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La seduta, sospesa alle 12,25, è ripresa alle 12,45.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.
ALBA SASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, torna all'esame della Camera dei deputati il disegno di legge, già approvato dal Senato, che regola lo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica. In estrema sintesi, con questo disegno di legge si istituiscono due ruoli di insegnanti di religione cattolica, vi si immettono circa 15 mila docenti e si consente loro il passaggio nelle altre materie di insegnamento con il sistema dei passaggi di cattedra.
Questo provvedimento, di qui il nostro voto contrario già nel primo passaggio alla Camera, rappresenta un'anomalia nel reclutamento degli insegnanti perché immette in ruolo insegnanti su una disciplina facoltativa.
PRESIDENTE. Pregherei i colleghi vicini alla collega che parla di usare il riguardo di non infastidirla.
ALBA SASSO. Infatti, come è noto, l'insegnamento della religione cattolica nella scuola italiana è regolato da accordi fra Stato italiano, Santa Sede, Ministero della pubblica istruzione, Conferenza episcopale italiana.
Tale disciplina rimane una disciplina facoltativa, facoltatività come condizione necessaria perché la sua presenza nella scuola pubblica non configuri elementi di incostituzionalità, come si può evincere dalle sentenze della Corte costituzionale del 11 aprile del 1989 e n. 13 del 14 gennaio del 1991. Per questa ragione, gli insegnanti sono nominati a seguito di una designazione dell'autorità diocesana sulla base di titoli e requisiti culturali, competenze, insindacabilmente accertate dall'autorità ecclesiastica e da una idoneità che costituisce una conditio sine qua non per l'insegnamento, altrettanto insindacabilmente concessa e revocabile dalla stessa autorità.
È del tutto evidente come tali caratteristiche non siano compatibili con l'assunzione degli insegnanti di religione cattolica nei ruoli dello Stato e soprattutto come non consentano la definizione di un organico stabile e di un ruolo, peraltro non più esistente neanche dal punto di vista giuridico. È di questo che noi abbiamo parlato quando abbiamo ragionato degli insegnanti di regione cattolica; non abbiamo messo in discussione la loro qualità, il loro impegno nel lavoro. Abbiamo ragionato del fatto che si è creato un percorso parallelo di ingresso nella scuola.
Se il Governo avesse voluto perseguire l'innovazione reale, se avesse cioè voluto inserire e mettere in ruolo questi insegnanti, avrebbe potuto o dovuto aprire una trattativa bilaterale con la Santa Sede sul concordato - neanche una sola revisione dell'intesa sarebbe bastata, perché si tratta di innovazioni che incidono sul principio concordatario dell'avvalersi o del non avvalersi.
Inoltre, ciò che più ci preoccupa è che il potere di intervento delle leggi e degli accordi che prima citavo attribuiscono alla autorità ecclesiastica per quel che concerne l'assunzione, l'eventuale mobilità e la cessazione dal lavoro, per revoca dell'idoneità, la possibilità di intervenire in un normale procedimento di reclutamento di un pubblico dipendente dello Stato.
Si creerebbe, cioè, una limitazione permanente della sovranità dello Stato, che, in caso di revoca di idoneità, dovrebbe licenziare un proprio dipendente sulla base di una motivazione culturale e ideologica che, invece, dovrebbe rimanere del tutto estranea allo Stato stesso!
Ora, nel corso dell'iter di questo disegno di legge, la maggioranza governativa ha dimostrato che il vero obiettivo del provvedimento non è la stabilità e la regolamentazione giuridica di questo personale, ma l'apertura di un canale di reclutamento nella scuola pubblica controllato da un'altra autorità, unitamente al consolidamento del carattere di fatto obbligatorio dell'insegnamento confessionale della religione cattolica.
PRESIDENTE. Onorevole Sasso, la prego di concludere.
ALBA SASSO. Sto per concludere, Presidente. Insomma, collocare i docenti di religione cattolica risultati inidonei o finiti
in soprannumero in altro ruolo di insegnamento finisce col configurare una sorta di canale di reclutamento alternativo nella scuola dello Stato. E tutto questo avviene con questo provvedimento, con il quale si inseriscono nei ruoli dello Stato 15 mila insegnanti di religione cattolica, mentre sono due anni che si attende invano il decreto di immissione in ruolo degli insegnanti inseriti nelle graduatorie permanenti (su questo problema, abbiamo presentato un ordine del giorno). Per queste ragioni, questo provvedimento si configura come illegittimo, ingiusto e poco produttivo nei confronti della scuola italiana (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 335
Votanti 328
Astenuti 7
Maggioranza 165
Hanno votato sì 219
Hanno votato no 109).
Prendo atto che l'onorevole Dorina Bianchi non è riuscita a votare. Prendo atto altresì che l'onorevole Cima non è riuscita a votare e avrebbe voluto esprimere un voto contrario e l'onorevole Pasetto ha erroneamente espresso un voto contrario, mentre avrebbe voluto esprimerne uno favorevole.
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