Allegato B
Seduta n. 382 del 3/11/2003


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GIUSTIZIA

Interrogazione a risposta in Commissione:

FRAGALÀ. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il signor Alberto Di Pietra è stato ingiustamente sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, per il quale è stato assolto con sentenza della Corte di Assise di Appello di Palermo del 17 febbraio 1999 in quanto il fatto non sussiste;
il signor Di Pietra, nel corso della vicenda giudiziaria, della carcerazione preventiva e della applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale ha patito soprusi ed angherie di ogni genere;
nonostante le ripetute richieste di chiarimento e di tutela dei propri diritti ed interessi da parte dell'interessato, il Ministero della giustizia, il Ministero degli interni nonché le diverse autorità giudiziarie e militari adite non sono intervenuti in modo adeguato;
le diverse sentenze di assoluzione e le notizie di stampa che hanno pubblicizzato tali sentenze non potranno mai risarcire il danno all'immagine né riparare la lesione alla dignità, al decoro e all'onore del signor Di Pietra -:
quali provvedimenti sono Stati adottati nei confronti degli agenti di custodia del carcere di Como, i quali, durante il periodo di detenzione hanno più volte istigato sarcasticamente al suicidio il signor Di Pietra;
quali accertamenti siano stati disposti per verificare se il dottor Pagano, direttore del carcere San Vittore di Milano, abbia disposto il ricovero del signor Di Pietra in un centro clinico solamente dopo sette mesi dalle richieste avanzate dai difensori di questi;


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quali verifiche siano state svolte nei confronti degli agenti di custodia del carcere di Napoli, che armati di manganello lo costringevano a fare dei piegamenti dopo essere stato denudato;
se siano state svolte nei confronti del funzionario di pubblica sicurezza, dottor Antonio Malafarina, commissario di Marsala, a seguito delle dichiarazioni rese dal signor Di Pietra;
quali provvedimenti sono stati adottati nei confronti delle procure di Trapani, Marsala Palermo che, nonostante le continue e ripetute sollecitazioni del signor Di Pietra, sono rimaste inerti in violazione del principio dell'obbligatorietà dell'azione penale;
quali modifiche normative si intendano promuovere al fine di evitare che una persona innocente sia sottoposta ingiustamente e per errore a misure di prevenzione che limitano la libertà personale in assenza di qualsivoglia elemento dal quale si possa giustificare la prognosi di pericolosità sociale.
(5-02541)

Interrogazioni a risposta scritta:

AIRAGHI e GIORGIO CONTE. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il decreto-legge n. 107 del 2002, convertito dalla legge 1o agosto 2002, n. 135, prevedeva la sospensione dei procedimenti elettorali in corso presso taluni ordini professionali;
com'è noto, l'ordine degli ingegneri di Roma aveva già espletato il primo turno elettorale, ma, per effetto della normativa entrata in vigore, non ha potuto essere organizzato il turno del ballottaggio;
in conseguenza di ciò il consiglio in carica, pesantemente perdente al primo turno, è rimasto (ed è tuttora) in carica;
ancora oggi la situazione non è mutata, malgrado il decreto-legge 24 giugno 2003, n. 147, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o agosto 2003, n. 200, all'articolo 16 comma 2-bis, reciti: «sono considerati validi i rinnovi degli ordini professionali, le cui operazioni di voto erano già in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge 10 giugno 2002, n. 173» -:
quali urgenti iniziative, in relazione alla procedura avviata dell'ordine degli ingegneri di Roma (il cui ballottaggio è da oltre un anno sospeso) per il rinnovo degli organismi direttivi, intenda assumere per dare soluzione a questa situazione di stallo di questo ordine professionale.
(4-07903)

PERLINI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
la recente ordinanza emessa da un Magistrato del Tribunale de L'Aquila che vieta l'affissione del Crocifisso nelle aule scolastiche, ha suscitato grave turbamento nella coscienza della popolazione nonché una pressoché generale perplessità mista ad indignazione nelle forze politiche;
l'immagine del Crocifisso non è soltanto il simbolo della religione cristiana, già di per sé fondamentale ed importante per il nostro Paese, ma è un simbolo universale che riguarda valori di solidarietà e fratellanza umani sui quali si fonda e si permea tutta la cultura e la storia del mondo occidentale;
i cittadini italiani vogliono che sia assicurata con urgenza la tutela di detti valori, nonché il rispetto della loro essenza di cattolici -:
quali iniziative ha assunto o intenda assumere in relazione all'episodio di cui in premessa anche nella prospettiva di una eventuale promozione dell'azione disciplinare davanti al Consiglio Superiore della Magistratura.
(4-07908)

CARDIELLO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
fonti giornalistiche locali hanno riportato la denuncia di un sindacalista


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della Cisl della rimozione del crocifisso dalle pareti di alcune Aule del Tribunale di Salerno;
in particolare, si fa riferimento alla Quarta Sezione Civile, in via Papio, dalle cui mura risulta evidente la rimozione del crocifisso;
se l'ipotesi venisse confermata si tratterebbe di un atto arbitrario, che ha suscitato sgomento e indignazione negli operatori di giustizia e nei cittadini salernitani;
la circolare del Ministro di grazia e giustizia del 29 maggio 1926, n. 2134/1867 dispone la collocazione del crocifisso nelle aule di udienza -:
quali utili interventi il Ministro intenda adottare per accertare l'episodio descritto in premessa, anche al fine di promuovere un'eventuale azione disciplinare nei confronti di chi si è reso responsabile della rimozione del crocifisso dalla parete di alcune aule del tribunale di Salerno.
(4-07915)