Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 345 del 23/7/2003
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(Esame articolo 4 - A.C. 2579-B)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4 (vedi l'allegato A - A.C. 2579-B sezione 6).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo alla votazione dell'articolo 4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fluvi. Ne ha facoltà.

ALBERTO FLUVI. Sono convinto, come l'onorevole Bianco, che il Presidente della Repubblica abbia rinviato questo provvedimento alla Camera non solo formalmente, per carenza di copertura finanziaria, ma anche nella sostanza, essendovi un eccesso di delega, ed è quindi necessario che il Parlamento rifletta su questa vera e propria espropriazione di ruolo e di competenze.
Vorrei però richiamare l'attenzione dei colleghi sul contenuto dell'articolo 4. La prima parte di esso recita: «il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di assicurazioni».


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È proprio quest'ultimo termine che dovrebbe far riflettere, perché conferma, ancora una volta, quanto ci siamo detti ieri in quest'aula e riporta alla luce il conflitto di interesse fra il Berlusconi, Presidente del Consiglio dei ministri e il Berlusconi, proprietario di un grande gruppo di assicurazioni, la Mediolanum. Approvando questo articolo, quindi, votiamo la delega al Governo, presieduto dal Presidente Berlusconi, tesa ad emanare norme sul riassetto delle disposizioni in materia di assicurazioni. Il Governo, così, emana norme a favore di una compagnia di assicurazioni di proprietà del Presidente del Consiglio.
Ora, spero che nessuno di noi creda alla favola che ci avete raccontato ieri sulla risoluzione, con la legge approvata da ramo del Parlamento, del conflitto di interesse. Probabilmente, avete risolto il conflitto, mantenendo l'interesse del Presidente del Consiglio.
Non siamo d'accordo e confermiamo quindi il nostro voto contrario sull'articolo 4, anche per ragioni di merito. Non condividiamo affatto il modo con il quale, in questi due anni, avete portato avanti la politica nei confronti del sistema assicurativo, una politica schizofrenica, fatta di annunci e di puntate in avanti e ritorni indietro, che, tra l'altro - come abbiamo visto negli ultimi mesi - ha portato a dividere la stessa platea delle associazioni dei consumatori. Non ci sentiamo per nulla garantiti dalle norme contenute in questo articolo e dal vostro comportamento.
Mi sto facendo un'idea, cioè che voi avete una visione riduttiva che, alla fine, penalizzerà il settore delle assicurazioni. Guardate, noi lo leggiamo in filigrana, anche nello stesso documento di programmazione economico-finanziaria, che avete appena presentato e che, per il secondo anno consecutivo, guarda al sistema delle assicurazioni con le sole lenti della cassa. Non so - e forse non è dato sapere - se le indicazioni contenute nel suddetto documento avranno maggiore fortuna di quelle dell'anno scorso o se anche queste si riveleranno per quello che sono, cioè un tentativo di minare alla base le fondamenta del nostro sistema di protezione socio-sanitaria. Eppure, basterebbe leggere i dati e considerare l'importanza che il sistema assicurativo sta sempre più assumendo nel nostro sistema economico per rendersi conto come vi sarebbe la necessità di un approccio meno estemporaneo e meno frammentario.
Questi anni hanno visto una forte ristrutturazione del settore assicurativo e non c'è dubbio che quella attuale rappresenti un sistema più efficiente rispetto a quello di appena dieci anni fa, essendo in grado di fornire maggiori garanzie agli stessi cittadini. Il sistema non è in grado di tollerare le continue fibrillazioni alle quali lo state sottoponendo.
Ribadisco il nostro voto contrario per i motivi che ho illustrato - eccesso di delega, esproprio del Parlamento, conflitto di interesse - anche perché questo articolo non è in grado di incidere sulle questioni che riteniamo più importanti, e cioè che un'organica politica di intervento nel settore non può che fondarsi su un'effettiva liberalizzazione, un'accresciuta concorrenza e una maggiore trasparenza del sistema tariffario a difesa dei consumatori e per il rafforzamento del sistema assicurativo del nostro paese. (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 451
Votanti 451
Maggioranza 226
Hanno votato
246
Hanno votato
no 205).

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.


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PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, voglio segnalarle che ci sono molti deputati della maggioranza che votano doppio e questo è un fatto di slealtà parlamentare. Siccome, tra poco, dovremo affrontare il decreto-legge sull'Iraq, mi rivolgo ai colleghi con molta chiarezza. Se dovessero riprodursi casi di voti doppi, dimentichiamoci di terminare l'esame del suddetto provvedimento giovedì o venerdì (Commenti dei deputati di Forza Italia e di Alleanza nazionale). Vi teniamo qui sabato e domenica, chiaro? Il confronto parlamentare deve essere leale e non è leale votare per altri che sono assenti su una materia poi che riguarda la missione militare all'estero e che coinvolge soldati italiani che rischiano la vita. Bisogna essere leali qui dentro (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e di Rifondazione comunista)!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, fatto con tono appassionato, l'intervento dell'onorevole Violante è del tutto legittimo e voglio ricordare che il Presidente Casini ha anche espulso dall'aula parlamentari che votavano doppio. Credo sia necessario essere rigorosi nel rispettare i propri doveri.

TEODORO BUONTEMPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, non avrei preso la parola se il suo commento alle parole dell'onorevole Violante non avesse dato per scontato l'evento. L'onorevole Violante avrebbe fatto bene a riferirsi a persone specifiche, citando nome e cognome. A me non pare assolutamente possibile che un capogruppo affermi che i deputati di una parte dell'Assemblea votino doppio senza guardare alle proprie spalle o ai propri vicini (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Penso che il Presidente dovrebbe fare riferimento ai deputati segretari, se avvengono fenomeni anomali durante il voto. Affermare, anche nei riguardi dell'opinione pubblica, che i deputati della maggioranza votano per due, non è giusto; il Presidente della Camera avrebbe dovuto chiedere all'onorevole Violante di indicare i nomi ed i cognomi degli autori delle irregolarità e di protestare durante la votazione.
Ritengo l'accusa infamante. Faccio parte della maggioranza e non ho mai votato per altri colleghi. Ristabiliamo le regole previste dal regolamento sia nel controllo dei voti sia nel ritiro delle tessere.
Quando svolgo la funzione di segretario dell'Assemblea, posso assicurare che ho ritirato decine di tessere a deputati della sinistra e segnalato ai Presidenti di turno il nome e il cognome dei colleghi della sinistra che votavano per due. Spesso, i Presidenti, per quieto vivere e per non gettare fango sull'Assemblea, non hanno espulso né richiamato coloro che votavano doppio, nonostante la segnalazione del segretario di Presidenza.
Non ritengo giusto, facendo parte della maggioranza, di dover essere offeso, perché non voto per due, né alcuno, intorno a me, lo ha fatto.
Lei, signor Presidente, con l'equilibrio che le è proprio e con la professionalità politica con cui dirige l'Assemblea, è stato probabilmente colto di sorpresa dall'irruenza inopportuna dell'onorevole Violante e non ha risposto adeguatamente, come meritava un'accusa del genere portata senza prove (Applausi di deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Il richiamo vale per tutti.
Farò comunque tesoro della raccomandazione dell'onorevole Buontempo di un uso più intensivo dei deputati segretari di Presidenza. Si tratta del metodo corretto del quale generalmente ci avvaliamo, quando intendiamo garantire la regolarità delle votazioni.

PIERO RUZZANTE. Basterebbe cambiare il sistema di voto.


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ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, condivido pienamente le sue conclusioni. Aggiungo soltanto, signor Presidente, che non è la prima volta che si discute di ciò. Già nella passata legislatura si è posto il problema, perciò non è una questione che riguardi necessariamente una parte politica.
Però, nell'attuale legislatura, il Presidente della Camera, onorevole Casini, anche con un tono un poco minaccioso, ha comunicato che stava finalmente ricercando un sistema per raggiungere una modalità di votazione più certa e sicura. Questa affermazione è stata fatta esattamente un anno fa. Diversi colleghi, tra cui anche il sottoscritto, hanno chiesto di risolvere il problema, attraverso ordini del giorno, in sede di approvazione del bilancio della Camera.
Signor Presidente, si faccia carico di ricordare all'Ufficio di Presidenza l'esistenza dell'impegno a trovare una metodologia di voto che eviti queste disfunzioni.

PRESIDENTE. Lo farò certamente, onorevole Boccia. Mi sembra comunque che questo sia uno di quei problemi la cui definizione è chiara, ma le soluzioni sono complesse. Tuttavia, ciò non deve indurci a smettere di ricercarle.

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