![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato delle proposte di legge, d'iniziativa dei deputati Guido Dussin; Volonte' ed altri: Finanziamento di interventi per opere pubbliche.
La ripartizione dei tempi è pubblicata nel vigente calendario dei lavori dell'Assemblea (vedi calendario).
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Avverto che il presidente del gruppo parlamentare dei Democratici di sinistra-l'Ulivo ne chiesto l'ampliamento senza limitazione nelle iscrizioni a parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del regolamento.
Ha facoltà di parlare la relatrice, onorevole Anna Maria Leone.
ANNA MARIA LEONE, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'VIII Commissione propone all'Assemblea l'approvazione del testo unificato delle proposte di legge n. 3606 e n. 3679, al fine del finanziamento di opere di interesse locale. Il provvedimento è frutto di un approfondito lavoro svolto presso la Commissione di merito, che ha inserito nel testo unificato all'esame dell'Assemblea tutti i finanziamenti già inclusi nelle due proposte di legge citate, esaminate in abbinamento, aggiungendo altresì un ulteriore novero di interventi suggeriti da alcuni emendamenti presentati nel corso dell'esame in sede referente.
La logica che ispira il presente testo unificato è quella di attivare, attraverso un apposito provvedimento normativo, una serie di finalizzazioni relative alla tabella B della legge finanziaria per il 2003 (spese in conto capitale), con riferimento agli accantonamenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In tal modo, infatti, il legislatore può destinare congrui stanziamenti alla realizzazione di importanti opere sul territorio nazionale, evitando di disperdere quelle risorse, previste dall'ultima manovra di finanza pubblica, che altrimenti rischierebbero di rimanere inutilizzate. Pertanto, al fine di garantire il finanziamento di opere di particolare interesse locale, il presente provvedimento attribuisce, agli enti rispettivamente interessati, stanziamenti destinati a vari interventi.
Il testo unificato si compone di un unico articolo, suddiviso in sei commi. In primo luogo, recependo il contenuto della proposta di legge n. 3606, al comma 1, lettera a), si prevede un finanziamento di 1.200.000 euro, rispettivamente per gli anni 2003 e 2004, per la realizzazione di un sottopasso alla strada statale 13 Pontebbana e di un ponte sul torrente Cervada. L'intervento interessa due comuni della provincia di Treviso, precisamente San Vendemiano e Conegliano, che appartengono, per collocazione geografica, alla zona pedemontana caratterizzata da una consolidata economia agricolo-industriale-artigianale di grande rilievo e importanza nel contesto insediativo veneto. Lo stanziamento permetterà, in particolare, al comune di San Vendemiano di abbreviare
i tempi per la realizzazione delle infrastrutture citate, migliorando così una rete statale ormai al collasso e che sino ad oggi non ha avuto, salvo piccoli interventi, modificazioni tali da migliorarne il diverso rapporto con il contesto produttivo. Inoltre, con il comma 1, lettere da d) a l), sono definiti stanziamenti che interessano il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e che sono destinati alla realizzazione di alcune opere pubbliche. I finanziamenti sono, in particolare, diretti a disporre finanziamenti per le seguenti finalità: realizzazione degli interventi finalizzati al ripristino della tratta ferroviaria Sicignano (Salerno)-Lagonegro (Potenza); realizzazione degli interventi finalizzati all'adeguamento e messa in sicurezza della superstrada del Liri; realizzazione degli interventi finalizzati al potenziamento della strada statale n. 106 nella tratta Sibari-Crotone; realizzazione degli interventi finalizzati all'adeguamento della strada statale n. 212 della Val Fortore-strada statale n. 369 Apputo Fortorina (Benevento); realizzazione dei lavori di collegamento degli agglomerati industriali della città di Vibo Valentia con lo svincolo autostradale Vibo-Sant'Onofrio (tali finanziamenti sono assegnati al comune di Vibo Valentia); realizzazione della prima tratta ciclabile San Lorenzo al Mare-Santo Stefano (Imperia), assegnando tali somme alla regione Liguria; realizzazione di opere edilizie presso l'università di Urbino; ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature, nonché adeguamento delle sedi logistiche degradate della sezione provinciale di Torino dell'associazione nazionale vigili del fuoco volontari; acquisizione, ristrutturazione e attivazione di un centro di rieducazione dei minori presso l'immobile ex ospedale mauriziano sito in Lanzo Torinese.
Nel corso dell'esame in sede referente, la Commissione ha, quindi, approvato alcuni emendamenti che hanno consentito di attivare ulteriori finalizzazioni delle spese in conto capitale previste dalla legge finanziaria per il 2003. Sono stati quindi stanziati appositi fondi, che risultano destinati: alla realizzazione di interventi per opere pubbliche nella città di Reggio Calabria (su proposta di deputati dei gruppi di opposizione); alla realizzazione della circonvallazione di San Vito dei Normanni (Brindisi); alla progettazione e realizzazione di opere di miglioramento della viabilità della strada statale n. 225 della Fontana Buona; alla progettazione e realizzazione di interventi a favore della sicurezza stradale lungo la ex strada statale n. 350 fra Arsiero e Lastebasse, in provincia di Vicenza; alla progettazione realizzazione di opere di messa in sicurezza e miglioramento della viabilità del comprensorio delle comunità montane Val Seriana e Val Brembana; alla progettazione e realizzazione degli interventi di sistemazione delle rive del fiume Brenta, in località Camposanmartino; alla progettazione e realizzazione del sottopasso ferroviario di Mornago; al potenziamento della stazione di Tortona.
Come accennato in precedenza, si tratta di una serie di interventi integralmente finalizzati nel corso dell'esame della legge finanziaria per il 2003, che attingono gli accantonamenti relativi al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di cui al Fondo speciale di parte capitale dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2003.
L'unica eccezione è costituita dall'intervento di cui alla lettera o) del comma 1 dell'articolo unico che, in realtà, è incluso nell'elenco degli interventi da aggiungere alle finalizzazioni di Tabella B, comunicato dal relatore all'Assemblea della Camera, in terza lettura del disegno di legge finanziaria per il 2003, nella seduta del 23 dicembre 2002. Si tratta, in ogni caso, di un intervento sul quale anche il Governo si è espresso favorevolmente e che, pertanto, non presenta profili di problematicità.
La VIII Commissione ha poi accolto due emendamenti, presentati dall'opposizione, utilizzando appositi stanziamenti per proseguire, da parte del comune di Venezia, il «progetto Life-Barene» e per avviare l'opera di rinaturalizzazione della laguna centrale di Venezia, per eliminare gli effetti negativi dovuti al Canale dei petroli.
Si tratta di due autorizzazioni di spesa facenti capo all'accantonamento della Tabella B relativo al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, che potranno attivare importanti risorse per la realizzazione di interventi di rilievo per il sistema lagunare nel suo complesso.
Infine, per quanto concerne le Commissioni in sede consultiva, si osserva che tutte le Commissioni hanno espresso parere favorevole sul provvedimento, in tal modo testimoniando la validità dell'impianto del testo unificato in esame. In tal senso, si propone all'Assemblea la sollecita approvazione del testo unificato delle proposte di legge, anche al fine di consentire l'utilizzo tempestivo delle risorse accantonate con la legge finanziaria per il 2003.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
SALVATORE CICU, Sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, mi riservo di intervenire successivamente.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Mondello. Ne ha facoltà.
GABRIELLA MONDELLO. Illustre Presidente, onorevoli colleghi, si tratta, come ha testé sottolineato la relatrice Anna Maria Leone, di due proposte di legge unificate in quanto di contenuto simile, concernente il finanziamento di opere pubbliche di interesse locale. Il provvedimento, che viene sottoposto all'esame dell'Assemblea, è frutto di un impegnativo lavoro svolto presso la VIII Commissione, che ha contribuito alla stesura di un elenco di opere quanto mai necessario allo sviluppo del nostro paese. Opere, in parte comprese nella versione originaria delle due proposte presentate e, quindi, abbinate; in parte, aggiunte nel corso dell'esame in sede referente.
Ad una prima lettura, chi volesse opporsi al provvedimento in esame, potrebbe considerare l'elenco delle opere - che costituisce l'articolo 1 della proposta, suddiviso in sei commi - come un tipico esempio di interventi a pioggia. Ma ciò non è assolutamente vero; può facilmente essere dimostrato quando si analizzino attentamente i vari interventi, come di seguito farò per alcuni.
Il tutto risponde a linee programmatiche generali; innanzitutto, infatti, occorre rilevare che il testo in esame è pienamente rispondente ai principi ispiratori del Governo Berlusconi, che vuole affrontare e realizzare una rete infrastrutturale più efficiente, di cui il nostro paese ha assoluto bisogno per incentivare il suo sviluppo. Desidero sottolineare come vi sia un gran numero di luoghi in cui non si effettuano opere pubbliche da moltissimi anni, addirittura da decenni. La paralisi, dovuta a diversi fattori - veti esagerati da parte di vari enti, mancanza di programmazione e progettazione, scarsità di fondi da destinare ad opere concrete rispetto ad interventi «dell'effimero» - è davvero durata troppo a lungo. Bisogna ricominciare da capo, e questa legge si colloca davvero tra i primi pilastri del nuovo corso.
Vi sono, a mio parere, quattro tipi diversi di interventi: quelli che riguardano miglioramenti, completamenti e messa in sicurezza di arterie già esistenti e che acquisteranno, quindi, un'importanza ed una funzionalità ben diverse; altri che hanno un rilievo notevolissimo nel settore della difesa dell'ambiente, così attuale visto il susseguirsi di eventi calamitosi nel nostro paese; interventi che sono finalizzati a diversa destinazione di alcune aree ed, infine, opere di carattere edilizio che vanno a sistemare strutture molto importanti per il progresso del nostro paese.
Al primo gruppo, ad esempio, appartengono gli interventi di cui alla lettera a) del comma 1. Non leggerò il testo in quanto già egregiamente lo ha fatto la collega. Tuttavia, l'intervento di cui alla lettera a), che era previsto anche nel testo della prima proposta di legge, riguarda il comune di San Vendemiano in provincia di Treviso. Seguono altri interventi, quali quelli di cui alle lettere c), d), e), f), n), o), p), q) ed s). Si tratta di opere che andranno a potenziare una rete stradale che spesso è al collasso, in molti casi così pericolosa da far registrare gravi incidenti
e, certamente, non più adeguata al contesto di realtà altamente produttive in cui è inserita.
Molto interessanti e di grande rilevanza sono le opere previste a difesa dell'ambiente, in particolare i rinforzi delle arginature di corsi d'acqua, opere che diventano indispensabili alla luce dei cambiamenti climatici che vedono susseguirsi, a prolungati periodi di siccità, precipitazioni torrenziali che provocano disastrose esondazioni. A questo proposito, sento spesso lamentare, da più parti, che le risorse attribuite sono scarse, mentre con questa proposta si fa realmente qualcosa di concreto. Si tratta, per esemplificare, della lettera q) numeri 4) e 6) e della lettera r) del comma 1 e del comma 5 di grande rilevanza per ciò che riguarda Venezia.
Orientata a concretizzare le politiche del trasporto con il rispetto dell'ecologia è la norma di cui alla lettera g) del comma 1, che prevede la realizzazione, in luogo della dismessa rete ferroviaria, di una pista ciclabile che percorrerà uno dei tratti più panoramici della riviera di Ponente in provincia di Imperia, incentivando, in tal modo, il turismo, che viene dotato di uno strumento moderno ed assai richiesto, ed i residenti, che potranno usufruire di un'infrastruttura non solo per il tempo libero, ma anche alternativa al congestionato traffico automobilistico di quelle località.
Un gruppo di interventi, come ho detto precedentemente, riguarda opere di carattere edilizio, come quelle di cui alle lettere h), che già la collega ha illustrato, i) ed l) che, ben distribuite territorialmente, rivestono grandissima importanza sotto il profilo culturale e sociale (si pensi alle opere che riguardano, ad esempio, l'università di Urbino).
Altre, infine, vanno incontro ad esigenze di maggiore funzionalità nel campo dei trasporti, come quelle di cui alla lettera q) numero 6), che riguarda un parcheggio per autolinee ed alla lettera t) per il potenziamento della stazione ferroviaria di Tortona. Approvando questo provvedimento, l'organo legislativo destinerà congrui stanziamenti per la realizzazione di importanti opere sul territorio nazionale, evitando di disperdere quelle risorse previste dall'ultima manovra di finanza pubblica che, altrimenti, rischierebbero di rimanere inutilizzate.
Tutte le Commissioni, come è stato detto in precedenza, hanno espresso in sede consultiva parere favorevole sul provvedimento, confermando in tal modo la validità del testo unificato in discussione.
Per tale provvedimento esprimo i più sentiti ringraziamenti per l'opera svolta all'VIII Commissione, al suo presidente Armani, al presidente del gruppo di Forza Italia Lupi ed alla relatrice Anna Maria Leone.
Per queste fondate ragioni, ritengo che questa proposta di legge debba essere approvata, a conferma che, nonostante le accuse strumentali, alle parole stanno seguendo i fatti, dopo naturalmente un doveroso periodo di analisi delle necessità ed il reperimento di congrue risorse.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Molinari. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, il provvedimento in esame si configura come un ennesimo assalto alla diligenza, davvero un esempio concreto di una vecchia logica di fare politica. Di fronte all'inerzia che si registra nella realizzazione delle cosiddette grandi opere abbiamo oggi in Parlamento un elenco di opere minori, spesso marginali, e con una forte caratterizzazione nordista.
Sappiamo benissimo che la carenza infrastrutturale riguarda tutto il paese, ma a tutti è nota la carenza presente al sud che costituisce un vero disincentivo alle imprese ed alla localizzazione di nuove attività economiche. Il tasso di infrastrutturazione pone le nostre regioni meridionali al di sotto della media europea ed agli ultimi posti persino nell'Europa allargata. Allora, vi è qualcosa che non va.
Si è svolta una grande campagna mediatica sulla realizzazione delle grandi opere. Abbiamo avuto un commissariamento di fatto del ministro Lunardi con i lunedì del Presidente del Consiglio per
dare impulso, ma nonostante questo ennesimo sacrificio del cavaliere riscontriamo che ben poco è stato fatto.
Tutti ricorderanno la bella pubblicità dell'ANAS di quest'estate sull'ammodernamento della A 3 Salerno-Reggio Calabria. Ebbene, in tale pubblicità vi era una sorta di Mosé che apriva le acque e faceva passare una bella autostrada. Quella pubblicità, oltre ad essere ingannevole, è stata beffarda per chi quell'autostrada l'ha percorsa in estate per andare in vacanza, ma soprattutto per chi, quotidianamente, la percorre per motivi di lavoro. Penso ai costi dei pendolari, ai costi per le imprese, ai sacrifici degli autotrasportatori. Eppure, il traguardo dei lavori della A 3 è ben lontano dall'essere raggiunto perciò il ministro Lunardi ed il viceministro Martinat quando, periodicamente, sono chiamati a rispondere ai nostri atti di sindacato ispettivo, parlano di termini dei lavori spostati sempre più in là: dal 2006 al 2007, al 2008. Non male per un Governo che faceva degli impegni un assunto ineludibile!
Si continua a parlare di ponte sullo stretto come se si trattasse di sesso degli angeli, mentre le ferrovie nel Mezzogiorno sono un vero disastro. Vi sono tratte ad un solo binario, elettrificate, ma con tempi lunghi di percorrenza, simili a quando si andava a gasolio, come nel caso della Battipaglia-Potenza-Taranto. L'alta velocità sembra subire il tabù del Mezzogiorno: si fermerà a Napoli. Quando si parla annualmente, in occasione della fiera del levante, di prolungamento verso Reggio Calabria o verso Bari sappiamo tutti che si tratta di ipotesi poco verosimili considerata la ristrettezza di investimenti e l'inefficacia delle misure adottate fino ad ora dal Governo per impegnare i privati.
Allora, siamo in questa sede a discutere di un provvedimento marginale e particolare di guicciardiniana memoria. Noi contestiamo il provvedimento rilevando come siano stati inseriti nella tabella B della legge finanziaria interventi senza alcun criterio oggettivo. Si tratta, infatti, di interventi di carattere settoriale con la previsione di risorse insufficienti alla completa realizzazione delle opere. Tale impostazione contrasta con la preannunciata programmazione complessiva del Governo nel contesto di opere pubbliche che dovrebbero condurre all'ammodernamento infrastrutturale del paese.
Non sappiamo cosa ci aspetti nel prossimo passaggio parlamentare della legge finanziaria per il 2004. Ci auguriamo che non si continui a fare ricorso a tale modalità di intervento. A nostro parere, come sostenuto anche dai colleghi Iannuzzi e Realacci per la Margherita nel corso dei lavori in Commissione, dovrebbero essere invece previste disposizioni limitate ad un ristretto numero di opere di respiro nazionale, individuate con criteri soggettivi.
Come si fa, in queste condizioni, ad affermare che alcune opere, come quelle previste nel progetto di legge in oggetto, siano più importanti di altre? È solo una guerra tra chi conduce, soprattutto nella maggioranza, un estenuante braccio di ferro per vedere chi conta di più. Inoltre, se la finalità del provvedimento in esame è quella di consentire l'attivazione degli interventi oggetto della finalizzazione di cui alla tabella B appare sconcertante ed offensivo nei confronti della Camera che si escludano interventi cui dovrebbe far riferimento un apposito provvedimento del Senato di cui ancora non si vede l'origine, considerato che siamo in sessione di bilancio per l'anno prossimo, con il rischio di ingenerare sospetti e creare ulteriori disuguaglianze.
Questo è quanto contestiamo con forza anche in merito a quella strana situazione che si viene a creare nelle leggi finanziarie con l'assalto alle tabelle, con gli accantonamenti che accontentano qualcuno e qualche area, ma in maniera non omogenea e non organica agli interessi globali del paese.
Che programmazione può essere quella che prevede stanziamenti insufficienti al completamento o alla realizzazione di opere che comunque nei diversi provvedimenti necessiterebbero di altri finanziamenti? Contestiamo, inoltre, il fatto che alcune priorità sono state davvero ignorate. Tanto per fare un esempio, nella
regione dalla quale provengo, la Basilicata, ci sarebbe bisogno della messa in sicurezza della strada statale (superstrada) 407 Basentana, che collega l'A3 alla strada statale 106 Jonica; si tratta di un intervento necessario ed urgente, sollecitato dalla regione e dal compartimento dei trasporti dell'ANAS. Vi sono poi delle opere che appaiono e scompaiano, come la Potenza-Bari, annunciata come priorità nell'elenco faraonico delle oltre 100 opere approvate dal CIPE, ma priva (come al solito) di finanziamento.
Noi chiediamo alla maggioranza e al Governo di tenere fede agli impegni assunti. Come si può, quindi, parlare di programmazione omogenea sul territorio, se ancora una volta si premiano scelte che esulano dalla tecnica, essendo dettate solo dalla politica interna alla maggioranza, e se al sud arrivano solo briciole insufficienti?
Certo, e concludo, per il ministro Lunardi, abituato a ragionare in grande, giungere in Parlamento per confrontarsi su un provvedimento come questo è davvero una grande mortificazione.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Abbondanzieri. Ne ha facoltà.
MARISA ABBONDANZIERI. Di fronte a questo provvedimento viene da dire: si tratta di un semplice provvedimento sulle opere pubbliche o di un provvedimento semplice sulla opere pubbliche? Ho ascoltato la relazione del relatore, l'onorevole Anna Maria Leone, accompagnata dall'intervento dell'onorevole Mondello ed ho cercato tutte le ragioni perché il loro garbo e la loro precisione mi convincessero. So perfettamente che si tratta di un elenco e chi lo ha ascoltato, alla radio per esempio, potrà pensare che alcuni territori avranno delle risposte e che quindi, avvantaggiandosi in tal senso, le cose potranno considerarsi da questo punto di vista positive. Purtroppo non è così e cercherò di spiegare il perché.
Il provvedimento, nel testo unificato giunto all'esame dell'Assemblea, dispone l'erogazione di 105,9 milioni di euro, più altri 19,5 milioni di euro, più i commi 5 e 6, per un totale di 250 miliardi di vecchie lire. Certo, la fetta non è tanta, ma è considerevole, se il modo in cui ci si muove è quello che tenterò di spiegare e pertanto fare un po' di conti credo sarà utile. Gioverà ricordare che le finalizzazioni fatte alla fine della finanziaria 2003 sono state precedute dalle finalizzazioni della finanziaria 2002. Cioè, in quel suk che diventa l'approvazione della legge finanziaria, in prima o in seconda o in terza lettura nelle aule del Parlamento, se sei abbastanza vicino - e uso questa espressione - al relatore puoi ottenere una finalizzazione e l'ordine di grandezza in questo caso, per l'anno 2003, sono le cifre di cui parlavo prima.
Tuttavia, è utile ricordare che l'attuale Governo ci ha proposto - e sono finanziamenti già accordati - anche l'articolo 55 della finanziaria 2002: altri 50 milioni di euro, il cui fondo è gestito dal ministro Tremonti. Tale articolo 55 ha messo a disposizione per il 2003 altri 69 milioni di euro (leggerò poi il riparto che è stato fatto con il provvedimento del luglio 2003 sulla base della cosiddetta risoluzione Crosetto).
Per il 2004 e il 2005, ci saranno altri 100 milioni di euro; parliamo sempre del fondo gestito dal ministro Tremonti e ne vedremo sicuramente delle belle.
Ma, come se non bastasse - ed ecco perché siamo doppiamente indignati in ordine a questo provvedimento -, pochi giorni fa - udite, udite -, in sede di conversione del cosiddetto «decretone» (che, di fatto, costituisce la finanziaria per il 2004), il ministro Tremonti ha inserito nel maxiemendamento l'articolo 32-bis, intitolato Fondo per interventi straordinari della Presidenza del Consiglio dei ministri, che così recita: Al fine di contribuire alla realizzazione di interventi infrastrutturali, è istituito un fondo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Per il 2003 sono previsti circa 73 milioni di euro, per il 2004 e per il 2005, 100 milioni di euro per ogni anno. Inoltre, il Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il ministro dell'economia - ovvero il ministro Tremonti
-, individuerà gli interventi da realizzare, gli enti beneficiari e le risorse da assegnare nell'ambito delle disponibilità del fondo.
Ritengo sia facilmente comprensibile che si tratta di un modo oltre che vecchio - ma questo sarebbe un aggettivo a questo punto troppo piccolo - estremamente importante e significativo di come si possa prendere in giro il Parlamento e le comunità locali. Onorevole Mondello, altro che pioggia, siamo di fronte ad un temporale! Un temporale che vedrà distribuire, in quattro anni, oltre 2 mila miliardi di vecchie lire per opere come quelle che lei ha elencato poc'anzi. E se gli anni saranno 5 - ovvero anche la finanziaria per il 2006 - probabilmente arriveremo a 2 mila 500 miliardi.
Al fatto che si possano utilizzare gli argomenti che ho appena ascoltato per parlare di un fondo di circa 2 mila miliardi di lire, gestiti dal ministro Tremonti e dai vari relatori di maggioranza sulle finanziarie come se si trattasse di una cosa ordinaria, non mi adeguo! Ascolto, non mi adeguo e reagisco ancora di fronte a questo tipo di valutazioni.
Il potente ministro dell'economia ogni tanto crea un fondo suo, poi procede al taglio agli enti locali, taglia il fondo per gli investimenti ai piccoli comuni con il quale, magari, questi ultimi avrebbero potuto affrontare alcuni di questi problemi; dunque si lede anche l'autonomia.
Un po' di sottobosco parlamentare esoso e clientelare, per accontentare un po' di parlamentari! E viene davvero voglia di pensare - lo dico, nonostante tutto, con un tono più leggero per il rispetto che porto nei confronti del Parlamento - che quei fondi siano quelli che servono per ottenere la fiducia, per far sì che passino tutti i mal di pancia: quelli che si sono registrati al Senato con la fiducia sul decreto-legge e quelli che si registreranno nell'aula di questa Camera.
Se permettete, si tratta di un'offesa al Parlamento oltre che alla politica e alle comunità locali. Anche perché, l'altro giorno, mi è capitato di ascoltare l'onorevole Dario Galli della Lega nord in una trasmissione televisiva intorno alle 14 nel corso della quale, rispondendo alla domanda sul perché fosse giusto porre la fiducia su un provvedimento, affermava che era indispensabile, altrimenti si sarebbe assistito all'assalto degli emendamenti sui passi e i sottopassi. Lascio a voi trarre ogni conclusione!
L'onorevole Anna Maria Leone ha avuto modo di apprezzare (e lo ha dichiarato) i nostri emendamenti riguardanti scuole e messa in sicurezza. Servirà per ricordare all'onorevole sottosegretario alla pubblica istruzione che il compito è degli enti locali ma le risorse devono essere dello Stato e non esclusivamente degli enti locali come il sottosegretario ha affermato anche pochi giorni fa rispondendo ad un'interrogazione parlamentare.
Tali emendamenti riguardano la viabilità trasferita alle province, la relativa messa in sicurezza nonché la difesa del suolo. Prima ho citato circa 250 miliardi di vecchie lire di cui all'articolo 1, nel testo con cui è stato presentato in aula. Ma circola una notizia, che eventualmente verrà smentita in Parlamento, che vi è un altro emendamento con cui si aggiungeranno a quella cifra altri 200 miliardi che riguardano quelle che definirei le finalizzazioni del Senato. La maggioranza quindi sostiene che è bene che il provvedimento arrivi in un ramo del Parlamento con quelle previsioni che, per fare in fretta, sarebbe più difficile far includere nell'altro ramo. Anche questo la dice lunga sul metodo usato.
So perfettamente che poi ci sarà scappato un qualche emendamento che riguarda i deputati dell'opposizione. Ma non è questo il problema; circa 2 mila miliardi in quattro anni verranno suddivisi dalla maggioranza secondo il volere principale del ministro Tremonti e di pochi altri. Prima veniva chiamato in causa il ministro Lunardi; temo che egli non sia nemmeno a conoscenza, non dell'argomento in sé ma delle modalità con cui questo viene affrontato: ha altro cui pensare.
Non abbiamo idea se in quest'Aula parlamentare nei prossimi giorni ci saranno indifferenza o riflessione su tale
provvedimento; ma è ovvio, tutti i parlamentari hanno presentato le loro richieste giuste e legittime, nel momento in cui non c'è altra strada per far accogliere un qualche straccio di finanziamento che non sia quello che la maggioranza ha deciso per i propri collegi.
Sappiamo che di provvedimenti ce ne sono di peggiori ma nel suo campo, per metodo e per approccio, questo provvedimento non può passare inosservato. Mi riservo di chiamare ad una riflessione anche il Presidente Casini, autore di una circolare relativa alla necessità di evitare l'assalto degli emendamenti. Vedremo quali saranno le opinioni che verranno esternate nei prossimi giorni.
Concludo con una annotazione: tutto quanto da me affermato va contro questo provvedimento tranne la simpatia per la relatrice, l'onorevole Anna Maria Leone che vorremmo vedere impegnata in questa sede, in questi giorni, in qualità di deputato della maggioranza, a mettere in discussione le finalizzazioni della finanziaria per il 2004 e ad ostacolare ogni norma che vada nella stessa direzione, compreso quel decreto legge che ho prima richiamato.
Almeno questa occasione, seppur negativa, sarà servita a qualcosa. Vi ringrazio. (Applausi di deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
![]() |
![]() |
![]() |