...
20 gennaio 2003, n. 4, viene riconosciuto al personale militare inviato in missione all'estero in situazione isolata, senza fruire di vitto e alloggio da parte dell'amministrazione della difesa, una maggiorazione del 30 per cento dell'indennità di missione;
a trovare idonea soluzione normativa per il rimborso delle spese sostenute nel pregresso dal personale militare italiano facente parte della missione EUMM.
a reperire entro il più breve tempo, e non oltre il 31 dicembre 2003, adeguati fondi da attribuire alla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli affari esteri allo scopo di realizzare efficaci programmi per l'effettiva realizzazione della missione umanitaria, la ricostruzione delle infrastrutture ed il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali.
e, dall'altro lato, non consente la separata evidenza contabile delle risorse annualmente stanziate in bilancio per provvedere agli interventi medesimi;
ad assumere le necessarie iniziative affinché nel bilancio di assestamento per l'anno 2003, non sia decurtata la dotazione del fondo di riserva per le spese impreviste risultante dalla legislazione vigente;
ad adoperarsi affinché il contingente militare italiano inviato in Iraq sia ritirato nel più breve tempo possibile e quindi successivamente a revocare la partecipazione italiana alla «Coalition Provisional Autority»;
a riferire alla Camera a norma dell'articolo 1 prima della presentazione di un nuovo provvedimento di rifinanziamento della missione in Iraq.
ad adoperarsi in tutte le sedi e le istituzioni competenti affinché l'Iraq passi sotto l'egida delle Nazioni unite e l'intervento abbia le caratteristiche del più ampio multilateralismo, decidendo in caso contrario di ritirare entro il 2003 le forze di polizia e militari italiane.
premesso che:
con l'approvazione dell'A.C. 3564, con cui viene convertito in legge il decreto-legge
il personale militare italiano che opera nei territori della ex-Jugoslavia con la missione denominata EUMM, sostiene tali spese direttamente fin dall'anno 2001, data d'inizio della missione,
9/4154/1. Santulli, Ascierto, Ruzzante.
premesso che:
appare necessario realizzare una missione umanitaria e di aiuto alla ripresa di istituzioni civili in Iraq;
lo scopo principale di tale missione è il miglioramento delle condizioni della popolazione irechena;
tale compito rientra tra i fini istituzionali della cooperazione italiana;
la presenza dei militari italiani è destinata a costituire elemento fondamentale per tale scopo;
la spesa di 21.554.000 euro, di cui all'articolo 1 del decreto-legge in esame, è destinata ad assicurare di fatto il funzionamento della missione che dovrà curare i rapporti con le autorità locali;
la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli affari esteri ha già impegnato, in fase di emergenza, una somma di 9.000.000 di euro per la realizzazione e il mantenimento di un ospedale da campo a Baghdad e tale cifra è stata reperita sospendendo la realizzazione di altri impegni già presi;
il bilancio della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo ha necessità di implementazione al fine di garantire gli impegni sostanziali per gli scopi delineati;
la ridotta realizzazione di validi programmi di ricostruzione farebbe venire meno uno degli elementi determinanti per la presenza del contingente militare italiano, il cui inserimento nel contesto locale è legato direttamente ad aiuti umanitari concreti,
9/4154/2. Landi di Chiavenna, Santulli.
premesso che:
l'articolo 18, del provvedimento individua parte delle risorse necessarie per la copertura finanziaria degli oneri determinati dall'attuazione del provvedimento a valere sul Fondo di riserva per le spese impreviste di cui all'articolo 9 della legge n. 468 del 1978, richiamando espressamente l'articolo 1, comma 63, della legge 28 dicembre 1995, n. 549;
tale modalità di copertura, se pure più volte utilizzata in passato a fronte degli oneri derivanti da provvedimenti di proroga di missioni militari all'estero, da un lato, non tiene conto del carattere ormai ampiamente prevedibile di tali interventi
il disegno dì legge di assestamento per l'anno 2003 (A.S. 2356) prevede una variazione in diminuzione di 300 milioni di euro dello stanziamento del fondo di riserva per le spese impreviste che non appare opportuna alla luce dei rilevanti interventi che vengono ad esso imputati sulla base della vigente legislazione contabile;
appare quindi necessario, da un lato, non modificare la dotazione del fondo quale risultante dalla legislazione vigente e, dall'altro lato, dare corso ad un ripensamento della modalità di copertura delle proroghe delle missioni di pace all'estero, che tenga adeguatamente conto della natura non estemporanea di tali interventi e della esigenza di evidenziare separatamente in bilancio le risorse ad essi destinate;
a prevedere in sede di predisposizione del disegno di legge finanziaria per l'anno 2004, nell'ambito dei fondi speciali un apposito accantonamento destinato al rinnovo di interventi militari all'estero, anche di carattere umanitario, autorizzati dal Parlamento, correlati ad accordi internazionali, da considerare adempimenti di obblighi internazionali, ai sensi dell'articolo 11-ter, comma 1, lettera a), della legge n. 468 del 1978.
9/4154/3. Giudice, Blasi, Zorzato, Alberto Giorgetti, Gioacchino Alfano, Morgando, Ventura, Mariotti, Maurandi, Casero, Patria, Giancarlo Giorgetti.
premesso che,
il disegno di legge in esame proroga, tra l'altro, i termini della partecipazione italiana alla missione militare in Iraq;
il conflitto contro l'Iraq e la successiva occupazione del territorio sono stati gli effetti di un'azione militare unilaterale ed ingiustificata;
l'iniziativa ha pertanto rappresentato una palese violazione del diritto internazionale che non può essere giustificata dal solo risultato dell'aver provocato la caduta del regime totalitario;
per amministrare il paese le potenze occupanti hanno istituito una «Coalition Provisional Authority»;
pur non legittimando l'occupazione dell'Iraq, la risoluzione n. 1483 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU riconosce l'esistenza di questa «Autorità» e nel richiamarla alle proprie responsabilità, ai sensi della Convenzione di Ginevra, chiede fermamente che si giunga in tempi rapidi alla costituzione di un governo iracheno;
numerose forze politiche irachene hanno deciso di non partecipare alla «Iraqi Interim Administration» in quanto dotata di poteri esclusivamente consultivi verso la «Authority»;
a diciotto settimane ormai dalla fine dei combattimenti non è stato ancora rinvenuto quell'arsenale di armi di distruzione di massa che ha costituito il casus belli, lungamente dibattuto anche in sede Onu, e la cui presunta esistenza aveva legittimato la coalizione anglo-americana ad invadere l'Iraq;
fino ad oggi da parte della «Coalizione» non vi sono dichiarazioni ufficiali circa la volontà di indire libere elezioni per la formazione di un governo iracheno;
la «Coalition Provisional Autority», che nel frattempo di fronte ai gravi e crescenti problemi che stanno emergendo in Iraq sta mostrando grandi incapacità nell'affrontarli, ha più volte annunciato la volontà di voler intervenire con misure volte a modificare il sistema economico e sociale, materie che dovrebbero essere riservate alla competenza esclusiva di un governo iracheno legittimo;
il Parlamento italiano il 15 aprile 2003 ha approvato una risoluzione con la quale autorizzava il Governo ad inviare il Iraq, in missione umanitaria, un contingente militare italiano;
il Governo italiano ha deciso di partecipare alla «Coalition Privisional Autority» sia a livello politico che di supporto funzionariale;
il Governo italiano ha inoltre deciso di inviare un contingente militare per il controllo, sotto il comando britannico, dell'area territoriale di Nassiriya;
con tali iniziative anche il nostro Paese è a tutti gli effetti una potenza occupante;
a causa del protrarsi dell'occupazione militare la popolazione irachena, senza alcuna previsione e né certezza sul proprio futuro, sta manifestando oramai una crescente insofferenza con episodi di resistenza armata riconducibili più che al vecchio regime, soprattutto a tale malcontento;
ad attivarsi per ripristinare la legalità internazionale, affidando alle Nazioni unite la gestione della transazione, della sicurezza e della ricostruzione dell'Iraq;
a promuovere la pronta formazione di un governo iracheno provvisorio;
a promuovere iniziative di aiuto umanitario coordinate dalle agenzie delle Nazioni unite sino a quando non si sarà costituito un governo iracheno legittimo ed internazionalmente riconosciuto.
9/4154/4. Diliberto, Armando Cossutta, Rizzo, Bellillo, Maura Cossutta, Nesi, Pistone Sgobio, Vertone.
9/4154/5.Ruzzante.
premesso che la posizione del Governo espressa dal ministro della difesa, Antonio Martino, sull'invio di forze di polizia e militari in Iraq per tutelare l'intervento umanitario, è diventata sempre più ambigua per i pericolosi aspetti militari assunti dalla spedizione, che derivano dal coinvolgimento nell'opera di stabilizzazione dell'area;
considerato che appare sempre più urgente e necessario un coinvolgimento dell'ONU e multilaterale per realizzare una vera stabilizzazione dell'Iraq;
riconosciuto che non è possibile l'immediato ritiro delle forze di polizia e militari senza compromettere la sicurezza degli interventi civili, umanitari e di tutela dei beni culturali già avviata;
9/4154/6. Intini, Pisicchio, Villetti, Buemi, Albertini, Ceremigna, Pappaterra, Potenza, Montecuollo, Ostillio, Mazzuca Poggiolini, Di Gioia, Boato, Boselli.