Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 375 del 20/10/2003
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(Repliche del relatore e del Governo - A.C. 4345)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Verdini.

DENIS VERDINI, Relatore. Signor Presidente, intervengo brevemente per ricordare al collega Carra, che ha contribuito tra l'altro in Commissione alla definizione di questa proposta (anche con il suo emendamento), che giacciono in Commissione cultura due proposte di legge del collega Adornato e della collega Melandri sulla riforma citata (c'è l'intenzione a breve di prenderle in esame).
Vorrei ricordare anche che non è un'invenzione quella dell'anomalia creatasi con i libri diffusi con i quotidiani; è pur vero che è un target diverso, ma, per dirla come diceva Moravia, non ci sono solo le industrie, c'è anche questa diffusione della cultura che passa attraverso quelli che lui chiamava libretti, ma in realtà sono libri con prezzi contenutissimi che ravvivano il mercato e diffondono in qualche modo la cultura. Questo non significa però che non alterino il ragionamento del comitato che ovviamente registra un'anomalia nella valutazione. È vero che il fenomeno non è di oggi, ma è anche vero che ultimamente è proprio esploso, portando anche le vendite delle copie dei giornali e dei libri a livelli notevoli. Bisognerebbe ricordare quello che faceva dire Manzoni a don Ferrante, che passava tutto il suo tempo nella biblioteca, una grande biblioteca di circa 300 volumi.
Oggi queste cose sono modificate in radice. C'è attenzione nei confronti del settore dell'editoria e dei libri, e non sono così pessimista perché soltanto quelli diffusi dai giornali sono molti di più. Siccome parliamo di libri, si può scherzare sul libro del tocco che era un libro medievale che aveva proprio la funzione di toccare colui che aveva e non pagava.
Quindi, a costo di finire su questo libro nero, io ribadisco che in merito alla discussione fatta con il sottosegretario Bonaiuti in Commissione, sebbene la questione sia senza risposta, perché dipende da altra norma, non da questa - mi riferisco a quello che ricordava il collega Carra relativamente ai 90 milioni di euro trovati per l'editoria - , in qualche modo mi sembra che maggioranza ed opposizione abbiano richiesto calorosamente al sottosegretario (che non può dare risposta, perché ciò dipende anche da altri ministeri, dipende dalla finanziaria, dipende da altre questioni) una somma per sostenere il settore. Lo dico a rischio di finire sul libro nero perché ci è già stata espressa in Commissione la difficoltà relativa, però visto che tutti quanti eravamo accorati sull'argomento, così come lo stesso sottosegretario, ne riparleremo con lui in aula.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

GIOVANNI DELL'ELCE, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, rinuncio alla replica.

PRESIDENTE. Sta bene. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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