Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 356 del 16/9/2003
Back Index Forward

Pag. 25


...
(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 3311)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pinotti. Ne ha facoltà.

ROBERTA PINOTTI. Signor Presidente, come preannunciato durante l'illustrazione di alcuni emendamenti, a nome del mio gruppo esprimo voto favorevole sul provvedimento in esame. Si tratta, infatti, di un incentivo per il personale che decide di continuare a prestare servizio nelle Forze armate anche a fronte di più remunerative prospettive economiche che avrebbe lavorando all'esterno. Esso risponde, quindi, ad esigenze di maggiore gratificazione economica, e speriamo non solo, del personale militare e ad esigenze di funzionamento del servizio cercando di arginare l'esodo e la depauperazione degli operatori del controllo del traffico aereo negli aeroporti militari.
Dunque, il nostro voto sarà favorevole. Tuttavia, anche in questa fase non posso esimermi dall'evidenziare le lacune particolari, che il provvedimento contiene, a cui abbiamo cercato di ovviare con la presentazione di emendamenti che, purtroppo, non sono stati approvati dalla maggioranza per mancanza di copertura finanziaria. Prima dei rilievi particolari vorrei mettere in luce un rilievo di fondo: è difficile disincentivare l'esodo dalle Forze armate solo con provvedimenti tampone che via via possono riguardare situazioni e profili specifici, ogni volta invocando la straordinarietà della situazione in atto.
Le professionalità e le competenze delle Forze armate che possono essere attratte nel settore privato in ragione di migliori stipendi sono numerose. Non si può intervenire con provvedimenti che restringono le libertà di scelta obbligando il personale a restare. Nella discussione in Commissione il presidente Ramponi rilevava che, a suo avviso, sarebbe stato opportuno elevare a vent'anni la ferma obbligatoria raddoppiando, quindi, i dieci anni, cioè le cinque ferme volontarie biennali, attualmente in vigore. Noi non crediamo sia questa la strada: vietare libere scelte.
Occorrono provvedimenti che intervengano sulle condizioni di lavoro e di vita. Ciò, ad esempio, non si stava facendo con le cartolarizzazioni di immobili del personale della difesa che, ahimé, pensiamo verranno ripresentate. Si tratta delle condizioni di lavoro e di vita dell'insieme del personale per confermare nel tempo la scelta della professione militare. Questa è l'obiezione di fondo; vi è il dubbio che gli incentivi possano davvero fermare l'esodo. Sappiamo che lo stipendio corrisposto dall'ENAV è circa il doppio di quello delle Forze armate, ma crediamo sia utile ed importante dare un premio di fedeltà a chi decide di rimanere al proprio posto.
Purtroppo, i problemi particolari sono rimasti tali. Abbiamo lasciato la differenziazione e la disparità di trattamento tra controllori della difesa aerea e controllori del traffico aereo. È pur vero che le scuole saranno unificate nello stesso luogo ed avranno anche due percorsi diversi, ma - ripeto - si tratta di funzioni molto simili. Abbiamo lasciato la disparità di trattamento tra chi ha più o meno di 45 anni.
Siamo contenti dell'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno, ma le modifiche introdotte dal Governo rendono molto meno pregnanti gli impegni a proposito di tale personale rispetto alla formulazione da noi proposta.
Nonostante tali preoccupazioni che abbiamo voluto ribadire capiamo la necessità del provvedimento e, quindi, esprimeremo un voto favorevole (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).


Pag. 26

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Molinari. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, si tratta di un provvedimento presentato il 24 ottobre 2002, dunque quasi un anno fa. Come evidenziato in sede di esame nell'altro ramo del Parlamento e nella discussione sulle linee generali svoltasi ieri avremmo preferito che il Governo affrontasse tale problema con una maggiore organicità e non affidando all'estemporaneità di un disegno di legge che non completa l'intera materia.
Esiste oggettivamente un'incongruità, una palese differenza, fra i controllori di volo del traffico aereo che operano nelle Forze armate e quelli che sono invece in forza all'ENAV. Le migliori condizioni economiche poste in essere dall'ENAV spingono, infatti, il personale militare a trasferirsi ed ovviamente a creare numerosi problemi nelle Forze armate. Nel solo anno 2001 (anno di riferimento nella relazione tecnica al disegno di legge in esame), su una forza complessiva di 460 unità, 101 sono state collocate in congedo su domanda volontaria e 51 hanno chiesto la sospensione dal servizio.
Certo, si apre una questione di sicurezza, perché il controllo militare degli spazi aerei, oltre a regolare l'attività di volo degli aeromobili militari, e in parte anche di quelli civili, concorre alla guida degli interventi a carattere militare contro vettori potenzialmente pericolosi per la sicurezza del volo ed anche degli obiettivi al suolo. Questo continuo esodo genera, inoltre, un meccanismo perverso e dispendioso per l'amministrazione, in quanto, a parte liquidazioni e trattamenti vari, investe risorse rilevanti nella formazione del personale addetto al controllo del traffico aereo. Questo problema è analogo a quanto si è verificato nella scorsa legislatura per frenare l'emorragia di esodo dei piloti militari verso le compagnie aeree private, allettati dalle migliori condizioni economiche. A tale scopo, ricordo che fu approvata la legge 28 febbraio 2000, n. 42, recante appunto disposizioni per disincentivare l'esodo dei piloti militari. Quella proposta prevedeva, come quella in esame, l'introduzione di ferme biennali volontarie, che comportano la corresponsione di una premialità una tantum, il cui importo è quantificato dall'articolo 1 della presente proposta di legge. Nel solo 2001, grazie a quella legge si è registrata una riduzione di oltre il 50 per cento delle domande di congedo rispetto al 1999. Non vi è dubbio che questa è una strada da seguire, dandole però organicità, soprattutto in vista della professionalizzazione effettiva delle Forze armate.
Purtroppo, non basta questo disegno di legge e vi è bisogno di ulteriori interventi. È necessario agire sulla leva economica, soprattutto introducendo più efficaci meccanismi di concertazione per i livelli contrattuali.
Noi abbiamo presentato degli appositi emendamenti, che però non sono stati accolti, affinché fossero introdotti dei correttivi di equità del provvedimento a tutela dei lavoratori e dell'amministrazione. Occorre evitare una concorrenza sleale a danno dell'amministrazione, ma nel contempo riteniamo indispensabile valorizzare le professionalità presenti nella stessa amministrazione. Per questo abbiamo chiesto un'estensione dei meccanismi di incentivazione per impedire una dispersione del patrimonio professionale. Detti incentivi dovevano essere calibrati in maniera tale da impedire l'esodo dei controllori di volo militari verso organismi civili, quale l'ente nazionale di assistenza al volo. Si tratta di una grave incongruenza alla quale bisogna dare soluzione.
Siamo consapevoli che si rischiano situazioni allarmanti anche nel breve e medio periodo, ma registriamo anche una sostanziale inerzia da parte del Governo, che avrebbe potuto fare di più e meglio. A rischio è, infatti, la sicurezza dei nostri cieli e sappiamo quanto ciò sia pericoloso sia sotto l'aspetto militare, sia sotto quello civile. Come gruppo della Margherita, coerentemente con quanto abbiamo fatto al Senato, esprimeremo un voto favorevole, ma non possiamo che ribadire l'insoddisfazione rispetto a come è stata affrontata


Pag. 27

l'intera questione (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

LUIGI RAMPONI, Presidente della IV Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGI RAMPONI, Presidente della IV Commissione. In parte perché chiamato in causa dall'onorevole Pinotti, in parte perché l'argomento mi sta molto a cuore, vorrei svolgere, signor Presidente, alcune precisazioni.
È giustissimo dire che non è proprio un modo di fare quello dell'approvazione di «provvedimenti tampone» e che sarebbe molto meglio riconsiderare i diritti salariali degli appartenenti alle Forze armate e alle forze dell'ordine: questo lo sappiamo molto bene e non c'è bisogno che ce lo venga a dire l'opposizione. Debbo però dire che, mentre noi da due anni e mezzo a questa parte stiamo approvando una serie di provvedimenti che cercano di mettere un tampone, o una pezza, all'eredità che abbiamo ricevuto, nei cinque anni precedenti coloro che oggi sono così generosi avrebbero avuto l'occasione per adottare gli stessi provvedimenti, ma non hanno fatto assolutamente nulla.
L'odierno trattamento salariale dei controllori di volo militari e degli addetti alla difesa è quello stabilito dal precedente Governo, quando questi mentori della necessità di non porre in essere provvedimenti tampone erano i responsabili. Ma intendo anche sottolineare che questo non è stato il nostro unico intervento; infatti, voglio ricordare che il rinnovo del contratto dei salari delle forze dell'ordine e delle Forze armate, che abbiamo attuato durante il primo anno di questa legislatura, ha determinato la possibilità di aumenti dieci volte superiori a quelli che, durante il periodo precedente, erano stati elargiti dal generosissimo Governo di centrosinistra. Tutti ricordano la storiella delle 18 mila lire che fece ridere tutta l'Italia! Così è accaduto che, a suo tempo, il Governo di centrosinistra varò una legge per la parametrazione, dimenticandosi di coprirla, e soltanto dopo un nostro duro impegno in due leggi finanziarie, siamo riusciti a coprire la parametrazione.
Non ci si ricorda che, dalla nostra venuta, il trattamento economico di coloro che svolgono operazioni di pace è molto migliorato, sia per copertura completa del periodo in cui si svolge l'operazione di pace, comprese le licenze, sia in quanto abbiamo aumentato del 10 per cento queste indennità. Dico ciò giusto per ricordare alcuni aspetti.
Quindi, a me che ho vissuto per quarant'anni l'esperienza di salariato delle Forze armate, l'opposizione non può venire a raccontare, dopo cinque anni in cui avrebbe potuto realizzare molto di più, quello che occorre fare.
Anch'io sono contrario ai provvedimenti tampone, ma ditemi qual è il provvedimento che, in cinque anni, avete emanato e che non lo sia stato, o di tamponi ne avete messi molto pochi (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)!

Back Index Forward