Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 356 del 16/9/2003
Back Index Forward

Pag. 19


...
(Esame dell'articolo 1 - A.C. 3311)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 3311 sezione 3).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Angioni. Ne ha facoltà.

FRANCO ANGIONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, un po' di silenzio consentirebbe al collega di parlare con serenità.
Prego, onorevole Angioni.

FRANCO ANGIONI. Il disegno di legge al nostro esame è necessario ed urgente per cercare di frenare l'esodo dei controllori di volo militari.
In sede di discussione sulle linee generali, ho già espresso le perplessità ed il disappunto per gli interventi che normalmente vengono applicati all'organizzazione militare ed alle forze di polizia, cioè al comparto difesa e sicurezza. Con incentivi o indennità, questi provvedimenti non fanno altro che tamponare falle prevedibili e creare malcontento nell'ambito dell'istituzione.
Meglio sarebbe che una politica organica completa affrontasse il problema della condizione militare e delle forze di polizia in funzione delle esigenze che devono affrontare e di quanto nel paese ci si aspetta da questo comparto.
Gli emendamenti che abbiamo presentato comunque, ferma restando la necessità, ripeto, di questo provvedimento, cercano di eliminare due ingiustizie che questo provvedimento comporta. Contrariamente ai controllori del traffico aereo civile, che sono gli unici tecnici che guidano gli aeromobili commerciali sulle aerovie e sugli aeroporti italiani, l'aeronautica militare deve disporre invece di due categorie di controllori: i controllori della difesa aerea e i controllori del traffico aereo. I controllori della difesa aerea danno spessore operativo a questa esigenza


Pag. 20

perché sono coloro che controllano lo spazio aereo al di fuori delle aerovie per individuare un aereo intruso o uno sconosciuto, e, se del caso, ordinano il decollo agli intercettori, ne guidano il volo verso l'obiettivo, assistono il pilota durante questa attività di riconoscimento o di attacco, prevedono e indicano eventuali minacce, e riconducono a terra sia il velivolo nazionale sia l'eventuale intruso. Poi, ci sono invece i controllori del traffico aereo che svolgono la stessa attività dei controllori del traffico aereo civile negli aeroporti misti, cioè negli aeroporti militari con possibilità di ospitare gli aerei commerciali. Dunque, si tratta di un comparto unico, tant'è vero che si chiamano controllori dello spazio aereo.
Bene, questo provvedimento per frenare l'esodo dei controllori del traffico aereo, cioè dei militari che svolgono l'identico servizio di quelli civili, si rivolge con questi incentivi solo a questa metà della categoria militare dei controllori dello spazio aereo, creando naturalmente non solo una ingiustizia, ma anche un inizio di recriminazione da parte degli altri cioè del personale che lavora nella stessa torre di controllo, nello stesso aeroporto, con la stessa uniforme, spesso e volentieri con la stessa anzianità. Questa sarebbe la prima ingiustizia.
La seconda ingiustizia, invece, è che il provvedimento prevede una elargizione differenziata tra coloro che hanno meno di 45 anni e quelli che hanno più di 45 anni. Questo comporta che chi ha più di 45 anni e per la sua anzianità ha raggiunto anche posizioni di rilievo (come quella di caposervizio che è responsabile della gestione della torre di controllo), ha un collaboratore più giovane che riceve un compenso superiore ai suoi emolumenti. Questa è la seconda giustizia. Quindi, gli emendamenti nel loro complesso cercano di eliminare questa ingiustizia garantendo a tutti la disponibilità di questo incentivo.

Back Index Forward