La Camera,
esaminata la Nota di aggiornamento al DPEF per gli anni 2004-2007;
considerato che lo strumento della Nota di aggiornamento dovrebbe essere riservato a situazioni in cui intervengono elementi imprevisti, mentre nel caso in questione si tratta di una vera e propria ridefinizione dei contenuti della manovra finanziaria, ed in misura minore dello stesso quadro macroeconomico;
rilevato come:
sia di particolare gravità il fatto che le misure portanti della manovra siano collocate fuori dalla legge finanziaria e varate per decreto, sottratte cosi al dovuto dibattito parlamentare;
il decreto-legge collegato alla finanziaria 2004 complicherà l'iter della manovra in quanto la compatibilità finanziaria della stessa manovra di bilancio dipende largamente dalle misure contemplate nel citato decreto;
esiste un grave problema tecnico-procedurale connesso sia ai diversi tempi degli iter di approvazione dei due provvedimenti, sia all'eventuale trasferimento in finanziaria delle modifiche che saranno apportate al decreto-legge, se non si vuole ricorrere per l'approvazione del decreto ad un doppio voto di fiducia che vanificherebbe ulteriormente il ruolo del Parlamento nella sessione di bilancio;
questa è la prima manovra di bilancio fondata sulla decretazione d'urgenza; qualora questa strumentazione fosse confermata si realizzerebbe una riforma autoritaria e spuria della sessione di bilancio non decisa né discussa in Parlamento, vanificando anche l'impegno ed il lavoro svolto fino ad oggi da parte dei parlamentari di tutti gli schieramenti al fine di pervenire a nuove, condivise, più efficaci e trasparenti regole di esame ed approvazione della manovra di bilancio;
ancora una volta, nei dati comunicati con la Nota, non compare il quadro tendenziale aggiornato per il 2004 che solo può consentire un utile raffronto tra gli obiettivi programmatici e la manovra di bilancio prospettata per poterne valutare appieno la congruità;
il Governo non chiarisce l'importo effettivo della manovra stessa e la sua composizione, in quanto nella relazione previsionale e programmatica per il 2004 si sostiene che «la manovra prevede misure correttive per circa 16 miliardi di euro, ...; nonché interventi per lo sviluppo per circa 5 miliardi di euro», mentre nella Nota di aggiornamento si afferma che le misure previste nella manovra «al netto degli effetti degli interventi a favore dello sviluppo, correggono l'indebitamento netto di circa un punto percentuale» del Pil, vale
a dire di circa 13 miliardi di euro; il che significa destinare nuove risorse per le misure a favore dello sviluppo pari a soli 3 miliardi di euro;
la stessa Nota è stata già superata dagli ulteriori «aggiornamenti» che il Governo, su richiesta della Commissione Bilancio del Senato, è stato costretto a fornire e che hanno comportato la correzione ulteriore dei dati sull'indebitamento e sul fabbisogno relativi agli anni 2003 ed al 2004, per 2,3 miliardi di curo relativi all'indebitamento 2003 e 2004, e 4,6 miliardi relativi al fabbisogno dell'anno 2004;
la Nota aggiorna i dati relativi al Pil, all'indebitamento delle pubbliche amministrazioni nonché a quello strutturale corretto tenendo conto del ciclo economico, all'avanzo primario, al fabbisogno ed al debito; questi risultati economici e di finanza pubblica erano perfettamente stati previsti sia dall'opposizione che dagli istituti di analisi economica, tra i quali l'FMI che, nell'aprile scorso - dunque con un certo anticipo rispetto alla redazione del DPEF - prevedeva un indebitamento pari al 2,7 per cento per il 2003 come, solo ora, il Governo con gli ultimi dati forniti al Parlamento è costretto a registrare;
destano particolare preoccupazione i dati relativi all'avanzo primario, ancora una volta modificati in diminuzione, e quelli del fabbisogno, in forte crescita, che testimoniano, al di là di ogni artificio contabile, come l'azione del Governo abbia compromesso il risanamento dei conti pubblici nonché la sua incapacità di un efficace controllo della spesa corrente;
continua ad essere disatteso l'impegno assunto in sede comunitaria di riduzione strutturale dei saldi di bilancio dello 0,5 per cento ogni anno;
La Camera
esaminata la Nota dì aggiornamento al Documento di Programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2004-2007;
preso atto dell'evoluzione dei principali indicatori macroeconomici e della conseguente necessità di rivedere le previsioni relative ai saldi di finanza pubblica;
considerato che:
con riferimento alla economia internazionale:
si evidenzia una accentuazione della divaricazione del tasso di crescita, da un lato, degli Stati Uniti e di alcuni Paesi dell'estremo oriente e , dall'altro, dell'Europa;
nei mesi scorsi si è tuttavia, registrata una prima significativa reazione da parte delle autorità responsabili, non soltanto a livello nazionale, ma anche a livello comunitario;
in tutti i maggiori Paesi europei sono, infatti, state avviate impegnative riforme strutturali volte alla realizzazione dell'obiettivo, fissato a Lisbona, di fare del nostro continente l'area più competitiva e più dinamica;
tali riforme sono dettate dalla oggettiva necessità di assicurare la sostenibilità dell'assetto dei sistemi Welfare State alla luce degli andamenti demografici, in una prospettiva di equità intergenerazionale, e di regolare l'equilibrio e la complessiva compatibilità tra le maggiori politiche di spesa pubblica;
con riferimento alla manovra di bilancio:
la complessiva manovra impostata dal Governo si muove in questa direzione ed è infatti diretta a sviluppare politiche di riforma strutturale in un quadro di interventi più immediati volti a rispettare i vincoli finanziari senza incidere sull'altro obiettivo primario di tutelare e promuovere tutti i fattori di ripresa economica e produttiva;
le indispensabili riforme strutturali vanno realizzate in modo da non ingenerare reazioni e timori incontrollati, avvalendosi del fattivo contributo delle diverse parti sociali, attraverso un confronto puntuale e la disponibilità ad acquisire i suggerimenti e le proposte che risulteranno praticabili;
in questo quadro la manovra deve caratterizzarsi, ancor più di quanto sia avvenuto anche nel recente passato, per la preponderanza, sotto il profilo qualitativo, prima ancora che quantitativo, delle misure per il sostegno dell'economia e dello sviluppo;
occorre, quindi, porre in atto ulteriori interventi che si dimostrino idonei a produrre immediati effetti a sostegno della domanda interna e a correggere l'andamento sfavorevole delle esportazioni, stimolando la capacità innovativa e l'attenzione per la qualità del sistema produttivo;
con riferimento all'articolazione degli strumenti e delle procedure:
la sessione di bilancio si conferma come fattore decisivo per l'adozione di un ampio arco di scelte molto incisive e importanti;
l'efficace funzionamento della sessione, a maggior ragione in presenza di una manovra assai complessa, richiede una accurata e coerente utilizzazione dei diversi strumenti e delle procedure, nel quadro del sistema delineato dalla legge di contabilità generale dello Stato;
approva la Nota di aggiornamento
e impegna il Governo