Allegato B
Seduta n. 355 del 15/9/2003


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AFFARI ESTERI

Interpellanza:

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri, il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
il 23 agosto 2003 è deceduta all'ospedale di Cremona la signora colombiana Marleny Gonzalez, residente con la sua famiglia nel comune di Castelleone, malata di leucemia e in attesa di un secondo trapianto di midollo osseo dalla sorella Nelly, residente a Bogotà e unica donatrice compatibile, alla quale - per non ancora ben chiarite difficoltà burocratiche - non è stato rilasciato in tempo utile il visto d'ingresso nel nostro Paese;
nonostante la gravità della situazione sanitaria della signora fosse stata più volte denunciata dai familiari e dagli organi di informazione locale, al punto da spingere l'intera comunità cremonese e l'amministrazione locale a prendere posizione, nessun effetto positivo ne è scaturito al fine di accelerare l'iter burocratico per il tempestivo rilascio del visto, precludendo, in tal modo, alla signora Gonzalez la possibilità di accedere all'intervento di trapianto di midollo, unica opportunità di sopravvivenza;
al di là delle più volte denunciate incongruenze e rigidità della nuova disciplina in materia di immigrazione, appare comunque del tutto inammissibile una sua applicazione che non sappia adeguatamente far fronte a specifiche esigenze, quali quelle delle emergenze sanitarie -:
quali siano le ragioni che, in tale circostanza, hanno impedito alle competenti autorità un rapido rilascio del visto e se non ritengano necessario, al fine di scongiurare il verificarsi di ulteriori gravi episodi, di approntare le opportune misure idonee a consentire l'avvio di rapide procedure burocratiche anche nei casi di gravità ed urgenza sanitaria.
(2-00879) «Violante, Agostini, Bogi, Innocenti, Montecchi, Nicola Rossi, Calzolaio, Magnolfi, Ruzzante, Leoni, Amici, Bielli, Caldarola, Marone, Pollastrini, Sabattini, Soda, Spini, Cabras, Crucianelli, Folena, Fumagalli, Melandri, Ranieri, Sereni».


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Interrogazione a risposta in Commissione:

OLIVIERI. - Al Ministro degli affari esteri, al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che:
la raccolta delle mele sia iniziata in tutto il Trentino, nelle Valli interessate dalle colture, in particolare modo la Valle di Non;
i documenti e le pratiche burocratiche sono già stati correttamente e puntualmente inoltrati dai produttori agricoli delle aziende trentine per mettere in regola i raccoglitori stagionali della Repubblica Ceca;
più di un migliaio di raccoglitori di mele stagionali cechi non possono lavorare in Italia per il mancato rilascio da parte dell'Ambasciata italiana a Praga del visto sui documenti appunto già predisposti al fine di perfezionare il contratto di lavoro con le aziende agricole impegnate nella raccolta;
in seguito alle sollecitazioni fatte direttamente dalle Associazioni di categoria all'Ambasciata l'unico risultato risulta essere l'attestazione del rilascio dei documenti ma non prima di altri 20 giorni;
la situazione risulta così essere di assoluta urgenza visti i brevi tempi dediti alla raccolta delle mele -:
quale azione intenda operare, possibilmente, nel più breve tempo possibile per tamponare una questione così urgente per permettere alle aziende agricole di svolgere secondo diritto la propria attività;
quali interventi intenda adottare per non compromettere il lavoro agricolo di un intero anno così importante per l'economia del Trentino, soprattutto alla luce dei ristretti tempi a disposizione.
(5-02317)

Interrogazioni a risposta scritta:

COSTA. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
a Cremona in data 23 agosto 2003 si spegneva Marleny Gonzales, cittadina di origine colombiana ma da 15 anni, dopo il matrimonio, residente in Italia;
ammalata di leucemia, le sue speranze erano legate al trapianto del midollo;
la sorella Nelly, residente in Colombia, da cinque mesi attendeva invano dalla nostra ambasciata il nulla osta all'ingresso in Italia, sì da poterle donare il midollo;
è degli ultimi giorni la notizia di una vicenda analoga di cui sarebbe vittima un cittadino ivoriano residente anch'egli in provincia di Cremona, affetto da insufficienza renale cronica ed in trattamento emodialitico trisettimanale, da 13 mesi in attesa dell'autorizzazione all'ingresso in Italia per il fratello intenzionato a donargli un rene -:
quali siano gli ostacoli, di ordine legislativo, burocratico ed amministrativo che in situazioni come quella esposta hanno impedito e impediscono di realizzare tempestivamente il trapianto di midollo e quali iniziative intenda adottare perché casi del genere non abbiano più verificarsi.
(4-07294)

DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
è stato dato da tempo risalto alla lettera «riservata personale» del 13 febbraio 1997 dell'Ambasciatore d'Italia a Belgrado dottor Francesco Bascone indirizzata al Ministero degli affari esteri con la quale, riferendosi al contratto di acquisizione del 29 per cento delle azioni di Telekom Serbia, segnalava che «il denaro andrebbe a Milosevic e al suo ristretto gruppo di potere ... il rischio non può essere ignorato ... sta al governo valutare


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se i vantaggi economici e politici superino i rischi ...» (cfr. Il Giornale, di domenica 31 agosto 2003 alla pagina 3);
la circostanza è decisamente rilevante alla luce delle dichiarazioni rese da tutti i protagonisti, diretti ed indiretti, della vicenda che occupa sia la magistratura penale che la speciale Commissione Bicamerale:
se risulti pervenuta, ed eventualmente protocollata, la lettera 13 febbraio 1997 a firma dell'Ambasciatore d'Italia in Jugoslavia dottor Francesco Bascone;
in caso affermativo, e trattandosi di lettera «riservata personale», a quale ufficio ed a quale persona fisica sia stata materialmente trasmessa;
se sia stato dato seguito e, se sì, con quale atto o documento, alla lettera 13 febbraio 1997;
chi sia, al di là del caso di specie, la persona fisica cui sono trasmesse le lettere «riservate personali» degli Ambasciatori d'Italia e se tutte vengano portate a conoscenza del Ministro degli affari esteri.
(4-07299)

CARLI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
negli anni '70 in Argentina sono scomparsi oltre 30.000 giovani durante la dittatura militare che si era instaurata dopo il golpe militare del marzo 1976 guidato dal generale Jorge Videla che si rese colpevole di sequestri, sparizioni, esecuzioni sommarie torture;
il 30 aprile 1977 per la prima volta 14 donne, madri di desaparecidos, scendono nella Plaza de Mayo, spiazzo di fronte alla Casa Rosada, a chiedere ragione della sparizione dei loro figli; la polizia, chiamandole «locas» (pazze), tenta di sloggiarle intimando loro di «camminare». Così, camminando attorno alla piazza, inizia la lunga marcia delle Madres de Plaza de Mayo. Da allora ogni giovedì le madri di Plaza de Mayo scendono nella piazza per chiedere giustizia e verità sulle sparizioni dei loro cari;
il 12 agosto 2003 la Camera dei deputati argentina ha dichiarato nulle e vuote le leggi del punto finale e dell'obbedienza dovuta. Tali leggi, note anche come leggi di amnistia, incompatibili con gli obblighi internazionali dell'Argentina di indagare, processare e punire gli autori dei crimini contro l'umanità commessi durante il periodo del governo militare, sono state per anni un ostacolo alla verità e alla giustizia per le vittime delle violazioni dei diritti umani;
recentemente è arrivata la decisione del Presidente argentino Néstor Kirchner di aderire alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla non applicabilità di leggi di prescrizione a crimini di guerra e crimini contro l'umanità e la presentazione al Congresso di un disegno di legge per rendere la Convenzione costituzionale;
ho incontrato recentemente in Versilia in provincia di Lucca, Polda Barsottini, nata a Levigliani nel comune di Stazzema (Lucca) l'8 giugno 1922, trasferitasi in Argentina all'età di 6 anni. Polda Barsottini è dal 1978 una delle madri di Plaza de Mayo per ricercare il figlio desaparecido Guillermo Oscar Segalli Barsottini, nato a Buenos Aires il 10 aprile 1953 e scomparso dal 2 febbraio 1978 dopo 17 mesi di carcere a La Plata, dove era stato rinchiuso con l'accusa di aver scritto su un muro di una strada di Buenos Aires «Libertà ai prigionieri politici»;
gli italiani vittime di sparizioni negli anni della dittatura militare in Argentina sono 114 e solo per 8 di tali casi è stato possibile giungere ad un processo e alle conseguenti condanne;
l'ex ministro della Giustizia, Piero Fassino, rispondendo ad una lettera dell'ex senatore Patrizio Petrucci ha comunicato che il procedimento sulla scomparsa di Guillermo Oscar Segalli Barsottini ha avuto esito negativo, cosa che però non


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preclude la riapertura di un nuovo processo da parte della magistratura argentina -:
se il Governo:
non intende sostenere con tutti i mezzi a sua disposizione i cittadini italiani e i figli di italiani emigrati, e nello specifico i familiari di Guillermo Oscar Segalli Barsottini, in tutte le iniziative volte alla ricerca della verità sulla scomparsa di cittadini italiani e di figli di cittadini italiani negli anni della dittatura militare in Argentina;
non intende intervenire presso lo Stato argentino perché vengano istruiti e celebrati i processi a carico dei responsabili di dette sparizioni;
non ritiene che la tragedia dei «desaparecidos» debba essere sottoposta al Tribunale Penale Internazionale in quanto crimine contro l'umanità e non ritiene di assumere le necessarie iniziative.
(4-07320)

BULGARELLI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
Beatrice de Carrello, procuradora para la Defensa de los Derechos Humanos, quarta carica elettiva dello stato de El Salvador, è cittadina italiana il cui impegno civico e le cui lotte contro la malavita sono note;
come rivela il giornale nazionale «Diario Colatine» del 9 settembre 2003, a partire da dicembre del corrente anno Beatrice de Carrello riceve reiterate minacce di morte, alcune spedite via fax da uffici pubblici. La colpa della Procuradora sarebbe d'essere una «fetida», un impicciona. Negli ultimi giorni le intimidazioni si sono intensificate al punto da far temere il peggio;
le minacce in questione sono da tempo note alla Fiscalia General de la Repùblica ma benché queste siano firmate dalla sedicente organizzazione «Limpieza de Maras» ed i moventi siano tali da indirizzare chiaramente le indagini, la Fiscalia non ha dato alcun peso alla vicenda -:
come il nostro Governo intenda assicurare, attraverso gli opportuni strumenti diplomatici, la posizione della nostra concittadina impegnata per la tutela dei diritti umani in Salvador, al fine di appoggiare il suo importante operato e proteggere la sua persona.
(4-07328)