Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 340 del 15/7/2003
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(Repliche del relatore e del Governo - A.C. 4118)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Pezzella.

ANTONIO PEZZELLA, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ringraziare i colleghi per i loro interventi, il Governo, nella persona del viceministro Tassone e i dipendenti della Camera che ci hanno sopportato fino a quest'ora! Domani riprenderemo l'esame del provvedimento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo, onorevole Tassone.

MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei svolgere pochissime considerazioni ringraziando in primo luogo il relatore sia per il suo contributo di stasera sia per il lavoro, che ha svolto, che sta svolgendo e svolgerà nei prossimi giorni. Infine un ringraziamento sincero a tutti i colleghi che hanno preso la parola: Raffaldini, Nicotra, Carbonella, Di Gioia, Lion, Duca e Bornacin.
Ritengo che si stia svolgendo un buon lavoro: il Governo esprime grande soddisfazione per il lavoro svolto dai gruppi e dai colleghi, ritenendo questo provvedimento importante poiché ha già dato effetti positivi, come ricordavano Bornacin ed il relatore.
Vorrei svolgere due ordini di considerazioni: esiste un problema di sicurezza e di prevenzione nel paese; vi è poi un problema di sicurezza dei trasporti in termini complessivi. La sicurezza è un bene da perseguire con grande forza e determinazione. Lavorando per questo traguardo, questo non è un dato che può essere ascritto a questa o a quell'altra forza politica.
Certo, i Governi ed i Parlamenti debbono comprendere e tradurre le esigenze e le volontà espresse nel nostro paese. Non c'è dubbio che la sicurezza stradale sia un bene da perseguire con ogni sforzo e determinazione, sottraendola soprattutto ad una certa visione burocratica.
Abbiamo adottato un provvedimento d'urgenza che - si è ricordata certo anche la legge di delega del 22 marzo del 2001 -, ritengo abbia un'importanza ed un significato che vanno al di là delle norme stesse. Ha un significato sul piano della sensibilità che esprime. Lo diceva anche il relatore: non è vero che questo provvedimento sia un provvedimento semplicemente sanzionatorio. Chi ha detto questo non ha colto il giusto significato del provvedimento stesso: non è vero!
Certo, ci sono delle sanzioni; in Francia si è discusso continuamente sulla tolleranza zero; certo, la patente a punti che viene introdotta, è stata già adottata da altri paesi europei, ma qui c'è qualcosa di più e questo non può essere determinato semplicemente da una norma. Questo qualcosa di più deve essere determinato da noi, dal messaggio che riusciamo a dare al paese e che il paese sta raccogliendo. La dissuasione c'è. Il problema vero è il passaggio dalla dissuasione, determinata


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dalla sanzione, ad una ricezione sul piano culturale che ponga il paese in una visione diversa, sul piano della cultura, del modo di essere, del modo di agire. Se oggi c'è questo aspetto positivo non vorrei che fosse un risultato limitato nel tempo. Bisogna lavorare perché questo risultato venga acquisito per sempre, corredato quindi dall'uso, dall'azione corrente da parte dei cittadini. È questo il passaggio difficile. Ecco perché il Governo si è posto con grande attenzione, collaborazione e soprattutto con grande apertura. Lo ha detto il ministro Lunardi, in Commissione trasporti, e l'ho detto anch'io, lo abbiamo ripetuto, lo faremo anche nei prossimi giorni, con spirito costruttivo. Certo, ognuno con le proprie posizioni, certo ognuno con le proprie visioni, ma questo non è un argomento dove possano esservi posizioni preconcette, pregiudiziali è un concetto forte. Quello che noi dobbiamo oggi affermare: il valore della vita rispetto ad altri tipi di interesse; la qualità della vita rispetto ad altri tipi di interesse. Lo hanno detto anche altri colleghi e sono d'accordo con loro.
Ecco perché opereremo in questa direzione. Andremo poi alla definizione del codice della strada. Ma non è più possibile prevedere tutto in una norma. Non è possibile perché questo non è un provvedimento perfetto, non ci sarà mai un provvedimento perfetto! La perfezione deve essere conseguita attraverso una concezione diversa, una capacità diversa di ricezione, anche dei messaggi che vengono dalle norme stesse. E quanto al codice della strada che verrà, nessuno potrà pensare che sia composto da 600, 700 articoli. E dobbiamo pensare anche ai regolamenti di adeguamento, agli atti amministrativi in modo che si abbia la forza, la possibilità, la capacità di intervenire rapidamente per porre in essere le modifiche, per soddisfare le esigenze e rispondere ai fatti non previsti su cui bisogna intervenire. Se questo è dato, non c'è dubbio che il lavoro svolto da parte del Governo e con il conforto del Parlamento di cui ho una grande concezione, andrà a frutto. Senza la centralità del Parlamento non c'è un Governo che può agire in termini adeguati e positivi. Se non c'è un forte Parlamento non c'è una forte democrazia nel paese e se non c'è una forte democrazia nel paese non c'è una partecipazione, un coinvolgimento da parte dei cittadini. Signor Presidente, finisco qui, l'ora è già tarda. Ma certo il messaggio è forte, è un messaggio culturale, non è soltanto la norma.
Non è soltanto la sanzione, non è soltanto la questione dei punti, non è soltanto la polemica ciò che viene fuori; questo Governo ha fatto il provvedimento in esame ma dà un forte messaggio culturale, un cambiamento anche di impostazione. La sicurezza stradale non è un problema che può attenere semplicemente agli addetti ai lavori, non è un problema che può riguardare semplicemente alcuni, è un modo di concepire anche la vita e soprattutto di guardare al futuro con una diversa speranza, con una diversa fiducia.
Credo sia questo il messaggio da considerare e speriamo che anche nella giornata di domani, nel momento in cui esamineremo gli emendamenti lo faremo con uno spirito costruttivo di collaborazione come è già stato in Commissione.
In questo clima, il Governo ha dimostrato una grande attenzione anche al contributo dell'opposizione. Non è vero anche siamo stati chiusi. Siamo stati aperti per quanto riguarda l'accoglienza come si conviene ad una materia così delicata, così difficile e strategica per il nostro paese. Certamente, questo è un provvedimento strategico, così com'è stato definito dal relatore.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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