Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 383 del 4/11/2003
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Svolgimento di una interpellanza e di interrogazioni (ore 10,35).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di una interpellanza e di interrogazioni.

(Iniziative per permettere alle organizzazioni sindacali non firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto scuola di partecipare alla campagna per le elezioni per il rinnovo delle RSU - n. 2-00920).

PRESIDENTE. L'onorevole Titti De Simone ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00920 (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 1).

TITTI DE SIMONE. Signora sottosegretaria, noi abbiamo presentato questa interpellanza l'8 ottobre scorso e ci troviamo oggi a discuterla. Ad ogni modo il problema è quanto mai urgente ed imminente, perché siamo ormai a qualche settimana dalla data delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) delle diverse istituzioni scolastiche. Si tratta di un appuntamento elettorale molto importante per i lavoratori della scuola e riguarda oltre 1 milione di aventi diritto al voto; credo, pertanto, che sia interesse di tutti garantire il massimo del confronto democratico fra tutte le organizzazioni sindacali che prendono parte a questo appuntamento.
Il 7 luglio del 2003 ha avuto luogo, presso la sede dell'ARAN, l'incontro tra il presidente dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, l'avvocato Guido Fantoni, e le organizzazioni sindacali. Al termine di quell'incontro, le parti hanno sottoscritto un protocollo per la definizione del calendario delle votazioni per il rinnovo delle RSU del comparto della scuola e la tempistica delle procedure elettorali.
Dall'inizio del mese di ottobre sono state avviate le procedure elettorali nelle diverse istituzioni scolastiche e il 20 ottobre


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scorso c'è stato l'annuncio delle elezioni per il rinnovo delle RSU. Quello che sta succedendo concretamente è che, in moltissime istituzioni scolastiche, i dirigenti si stanno rifiutando di concedere le assemblee sindacali, per la presentazione delle liste per il rinnovo delle RSU, alle organizzazioni o alle confederazioni sindacali che non sono firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto della scuola. Così facendo, non consentono l'esercizio del diritto del personale docente e del personale tecnico-amministrativo di poter ascoltare tutte le posizioni in campo e tutte le proposte che vengono avanzate dalle diverse organizzazioni sindacali, nonché di poter scegliere a quale Assemblea partecipare. Ciò si configura, a nostro avviso, come una limitazione delle libertà sindacali.
Credo che non sia possibile immaginare che solo coloro che firmano i contratti possano godere di diritti sindacali elementari come quello di assemblea e ciò soprattutto alla vigilia di elezioni, come quelle che ci troviamo davanti. Vi è, quindi, un problema concreto di esercizio democratico, al quale va data una risposta. Il problema, come lei ben ricorderà, si pose già in occasione delle precedenti elezioni, quelle del 2000; in quell'occasione, precisamente in data 2 novembre 2000, il segretario della CGIL Scuola, Panini, inviò una lettera al ministero e all'ARAN.
Questa lettera diceva (cito tra virgolette): «È profonda convinzione della CGIL scuola che la campagna elettorale debba prevedere per ogni lista di scuola di poter esercitare uguali opportunità sul versante dell'informazione e del coinvolgimento dei lavoratori del luogo di lavoro nella quale essa si presenta.». Sostanzialmente, in quella lettera veniva chiesto di autorizzare due ore di assemblea straordinaria in orario di servizio.
Ora, signor sottosegretario, in quell'occasione il riscontro ci fu e l'ARAN, insieme al ministero, autorizzò le suddette assemblee anche a quei soggetti sindacali presentatori di liste che, fino a quel momento, non disponevano di tale diritto di derivazione contrattuale.
La materia della rappresentatività sindacale nel nostro paese continua ad essere ampiamente rimossa e ciò crea notevoli tensioni in molti comparti. A mio avviso, occorrerebbe risolvere una volta per tutte tale questione, ponendo mano al problema attraverso una legge, ma questa non è la sede per discutere di tale situazione. Tuttavia, visto l'appuntamento importante che ci troviamo davanti, è nostro compito rimuovere tutti gli ostacoli che, in questo momento, si frappongono al pieno e libero esercizio della democrazia e della libertà sindacale nei luoghi di lavoro del comparto della scuola.
Onorevole sottosegretario, sarebbe opportuno che l'ARAN e il ministero accordassero - c'è ancora il tempo - una possibilità analoga a quella riconosciuta nel 2000, seppur con quelle limitazioni. Ciò costituirebbe un segnale molto importante di attenzione e di serietà per la soluzione di tale questione che, tra l'altro, verrebbe apprezzato da tutte le organizzazioni sindacali.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, onorevole Aprea, ha facoltà di rispondere.

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, onorevole De Simone, l'articolo 42 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, stabilisce che, fino a quando non vengono emanate norme di carattere generale sulla rappresentatività sindacale che sostituiscano o modifichino quelle della legge 20 maggio 1970 n. 300, le pubbliche amministrazioni osservano le disposizioni contemplate dallo stesso decreto in materia di rappresentatività sindacale ai fini dell'attribuzione dei diritti e delle prerogative sindacali nei luoghi di lavoro nonché dell'esercizio della contrattazione collettiva.
Lo stesso decreto legislativo ha riconosciuto piena soggettività e autonomia alle


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pubbliche amministrazioni ai fini della contrattazione collettiva nazionale integrativa ed ha provveduto contestualmente alla determinazione dei criteri oggettivi di misurazione della rappresentatività sindacale delle organizzazioni sindacali operanti nel settore pubblico e ciò sia per la partecipazione alla contrattazione collettiva sia per la titolarità e l'esercizio dei diritti sindacali nei luoghi di lavoro.
Per quanto riguarda, in particolare, le assemblee, è intervenuto il contratto collettivo nazionale quadro del 7 agosto 1998, sulle modalità di utilizzo dei distacchi, aspettative e permessi nonché delle altre prerogative sindacali, il quale, all'articolo 2, comma 2, fa rinvio all'articolo 10 del contratto stesso per l'individuazione dei soggetti autorizzati ad indire assemblee e cioè: i componenti delle RSU; i dirigenti sindacali rappresentanze aziendali (RSA) delle associazioni rappresentative, ai sensi dell'articolo 10 dell'accordo stipulato il 7 agosto 1998; i dirigenti sindacali dei terminali di tipo associativo delle associazioni sindacali rappresentative che, dopo le elezioni delle RSU, siano rimasti operativi nei luoghi di lavoro nonché quelli delle medesime associazioni aventi titolo a partecipare alla contrattazione collettiva integrativa, ai sensi dell'articolo 5 dell'accordo stipulato il 7 agosto 1998; i dirigenti sindacali che siano componenti degli organismi direttivi delle proprie confederazioni ed organizzazioni sindacali di categoria rappresentative non collocati in distacco o aspettativa.
Per quanto attiene al comparto scuola, il recente contratto collettivo nazionale di lavoro del 24 luglio 2003, nel confermare il contenuto del citato articolo 2 del contratto collettivo nazionale quadro del 7 agosto 1998, ha più specificatamente regolamentato, all'articolo 8, l'esercizio del diritto di assemblea nel comparto medesimo.
In particolare, il comma 3 individua i soggetti autorizzati ad indire assemblee. Esso recita: le assemblee che riguardano la generalità dei dipendenti o gruppi di essi sono indette con specifico ordine del giorno: a) singolarmente o congiuntamente da una o più organizzazioni sindacali rappresentative del comparto, ai sensi dell'articolo 1, comma 5, del contratto collettivo nazionale quadro del 9 agosto 2000 sulle prerogative sindacali; b) dalla RSU nel suo complesso e non dai singoli componenti, con le modalità di cui all'articolo 8, comma 1, dell'accordo quadro sulle elezioni delle RSU del 7 agosto 1998; c) dalla RSU congiuntamente con una o più organizzazioni sindacali rappresentative del comparto ai sensi dell'articolo 1, comma 5, del contratto collettivo nazionale quadro del 9 agosto 2000 sulle prerogative sindacali.
Vorrei far presente, inoltre, che l'accordo quadro del 7 agosto 1998, che ha stabilito le regole per le elezioni delle RSU nei comparti del pubblico impiego, non ha introdotto elementi ulteriori e specifici per la competizione elettorale. Pertanto, le uniche norme di riferimento da seguire anche durante la prossima tornata elettorale sono, attualmente, quelle sopra illustrate e richiamate nella nota ministeriale del 14 ottobre 2003 (protocollo n. 2574).
Ricordo che ai sensi dell'articolo 40, comma 4, del decreto legislativo n. 165 del 2001 le pubbliche amministrazioni adempiono gli obblighi assunti con i contratti collettivi nazionali o integrativi dalla data della sottoscrizione definitiva e ne assicurano l'osservanza nelle forme previste nei rispettivi ordinamenti.
Faccio presente infine che per maggiore chiarezza, anche a seguito di alcuni quesiti pervenuti, è stato chiesto all'ARAN un parere in ordine al diritto di assemblea nel comparto scuola proprio in occasione del rinnovo delle RSU. L'ARAN ha reso il proprio parere, con nota del 22 ottobre 2003 n. 7265, confermando quanto sopra esposto.
Pertanto, essendo la materia compiutamente disciplinata da norme legislative e contrattuali, nessuna discrezionalità può essere riconosciuta all'amministrazione.

PRESIDENTE. L'onorevole Titti De Simone ha facoltà di replicare.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, signora sottosegretaria, non posso definirmi


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soddisfatta, in quanto la sua risposta è analoga a quella che abbiamo ricevuto al Senato per l'interpellanza del senatore Malabarba, di Rifondazione comunista: ritengo che, oggi come in quell'occasione, il problema sia stato sostanzialmente eluso.
Ero già a conoscenza della normativa, in gran parte in vigore dalle elezioni del 2000, e sono sorpresa dalle dichiarazioni provenienti dall'ARAN, poiché in occasione di quelle elezioni l'ARAN emanò una circolare con la quale si autorizzavano le presidenze delle scuole a consentire l'indizione di assemblee anche alle organizzazioni sindacali non firmatarie dei contratti, ovvero alle organizzazioni sindacali non rappresentative.
Ritengo che ciò possa essere consentito in ogni occasione, proprio per il fatto che si possono costituire nuove associazioni sindacali che non hanno una presenza organizzata sia perché non sono firmatarie di contratti di lavoro sia perché non sono elette nelle RSU, e dunque non possono convocare assemblee.
Permane dunque una palese limitazione della possibilità di svolgere correttamente la campagna elettorale per un appuntamento molto importante per il settore della scuola. Tale limitazione permane, e ritengo si tratti di un problema ineludibile che deve essere affrontato, e occorre trovare una modalità per farlo.
Rivolgo un ennesimo appello al Governo, al ministero, all'ARAN, perché questa modalità possa essere trovata da qui alla scadenza, come si è fatto nella precedente occasione, per consentire anche alle associazioni sindacali non rappresentative o non ancora rappresentative di tenere le assemblee nei luoghi di lavoro, magari con quella forma limitata con cui ciò fu concesso tre anni fa. Insomma, si dia loro una possibilità concreta di presentare il proprio programma e di confrontarsi con l'elettorato, costituito dai lavoratori del settore della scuola.
Onorevole sottosegretario, spero che questo intervento del Governo, che ha sostanzialmente ribadito le norme vigenti, non precluda necessariamente la possibilità di trovare una modalità per disciplinare questo aspetto - che riguarda la libertà sindacale, la democrazia e la rappresentatività sindacale - anche con una norma transitoria, come si è fatto tre anni fa per le elezioni del 2000.
Quindi, con il mio appello, invito a prendere ancora in esame la questione, perché - come sappiamo tutti - le organizzazioni sindacali rappresentative si sono già espresse sull'argomento e vogliono una competizione democratica e libera tra tutti i soggetti che sono oggi coinvolti in questa competizione elettorale e che possono presentarsi anche per la prima volta a queste elezioni.
Non si chiede una modifica delle posizioni del Governo. Mi auguro semplicemente che si possa prendere atto di questa esigenza forte che si aggiunge a quelle già normate, qui ricordateci dal sottosegretario.

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