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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 3297 sezione 6).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
STEFANO SAGLIA, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Lazzari 3.4 e Gastaldi 3.25; invita al ritiro, altrimenti il parere è contrario, degli identici emendamenti Mazzocchi 3.11, Lion 3.18 e Vernetti 3.39 e degli identici emendamenti Raisi 3.12, Lion 3.19 e Vernetti 3.43; esprime parere favorevole sull'emendamento Lusetti 3.13. Qualora quest'ultimo venisse approvato, l'emendamento Gambini 3.44 risulterebbe assorbito. La Commissione esprime parere contrario su tutte le altre proposte emendative presentate all'articolo 3.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIOVANNI DELL'ELCE, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Alfonso Gianni 3.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, anche per quanto riguarda l'articolo 3 illustrerò il significato degli emendamenti da noi proposti. Questi individuano in maniera organica, letti nel loro insieme, un punto di vista alternativo rispetto a quello previsto dal disegno di legge.
L'articolo in esame indica i dieci obiettivi generali della politica energetica nel paese. Tra questi, l'ultimo riguarda il favorire ed incentivare la ricerca e l'innovazione tecnologica in campo energetico. In verità, quest'ultimo non ha un carattere indipendente da molti degli altri obiettivi.
Sia sufficiente ricordare quello della crescita dell'efficienza energetica negli usi finali dell'energia; quello del miglioramento delle fonti sostenibili, così come quello dell'incremento nell'uso finale dell'energia, fino a quello della stessa qualificazione dei servizi e dell'economicità dell'energia offerta ai clienti finali. In varia misura, tutti questi obiettivi si richiamano ad oggettive necessità di ricerca e sviluppo, senza le quali tali obiettivi appaiono non solo poco realistici, ma anche tali da ingenerare un passaggio da una dipendenza, per così dire naturale, per quanto riguarda le fonti primarie, ad un'aggiuntiva dipendenza, per quanto riguarda i sistemi, i componenti e gli impianti tecnologici, connessi con la natura stessa e con lo sviluppo del sistema energetico. Si tratta, quindi, di molti degli obiettivi politici presentati nel disegno di legge al nostro esame.
Vi è, dunque, obiettivamente una centralità della ricerca e dello sviluppo in campo energetico, a cui questo disegno di legge dedica l'ultimo dei posti sul piano formale dell'elencazione degli obiettivi. Tuttavia, c'è evidentemente di peggio, in quanto esiste verso di essa un'attenzione pari allo zero in tutto il resto del disegno di legge stesso; anzi, potremmo dire che vi è un'attenzione ancora inferiore, perché questo testo cita l'ENEA solo per assegnarle compiti e funzioni, che in gran parte dovrebbero essere adempiuti dalle strutture del ministero e che comunque non hanno nulla a che vedere con la ricerca e con lo sviluppo, e neanche con l'innovazione tecnologica.
Se il ministro ritiene - come mi sembra di comprendere - che questi processi di ricerca e di innovazione potranno essere assicurati dal sistema industriale italiano e dal mercato, al massimo con qualche incentivazione, dovrà darne prova precisa, perché a noi, in verità, sfuggono gli elementi che possono confortare in qualche misura una tale ipotesi. Dobbiamo, invece, purtroppo prendere atto che anche sulle nuove tecnologie energetiche, teoricamente alla portata di un sistema economico produttivo come il nostro, abbiamo accumulato prove di incapacità e di ritardi molto gravi; basti pensare ai sistemi eolici, ma anche a paesi come la Danimarca e la stessa Spagna, che ci hanno fortemente distanziati sul piano della ricerca e della sua attuazione; basti pensare, inoltre, ai pannelli solari, relativamente ai quali la stessa Grecia, per non parlare di Austria e di Israele, è un paese esportatore.
Anche limitandosi a citare gli obiettivi generali, questa parte del disegno di legge appare del tutto insufficiente ed ambigua, perché non si pone il problema dell'incentivazione e dell'innovazione; anzi, si consolida l'accettazione che il sistema produttivo debba comprare all'estero non solo brevetti e licenze, ma anche direttamente gli impianti e i componenti qualificati. Anche l'incentivazione alla ricerca non pare certamente adeguata allo scenario tecnologico e alle questioni che si pongono nel campo delle tecnologie energetiche sia a livello nazionale, sia a livello internazionale. D'altra parte, che senso avrebbe sviluppare la ricerca e l'innovazione quando con l'apertura dei mercati possiamo essere certi di poter acquistare all'estero tutte le nuove tecnologie possibili e immaginabili? Anche se è vero che la questione della nostra dipendenza energetica sembra non essere più di qualche rilievo in quanto vista all'interno del
nuovo quadro unitario europeo, tuttavia non per questo va sacrificata l'innovazione tecnologica; pensiamo, anzi, che essa debba essere recuperata in un settore così strategico.
Con l'approvazione, quindi, dei nostri emendamenti sull'articolo 3, intendiamo dare una svolta a questa concezione di sudditanza tecnologica al fine di rilanciare, negli obiettivi generali di politica energetica, la questione fondamentale della ricerca tecnologica nel campo dei sistemi e delle tecnologie energetiche. Per questo motivo chiediamo all'Assemblea l'espressione di un voto favorevole sull'emendamento in oggetto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vernetti. Ne ha facoltà.
GIANNI VERNETTI. Vorrei aggiungere, signor Presidente, la mia firma all'emendamento in oggetto, anche perché il tema posto dal collega Russo Spena è di stringente attualità, dopo alcune giornate di minacciato, prima, e di realizzato blackout, dopo.
Questo è un disegno di legge timido, poco innovativo, che non punta sull'innovazione del sistema, che è molto conservatore e poco originale. Non è previsto in questo disegno di legge un vero e proprio piano di risparmio energetico nel paese. Pensate che il blackout, che così duramente ha colpito la nostra nazione, è stato dovuto ad un'interruzione del trasferimento di energia elettrica dall'estero per 700 megawatt: quanto potremmo risparmiare con una piccola campagna di risparmio energetico, diffondendo corpi illuminanti a basso consumo.
Quanto potremmo risparmiare se solo una fonte pulita già oggi conveniente, come l'eolico, non dico raggiungesse i livelli di quelle di Spagna e Danimarca, ma semplicemente iniziasse ad essere introdotta seriamente nel mercato.
Questo disegno di legge ci allontana dai trattati internazionali che il nostro Parlamento ha ratificato, innanzitutto il Protocollo di Kyoto, in quanto ci allontana dagli obiettivi in ordine ai quali abbiamo solennemente assunto impegni in sede internazionale.
Ancora, i decreti sull'efficienza energetica, approvati dal Consiglio dei ministri della scorsa legislatura, non sono stati mai attuati; mi riferisco a quel sistema di norme e di incentivi che permette alle imprese italiane di guadagnare sul risparmio di energia, vale a dire sul business del non consumo.
Per questa serie di motivi sottoscrivo questo emendamento ed esprimerò un voto favorevole sullo stesso.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 3.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 434
Astenuti 1
Maggioranza 218
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 232).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 3.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 360
Astenuti 59
Maggioranza 181
Hanno votato sì 135
Hanno votato no 225).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Nieddu 3.21.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, esiste una differenza sostanziale con riferimento alla discriminazione relativa all'accesso alle fonti energetiche, se il fine non fosse quello di raggiungere un'uguaglianza di fruizione per gli utenti. Invece, il testo in esame, un po' gelidamente, fa semplicemente riferimento alla modalità di fruizione.
Quindi, la risposta che intendiamo fornire con il nostro emendamento è quella di ripristinare il testo che inizialmente lo stesso Governo aveva proposto, che ci sembra più consono ai principi che si intendono affermare con il provvedimento in esame.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nieddu 3.21, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 434
Maggioranza 218
Hanno votato sì 204
Hanno votato no 230).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Alfonso Gianni 3.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, riteniamo l'emendamento in esame di particolare importanza in quanto con esso, pur nella convinzione della necessità di varare una riforma del sistema di calcolo delle tariffe, si propone il mantenimento di un sistema il cui prezzo sia la tariffa unica dell'energia elettrica per i clienti finali.
La nostra proposta emendativa tiene conto di una parziale necessità di separazione tra il consumo domestico e quello produttivo-industriale, ma anche di una rivisitazione dei soggetti che, all'interno della fascia dei 3 kilowatt ora, certo poveri non sono.
Un sistema a tariffa unica costituisce la condizione per evitare discriminazioni sociali nella fornitura del servizio pubblico. Quindi, questo nostro emendamento è indispensabile per dare continuità alla grande intuizione che si ebbe nel 1962, quando il settore dell'energia elettrica fu nazionalizzato per assicurare lo sviluppo del paese. Infatti, non è superfluo ricordare che, prima di tale data, il mercato elettrico era libero, per cui i prezzi erano differenziati tra città e campagna, tra pianura e montagna, tra piccoli, medi e grandi consumatori, determinando una giungla di grandi discriminazioni soprattutto in danno dei soggetti per i quali i costi di allacciamento alla fornitura erano oggettivamente più elevati.
Conseguentemente, garantire l'unicità di prezzi al consumo è una condizione che riteniamo indispensabile, al fine di evitare speculazioni economiche su un bene indispensabile per la vita quotidiana come quello elettrico.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 3.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 443
Votanti 293
Astenuti 150
Maggioranza 147
Hanno votato sì 56
Hanno votato no 237).
Prendo atto che l'onorevole Rotondi non è riuscito ad esprime il proprio voto e che ne avrebbe voluto esprimere uno contrario.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Realacci 3.22 e Gambini 3.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nieddu. Ne ha facoltà.
GONARIO NIEDDU. Signor Presidente, l'emendamento in esame si riferisce al comma 1 dell'articolo 3, che stabilisce gli obiettivi generali di politica energetica. Ritengo che garantire a tutti gli utenti-consumatori la possibilità di usufruire dei servizi rientri in tali obiettivi.
L'emendamento tende ad assicurare l'espansione delle reti su tutto il territorio nazionale, garantendo il loro utilizzo a condizioni economiche accessibili con standard di qualità omogenei. Dovrebbe essere scontato, ma, come tutti sappiamo, non è sempre così, anche per il permanere delle caratteristiche di monopolio naturale delle reti elettriche e del metano. La riaffermazione dell'impegno dello Stato per la loro diffusione, sottraendola alla discrezionalità del concessionario, ci sembra importante e necessaria. Francamente non comprendo perché su questo emendamento, che ritengo importante, vi sia il parere negativo del relatore; auspico che l'Assemblea lo valuti attentamente, e che esprima un voto difforme rispetto a tale parere.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, anche io intendo sottolineare l'importanza dell'emendamento in esame, nonché il fatto che è veramente incomprensibile la ragione per la quale il relatore e la maggioranza non hanno intenzione di accoglierlo. Facciamo infatti riferimento all'esigenza di rendere diffusa su tutto il territorio nazionale la possibilità di accedere all'energia attraverso standard di qualità omogenei.
Non vorrei che il problema fosse il richiamo a tale unitarietà di standard sul territorio nazionale: non vorrei ci fosse un veto posto da parte della Lega sulla possibilità di riconoscere tale principio, che deve essere garantito a tutti i cittadini e a tutte le imprese che utilizzano energia nel nostro paese.
Vorrei sottolineare infine che questa è la via giusta che deve essere seguita per dialogare con le regioni, mi riferisco a quella degli obiettivi generali della politica energetica, ed è nell'articolo in esame che vanno indicati tali obiettivi generali, sulla base dei quali deve successivamente intervenire sia la legislazione nazionale sia quella regionale.
Se non si indicano anche tali principi così importanti e significativi, che tutelano i cittadini e le imprese su tutto il territorio nazionale, si lascia poi alla legislazione regionale la possibilità di intervenire in assenza di obiettivi generali.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vernetti. Ne ha facoltà.
GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, il tema è chiaro: permane una caratteristica di monopolio naturale delle reti elettriche e del metano. Il permanere di tale caratteristica richiede la riaffermazione chiara di un impegno, nel disegno di legge di riforma del sistema dell'energia: l'impegno dello Stato per la diffusione delle reti, sottraendole alla discrezionalità del concessionario e anche, forse, a qualche rischio di frammentazione regionalistica.
Per questi motivi, anche noi non comprendiamo perché il relatore e il Governo non accolgano tale proposta e invitiamo l'Assemblea ad approvare l'emendamento in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, anche io intendo far notare ai colleghi che l'emendamento in esame vuole sottolineare tre principi fondamentali.
Il primo principio è quello della libertà del consumatore. Abbiamo appena approvato,
all'articolo 2, il principio della libertà di impresa: libertà di produzione, di importazione, di esportazione, di stoccaggio; si tratta ora di introdurre la libertà del consumatore. Questo è il primo principio che ci pare fondamentale per costruire un mercato libero.
Il secondo principio riguarda l'espansione delle reti. Nei principi generali non abbiamo mai accennato al tema della rete, mentre è la rete che porta l'energia anche nei territori più disagiati. Quindi, questo diventerebbe un principio fondamentale per la politica energetica del nostro paese, pensando soprattutto alle zone montane del nord e alle zone meridionali dove la dispersione dell'energia è a livelli altissimi. Quindi, un'attenzione alla rete e alle reti, soprattutto in queste aree, è un fatto fondamentale.
Il terzo principio riguarda l'utilizzo, a condizioni economiche accessibili, con standard di qualità omogenei, per dare a tutti le stesse opportunità, garantendo la libera concorrenza: non una concorrenza sleale ma una concorrenza libera e corretta, con standard uguali su tutti i territori (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Realacci 3.22 e Gambini 3.23, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 434
Maggioranza 218
Hanno votato sì 203
Hanno votato no 231).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Quartiani 3.24.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, siamo ancora all'articolo 3 e, perciò, all'elencazione degli obiettivi generali della politica energetica. In questo ambito, con la lettera e) del comma 1, ci occupiamo del miglioramento della qualità ambientale e del rispetto degli impegni internazionali, che riguardano le emissioni di gas serra e l'incremento delle fonti energetiche. La lettera e) è stata modificata nel corso della discussione in Commissione e la sua portata è stata notevolmente ridotta, finendo per sterilizzarne l'importanza. Vorrei ricordare che, in sostanza, con la modifica della lettera e), viene eliminato il riferimento alla promozione dell'uso delle energie rinnovabili, anche attraverso un sistema complessivo di incentivazioni, e viene soppresso anche il tema dell'equilibrato ricorso a queste fonti, assegnando la preferenza a quelle di minore impatto ambientale e territoriale.
In questa maniera, in sostanza, la lettera e) diventa assai generica ed il richiamo al rispetto degli impegni assunti a livello internazionale finisce per essere fortemente svuotato, se non vengono elencate chiaramente - come faceva il testo precedente e come fa il nostro emendamento - le priorità e se non viene precisato come sia possibile incentivare lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. È per questo che invitiamo a votare a favore di questo emendamento e a ripristinare il testo precedente sul quale, tra l'altro, vi era stato l'accordo delle regioni e della conferenza Stato-regioni. È questa una delle motivazioni per le quali, essendo dispersi il significato e l'importanza della funzione delle energie rinnovabili e l'esigenza di sostenerle adeguatamente, è venuto a mancare anche il consenso delle regioni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vernetti. Fu ne ha facoltà.
GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, vorrei aggiungere la mia firma all'emendamento Quartiani 3.24. Affermare chiaramente il tema degli impegni assunti a livello internazionale per quel che riguarda l'emissione
di gas serra e, soprattutto, l'incremento delle fonti rinnovabili grazie ad adeguate incentivazioni - richiamo a questo proposito il tema dei certificati verdi, introdotti nella scorsa legislatura -, mi pare rappresenti una di quelle condizioni di principio che dovrebbero - dico: dovrebbero - connotare l'intero disegno di legge e che, invece, lo sfiorano.
Come avremo modo di vedere negli articoli successivi - in particolare tra l'articolo 21 e il 24 -, si tenta di stravolgere la stessa innovazione dei certificati verdi, quindi, facendo di nuovo rientrare dalla finestra quella cultura un po' furbesca delle fonti cosiddette assimilate. Quindi, noi vorremmo che si approvasse questo emendamento per fissare un principio chiaro, per cui l'obiettivo è sostenibilità, sicurezza degli approvvigionamenti, puntando sull'innovazione e sulla ricerca, sulle fonti rinnovabili e sulle incentivazioni vere e non truccate.
Questo è il senso per il quale anche noi del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo voteremo a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lulli. Ne ha facoltà.
ANDREA LULLI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale per dire che questo è un emendamento importante. Siamo nell'ambito dell'articolo 3 dove definiamo gli obiettivi generali della politica energetica del paese. Ora, è estremamente grave che fra gli obiettivi generali non si citi il rispetto degli accordi internazionali, perché, naturalmente, questo pone il paese in una condizione di non assolvimento degli obblighi assunti con il protocollo di Kyoto, come con altri accordi. Inoltre, vi è anche il fatto che non si fa riferimento a quanto è definito nel Libro bianco dell'Unione europea e nella campagna per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili che è tuttora in corso.
Questo è un punto importante, perché proprio nella situazione attuale di blackout, ma anche di cambiamento delle condizioni climatiche, il fatto di ribadire questi obiettivi ci mette in sintonia con l'opinione pubblica e con gli operatori, che sono coscienti di questo fatto, e ci mette, inoltre, in sintonia anche con lo sforzo che l'Unione europea va conducendo e sta promuovendo in tutto il continente (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 3.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 433
Maggioranza 217
Hanno votato sì 203
Hanno votato no 230).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Lazzari 3.4 e Gastaldi 3.25, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 445
Votanti 443
Astenuti 2
Maggioranza 222
Hanno votato sì 236
Hanno votato no 207).
Prendo atto che l'onorevole Realacci ha erroneamente espresso un voto favorevole, mentre avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Gambini 3.27.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, mi consenta di spaziare su un orizzonte che non va inteso come un orizzonte bucolico, ma che è impegnativo un po' per tutte le nazioni, i popoli e gli Stati, che dovrebbero, in particolare, dimostrare sensibilità verso un'organizzazione internazionale come l'ONU che ha dichiarato il 2003 anno internazionale dell'acqua dolce. Pertanto, sensibilità vuole che di ciò ne derivino impegni importanti e conseguenti da parte dei governi e del legislatore. Naturalmente, quello dell'acqua è un tema che ci impegna anche in una situazione di emergenza idrica ed elettrica, in special modo, per il nord del paese ma anche per molte comunità, settori produttivi e per tante famiglie ed imprese nel nostro paese. Ebbene, nell'anno internazionale dell'acqua dolce sarebbe d'obbligo richiamare le compatibilità nel momento in cui discutiamo di obiettivi rispetto ai quali si devono subordinare le iniziative che riguardano l'impiego dell'acqua o che ne ridefiniscono il regime, in particolare delle acque montane, dei fiumi e del mare sulle coste.
Oltre all'emendamento Gambini 3.27, anche il mio successivo emendamento 3.28 si riferisce alla definizione di obiettivi precisi su cui si impegna il legislatore e lo Stato in questo ambito. Infatti, non basta, ad esempio, il riferimento generico, come è scritto nel testo, alla salute dei cittadini, ma occorre anche una precisa garanzia per l'ambiente in cui viviamo, del quale naturalmente vanno valorizzate e preservate tutte le caratteristiche.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, vorrei anche io sottolineare l'importanza dell'emendamento in esame. Ciascuno dei colleghi può comprendere l'utilità di inserire questa sottolineatura fra gli obiettivi generali che devono essere perseguiti dal sistema energetico nazionale. Non capisco però la ragione per cui il relatore e la maggioranza abbiano assunto una posizione di diniego, se non inquadrando il suddetto parere contrario nell'ambito di un certo orizzonte, perseguito dalla maggioranza, nell'ambito degli obiettivi generali della politica energetica del nostro paese: mi riferisco al tentativo di ridurre più che si vuole, nell'ambito dei suddetti obiettivi, il riconoscimento e la valorizzazione dei beni ambientali del nostro paese quasi vi fosse una contraddizione tra lo sviluppo della politica energetica e la tutela delle risorse ambientali del nostro paese.
È un'impostazione inaccettabile perché è possibile - deve essere chiaro - incrementare la capacità di produzione energetica del nostro paese e, nello stesso tempo, tutelare e valorizzare l'ambiente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 3.27, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 431
Votanti 430
Astenuti 1
Maggioranza 216
Hanno votato sì 208
Hanno votato no 222).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 3.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 435
Maggioranza 218
Hanno votato sì 212
Hanno votato no 223).
Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Vernetti 3.26.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.
ERMETE REALACCI. Signor Presidente, vorrei sollevare una questione che sarà più volte affrontata nel corso di questo provvedimento sul riordino del sistema elettrico: né quest'Assemblea né la politica possono essere schizofreniche rispetto a quanto accade nel paese.
Sappiamo che in questi giorni è in corso un dibattito sulle cause e sulle soluzioni da individuare per quanto riguarda l'emergenza idrica; sappiamo, inoltre, che nei giorni scorsi abbiamo dovuto affrontare blackout elettrici e magari vi sarà il rischio di nuovi blackout in futuro. È evidente che non esiste una soluzione unica al problema: occorre produrre energia in maniera più razionale, ridurre il rischio di mutamenti climatici, usare bene l'acqua e ridurre complessivamente l'impatto ambientale.
Ebbene, con riferimento a questo provvedimento, il nostro paese ha fissato una serie di obiettivi anche nell'ambito dell'Unione europea per ciò che riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che non costituisce ovviamente la soluzione ai problemi energetici del paese, anche se può dare un consistente contributo alla stessa; basti ricordare che in un paese come l'Austria (è molto più piccolo del nostro e meno soleggiato) vi è attualmente un numero di pannelli solari che è dieci volte quello dell'Italia, mentre in Germania la potenza elettrica è oltre dieci volte quella del nostro paese.
In questo provvedimento gli obiettivi fissati per quanto riguarda le fonti rinnovabili sono assolutamente inadeguati rispetto agli impegni che l'Italia ha assunto in più sedi internazionali. Con il suddetto emendamento si intende richiamare gli impegni assunti anche in sede comunitaria per evitare, come spesso capita, di predicare bene e razzolare male, salvo poi piangere sul latte versato quando ci ritroviamo con i fiumi in secca, magari con forme di inquinamento che i cittadini non accettano più.
Con tale emendamento, pertanto, intendiamo richiamare lo spirito e la lettera del provvedimento agli impegni che, più volte, l'Italia ha assunto in sede internazionale in materia di promozione delle fonti rinnovabili (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vernetti. Ne ha facoltà.
GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei intervenire a titolo personale per svolgere una breve riflessione. Vorremmo richiamare, come ricordava il collega Realacci, la direttiva europea del 27 settembre 2001 per la quale, circa un anno fa, il Parlamento ha autorizzato, all'interno della legge comunitaria, il Governo all'emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che, ci dicono i rappresentanti del Governo competenti, dovrebbe essere predisposto per questo autunno.
Noi attendiamo con curiosità quanto sarà previsto in quel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per il recepimento della direttiva comunitaria, perché in quella direttiva vengono fissati per l'Italia obiettivi ben diversi in termini di produzione di energia derivante da fonti rinnovabili. Abbiamo l'obiettivo relativo alla produzione di energia da fonti rinnovabili fino al 25 per cento del consumo, ben lontano da quanto qui stiamo discutendo e da quanto ci state proponendo di approvare.
L'approvazione di questo emendamento richiama una coerenza con la direttiva europea, con la legge comunitaria approvata da questo Parlamento ed in ogni caso nell'autunno attenderemo il Governo alla prova del recepimento di questa direttiva così importante.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vernetti 3.26, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, guardi là.
ANTONIO LEONE. Guarda tu!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non è che la parità delle condizioni dell'illecito modifichi l'illecito stesso. Prego i colleghi di votare ciascuno per sé, altrimenti provvederò subito all'espulsione del primo che sbaglia. Mi dispiace, ma sono di quest'idea!
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 414
Maggioranza 208
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 215).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Gambini 3.29.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nieddu. Ne ha facoltà.
GONARIO NIEDDU. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al comma 1 dell'articolo 3, si stabiliscono gli obiettivi generali di politica energetica, come ricordato da molti colleghi che mi hanno preceduto. In tale ambito, tale emendamento propone di introdurre un'ulteriore lettera che sottolinei la necessità di promuovere la ricerca e lo sviluppo tecnologico nell'ambito delle fonti rinnovabili, con particolare riguardo alla realizzazione di prototipi industriali di grande potenza.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei insistere anche sull'importanza di questo emendamento. Non comprendo la ragione anche in questo caso per la quale è stato espresso il parere contrario del relatore e quindi della maggioranza.
Stiamo parlando della ricerca per quanto concerne le fonti rinnovabili. Vi sono altri paesi europei che hanno investito sulla ricerca. Noi rischiamo di essere, da questo punto di vista, l'ultimo vagone di questo treno.
Vorrei ricordare che proprio nel corso delle passate giornate, abbiamo ascoltato autorevolissimi esponenti di questo Governo, dei principali gruppi industriali di questo paese e della Confindustria, continuamente richiamare l'esigenza dell'impegno straordinario nel settore della ricerca. Continuiamo invece ad aumentare il gap rispetto agli altri paesi europei. Non vedo perché non debba essere approvato quindi l'emendamento in esame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, occorre mettersi d'accordo sul concetto di fonti energetiche rinnovabili, dal momento che, se ci crediamo, vanno bene anche gli incentivi, ma la chiave per il loro sviluppo riguarda la ricerca e lo sviluppo tecnologico.
Quindi, senza la ricerca ed i successivi prototipi industriale, le fonti rinnovabili non decolleranno mai. Pertanto, invito i colleghi a votare a favore (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indico la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 3.29, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 428
Votanti 427
Astenuti 1
Maggioranza 214
Hanno votato sì 198
Hanno votato no 229).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 3.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 434
Maggioranza 218
Hanno votato sì 203
Hanno votato no 231).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Gambini 3.30
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maurandi. Ne ha facoltà.
PIETRO MAURANDI. Vorrei aggiungere la mia firma all'emendamento Gambini ed altri 3.30. L'emendamento propone l'aggiunta dei combustibili fossili agli idrocarburi che, secondo il testo attuale, devono essere valorizzati nell'ambito degli obiettivi generali di politica energetica di cui parla l'articolo 3. L'emendamento riguarda il possibile utilizzo del carbone Sulcis in Sardegna, ma in generale concerne la possibilità di impiegare nuove tecnologie che consentano di produrre energia dal carbone, salvaguardando naturalmente la compatibilità ambientale. Vorrei ricordare che una recente indagine della Commissione attività produttive della Camera ha accertato che è perfettamente possibile, oggi, utilizzare in modo efficiente il carbone per produrre energia a costi competitivi con altre fonti e nel rispetto delle compatibilità ambientali. Naturalmente, abbiamo ben presente i problemi che presenta il carbone del Sulcis, cioè un eccessivo tenore di zolfo, ma si tratta di problemi superabili da un opportuno mix con altri carboni, anche di importazione, senza compromettere la competitività nei costi di produzione. In termini generali, in presenza dei noti problemi di carenza di energia elettrica, non solo non si può rinunciare, ma bisogna esplicitamente prevedere la valorizzazione di tutte le possibili fonti per la produzione di energia.
Inoltre, l'area del Sulcis è caratterizzata sia dalla presenza di giacimenti di carbone, sia dalla presenza di un'area industriale che, proprio sul fronte dell'approvvigionamento di energia elettrica, ha prezzi competitivi e deve affrontare notevoli difficoltà. Si tratta, infatti, di un polo metallurgico le cui imprese, per un verso si trovano esposte sul mercato internazionale dei prodotti con prezzi calanti, sommati per di più alla svalutazione del dollaro e, per un altro verso, trattandosi di industrie energivore, si trovano esposte sul mercato dell'energia per la scarsa disponibilità di energia elettrica a prezzi competitivi. Questo problema deve essere affrontato non solo con interventi di breve periodo, come il ricorso all'energia importata, ma anche con una strategia appropriata di grande respiro, che consenta, appunto, di utilizzare il carbone. In sintesi, la valorizzazione del carbone proposta dall'emendamento, consentirebbe di ottenere due effetti rilevanti: in prospettiva, di rendere nuovamente possibile l'estrazione del carbone Sulcis, dopo il blocco di un vecchio progetto di gassificazione, e di affrontare il problema della produzione di energia a costi competitivi per il polo metallurgico del Sulcis, mentre la garanzia per l'ambiente viene salvaguardata dalla compatibilità ambientale che è prevista dal testo attuale dell'articolo e che non viene toccata da questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 3.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera e respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 433
Astenuti 2
Maggioranza 217
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 234).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Quartiani 3.31.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grotto. Ne ha facoltà
FRANCO GROTTO. Signor Presidente, la lettera g), comma 1, dell'articolo 3 ha come obiettivo la valorizzazione delle risorse nazionali di idrocarburi, ciò su cui concordiamo. Non concordiamo, invece, sull'estrazione del gas nell'alto Adriatico.
FRANCO GROTTO. Quello su cui non concordiamo è l'estrazione del gas nell'alto Adriatico. Quindi, con l'emendamento in esame vogliamo evitare la coltivazione degli idrocarburi in quell'area molto delicata e fragile.
Le coste venete, la laguna di Venezia e il delta del Po hanno già pagato e stanno pagando duramente per il fenomeno della subsidenza. Invitiamo tutti i colleghi, specialmente quelli veneti, a realizzare in aula ciò che, più volte, dichiarano sulla stampa veneta, ossia mettere, una volta per tutte, un punto fermo sul divieto di estrazione e di coltivazione del gas metano nell'alto Adriatico, proprio per tutti i guai e i danni che questo può provocare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frigato. Ne ha facoltà.
GABRIELE FRIGATO. Signor Presidente, intervengo per aggiungere la mia firma all'emendamento in esame e ricordare ai colleghi dell'Assemblea che, anche in altre occasioni, abbiamo dibattuto su questo tema. Credo che, più volte, quest'Assemblea si sia pronunciata a larga maggioranza con documenti che vanno nella stessa direzione verso cui si muove l'emendamento in esame, ossia un'attenzione a quelle aree del nostro paese nelle quali, in passato, la subsidenza purtroppo è stata conosciuta. Vorremmo che non fosse più conosciuta da alcuna comunità (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cazzaro. Ne ha facoltà.
BRUNO CAZZARO. Signor Presidente, il parere contrario del relatore e del Governo sull'emendamento in esame sorprende ed insospettisce. Infatti, la nuova lettera che si propone di inserire ha lo scopo di valorizzare le risorse nazionali degli idrocarburi di cui disponiamo, tenendo conto, tuttavia, della tutela ambientale, in modo particolare per quanto riguarda i fenomeni di subsidenza.
Crediamo sia importante inserire questa affermazione nelle norme generali, perché deve essere un principio fondamentale al quale ispirarsi anche nel prosieguo dell'esame degli articoli e nell'ambito delle decisioni che assumeremo durante l'iter del provvedimento. Ovviamente, dovrebbe essere un punto di riferimento anche quando affronteremo il comma 8 dell'articolo 25 che propone l'istituzione di un'ambigua commissione che dovrebbe valutare le condizioni per riaprire, di fatto, le estrazioni di metano in alto Adriatico.
Questo atteggiamento, che consideriamo grave, ha suscitato preoccupazioni (le intenzioni del Governo sono chiare e
sono state dichiarate), forti polemiche e proteste. Il ministro ha dimostrato di non prendersi cura a sufficienza degli effetti drammatici che l'estrazione degli idrocarburi in alto Adriatico può determinare per i centri storici di Venezia, di Chioggia e per l'area del delta del Po. Non c'è coscienza. Sappiamo cosa può significare per Venezia un abbassamento anche di solo qualche centimetro del terreno. Venezia e la laguna veneta non possono sopportare questo rischio. Il progetto dell'Agip è già stato giudicato inaffidabile da una commissione di esperti ministeriali, non da una commissione politica, come si tenta di introdurre con questo provvedimento. Ha ricevuto un giudizio negativo nella valutazione di impatto ambientale e chi ha sollevato preoccupazioni di fronte alle intenzioni del Governo è stato accusato dal ministro di essere un oscurantista. La nostra posizione, invece, ha suscitato interesse e destato attenzione.
È stata sollevata una forte protesta dalle istituzioni locali, dal mondo ambientalista e dal presidente della giunta regionale veneta, il quale ha richiamato i parlamentari veneti del centrodestra ad un atteggiamento un po' meno timido rispetto a questo problema. La nostra ferma opposizione ha, quindi, imposto un confronto politico che ha causato anche delle conseguenze. Infatti, al nostro emendamento soppressivo di questa strana commissione che viene proposta ora si è aggiunto l'emendamento soppressivo della Commissione: questo è il frutto e la risultante delle iniziative e del lavoro che abbiamo compiuto. Speriamo che tutto ciò vada in porto positivamente ed anche quell'emendamento possa essere approvato, ma sarebbe un buon segnale ed una premessa importante che l'emendamento Quartiani 3.31 fosse approvato e desse, in qualche modo, il segno di come si intende affrontare questo problema.
Per questa ragione, sollecitiamo l'approvazione dell'emendamento Quartiani 3.31, anche chiedendo al relatore e al Governo se non sia il caso di rivedere il loro parere contrario (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).
STEFANO SAGLIA, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STEFANO SAGLIA, Relatore. Signor Presidente, credo che sia utile all'Assemblea fare una brevissima riflessione su uno dei temi che è stato dibattuto con maggiore approfondimento nella Commissione. Stiamo parlando del tema relativo all'alto Adriatico - o almeno questo è il riferimento degli interventi che mi hanno preceduto - perché l'emendamento in esame vorrebbe introdurre una salvaguardia nei confronti di quei territori interessati da gravi fenomeni di subsidenza.
Vorrei far presente all'Assemblea che in questo caso ci stiamo occupando della parte del provvedimento che riguarda gli obiettivi generali. Pertanto, ad avviso del relatore non è indispensabile introdurre questo principio, in quanto successivamente al provvedimento verrà evidenziato con maggiore chiarezza che da parte del Governo e della maggioranza non vi è più la necessità di procedere alla costituzione di una commissione che cerchi di togliere un divieto introdotto all'interno del collegato ambientale della precedente legge finanziaria. Tutto ciò per precisare il fatto che i colleghi veneti, della maggioranza e della minoranza, hanno sollecitato più volte questo tema ed hanno ricevuto un accoglimento delle loro istanze. Esistono opinioni differenti ma volevo che i colleghi veneti di tutte le parti politiche fossero consapevoli che, pur non approvando l'emendamento in esame, non si arrecherebbe danno ad un divieto che, comunque, permane e del quale parleremo successivamente (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Polledri. Ne ha facoltà.
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto
contrario della Lega nord su questo principio. Come ricordava il relatore, stiamo parlando dei principi generali della politica energetica del Governo e, pertanto, l'emendamento Quartiani 3.31 è riduttivo e il problema in esso sollevato troverà sicuramente accoglienza, mentre il problema delle escavazioni nell'alto Adriatico è in altro capitolo del provvedimento.
Volevo intervenire anche per ricordare che sul fenomeno della subsidenza, effettivamente, ci sono dei provvedimenti e delle indagini della magistratura, indagini che, per esempio, attengono alle responsabilità della subsidenza sulle coste della Romagna. Quindi, forse questa è una pari tensione nei confronti della subsidenza che sarebbe dovuta non soltanto ai veneti ma anche alle popolazioni dell'Emilia- Romagna. Infatti, basta andare a Ravenna per vedere i risultati - probabilmente, perché la magistratura sta svolgendo delle perizie e si sta vedendo se esiste una connessione causale - poiché per parecchi anni l'ENI ha estratto tranquillamente con il beneplacito e con il plauso delle amministrazioni locali e dei governi centrali, sicuramente non a maggioranza di centrodestra.
Pertanto, per tali motivazioni ribadisco il voto contrario della Lega nord Padania (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Campa. Ne ha facoltà.
CESARE CAMPA. Signor Presidente, intervengo solo perché rimanga agli atti che l'emendamento in esame, nel momento in cui stiamo discutendo di caratteri generali, sembra forse pleonastico. Salvaguardando le aree fortemente interessate da gravi fenomeni di subsidenza fa riferimento non solamente alle aree del golfo di Venezia, ma anche alle aree del golfo di Napoli, per le quali questa maggioranza ha vietato l'estrazione da coltivazione già con il collegato alla finanziaria, con il collegato ambientale. Già il relatore Saglia, al quale credo vada il ringraziamento da parte di tutti i veneti per la passione con la quale ha seguito questa questione, ha detto che sul problema la soluzione è già stata trovata.
Credo che votando contro questo emendamento noi diamo un'ulteriore certezza, perché queste aree sono già oggetto di divieto e quindi non c'è assolutamente bisogno di introdurre ulteriori emendamenti. Però colgo l'importanza di un ringraziamento che noi come veneti dobbiamo all'intero Parlamento, ai parlamentari della Casa delle libertà e non solo per aver voluto cancellare quella commissione che, pur essendo nata sulla base dell'esigenza di salvaguardare ulteriormente Venezia, vietando o studiando le conseguenze di un'estrazione al di là delle aree soggette al divieto, avrebbe potuto creare delle difficoltà.
Quindi, colgo questa occasione per ringraziare l'intero Parlamento che ha voluto dare un segnale così forte nei confronti della nostra bellissima città di Venezia (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Agrò. Ne ha facoltà.
LUIGI D'AGRÒ. Signor Presidente, l'invito fatto dai colleghi dell'opposizione agli amici veneti a guardare questo emendamento con particolare attenzione credo che sia una bufala nel vero senso del termine. È un modo per tenere in piedi un problema che riteniamo abbondantemente superato. Si sa perfettamente che la questione del guerreggiare era determinata dall'articolo 28, in modo particolare dall'istituzione di una Commissione di indagine sulla materia. Sappiamo perfettamente - sia gli amici della maggioranza sia quelli dell'opposizione - che la Commissione ha stabilito un non luogo a procedere e che pertanto il motivo del contendere a suo tempo evidenziato è annullato. Non vorrei che questo emendamento sia uno spot pubblicitario per essere ancora sui giornali del Veneto (Applausi
dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Vianello. Ne ha facoltà.
MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, devo dire che mi lascia molto stupito questa posizione dei colleghi di maggioranza, nel senso che è proprio nei principi generali che si stabilisce l'indirizzo di una legge. Cari colleghi di centrodestra del Veneto, per non perdere la faccia siete stati costretti a qualsiasi cosa per sopprimere quella norma che volevano introdurvi sulla famosa commissione di studio. Non venite a prendere in giro Venezia. Caro Campa, parlamentare eletto nel centro storico a Venezia non a caso sono io, non c'è nessuno di Forza Italia. In questi giorni voi state raccontando all'Italia che state facendo il Mose e state facendo in realtà una diga che permetterà di recuperare 4 centimetri. Se voi fate passare una ipotesi che lascia aperta la possibilità di fare estrazioni di metano nell'alto Adriatico quei 4 centimetri, per i quali state spendendo miliardi della Repubblica italiana, vengono mangiati tranquillamente. State quindi bene attenti alle cose che oggi portate a votare all'interno di questo Parlamento perché qui l'opinione pubblica veneziana, di Chioggia, dell'Emilia, delle spiagge, il mondo del turismo e della pesca, non ve la perdonerebbero mai. Per cui evitate i giochi delle due carte. Giancarlo Galan fa la voce grossa contro il Governo e voi, qui in Parlamento, che invece respingete questo emendamento, perché la cosa chiaramente in Veneto non passa assolutamente liscia (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 3.31, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 424
Maggioranza 213
Hanno votato sì 188
Hanno votato no 236).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Vernetti 3.32.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruggeri.
RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, qualcuno potrebbe considerare superficiale l'emendamento in esame. In realtà, secondo i dati forniti da Eurostat, i prezzi delle tariffe per uso domestico in Italia sono superiori alla media europea del 39 per cento. Conseguentemente, indicare nel provvedimento gli interventi di natura fiscale diventa importante soprattutto perché, tramite la politica fiscale, potremmo ridurre le tariffe su cui vengono a gravare le tasse e le sovrattasse. Pertanto, ritengo che sia il momento di intervenire con una politica fiscale che consenta di alleggerire i costi delle tariffe almeno per le famiglie più bisognose.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vernetti 3.32, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 430
Maggioranza 216
Hanno votato sì 187
Hanno votato no 243).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Gambini 3.35.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, le tariffe, così come previste dai decreti Bersani e Letta, permettono di assicurare a tutti i consumatori i benefici derivanti dalle attività di ricerca, soprattutto da quelle attività finanziate nell'interesse generale del settore.
Con questo emendamento facciamo riferimento alla ricerca come obiettivo generale. Le modalità di definizione delle tariffe, riferite anche alla possibilità di ottenere risorse per la ricerca, vanno sostenute e implementate per raggiungere un obiettivo che è di interesse generale, soprattutto in un paese in cui il problema della diversificazione delle fonti e il costo della energia, rispetto ad altri paesi, esigono un di più di spesa in ricerca perché proprio da queste dipende, per molta parte, la capacità di competere del nostro paese e delle sue imprese. Invece, si lascia l'ENEA senza risorse, e si consente ad un'importante istituzione di ricerca come il CESI, che dispone al suo interno di un migliaio di ingegneri, di fisici e di esperti del settore, di rimanere senza prospettive in ordine allo sviluppo delle proprie iniziative; in questo modo, si dà un colpo alla possibilità di accesso, da parte di tutti cittadini, ad un servizio; solo attraverso l'implementazione della ricerca e delle iniziative per ottenere innovazione vera in termini di tecnologie collegate al settore dell'energia, possiamo competere a livello internazionale ed ottenere, come è negli obiettivi insiti nei processi di liberalizzazione, una diminuzione del costo dell'energia.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 3,35, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 439
Votanti 436
Astenuti 3
Maggioranza 219
Hanno votato sì 198
Hanno votato no 238).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 3.33, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 438
Votanti 430
Astenuti 8
Maggioranza 216
Hanno votato sì 187
Hanno votato no 243).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Vernetti 3. 34.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vernetti. Ne ha facoltà.
GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, in Commissione è stata introdotta una modifica relativamente al tema degli incentivi erogati alla ricerca per promuovere l'utilizzazione pulita dei combustibili fossili. Noi su questo tema desideriamo richiamare quanto previsto dall'articolo 6 del decreto del Presidente Consiglio dei ministri dell'8 marzo 2002 che ha disciplinato in modo molto chiaro le caratteristiche di ciò che può essere immesso in una tecnologia e negli impianti di combustione. Pertanto, riteniamo che con questo emendamento venga dato un chiarimento formale su un aspetto importantissimo che avremo modo di vedere meglio esaminando gli articoli successivi con riguardo alle fonti di energia rinnovabili.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vernetti 3.34, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 348
Astenuti 84
Maggioranza 175
Hanno votato sì 108
Hanno votato no 240).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 3.36, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 436
Votanti 422
Astenuti 14
Maggioranza 212
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 242).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Quartiani 3.37.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, comprendo la necessità di procedere rapidamente verso quella parte che appare probabilmente rivestire maggiore interesse per l'Assemblea; tuttavia, mi permetto di insistere nel far rilevare che, quando si discute e si intende determinare l'orientamento della Camera e del legislatore relativamente ai princìpi e agli obiettivi alle quali devono sottostare sia le iniziative imprenditoriali, sia l'iniziativa complessiva relativa al sistema elettrico e alla fornitura del gas nel nostro paese, vi è un punto rilevante, che rappresenta anche una questione di principio, vale a dire la ricerca nel nostro paese. Uno dei buchi neri del disegno di legge al vostro esame consiste, invece, proprio nell'assenza di finanziamenti alla ricerca, settore nel quale gli altri paesi europei stanno investendo ingenti risorse e al quale l'Unione europea dedica particolare attenzione, essendo disponibile a sostenere nuovi investimenti.
Non comprendo, pertanto, come da parte del Governo e della maggioranza sussista, invece, questa sorta di disinteresse nei confronti di questo problema anche nel momento in cui dobbiamo definire gli orientamenti generali e le scelte di principio della nostra iniziativa in questa materia.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Quartiani 3.37, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 443
Votanti 440
Astenuti 3
Maggioranza 221
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 241).
Passiamo agli identici emendamenti Mazzocchi 3.11 e Vernetti 3.39.
Chiedo all'onorevole Vernetti se acceda all'invito a ritirare il suo emendamento 3.39, formulato dal relatore.
GIANNI VERNETTI. No, signor Presidente, insisto per la votazione del mio emendamento 3.39 e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, innanzitutto riteniamo che l'obiettivo di cui al primo comma, lettera m) dell'articolo 3 (introdotto, peraltro, in fase di esame in sede referente dalla X Commissione) non debba essere considerato un
obiettivo generale di politica energetica, in quanto si prefigge di tutelare solo una ristretta e ben identificabile categoria di utilizzatori finali di energia, vale a dire le attività produttive con caratteristiche di prelievo costanti e ad alto fattore di utilizzazione dell'energia elettrica, spingendo il legislatore ad adottare norme e provvedimenti palesemente discriminatori e lesivi nei confronti di tutte le altre categorie dei consumatori, sia domestici che non.
Per questi motivi, riteniamo che l'approvazione di questo emendamento sia parzialmente coerente anche con i diversi obiettivi posti da questo disegno di legge, e dunque invitiamo l'Assemblea a votare a favore.
PRESIDENTE. Sta bene.
Chiedo all'onorevole Raisi se acceda all'invito a ritirare l'emendamento Mazzocchi 3.11, di cui è cofirmatario, formulato dal relatore.
ENZO RAISI. Sì, signor Presidente, accediamo all'invito a ritirare l'emendamento Mazzocchi 3.11, identico all'emendamento Vernetti 3.39 (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vernetti 3.39, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 440
Votanti 298
Astenuti 142
Maggioranza 150
Hanno votato sì 50
Hanno votato no 248).
Prendo atto che l'onorevole Bimbi non è riuscita a votare e che avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Nieddu 3.41.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nieddu. Ne ha facoltà.
GONARIO NIEDDU. Signor Presidente, il mio emendamento modifica la lettera m) del primo comma dell'articolo 3, introdotta nel corso dell'esame presso la X Commissione, il cui contenuto concerne la necessità di salvaguardare le attività produttive sensibili al costo dell'energia. Il mio emendamento sostituisce il testo approvato dalla Commissione, da un lato chiarendo che detta salvaguardia deve avvenire attraverso adeguate misure fiscali, e non attraverso meccanismi di assegnazione arbitrarie o diseguali nel trattamento, e dall'altro specificando che destinatarie di tale tutela debbano essere, in primo luogo, le attività economiche localizzate nei sistemi distrettuali e nelle aree del territorio nazionale dichiarate dall'Unione europea, a declino industriale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, titolo personale, l'onorevole Lulli. Ne ha facoltà.
ANDREA LULLI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale per chiedere al signor ministro un segnale di attenzione a favore dei distretti industriali. Oggi, la situazione dei distretti industriali è abbastanza pesante e, purtroppo, nei prossimi mesi non sarà sicuramente più rosea.
Tutti sappiamo bene che l'attività economica dei distretti consente a questo paese di pagare buona parte della bolletta energetica. Allora, ritengo sia ragionevole nell'ambito degli obiettivi per la politica energetica prestare un segnale di attenzione ai distretti industriali rispetto ai quali, peraltro, già vi sono iniziative in corso.
Signor ministro, diamo un po' di fiducia a queste imprese; non pronunciate solo parole sui distretti industriali, mentre quando si arriva alla sostanza non vi è alcuna attenzione.
Credo che questo sia un punto importante, anche per quanto riguarda il modo con cui affrontare la politica energetica e il riordino del settore. Se non lo inseriamo almeno nei principi generali, credo che in realtà si dimostri che non vi è la volontà, al di là delle parole, di dare una testimonianza concreta a gran parte del nostro paese che è quella che produce ricchezza e prosperità (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, intanto vorrei pregare il ministro Marzano, che è molto impegnato con le sue carte, di prestare un minimo di attenzione. Onorevole ministro, parliamo di temi che riguardano esclusivamente il suo Ministero: parliamo di energia, di ricerca e di attività produttive. Lei sa che oggi tutta la stampa parlava di un calo della produzione industriale del 7 per cento? Sicuramente lo saprà meglio di me. Ebbene, questo calo, probabilmente, è determinato anche dal fatto che vi è stata poca ricerca e dal fatto che le industrie, e non solo le famiglie, pagano l'energia a caro prezzo. Allora, occorre rivedere complessivamente la politica energetica a favore dei distretti, come diceva il collega Lulli.
Questo emendamento va in quella direzione: per quale motivo non lo valuta attentamente e non lo sostiene anche lei? Mi rivolgo anche ai colleghi della maggioranza, che potrebbero sostenere le attività produttive nei distretti di cui stiamo parlando (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nieddu 3.41, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 427
Votanti 424
Astenuti 3
Maggioranza 213
Hanno votato sì 187
Hanno votato no 237).
Chiedo ai presentatori degli identici emendamenti Raisi 3.12 e Vernetti 3.43 se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
ENZO RAISI. Signor Presidente, accetto l'invito a ritirare il mio emendamento 3.12 (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, non accetto l'invito a ritirare il mio emendamento 3.43 e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI VERNETTI. Signor Presidente, le motivazioni per cui non accedo all'invito a ritirare il mio emendamento sono le stesse di quelle relative al tema dei distretti industriali portate dal collega che mi ha preceduto. Avendo prima proposto la soppressione del comma 1, lettera m), chiediamo almeno di modificarlo e di riscriverlo nel senso di costruire una politica industriale ed energetica che vada nella direzione del sostegno alle attività economiche localizzate nei distretti industriali e, in particolare, in quelle aree del territorio dichiarate a declino industriale. Crediamo che questo sarebbe un segnale nei confronti di quell'area e di quella parte così importante e vitale del paese che connota in modo così decisivo l'economia italiana.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, innanzitutto, chiedo di sottoscrivere l'emendamento Vernetti 3.43, perché credo vada nella direzione di un ampio sostegno a quell'iniziativa che deve essere volta a rafforzare il ruolo non solo dei distretti e delle aree territoriali disagiate dichiarate a declino industriale, ma soprattutto a definire opportune misure fiscali, realizzate attraverso l'iniziativa del Governo e degli organi statali, in modo che in quelle realtà sia possibile un accesso alle dimensioni reali del servizio energetico e si consenta a quelle aree di progredire e di non subire esclusivamente un costo da parte di quel servizio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, prima abbiamo detto «no» alla proposta di agevolare le famiglie più disagiate; con il comma 1, lettera m), andiamo a favorire le grandi imprese. Almeno, l'emendamento Vernetti 3.43 è volto a favorire le piccole imprese, gli artigiani ed i distretti industriali. Se non facciamo questo, come pensiamo di aiutare la produzione industriale?
BRUNO TABACCI, Presidente della X Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRUNO TABACCI, Presidente della X Commissione. Signor Presidente, in realtà abbiamo bisogno di una quantità di energia sufficiente per sostenere il sistema industriale ad un costo più basso: questo è il punto. L'idea di parcellizzare attorno ai distretti industriali è importante, ma la questione riguarda il sistema industriale nel suo complesso: non ci dobbiamo perdere in mille rivoli. Quello che ci serve è più energia a costi più bassi. È quanto dobbiamo tentare di fare con il provvedimento in esame e con una politica strategica per l'energia nel nostro paese.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vernetti 3.43, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 445
Maggioranza 223
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 244).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Gambini 3.42.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facoltà.
SERGIO GAMBINI. Signor Presidente, dopo che, attraverso i voti, la maggioranza non ha consentito di estendere la lettera m) anche ai distretti industriali rimane aperto il tema di come intervenire per salvaguardare le attività produttive con caratteristiche di prelievo costanti e ad alto fattore di utilizzazione dell'energia elettrica. Nell'emendamento in esame indichiamo la strada attraverso la quale raggiungere tale obiettivo: mi riferisco alla leva fiscale. Non ne esistono altre, a nostro avviso, a meno che la maggioranza non abbia altre idee strane o non consideri quello inserito dalla Commissione - non era nel testo originario del Governo - come un obiettivo di secondo piano che è sufficiente enunciare, ma non è necessario raggiungere.
Questa è la ragione dell'emendamento in esame che invitiamo, affinché si dimostri la vera volontà di salvaguardare le acciaierie di Brescia o le altre imprese energivore, a votare favorevolmente (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 3.42, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 457
Astenuti 3
Maggioranza 229
Hanno votato sì 210
Hanno votato no 247).
Prendo atto che l'onorevole Nicotra non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Lusetti 3.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Quartiani. Ne ha facoltà.
ERMINIO ANGELO QUARTIANI. Signor Presidente, l'emendamento 3.13 contiene al suo interno impostazione, obiettivi ed indirizzi che collimano con l'emendamento Gambini 3.44. Innanzitutto, chiedo di sottoscrivere l'emendamento in esame perché, se accolto, favorirebbe processi di aggregazione delle imprese partecipate dagli enti locali proprio allo scopo di consentire agli operatori di più ridotte dimensioni, di raggiungere le dimensioni compatibili con una corretta concorrenza sia per il mercato, sia nel mercato.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente che si tratta di un problema da affrontare non solo sul piano delle norme giuridiche, come più volte, purtroppo, si è fatto anche attraverso articoli appositamente costruiti nelle leggi finanziarie degli ultimi due anni. Tale tema deve essere propriamente affrontato anche sul piano delle politiche industriali.
Il futuro rischia di consegnare i servizi pubblici locali solo ad una decina di operatori se non si provvede a favorire le aggregazioni fra questi e tra le attuali aziende locali che saranno sottoposte ad una campagna d'acquisto. Il futuro della qualità e della certezza del servizio elettrico e del gas è sempre più legato all'evoluzione delle aziende ex municipalizzate che vanno, dunque, adeguatamente accompagnate anche sul piano dell'azione legislativa e di Governo verso una nuova fase del loro sviluppo. Si tratta di un problema che dobbiamo porci anche quando discutiamo di obiettivi generali della politica energetica del paese.
Occorre, infatti, valorizzare a pieno titolo la funzione dei servizi pubblici locali, così come quel particolare e specifico rapporto con le popolazioni locali, che rappresenta una peculiarità loro propria ed una dimensione della possibilità di sviluppo, non solo della competizione di sistema, ma anche di quelle dimensioni che consentano di raggiungere accordi, di pianificare e di programmare nel consenso ed attraverso un'adeguata politica di rapporto interistituzionale, che sceglie la dimensione della comune reciproca ricerca di obiettivi comunemente riconosciuti (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale l'onorevole Vianello. Ne ha facoltà.
MICHELE VIANELLO. Vorrei apporre anch'io la mia firma, signor Presidente, all'emendamento in oggetto. Ciò anche perché, nel corso di questi anni, il mondo delle municipalizzate ha esteso fortemente la propria presenza all'interno dei settori che producono e distribuiscono energia, ma soprattutto all'interno di quei settori che distribuiscono il gas per uso domestico e a volte anche per uso industriale. Tutte queste partecipazioni hanno tuttavia un grandissimo difetto: il loro nanismo, che è in gran parte il nanismo delle nostre imprese presenti sia nel mondo degli enti locali sia, più in generale, nel territorio. Vi è un grande bisogno di favorire processi di forte aggregazione, perché non possiamo avere, da un lato, il nanismo delle imprese pubbliche, dall'altro il monopolio di alcune grandi imprese private, che possono determinare, a danno dell'utenza, condizioni di trattamento e di tariffe. Abbiamo, quindi, bisogno di mettere in piedi un grande processo di aggregazione e di incentivazione delle aggregazioni. Nel momento in cui - si vede già nel vostro
DPEF - il mondo degli enti locali sarà fortemente penalizzato, la necessità di andare sul mercato e la necessità di rendere più competitive le imprese di servizi sarà assolutamente ineludibile. Pertanto, riteniamo che sia assolutamente necessario contemplare, all'interno degli obiettivi generali, la necessità di poter creare una dimensione per le aziende pubbliche, in particolare per le aziende degli enti locali (e al riguardo mi rivolgo ai molti amministratori di enti locali che sono all'interno di quest'aula).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gamba. Ne ha facoltà.
PIERFRANCESCO EMILIO ROMANO GAMBA. Anch'io, Presidente, desidero aggiungere la mia firma all'emendamento Lusetti 3.13, sul quale vi è peraltro il parere favorevole della Commissione. Vorrei, inoltre, manifestare a nome del gruppo di Alleanza nazionale la posizione favorevole su questa integrazione dei obiettivi generali perché è certamente opportuno che si favoriscano le aggregazioni fra molte delle municipalizzate, o ex municipalizzate, al fine di favorire una loro maggiore capacità competitiva sul mercato.
Questo discorso, al di là di qualche strumentalizzazione, che faceva il collega Vianello in precedenza, è invece largamente condiviso anche dai settori della maggioranza, proprio perché, nel momento in cui ci si avvicina, sempre di più, alla liberalizzazione del mercato, crediamo che debbano essere date condizioni di parità a tutti gli operatori, a cominciare proprio da quelle aziende che appartengono agli enti locali e che sono una ricchezza di molti territori del nord, ma anche di molte zone e regioni del sud. Con l'auspicio che questo emendamento sia approvato, il gruppo di Alleanza nazionale si associa a questa integrazione degli obiettivi generali (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Agrò. Ne ha facoltà.
LUIGI D'AGRÒ. Anch'io, Presidente, vorrei apporre la mia firma all'emendamento Lusetti 3.13. Fra l'altro, vi è una tendenza, nel momento in cui vengono liberalizzati i servizi pubblici, a far sì che alcuni colossi stranieri entrino nel mercato a colonizzarci anche in questo settore. È, pertanto, estremamente importante che il Governo tenga conto fin d'ora del contenuto di questo emendamento, non soltanto ai fini della sua approvazione in aula, ma anche per quanto riguarda le azioni utili, interessanti la finanza locale, da prendere in considerazione già nella prossima legge finanziaria, affinché trovi spazio e capacità di resa finale questa possibilità di aggregazione di aziende municipalizzate.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vernetti. Ne ha facoltà.
GIANNI VERNETTI. Anch'io, Presidente, desidero aggiungere la mia firma all'emendamento Lusetti 3.13.
Oggi, le aziende di servizio pubblico locale, vale a dire le ex municipalizzate che operano nel settore dell'energia, rappresentano una delle componenti industriali più interessanti nel paese.
Ebbene, con questo emendamento - anche attraverso incentivi che dovranno essere definiti dal Governo - si favoriscono le forme di aggregazione, irrobustendo un sistema che in alcuni casi ha sofferto di nanismo, di difetto da piccola dimensione.
Questa proposta emendativa è dunque volta a favorire il processo di liberalizzazione che, per compiersi, ha bisogno di soggetti industriali e vitali, tra i quali gli enti locali costituiscono un elemento di forte protagonismo nel mondo industriale dell'energia del paese.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERO RUGGERI. Signor Presidente, anch'io vorrei sottoscrivere questo emendamento in quanto, oltre il grande tema delle autonomie locali, alla storia straordinaria dei nostri comuni e dei nostri municipi, che si sono gestiti come comunità per risolvere i problemi locali nella varie gamma dei servizi pubblici, alla base di questa proposta emendativa esiste un principio fondamentale, che riguarda la presenza dell'ente locale nell'economia. Mi riferisco al principio della responsabilità sociale di impresa, che fatichiamo a trovare nelle soluzioni, pur legittime, totalmente privatistiche.
Ecco perché sono favorevole a questo emendamento che rispetta il senso, la ricerca e l'attenzione verso il bene comune, che va al di là del profitto puro e semplice della Spa (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Polledri. Ne ha facoltà.
MASSIMO POLLEDRI. Il principio contenuto nella prima parte di questo emendamento è assolutamente chiaro e condivisibile, cioè la necessità di un'aggregazione delle municipalizzate, soprattutto nel settore elettrico, affinché possano raggiungere una massa critica.
Tuttavia, leggo un rischio - e, in questo senso, mi rivolgo al ministro - nella parte dell'emendamento in cui si prevede: «le aggregazioni del settore energetico delle imprese partecipate dagli enti locali sia tra di loro che con le altre imprese che operano nella gestione dei servizi». Allora, quali sono queste grandi imprese? Possiamo citare qualche grande Genco, forse il secondo grande gruppo del settore? Possiamo pensare che, in questo modo, non si favoriscono solamente le municipalizzate, ma indirettamente anche il sistema bancario, che fa riferimento ad alcune grandi holding, che si stanno attrezzando? Dunque, si favorisce l'aggregazione delle municipalizzate o si favoriscono operazioni di borsa che, magari, non hanno alle spalle solo le municipalizzate ma anche altri grandi gruppi bancari, attribuendo loro un vantaggio di mercato in qualche modo improprio?
Questo è l'interrogativo che mi pongo, in quanto ritengo che questo entusiasmo di fronte al fenomeno aggregativo delle municipalizzate possa nascondere qualche retropensiero. Dunque, pur essendo favorevoli al principio dell'aggregazione delle municipalizzate, nell'ultima parte dell'emendamento individuiamo il rischio di un intervento con i soldi dello Stato da parte di soggetti - quali, ad esempio, quelli facenti parte del sistema bancario - che, sicuramente, non hanno bisogno del nostro intervento.
Pertanto, annuncio l'astensione del gruppo della Lega nord Padania sul presente emendamento (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gastaldi. Ne ha facoltà.
LUIGI GASTALDI. Signor Presidente, anch'io vorrei sottoscrivere l'emendamento in esame, che aveva ricevuto il parere favorevole da parte di tutto il Comitato dei nove, preannunciando il voto favorevole del gruppo di Forza Italia sullo stesso (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, quale presentatore dell'emendamento intendo ringraziare tutti i colleghi che hanno sottoscritto l'emendamento stesso e rassicurare il collega Polledri, nel senso che non c'è nessuna dietrologia rispetto alle ultime righe: stiamo soltanto cercando di dare un contributo alla liberalizzazione, non favorendo imprese bancarie o istituti di credito che non sono menzionati (altrimenti l'emendamento sarebbe formulato in un altro modo), ma consentendo alle imprese italiane partecipate dagli enti locali di affrontare il mercato senza in
correre nei pericoli di aggressione da parte straniera. L'obiettivo è molto semplice ed è quello della tutela dell'autonomia degli enti locali.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lusetti 3.13, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 444
Votanti 431
Astenuti 13
Maggioranza 216
Hanno votato sì 425
Hanno votato no 6).
L'emendamento Gandini 3.44 è conseguentemente assorbito.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 3.45, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 442
Maggioranza 222
Hanno votato sì 194
Hanno votato no 248).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Alfonso Gianni 3.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, con l'emendamento in esame proponiamo che i soggetti deputati al raggiungimento degli obiettivi indicati dall'articolo 3 - lo Stato, le regioni, gli enti locali - siano costretti ad aprire capitoli di spesa cui destinare risorse economiche per attivare una politica energetica con obiettivi chiari e tempi certi.
Altrimenti, a nostro avviso, gli obiettivi generali di politica energetica, pur proclamati dall'articolo 3, se non vi è una destinazione di risorse sul piano finanziario, sono una vana petizione di principio. L'emendamento in esame aggiunge pertanto al testo un elemento che riteniamo indispensabile.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alfonso Gianni 3.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 442
Votanti 386
Astenuti 56
Maggioranza 194
Hanno votato sì 144
Hanno votato no 242).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 449
Votanti 448
Astenuti 1
Maggioranza 225
Hanno votato sì 239
Hanno votato no 209).
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