Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 366 del 2/10/2003
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Sull'esplosione di un ordigno presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali (ore 13,20).

PRESIDENTE. Onorevole Cè, la ringrazio. Vorrei informare che, nel corso della mattinata odierna, un plico recapitato per posta è esploso nella sede del Ministero del lavoro. A quanto risulta, fortunatamente non vi sono persone ferite. Ogni informazione al riguardo potrà essere fornita dal Governo anche per chiarire la dinamica e gli esatti confini dell'episodio.
La Presidenza della Camera non può che condannare fermamente tali gesti criminali che, tuttavia, non potranno avere alcun effetto sul normale svolgimento della vita del paese, né condizionare in alcun modo l'operato delle nostre istituzioni.
Esprimo al ministro del lavoro Maroni la totale solidarietà della Camera dei deputati (Generali applausi).
Prego, onorevole Cè, ha facoltà di intervenire.

ALESSANDRO CÈ. La ringrazio, signor Presidente. Lei ha interpretato bene il messaggio che tutti - credo - vogliamo inviare al ministro Maroni. Però vorrei spendere due parole ulteriori su questo tema.
La maggioranza e il Governo - e qui mi faccio anch'io interprete delle parole del ministro Maroni che ho sentito telefonicamente - sono sereni e stanno lavorando, secondo noi, con grande saggezza e lungimiranza. Con lungimiranza e saggezza sono stati affrontati i problemi dei lavoratori per il bene del paese. La riforma del welfare non è una riforma che qualcuno si è inventato senza una necessità reale, ma deriva da un malgoverno di questo paese, che ha portato ad un debito pubblico gigantesco. Il centralismo, l'assistenzialismo, la partitocrazia, hanno condotto a questa situazione devastante. Vedo che non c'è molta attenzione da parte dell'Assemblea... probabilmente il problema del debito pubblico ce lo siamo dimenticati.
La bomba sembra quasi essere la reazione esasperata e incontrollata di qualche facinoroso di fronte ad una logica che è completamente cambiata e ad un mondo che è completamente cambiato. La logica del debito pubblico, della partitocrazia, del centralismo, ormai non regge più e siccome qualcuno vuole ancora non vuole fare i conti con il passato, allora qualche


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facinoroso si sente legittimato perché c'è una parte politica - l'opposizione in particolare - che non vuole fare i conti con il passato...

PRESIDENTE. Onorevole Cè, però non possiamo fare un dibattito politico su questo!

ALESSANDRO CÈ. Presidente, è accaduta una cosa importante!

PRESIDENTE. Si tratta di una cosa grave, ma il dibattito politico lo faremo quando il Governo verrà a fare le sue comunicazioni...

ALESSANDRO CÈ. Presidente, posso parlare cinque minuti? Non voglio molto di più.

PRESIDENTE. Ha già parlato quattro minuti...

ALESSANDRO CÈ. È un episodio grave, e se mi desse cinque minuti le sarei molto grato. Allora, credo sia importante per tutti trovare delle soluzioni a questo problema, al problema del futuro, dei nostri pensionati, dei nostri giovani. Il Governo lo sta facendo, ma tutti potrebbero lavorare in questa direzione, come fa il Governo, ed è diritto e dovere dell'opposizione indicare strade alternative (Commenti del deputato Innocenti)... Innocenti, è importante indicare strade alternative! Però è importante anche che l'opposizione non si faccia protagonista, come purtroppo è accaduto negli ultimi giorni, di comunicati stampa, di prese di posizione che richiamano quasi il clima della guerra civile. È assolutamente sbagliato (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo)! Perché poi qualcuno, come queste teste calde...

RENZO INNOCENTI. Presidente, non è possibile!

PRESIDENTE. Onorevole Cè...

ALESSANDRO CÈ. Scusi, Presidente, se lei mi dà la parola mi deve consentire di dire quello che voglio! Ha capito?

PRESIDENTE. Onorevole Cè, questo problema non è all'ordine del giorno! Dobbiamo passare all'esame della nota di aggiornamento al DPEF, perché alle 14-14,30 dobbiamo sospendere...

ALESSANDRO CÈ. Ma, Presidente, qui ne va della serenità e del futuro del paese! Si può parlare di questo o no?

PRESIDENTE. Si può quando è all'ordine del giorno...

ALESSANDRO CÈ. Si può cercare di non legittimare delle teste calde?

PRESIDENTE. Onorevole Cè, la ringrazio, lei ha già parlato quattro minuti e mezzo. Quando verrà il Governo, si parlerà di questo. Io non mi sento di compromettere l'approvazione della nota di aggiornamento al DPEF che è all'ordine del giorno. Alle 14 dobbiamo sospendere perché il gruppo di Alleanza nazionale deve eleggere il proprio capogruppo...

ALESSANDRO CÈ. Lei sta sottovalutando la gravità del momento!

PRESIDENTE. No, onorevole Cè...

ALESSANDRO CÈ. Lei non ha un atteggiamento responsabile in questo momento!

PRESIDENTE. Lei ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori, ha fatto riferimento al problema del Ministero del lavoro, io ho preso la parola, lei l'ha riavuta per quattro minuti e mezzo, adesso...

ALESSANDRO CÈ. Scoppia una bomba e non si può parlare in aula! Il suo atteggiamento è irresponsabile!

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