Allegato A
Seduta n. 356 del 16/9/2003


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(Sezione 4 - Evasione del serial killer Maurizio Minghella)

D)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
l'evasione, avvenuta il 2 gennaio 2003, dall'ospedale di Biella del serial-killer Maurizio Minghella, fortunatamente rin


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tracciato ed arrestato a poche ore di distanza alla periferia della città, grazie ad una straordinaria operazione di polizia scattata immediatamente e coordinata con sagacia e professionalità, ha riportato all'attenzione, per l'ennesima volta e con connotazioni drammatiche, le condizioni di lavoro in cui sono costretti ad operare gli agenti della polizia penitenziaria;
l'immediato intervento con cui sono state fatte «saltare teste» a titolo punitivo è, sotto tale profilo, apparso frettoloso e semplicistico;
al di là delle singole responsabilità, appare evidente che, come peraltro denunciato in numerose circostanze attraverso molteplici atti di sindacato ispettivo, è accaduto quel che era inevitabile che accadesse, in ragione delle carenze di organico della casa circondariale di Biella (e non soltanto di Biella), delle difficoltà di organizzare i turni di lavoro, dei turni stessi letteralmente insostenibili e massacranti, della carenza persino dei mezzi di trasporto e di una serie di altre inefficienze, di cui i dirigenti regionali e nazionali dell'amministrazione penitenziaria erano perfettamente - e da anni - a conoscenza;
appare sostanzialmente ingiusto che a pagare per l'evasione debbano essere i «terminali» di una organizzazione che fa acqua da tutte le parti, mentre coloro che hanno importanti responsabilità istituzionali non soltanto non pagano mai lo scotto delle inefficienze, ma promuovono addirittura provvedimenti punitivi nei confronti di coloro che sono forse i meno responsabili;
pare evidente che, nel caso di specie, non sono stati assicurati - e forse erano difficilmente assicurabili - i livelli minimi di sicurezza e che non sono state attivate le procedure di intervento del nucleo operativo e del radiomobile (Nor), che avrebbe potuto e dovuto assicurare comunque la presenza di un numero di agenti adeguato all'oggettiva pericolosità del detenuto trasferito per cure all'ospedale di Biella -:
se non ritenga di dover verificare la sussistenza di responsabilità in capo al provveditore regionale, ferme restando le eventuali singole responsabilità, e se non ritenga, al di là dei provvedimenti troppo frettolosamente assunti, di disporre un'inchiesta amministrativa, al fine di valutare se le eventuali carenze manifestatesi in occasione dell'evasione di Maurizio Minghella non siano, in misura determinante dal punto di vista causale, frutto di una condizione di lavoro insostenibile da parte del personale della casa circondariale di Biella.(3-01911)
(10 febbraio 2003)