Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 345 del 23/7/2003
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(Esame dell'articolo 9 - A.C. 2579-B)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 (vedi l'allegato A - A.C. 2579-B sezione 11).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo alla votazione dell'articolo 9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nieddu. Ne ha facoltà.

GONARIO NIEDDU. L'articolo 9 di questo disegno di legge attribuisce al Governo l'ennesima delega ad adottare, entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente provvedimento, un decreto legislativo recante norme per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di internazionalizzazione delle imprese.
Credo che una materia così delicata e complessa avrebbe bisogno di un percorso ben diverso da quello indicato dal Governo, cioè quello della delega. Vorrei, peraltro, segnalare all'attenzione dei colleghi, utilizzando anche il ragionamento svolto dal presidente Tabacci poco fa sull'articolo 7, che per quanto riguarda l'imprenditoria la X Commissione sta svolgendo un'indagine conoscitiva sulla situazione industriale del nostro paese, che si concluderà entro il 30 settembre del corrente anno. Ritengo quindi che il risultato di tale indagine conoscitiva potrebbe essere di un certo interesse per il percorso legislativo in materia imprenditoriale, così come peraltro lo sono stati, per altri provvedimenti, i risultati di altre indagini conoscitive svolte dalla X Commissione. Ciò, tenuto anche conto in modo particolare della tipologia del sistema imprenditoriale del nostro paese e dei problemi della nostra imprenditoria.
Dico questo per evidenziare un modo poco creativo che voi avete di rispondere ai problemi dello sviluppo del nostro paese; lo si vede anche nel DPEF che avete presentato. Spesso su queste questioni vi limitate a mettere delle pezze qua e là, magari levandole da altre parti e scoprendo


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altri buchi. Ciò è ampiamente dimostrato anche dai principi e dai criteri che voi date alla legge in questione.
Li vorrei enunciare, in quanto ritengo siano importanti: riunire e coordinare tutte le disposizioni legislative in materia di internazionalizzazione delle imprese, considerando oltre all'esportazione anche gli investimenti in grado di promuovere l'internazionalizzazione delle produzioni italiane prevedendo la delegificazione dei procedimenti in materia; coordinare le misure di intervento di competenza dello Stato con quelle delle regioni e degli altri soggetti operanti nel settore dell'internazionalizzazione delle imprese; prevedere accordi tra enti pubblici e sistema bancario per l'utilizzo dei servizi e delle sedi estere degli istituti di credito.
Non ho problemi ad affermare che si tratta di principi che considero condivisibili, anche se insufficienti rispetto alla materia e al fatto che definite ciò un riassetto dell'internazionalizzazione delle imprese.
Infine, è evidente che, ancora una volta, rispondete ad un bisogno urgente delle imprese con un rinvio del problema. Riconosco in questo una vostra coerenza, che si manifesta in larga parte di ciò che state realizzando. Per le ragioni che ho testè esposto, esprimeremo un voto contrario sull'articolo in esame (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

LEARCO SAPORITO, Sottosegretario di Stato per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LEARCO SAPORITO, Sottosegretario di Stato per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Intervengo per fornire risposta a quanto richiesto dall'onorevole Tabacci, ma anche dagli altri deputati, sugli articoli 7 ed 8 e, immagino, anche sugli articoli successivi.
Faccio presente che vi può essere una sinergia, in quanto i decreti delegati non soltanto verranno proposti dai ministri interessati, ma è previsto espressamente il parere delle competenti Commissioni parlamentari. Quindi, i lavori che le Commissioni competenti stanno svolgendo per alcuni di questi argomenti saranno utili per impegnare il Governo a definire questi decreti delegati sulla base di quanto stabilito dalla Commissione di merito.
Posso fornire garanzia di ciò e sono certo che tutto questo faciliterà la precisazione dei contenuti della materia in oggetto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazzocchi. Ne ha facoltà.

ANTONIO MAZZOCCHI. Signor Presidente, non sarei intervenuto se non avessi ascoltato l'intervento dell'onorevole Nieddu che, tra l'altro, stimo ed apprezzo, anche perché ho avuto modo di confrontarmi con lui quando era presidente della CNA. Tuttavia, riprendendo anche quanto affermato poco fa dal rappresentante del Governo, al di là del fatto che i decreti delegati saranno oggetto di discussione nelle competenti Commissioni, vorrei far presente al collega Nieddu che proprio questo Governo si è particolarmente impegnato al fine di delocalizzare e internazionalizzare le nostre imprese, soprattutto quelle artigiane.
Potrei indicarle diversi casi in cui le nostre imprese artigiane stanno lavorando benissimo all'estero; tuttavia, il Governo risente dell'inadeguatezza della normativa vigente.
Dunque, ritengo che proprio su questo articolo si debba esprimere con urgenza un voto favorevole per fare in modo che quelle piccole imprese artigiane che già lavorano all'estero abbiano la certezza di una regolamentazione. Per questi motivi preannuncio il mio voto favorevole sull'articolo 9.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole


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Boato, al quale raccomando di essere sintetico. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, vorrei chiedere un chiarimento al Governo - che ringrazio per l'interruzione parlamentare - riguardo a quanto ha affermato poco fa, in quanto vedo che l'ultimo comma dell'articolo 2 prevede che il decreto di cui al comma 1 debba essere emanato previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, reso entro il termine di 60 giorni dal ricevimento della richiesta. Tuttavia, non vedo ripetuta questa norma negli altri articoli e, in particolare, in quello che stiamo esaminando.
Il Governo, sotto questo profilo, ha dichiarato una volontà positiva e di ciò prendo atto, ma nel testo non vedo la norma relativa a quanto affermato dal Governo. Quindi, chiederei un chiarimento al riguardo. Inoltre, intendo segnalare all'Assemblea che all'articolo 9, lettera a), si prevede di riunire e coordinare tutte le disposizioni legislative in materia di internazionalizzazione delle imprese, ma si prevede altresì la delegificazione dei procedimenti in materia. Pertanto, non ci troviamo in presenza soltanto di una delega legislativa al Governo, ma anche di una norma di delegificazione, il che mi pare particolarmente rilevante, e richiamo su questo aspetto l'attenzione dei colleghi che mi hanno preceduto.
Mi pare comunque che vada dato nel modo più esplicito un chiarimento da parte del Governo sulla questione riguardante il parere delle Commissioni parlamentari, dal momento che, salvo l'articolo 2, non vedo le norme riferite ai singoli articoli.

LEARCO SAPORITO, Sottosegretario di Stato per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LEARCO SAPORITO, Sottosegretario di Stato per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Signor Presidente, il comma 1 di ciascun articolo reca la formula della delega, con la quale il Governo è delegato ad adottare, entro un determinato termine, diverso per le singole materie, i decreti legislativi secondo i principi stabiliti dall'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, come sostituito dall'articolo 1, che a sua volta prevede, ai commi 5 e 6, il parere obbligatorio delle Commissioni parlamentari competenti, nonché quello, qualora vi sia un interesse regionale, della Conferenza unificata. Sono queste le regole che disciplinano la procedura per l'adozione dei decreti legislativi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, a me pare che ci stiamo prendendo in giro, dal momento che non abbiamo capito se il Governo intenda intervenire o meno. Chi impedisce al Governo di adottare un decreto legislativo in materia di internazionalizzazione delle imprese o di incentivi? Con la scorsa legge finanziaria abbiamo modificato tutto il sistema degli incentivi, e con l'articolo 5 siamo addirittura tornati indietro.
Quanto all'articolo 9 e ai criteri della delega, si vuole impedire al Parlamento di poter legiferare? Dobbiamo attendere che il Governo entro un anno decida di adottare un decreto legislativo? Mi sembra una tautologia.
Inoltre, nei criteri direttivi relativi all'internazionalizzazione delle imprese, non si va al cuore del problema: si parla dell'assistenza alle piccole e medie imprese, dell'ICE, dell'assicurazione, ma cosa è stato fatto sul tema delle nostre ambasciate, che dovevano essere il centro economico e finanziario per aiutare le nostre imprese? Stiamo dando una delega al Governo, Berlusconi non poteva avere già trasformato le nostre ambasciate in quello che aveva promesso? Anche in tal caso siamo a quota zero.
Abbiamo addirittura subordinato - sfociamo nel ridicolo - i nuovi strumenti


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riguardanti gli incentivi al raggiungimento degli obiettivi di politica industriale fissati dal Governo con l'approvazione del DPEF: nell'attuale DPEF non esiste una riga sugli obiettivi di politica industriale! Come facciamo a conferire una delega in materia di incentivi facendo riferimento a obiettivi di politica industriale che non esistono? I nostri strumenti pertanto a cosa serviranno? Mi sembra veramente una presa in giro.
Ci sono alcune deleghe che debbono essere conferite, ma ne abbiamo aggiunte altre che non hanno né capo né coda (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori (Commenti di deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale - Applausi dei deputati Bindi e Castagnetti).

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, il collega Boato ha chiesto al Governo di chiarire il senso delle ultime due righe della lettera a) del comma 1 dell'articolo 9. Il Governo ha dato una prima risposta, ma non ha fornito la seconda. Quanto alla delegificazione, avviene ai sensi della legge 23 agosto 1988, n. 400? Avviene ai sensi della legge 15 marzo 1997, n. 59? Questa delegificazione è buttata lì a caso. Il Governo non ha precisato in che termini e ai sensi di quale legge essa venga posta in essere.

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, come sa, le risposte del Governo si possono chiedere, ma sono facoltative. Il rappresentante del Governo ha fornito risposta su quello che pensava fosse meritevole (Commenti del deputato Boato). Lo so, ma è un giudizio politico, onorevole Boato. Non è che la Presidenza possa estorcere risposte.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 439
Maggioranza 220
Hanno votato
243
Hanno votato
no 196).

Prendo atto che l'onorevole Carra avrebbe voluto esprimere un voto contrario mentre ne ha espresso uno favorevole e che l'onorevole Strano non è riuscito a votare.
Prendo altresì atto che l'onorevole Strano non è riuscito a votare.

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