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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio, onorevole Nucara, ha facoltà di
FRANCESCO NUCARA, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Signor Presidente, in merito a quanto riportato nell'atto di sindacato ispettivo riguardante il degrado ambientale nell'isola del Giglio, località Allume Scanderia, riferisco che, con decreto ministeriale del 3 febbraio 2002, n. 205, il Ministero dell'ambiente autorizzava il comune dell'isola del Giglio a sversare, a fini di ripascimento, sull'arenile denominato Campese, 250 metri cubi di sabbie provenienti dall'escavo del fondale marino antistante la Torre Saracena. Tali operazioni dovevano avvenire secondo le procedure previste dal decreto ministeriale 24 gennaio 1996, allegato B1, acquisendo, tra le altre documentazioni prescritte, la nota con la quale l'ARPAT esprimeva parere favorevole alle operazioni richieste e con la prescrizione che non andassero ad interferire con le attività legate alla stagione balenare. Esulano, invece, dalla competenza del ministero che rappresento le successive azioni poste in essere in ambito locale dal comune dell'isola del Giglio, soprattutto per quel che concerne lo stoccaggio dei sedimenti marini dragati.
PRESIDENTE. L'onorevole Rugghia ha facoltà di
ANTONIO RUGGHIA. Signor Presidente, per la verità speravo che il Governo fornisse una risposta più articolata in merito alla problematica del degrado ambientale presente nell'isola del Giglio in località Allume Scanderia, e, nella fattispecie, nella spiaggia di Giglio Campese, una delle località più belle e caratterizzanti del litorale toscano di cui si denuncia, purtroppo, un grave stato di degrado ambientale (è una vera e propria discarica).
creata nuovamente una situazione di grave incompatibilità con la stagione turistica e con la salute dei cittadini.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Rugghia. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Per quel che concerne le risultanze analitiche trasmesse dall'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Toscana in data 25 marzo 2002 sui materiali da dragare, si precisa che le medesime, acquisite agli atti in fase istruttoria, in linea con le prescrizioni ex decreto ministeriale 24 gennaio 1996, hanno consentito l'emanazione del decreto autorizzatorio.
Si aggiunge che, sulla base del disposto di cui all'articolo 21 della legge n. 179 del 31 luglio 2002, ogni eventuale successiva attività in ordine alla problematica rappresentata dall'interrogante, anche con riferimento alle nuove risultanze analitiche dell'ARPAT trasmesse al comune dell'isola del Giglio, in data 9 luglio 2002, rientra fra le competenze regionali e, nella fattispecie, della regione Toscana.
Ho già denunciato la problematica con una precedente interrogazione, richiamata nell'atto ispettivo del 20 gennaio 2003, presentata molto tempo fa (il 27 marzo 2002) al Ministero dell'ambiente (successivamente ho dovuto sollecitare due volte la risposta del ministero). La suddetta interrogazione fa riferimento più complessivamente allo stato di degrado ambientale della località in questione.
Vorrei svolgere una premessa: nella località Allume Scanderia dell'isola del Giglio, zona molto bella, ad alta vocazione turistica, vi è (l'ho rilevato nella precedente interrogazione, richiamata nell'attuale, rispetto alla quale non è stata fornita alcuna indicazione) un'attività di frantumazione delle pietre che produce naturalmente notevoli danni ambientali, oltre che inquinamento acustico (si producono, infatti, polveri che determinano disagi per la popolazione), ed è presente una centrale elettrica che brucia nel mese di agosto 14 mila litri di gasolio; la situazione è stata aggravata dalle iniziative poste in essere dal comune dell'isola del Giglio per il cosiddetto ripascimento della sabbia della spiaggia in località Allume Scanderia.
È una situazione, quindi, che merita di essere presa in esame dal Ministero dell'ambiente. Per quanto riguarda più specificatamente la risposta che mi è stata fornita, non sono soddisfatto perché i lavori iniziati per dragare la sabbia della spiaggia in località Allume Scanderia (oggi apprendiamo che tale attività è stata autorizzata con decreto dal Governo) sono stati successivamente interrotti dopo il compimento di alcune analisi su campioni di sabbia da parte dell'ARPAT, l'agenzia per la protezione ambientale della regione Toscana. Credo che queste analisi avrebbero dovute essere disposte prima dell'inizio dei lavori.
Ora la situazione attuale è la seguente: è stato accertato che vi è un certo valore di inquinamento nella sabbia presente nel litorale nel quale, nel corso della stagione estiva, sono presenti molti bagnanti che trascorrono in quel luogo le loro vacanze estive, senza conoscere i rischi per la loro salute.
Ciò che è sicuro è che tali lavori - autorizzati dal Governo - non sono mai stati portati a compimento e non credo si possa affermare che non sia competenza della regione Toscana, perché esiste una competenza specifica delle autorità che gestiscono il demanio marino: se hanno autorizzato i lavori avrebbero anche dovuto verificare che gli stessi fossero portati avanti nel migliore dei modi e che fossero conclusi, per poter scaricare dette centinaia di metri cubi di sabbia nella spiaggia del Campese; avrebbero, inoltre, dovuto accertarsi se tale attività - autorizzata dal Governo - venisse svolta nel migliore dei modi, rispettando le indicazioni del decreto ministeriale. Ciò mi sembra che non sia stato fatto.
Per quanto riguarda, complessivamente, la situazione di degrado ambientale, non possiamo, ogni volta che si parla di tali questioni, giocare allo scaricabarile ed alla mancanza di assunzione di responsabilità. Stiamo discutendo di un tratto molto importante della costa toscana, una porzione molto bella del nostro litorale. Credo che si dovrebbe intervenire; una pluralità di provvedimenti sono stati assunti dal Governo: ad esempio, in materia di generazione di energia elettrica, allo scopo di semplificarne la produzione e di renderla, in casi come questo, più compatibile con la tutela dell'ambiente. Non è possibile che nel luogo citato permanga la situazione di una centrale ancora alimentata a gasolio, che provoca un grave danno anche all'attività turistica del territorio.
Non è parimenti possibile che, dopo che il Corpo forestale dello Stato ha accertato, con una relazione inviata al sindaco il 27 novembre 2000, che tale attività di frantumazione delle pietre, che solleva polvere e determina inquinamento acustico, non ha nessuna autorizzazione per poter essere esercitata, lo Stato non intervenga per impedire che essa continui ad essere operante. Il 14 agosto di quest'anno, infatti, è stato riaperto l'impianto e si è
Credo che il Governo dovrebbe assumere più complessivamente le problematiche di tale situazione presente nella spiaggia del Campese dell'isola del Giglio.
Certo è che noi, non dichiarandoci soddisfatti della risposta del Governo, sicuramente continueremo a fare in modo che tali motivi di degrado ambientale siano rimossi. Grazie.


