Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 356 del 16/9/2003
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 3876)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tidei. Ne ha facoltà.

PIETRO TIDEI. Signor Presidente, nell'annunciare il voto favorevole su questo provvedimento, ci permettiamo di esprimere due brevi osservazioni: una di metodo e una di merito. Quanto al metodo, ci sembra un po' strano che, dopo quattro anni, si arrivi alla ratifica di un provvedimento che è stato siglato nel 1999. In questi due anni e mezzo, probabilmente, si sarebbero potute trovare le occasioni per fare ciò.
La seconda osservazione, secondo noi più importante, riguarda il merito. Come è noto a tutti, la Convenzione per l'unificazione di norme sul trasporto aereo internazionale, firmata a Montreal nel 1999, che ha come scopo l'istituzione di un quadro giuridico aggiornato ed uniforme per disciplinare le responsabilità delle compagnie aeree in caso di danno ai passeggeri, al bagaglio o al carico durante viaggi internazionali, impone alcuni obblighi a carico degli Stati firmatari.
Purtroppo, dobbiamo dire che, a distanza di due anni dalla sua elezione, questo Governo non ha prodotto un piano organico di rilancio del settore: purtroppo, dopo due anni, soltanto promesse inutili, senza un progetto, in un settore determinante e decisivo per l'economia del nostro paese. Unico interesse per il Governo - dobbiamo dirlo e lo abbiamo detto già in più di un'occasione - è quello della lottizzazione delle posizioni di potere in Alitalia, all'ENAV e all'ENAC. Nel frattempo i conti di Alitalia si fanno più drammatici: nel primo semestre del 2003 Alitalia ha chiuso con una perdita di 315 milioni di euro mentre il piano di ristrutturazione prevede il taglio di almeno 1500, 2000 unità. Il decreto del Governo «taglia spese», ad esempio, ha pesantemente colpito il sistema della sicurezza negli aeroporti italiani. Quindi, noi oggi ratifichiamo un accordo; però di fatto non spendiamo una lira ed il Governo non si impegna a fare alcunché in termini di sicurezza nel trasporto aereo. Voglio fare un esempio. L'agenzia nazionale per la sicurezza nel volo, secondo notizie pubblicate sui giornali - quindi, non inventate da noi -, per effetto del decreto «taglia spese» è senza risorse e per questo, addirittura, non può svolgere il compito per cui è stata creata. La riduzione del budget del 10 per cento, ha sottolineato, per esempio, il vertice dell'agenzia, che dipende direttamente dalla Presidenza del Consiglio, induce ormai l'agenzia stessa a non aprire più indagini su tutti gli episodi segnalati ma solo su quelli in cui vi siano vittime accertate. Gli investimenti poi - che dire? - sono stati bloccati e non si fa più ricerca: la sicurezza è sacrificata a scapito del profitto.
Ma non è tutto, signor Presidente. Vorrei concludere con questa amara constatazione: riguardo all'ENAV, cui è riservato il controllo sulla sicurezza del sistema dei fari che governano il complesso delle rotte dei cieli italiani, i protocolli di sicurezza prevedono che ogni anno i radiofari devono essere controllati. A causa dell'invecchiamento della flotta ENAV, i tempi di collaudo si stanno allargando al di fuori di ogni regola con ripercussioni anche sulle rotte militari la cui efficienza è demandata appunta all'ente. La paralisi degli aerei ENAV promette di costituire un inaspettato e insperato regalo per Vitrociset, ad esempio, che è la strapotente azienda con sede in un paradiso fiscale che da sempre inghiotte molti appalti del business aeronautico e che è il candidato ideale, guarda caso, per tappare i buchi dell'ENAV.


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Da ultimo, signor Presidente, i livelli di sicurezza negli aeroporti italiani sono, orami è noto in tutta Europa, al di sotto degli standard previsti dall'ICAO. Ebbene, attualmente ci troviamo al punto che l'ICAO, che prima consentiva l'atterraggio di un aereo che avrebbe richiesto invece uno scalo con caratteristiche di due classi superiori, ha stabilito che dal 2002 è consentita una deroga di una sola classe di differenza tra tipologia di aeromobile e di aeroporto ed inoltre si è deciso che dal 1o gennaio 2005 ciascun aeromobile potrà atterrare solo in un aeroporto di classe corrispondente. Questo aspetto, oggi, ci pone in condizione di dover potenziare per uomini e mezzi la struttura di difesa aeroportuale o altrimenti veder declassati i nostri scali. Nel prossimo novembre l'ICAO procederà ad una riclassificazione degli aeroporti in modo da predisporre la cosiddetta list di atterraggi e partenze. Questo comporterà un aggravio dei costi per mantenere gli standard di sicurezza per il sistema aeroportuale italiano. Ad esempio, si è calcolato che il solo costo del servizio antincendio - che in Italia ed in Grecia è a carico di tutti i contribuenti, mentre negli altri paesi europei è a carico del passeggero - passerà da circa 120 milioni a 200 milioni di euro annui e questo mentre il Governo, lo dobbiamo dire, ormai non prevede che tagli.
Il Parlamento e il Governo, per concludere, devono rapidamente approvare la riforma dell'aviazione civile e soprattutto il Governo deve indicare ai vertici delle agenzie, come ENAV ed ENAC, persone capaci con una consolidata cultura aeronautica: le ultime esperienze, purtroppo, ci hanno dimostrato il contrario. Mi auguro che la riforma dell'aviazione civile che attendiamo da anni possa giungere presto all'esame del Parlamento ed in quella sede denunceremo apertamente il tentativo del Governo di ridurre l'Alitalia ad un vettore regionale; denunceremo soprattutto il tentativo forte di privatizzare ormai gli aeroporti italiani, sacrificando l'efficienza e la sicurezza al solo profitto. Ciò, tuttavia, lo denunceremo nella sede competente. In questa sede ci limitiamo a svolgere le suddette osservazioni, preannunciando l'espressione di un voto favorevole sul provvedimento in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rizzi. Ne ha facoltà.

CESARE RIZZI. Signor Presidente, vorrei dire all'onorevole Tidei che è comodo intervenire in fase di dichiarazione di voto finale; avrebbe potuto farlo ieri in sede di discussione sulle linee generali del provvedimento in questione. A mio avviso, le sue considerazioni non hanno niente a che fare con il merito della questione. All'onorevole Tidei vorrei, inoltre, ricordare che la convenzione è stata fatta a Montreal il 28 maggio del 1999. Da tale data alla fine del 2000, quando ancora governavano questo paese, mi chiedo cosa sia stato fatto. È troppo comodo intervenire adesso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ferro. Ne ha facoltà.

MASSIMO GIUSEPPE FERRO. Signor Presidente, in sede di esame dei seguenti disegni di legge di ratifica ascoltare il «pistolotto» del collega Tidei sulla sicurezza del sistema aeroportuale italiano mi sembra francamente inopportuno. I nostri aeroporti sono sicuri; rispondono, infatti, agli standard di sicurezza, anche se sicuramente sono migliorabili. Pertanto, ritengo sia un intervento fuori luogo e gettare discredito sul sistema aeroportuale italiano in questo momento mi sembra pretestuoso.
Se vi è una riforma che non ha funzionato è proprio quella che è stata attuata dall'allora ministro Burlando alla quale stiamo mettendo mano in questo momento (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale) e che rappresenta, se giungerà all'esame della Camera quanto prima, una risposta attesa dal settore (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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