A)
salute riproduttiva e sessuale, restando questi temi di esclusiva competenza dei Paesi membri -:
il Presidente degli Usa, George W. Bush, poco dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, firmava una dichiarazione d'intenti, con la quale toglieva i finanziamenti americani alla International planned parenthood, la più importante organizzazione di pianificazione della famiglia esistente, motivando la decisione con il non voler essere complice della violazione del diritto alla vita;
una lobby mondiale si mise subito al lavoro per fare dell'Unione europea la punta di diamante delle politiche abortiste internazionali, tanto che già un mese dopo la firma della citata dichiarazione il Commissario europeo per lo sviluppo, Paul Nielson, dichiarava che l'Europa era pronta a riempire «il vuoto di decenza» lasciato dagli Usa;
nel luglio 2002, il Parlamento europeo varava la «risoluzione Van Lanken», che raccomandava a tutti gli Stati europei di liberalizzare l'aborto;
nel gennaio 2003 il Presidente Bush sospendeva il contributo annuo all'Unifpa, a causa del suo sostegno alla politica dell'aborto in Cina, e quasi contemporaneamente la Commissione europea aumentava della stessa entità il contributo all'Unfpa e all'International planned parenthood;
a febbraio 2003 è stato licenziato in prima lettura il rapporto Sandbeack, che prevede di indirizzare gli aiuti internazionali dei prossimi cinque anni per fornire assistenza finanziaria «per la promozione dei diritti riproduttivi e sessuali» e per «l'accesso universale ad una gamma di servizi per la salute riproduttiva sessuale che siano sicuri e affidabili»;
il rapporto stima l'aumento della spesa di almeno il 72 per cento, ma forse anche molto di più, ed il maggior prelievo avverrà a carico dei Paesi dell'Unione europea, aumentando il prelievo per gli aiuti all'estero e distogliendo fondi destinati ad altri scopi, come l'istruzione nei Paesi in via di sviluppo;
tra il 1994 ed il 2000 l'Unione europea aveva già quadruplicato i fondi stanziati per le attività di salute riproduttiva nel mondo, arrivando a 4 miliardi di euro;
contro la politica dell'Unione europea hanno agito gli Usa, con decisioni al vertice e anche con iniziative private, affiancandosi alla Santa Sede;
l'Unione europea non ha poteri o responsabilità riguardo all'aborto o ad altre questioni collegate alla cura della
quali iniziative intenda adottare al riguardo, tenuto conto che il diritto alla vita del nascituro inteso nella sua estensione più lata rientra tra i diritti inviolabili sui quali si fonda la Costituzione italiana (sentenza della Corte costituzionale del 10 febbraio 1997).
(2-00859) «Emerenzio Barbieri, Volontè».
(22 luglio 2003)