Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 346 del 24/7/2003
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DICHIARAZIONE DI VOTO FINALE DEL DEPUTATO GIUSEPPE NARO SUL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE N. 4154

GIUSEPPE NARO. Desidero subito dire che la permanenza di militari italiani in Iraq è dall'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro condivisa come lo fu il loro invio col il primo decreto; anzi, ancora di più essendo probabilmente aumentati i rischi per chi opera nell'ambito delle azioni umanitarie.
Il contingente italiano è impegnato anche nella ricostruzione materiale: ci sono genieri per ripristinare ponti, strade ed altre strutture rese inagibili dalla guerra; ci sono esperti per lo sminamento e uomini della logistica.
Esattamente nello spirito e nella lettera della risoluzione 1483 del Consiglio di sicurezza, opportunamente richiamata dal ministro Giovanardi e dall'onorevole Violante, che ha chiesto a tutti gli Stati membri di assistere il popolo iracheno nel riformare le istituzioni, di contribuire a creare le condizioni di stabilità e di sicurezza in Iraq e di aiutare a soddisfare le necessità umanitarie e di altra natura.
Ma è un altro l'aspetto che considero essenziale. Ed è la condizione di vita del popolo iracheno.
Non più di due settimane fa il gruppo Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro ha incontrato monsignor Ishlamon Warduni, vescovo ausiliario di Bagdad. La testimonianza che ci ha fornito ci ha lasciato angosciati: si muore per fame, per sete, per la mancanza di medicine, per l'inesistenza di condizioni minime di vivibilità. I generi necessari ad alleviare la sofferenza di quel popolo non ci sono. Manca l'energia elettrica. Il rischio di epidemie è grande. La popolazione è stremata e la libertà conquistata rischia di non essere adeguatamente apprezzata.
La tragedia del popolo iracheno è prevalentemente qua.
E di fronte a questa tragedia, come ha opportunamente ricordato il relatore Landi di Chiavenna, qualunque aiuto è inadeguato.
Lo è ancor di più quanto previsto nel decreto. Sappiamo delle grandi difficoltà finanziarie e sappiamo che il decreto non è modificabile. Ma tenuto conto che il Governo italiano ha la Presidenza del semestre europeo rivolgo un appello perché si faccia carico di coordinare una forte iniziativa dei quindici per affrontare la gravissima emergenza umanitaria in Iraq.
Con questo spirito dichiaro il voto favorevole dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro.

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