Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 366 del 2/10/2003
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TESTO AGGIORNATO AL 4 NOVEMBRE 2003

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(Esame dell'articolo 23 - A.C. 310-B)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 23 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 310-B sezione 2).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, con questo articolo si comincia a guardare al futuro e si completa il disegno di Berlusconi. Primo step: salvare Retequattro. E lo si è fatto non per un problema di maggiore informazione, ma per un problema di maggiori soldi, vale a dire per mantenere i flussi di pubblicità che passano attraverso questa rete. Il secondo step è quello del SIC, per aumentare il business di Mediaset, facendo saltare i tetti antitrust. Questo terzo step è un'assicurazione sul futuro. Il digitale significherà un rafforzamento del monopolio attuale realizzato sull'analogico. Questa è la sostanza dell'articolo 23, che prefigura un periodo di transizione assolutamente garantito, per non scalfire le prerogative di Mediaset. Ma è un monopolio allargato, perché grazie al SIC si tratterà di un monopolio con una quota di pubblicità ben più alta di quella attuale.
Quindi, in sostanza, questo testo di legge non soltanto non apre alla concorrenza ma, addirittura, proietta nel futuro una situazione di controllo da parte di


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Mediaset ancora più forte di quella attuale. Questo è il disegno. Questo è il modo con cui il testo di legge viene portato avanti. Questa è l'apertura, questa è la liberalizzazione dei mercati che il Governo propone al paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza per la VII Commissione ad esprimere il parere delle Commissioni.

GIOVANNA BIANCHI CLERICI, Relatore per la maggioranza per la VII Commissione. Signor Presidente, le Commissioni esprimono parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 23.

PRESIDENTE. Il Governo?

MAURIZIO GASPARRI, Ministro delle comunicazioni. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Tidei 23.20.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tidei. Ne ha facoltà.

PIETRO TIDEI. Signor Presidente, con questo emendamento soppressivo vorrei sollevare l'argomento per l'ennesima volta, visto che il ministro, nonostante le ripetute sollecitazioni, non ha ancora fornito alcuna risposta sulla vicenda della RAI Way.
Vorremmo ricordare al ministro che il già direttore Celli aveva ceduto il 49 per cento di RAI Way alla società americana Crown Castle per poco meno di 900 miliardi delle vecchie lire, con gli investitori americani che, ovviamente, garantivano antenne in tutto il mondo e avrebbero portato tecnologie e capacità commerciali mentre la RAI avrebbe conservato il controllo e spartito i proventi futuri: invece, Gasparri, inopinatamente secondo noi, con grande avventatezza e irresponsabilità, disse che si trattava di una svendita e non controfirmò. Gli americani, ovviamente, furono felici perché nel frattempo i prezzi delle antenne crollarono. Adesso RAI Way deve fare gli investimenti per il digitale, 190 milioni di euro nei primi tre anni e altri 300 per completare il progetto, ma la RAI ad oggi non ha la copertura finanziaria per un simile investimento. Il piano digitale licenziato dall'authority nel gennaio scorso prevede la possibilità di realizzare 12 multiplex nazionali e altri 6 multiplex regionali per ogni regione, ma la transizione al digitale in Italia sarà più lunga e complessa proprio per le condizioni di partenza determinate dal caos analogico in atto.
Oggi il disegno di legge Gasparri opera un congelamento della situazione che, come più volte ricordato, la Corte costituzionale ha definito un'occupazione di fatto. Concludo, signor Presidente, dicendo che oggi il digitale terrestre non sostituirà l'analogico nel breve e nel medio periodo, ma si sommerà a quest'ultimo. Quindi, oggi possiamo dire che le reti analogiche RAI e Mediaset resteranno al loro posto e ad esse verranno aggiunti pochi multiplex con aree di servizio limitate nelle grandi città e quindi a bassa copertura territoriale e alta copertura...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tidei. Poiché il tempo è esaurito potrà intervenire sul successivo emendamento.
Passiamo ai voti.
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tidei 23.20, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 567
Maggioranza 284
Voti favorevoli 271
Voti contrari 296).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Colasio 23.1.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, volevo provare a spiegare, anche se molto brevemente, quale è la sostanza di questo articolo 23 di cui ci stiamo occupando e degli emendamenti che noi presentiamo su di esso. Allo stato attuale, come ci dice la sentenza della Corte, ci troviamo di fronte a un monopolio nella occupazione delle frequenze. Le frequenze, come tutti sanno, sono lo strumento attraverso cui è possibile costruire il flusso comunicativo-informativo, che può essere attivato sia in tecnica analogica che in tecnica digitale, anche se si tratta ovviamente di un altro tipo di processo e di procedura. Ebbene, noi abbiamo - dice la Corte - un monopolio sull'analogico e quindi abbiamo un'occupazione di frequenze che configura una posizione dominante nel sistema sul piano dell'accaparramento delle frequenze. Per fare il digitale bisogna liberare frequenze in modo tale che anche altri soggetti possano essere abilitati a trasmettere e sperimentare in tecnica digitale. Tuttavia, ci dice Tesauro, se voi, con questo disegno di legge, con questo articolo 23, dite che chi trasmette già in analogico, con semplice domanda, potrà farlo anche con il digitale, mi spiegate che liberalizzazione, che possibilità d'accesso concedete ai nuovi entranti? La direttiva comunitaria su questo tema è molto precisa. Siccome dice che le frequenze, proprio per il processo di innovazione del digitale, sono la cosa più preziosa, quella che determina la capacità trasmissiva, il problema è fare norme chiare, trasparenti, riscontrabili, con gare chiare, per definire un piano certo di assegnazione delle frequenze. Voi invece dite: chi le aveva già continua ad averle, basta che faccia una domanda ed in più dovrà dimostrare, tra un anno, che si è messo a fare anche trasmissioni in tecnica digitale.
Allora, cosa dice Tesauro? L'articolo 23 del provvedimento in esame non aiuta lo sviluppo del digitale, poiché consente al monopolista privato (che lo è già nel sistema analogico) di diventare tale anche nel sistema digitale. È una vera e propria assicurazione sul futuro (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 23.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 570
Maggioranza 286
Hanno votato
sì 247
Hanno votato
no 323).

Avverto che la seguente votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 23.2, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 556
Votanti 555
Astenuti 1
Maggioranza 278
Hanno votato
sì 242
Hanno votato
no 313).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Colasio 23.3.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giulietti al quale ricordo che ha a disposizione un minuto di tempo. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE GIULIETTI. Signor Presidente, vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi sul fatto che è stata esercitata, talvolta in modo durissimo, un'attività repressiva contro la concessione di nuove emittenti, di nuove televisioni di strada, di radiotelevisioni e giornali. In tal caso si prevede un nuovo monopolio in un clima di grave indifferenza.
L'approvazione di questo emendamento, come dei seguenti, consente di attenuare un danno, in primo luogo, industriale e mi riferisco alla chiusura ulteriore del mercato.
Proprio ieri la commissione servizi dell'autorità europea ha fatto presente, parlando di fiammiferi, che un'alterazione del mercato e un aumento della concentrazione rendono obbligatorio e non facoltativo l'intervento dell'autorità nazionale perché si altera il libero gioco del mercato. Perché demandare alle autorità europee e nazionali?
Questo emendamento consente semplicemente di prevedere un monopolio futuro, di attenuarlo, di impedire che si realizzi e di prevedere l'entrata di nuovi soggetti. Credo sia un emendamento di buon senso che non implica nuove risorse, che crea nuove energie per le imprese italiane. È, pertanto, un emendamento positivo, intelligente, da condividere (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 23.3, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Commenti) (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 573
Maggioranza 287
Voti favorevoli 283
Voti contrari 290).

Avverto che l'emendamento Colasio 23.4 è precluso.
Avverto che della serie di emendamenti a scalare, dall'emendamento Rognoni 23.14 all'emendamento Giulietti 23.17, porrò in votazione solo il primo e l'ultimo.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Rognoni 23.14.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rognoni. Ne ha facoltà.

CARLO ROGNONI. Signor Presidente, vorrei semplicemente far notare all'Assemblea che con questo articolo, che riguarda le frequenze, in realtà abbiamo creato un mercato delle stesse assolutamente chiuso. Qualunque operatore che non sia già un operatore di televisione non può accedere a tale mercato. Mi sembra davvero una insensatezza! Invece di aprire, consentiamo ai soggetti che gli inglesi chiamano incumbent, vale a dire coloro che già effettuano un controllo, di diventare ancora più forti. Non abbiamo aperto un bel niente! Mi pare veramente che come linea liberal siamo ben lontani!

PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI. Signor Presidente, vorrei segnalarle che nella votazione dell'emendamento Colasio 23.2 ho espresso il mio voto in modo erroneo.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.


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Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rognoni 23.14, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 561
Votanti 560
Astenuti 1
Maggioranza 281
Hanno votato
sì 243
Hanno votato
no 317).

Avverto che la votazione seguente avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giulietti 23.17, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 572
Votanti 571
Astenuti 1
Maggioranza 286
Hanno votato
sì 248
Hanno votato
no 323).

Avverto che della serie degli emendamenti a scalare, dall'emendamento Panattoni 23.5 all'emendamento Tidei 23.7, porrò in votazione il primo e l'ultimo.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Panattoni 23.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rognoni. Ne ha facoltà.

Voci dai banchi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo: «Seduti!»

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, «seduti» lo dico io e non voi! In secondo ordine, se voi state in piedi, stanno in piedi anche loro; o c'è una par condicio nello stare seduti oppure tutti stiamo in piedi. Sedetevi allora tutti, sia a sinistra sia a destra.
Prego, onorevole Rognoni.

CARLO ROGNONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, uno dei problemi che presenta questa proposta di legge è che, anche laddove prevede alcune regole condivisibili, non contempla alcun tipo di sanzione nell'ipotesi in cui queste regole non siano osservate. Questo è un altro esempio di come si intenda gestire un passaggio assai delicato, quello dalla tecnologia analogica a quella digitale. Non ci sarà controllo alcuno e nessuna sanzione che consentirà di punire comportamenti scorretti; quindi, anche se vi fosse il controllo e all'esito di questo vi fossero soggetti che hanno sbagliato, non vi sarebbe sanzione alcuna. Evidentemente questo non interessa!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricevo segnalazioni di doppi voti. Sia chiaro che le ho annotate, al prossimo voto, chi... Passiamo quindi ai voti.
Avverto che la votazione avverrà a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Panattoni 23.5, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 571
Maggioranza 286
Voti favorevoli 278
Voti contrari 293).

Avverto che la votazione avverrà a scrutinio segreto.


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Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tidei 23.7, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 568
Maggioranza 285
Voti favorevoli 274
Voti contrari 294).

Avverto che della serie a scalare, dall'emendamento Grignaffini 23.8 all'emendamento Panattoni 23.10, porrò in votazione il primo e l'ultimo.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Grignaffini 23.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giulietti. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE GIULIETTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che si sta dando il via ad una nuova concentrazione. Questa concentrazione, voi lo sapete, creerà grandi problemi di accesso anche alle emittenti locali, alla piccola e media impresa, ai produttori di audiovisivo e di contenuti. Ciò è talmente vero che l'authority ha chiesto per legge poteri almeno per intervenire sulle tariffe. È una grande questione industriale, non un problema di schieramento. Con l'emendamento al nostro esame si cerca almeno di introdurre sanzioni credibili, rispetto al fatto che l'authority non ha la possibilità di comminare sanzioni; non può certo tirare su un cartellino come allo stadio. Consentitele almeno di intervenire introducendo un elemento di deterrenza, altrimenti si rischia un abuso, senza possibilità di reazione.
Create quindi un monopolio e questo monopolio potrà «mangiarsi» - ed alcuni si pentiranno amaramente - gran parte delle imprese italiane. Su questo aspetto ci vuole intelligenza: accogliete almeno un emendamento che presenta queste caratteristiche. Questo emendamento è un emendamento di buon senso che riguarda profondamente il sistema industriale italiano.
Credo rappresenti almeno un parziale contributo per evitare un via libera indiscriminato e per correre poi ai ripari con provvedimenti di legge quando sarà troppo tardi. È già successo e penso che questa volta il Parlamento abbia la dignità e la libertà per intervenire prima!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la votazione avverrà a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 23.8, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Commenti) (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 572
Maggioranza 287
Voti favorevoli 283
Voti contrari 289).

Avverto che la votazione avverrà a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Panattoni 23.10, non accettato dalla Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 572
Maggioranza 287
Voti favorevoli 280
Voti contrari 292).

Avverto che della serie degli emendamenti a scalare, dall'emendamento Susini 23.11 all'emendamento Albonetti 23.13, porrò in votazione il primo e l'ultimo.


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Passiamo alla votazione dell'emendamento Susini 23.11.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Susini. Ne ha facoltà.

MARCO SUSINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo emendamento, come con molti altri, cerchiamo di ridurre il danno che anche questa parte del provvedimento comporta per il sistema dell'informazione e per l'industria dell'audiovisivo. La verità è che la maggioranza non si è accontentata di salvare ad ogni costo Retequattro, in barba alle sentenze della Corte costituzionale.
Non le è bastato nemmeno salvaguardare la posizione di monopolista del Presidente del Consiglio, mettendo in campo quella vera e propria aberrazione che è il sistema integrato delle comunicazioni, un'entità assolutamente non quantificabile dal momento che mette insieme cose diversissime! No, la maggioranza ha voluto strafare e cioè ha voluto «ingessare» il sistema ad una condizione di monopolio anche per il digitale. Questa scelta rende ancora più pericoloso e insopportabile questo provvedimento, perché inchioda il mercato allo status quo e, oltre a determinare un vulnus nella libertà di informazione, comporta una scelta di politica industriale perniciosa.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Susini 23.11, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 570
Maggioranza 286
Voti favorevoli 280
Voti contrari 290).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Albonetti 23.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.

RENZO LUSETTI. Signor Presidente, veramente vorrei fare un appello sincero ed accorato ai parlamentari della maggioranza, perché, vedete, sulle frequenze non si scherza e questo il ministro lo sa molto bene. La RAI questa estate ha fatto un po' di shopping acquistando frequenze da alcune tivù private locali, con procedure non so fino a che punto trasparenti (e a questo proposito ho presentato un'interrogazione al ministro). Però io mi appello ai colleghi della maggioranza affinché prendano in esame seriamente questo emendamento. Si è detto «no» all'aumento di un terzo della pena, si è detto «no» all'aumento di un quarto della pena; diamo al paese un segnale di trasparenza: aumentiamo la pena almeno di un quinto!
Mi rivolgo a tutti coloro che nella maggioranza hanno anche militato con me nel movimento giovanile democristiano (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)...

BENITO PAOLONE. Bravo!

RENZO LUSETTI. ...e sanno quante battaglie abbiamo fatto insieme. Mi appello a loro, affinché abbiano questo discernimento critico e votino a favore di questo emendamento, fondamentale per la trasparenza nelle frequenze (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Albonetti. Ne ha facoltà.
Onorevole Albonetti, le ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione.

GABRIELE ALBONETTI. La ringrazio, signor Presidente. Come abbiamo già detto, tutta la legge è segnata da uno spirito di forte concentrazione monopolistica. Abbiamo già detto come anche questo articolo sulla transizione al digitale


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trasferisca sul futuro questa concentrazione monopolistica. Cerchiamo almeno di stabilire qualche sanzione significativa sul processo di transizione che ponga qualche freno all'eccesso di prevaricazione monopolistica che caratterizza anche la transizione. Visto che al Senato questa legge ci deve comunque andare, facciamo almeno in modo di consegnare ai senatori la possibilità di una ulteriore riflessione su questo aspetto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Albonetti 23.13, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 574
Maggioranza 288
Voti favorevoli 281
Voti contrari 293).

Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 23.18, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 574
Votanti 573
Astenuti 1
Maggioranza 287
Hanno votato
sì 249
Hanno votato
no 324).

Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio palese.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 23.19, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 563
Votanti 562
Astenuti 1
Maggioranza 282
Hanno votato
sì 247
Hanno votato
no 315).

Passiamo alla votazione dell'articolo 23, che ricordo avrà luogo a scrutinio segreto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rognoni. Ne ha facoltà.

CARLO ROGNONI. Vi invito a compiere una riflessione sul fatto che, con questo articolo, noi creiamo una situazione insostenibile. Con le frequenze così come oggi sono previste, infatti, non avremo assolutamente nessun nuovo mercato; rafforzeremo semplicemente chi oggi è già monopolista!
Avete tempo per riflettervi, perché, da quello che ho capito, c'è tutto il tempo prima che questa legge sia esaminata di nuovo al Senato, prima in Commissione poi in aula.
Quindi, c'è il tempo per ravvedersi. Credo che vi convenga ciò, anziché mantenere una posizione rigida sui punti essenziali (presto arriveremo all'esame dell'articolo 25 che, insieme all'articolo 15, rappresenta il clou, perché riguarda la fase transitoria); non è stato fatto alcunché neppure sulle frequenze che dimostri un minimo di disponibilità a capire che non si può approvare un provvedimento il cui unico scopo è quello di mantenere ciò che già esiste, anzi peggio. Infatti, se la legge Mammì, in fondo, fotografò l'esistente, questo provvedimento mette un'ipoteca sui prossimi dieci anni. Ciò è inaccettabile.


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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che la votazione avrà luogo a scrutinio segreto.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 23.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 577
Maggioranza 289
Voti favorevoli 308
Voti contrari 269).

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