrando un incremento di 1 miliardo e 50 milioni di euro.
PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di replicare.
SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, credo, per seguire il ragionamento che il sottosegretario ha svolto a braccio nella parte finale della sua risposta, che la questione dei rimborsi dei crediti IVA sia indubbiamente di eccezionale gravità. Lo sarebbe anche se si vivesse un frangente economico favorevole, ma diviene drammaticamente attuale allorché congiunture internazionali procurano, pur senza alcuna responsabilità del Governo, forte affanno al mondo delle imprese.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell'interpellanza e delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Dal mese di luglio del 2003 è stata inoltre introdotta una pianificazione dei rimborsi in conto fiscale che prevede un'erogazione mensile di circa 450 milioni di euro; in tal modo, secondo quanto riferito dall'agenzia delle entrate, il totale erogato per i rimborsi in conto fiscale nel corrente anno ammonterà a circa 6 miliardi e 300 milioni di euro contro i 5 miliardi e 800 milioni di euro del 2002. In considerazione dei dati suesposti risulta evidente lo sforzo dell'amministrazione finanziaria di eliminare l'arretrato e il ritardo dei rimborsi. Io stesso mi sono occupato anche delle questioni che attengono principalmente ai rimborsi IVA che sono ritenuti prioritari proprio perché, in un momento di difficoltà economica, il fatto che le imprese abbiano i rimborsi IVA e, quindi, abbiano maggiore liquidità - una liquidità di ritorno - determina per loro vantaggi soprattutto in un momento in cui la liquidità è anche per esse un problema. Su questo punto, quindi, c'è il preciso impegno del Governo e si sta facendo il massimo per risolvere il problema di questi rimborsi in modo da renderli i più rapidi possibili.
La ragionevole aspettativa di incasso del credito IVA pare a volte ingiustamente frustrata da ritardi che per molte imprese possono addirittura rivelarsi esiziali per la loro stessa esistenza. La rarefazione delle risorse finanziarie, la contrazione degli ordini, la spietata concorrenza internazionale e la riduzione dei consumi delle famiglie, derivante anche dall'infelice biennio borsistico, hanno messo a dura prova la solidità delle imprese. In tale quadro, che certamente non è entusiasmante, l'incasso tempestivo del credito IVA é elemento di rilevanza assoluta. Trattasi di crediti, onorevole sottosegretario, che, al di là di casi limitati numericamente, appaiano, per mutuare una terminologia direttamente discendente dal codice di procedura civile, certi, liquidi ed esigibili. E allora appare anche evidente che un Governo di centrodestra, vocazionalmente vicino al mondo dell'imprenditoria sana, non può che distinguersi dai Governi di centrosinistra, vocazionalmente vicini al mondo dell'imprenditoria assistita, proprio attraverso la puntualità nell'assolvimento dei propri oneri debitori nei confronti di imprese che hanno già antecedentemente donato, e abbondantemente, il sangue tributario alle casse dello Stato.
Io prendo atto con piacere dello sforzo che il sottosegretario ha documentato, anche con dati significativi, perché rimettere tempestivamente, in un circolo virtuoso, miliardi di euro, trasferendoli alle imprese, significa compiere, da parte del Governo - e non credo di fare un'affermazione che possa essere confusa con un'iperbole -, addirittura una vera e propria manovra economica. Non adempiere a tale dovere, al contrario, può significare contribuire ad una vera e propria destrutturazione delle imprese, che è ciò di cui l'intero paese oggi non ha assolutamente bisogno.
Sotto questo profilo, pertanto, onorevole sottosegretario, conoscendo sia la sua personale sensibilità nei confronti di tale problema, sia la sensibilità complessiva del Governo rispetto al mondo delle imprese sano e produttivo (non quello assistito), non posso far altro che dichiararmi soddisfatto della sua risposta, con l'invito, ovviamente, a far sì che, al di là dell'aumento in termini quantitativi dei rimborsi (che pure rappresenta un segnale positivo), si proceda soprattutto alla valutazione e al monitoraggio della tempestività dell'accredito dei rimborsi IVA ad imprese che ne hanno assolutamente bisogno (cosa di cui sia lei, personalmente, sia l'intero Governo siete perfettamente consapevoli).
Quindi, la ringrazio e mi dichiaro soddisfatto.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 15,30.


