Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 340 del 15/7/2003
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La seduta, sospesa alle 11,05, è ripresa alle 12.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI

Sull'ordine dei lavori.

ELENA MONTECCHI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELENA MONTECCHI. Desidero chiedere alla Presidenza di rivolgere al Governo la richiesta di venire qui alla Camera, per informare tutti noi relativamente all'emergenza idrica ed energetica, che colpisce particolarmente le regioni padane.
Il senso di tale richiesta risiede nel fatto di evitare che l'opinione pubblica, i governi regionali e quelli locali ed anche le associazioni imprenditoriali ricevano informazioni contrastanti sulle possibili decisioni emergenziali e sulle risposte strutturali tese a correggere, per quanto possibile, il fenomeno siccitoso. Dallo scorso sabato si susseguono, infatti, dichiarazioni del responsabile nazionale della protezione civile, ma non sappiamo se tali dichiarazioni siano rese a nome del Governo, dato che, ad oggi, nessun rappresentante del Governo ha detto cosa il Governo collegialmente pensi, con riferimento ai primi indirizzi da assumere.
Il responsabile nazionale della protezione civile sabato dichiarava che, qualora i presidenti delle regioni avessero chiesto lo stato di calamità naturale, lui non avrebbe esitato a bussare alla porta del Presidente del Consiglio dei ministri per ottenere lo stato di calamità nazionale. Al riguardo, due regioni lo hanno già chiesto, ma le regioni padane non sono state ricevute da nessun membro del Governo e non si è data loro alcuna risposta circa i tempi tecnici per approfondire il da farsi.
Infine, io, che conosco molto bene - perché ci vivo - il fiume Po, so che questa emergenza porterà enormi problemi in autunno, quando vi saranno le prime piene. Aggiungo, inoltre, che la gente che vive sul Po è stanca di fare notizia o folklore. Sul Po ci sono le centrali idroelettriche più importanti del nostro paese, laddove il territorio padano è il più antropizzato di tutto il nord Italia, dal momento che in esso sono presenti i più grandi insediamenti agricoli ed industriali.
Mi pare, quindi, assolutamente necessario affrontare sia gli aspetti contingenti sia quelli strutturali, in una logica di pieno coordinamento tra i diversi ministri competenti del Governo (il ministro delle attività produttive, il ministro delle politiche agricole e forestali e il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio) e la Presidenza del Consiglio dei ministri, per evitare allarmismi, ma soprattutto per evitare insicurezze (non sappiamo infatti se vi sarà, e quando, un blackout). Tale coordinamento deve essere, inoltre, in stretto rapporto con le regioni e gli enti locali di quei territori, perché solo così si possono dare delle risposte che evitino una situazione discutibile e al limite del ridicolo,


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come leggere sulla stampa che chi crede può affidarsi alla religione per invocare la pioggia. Ciò suona infatti piuttosto stridente, dal momento che vorremmo piuttosto invocare i poteri pubblici, affinché nella loro veste di responsabili politici dicessero - ancor prima di chi ha una competenza tecnica al riguardo - che cosa intendano fare (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).

PRESIDENTE. La sua richiesta, onorevole Montecchi, mi pare fondata; peraltro, essendo in questo momento presenti in aula dei rappresentanti del Governo, essi potranno sin d'ora farsene portavoce. Ad ogni modo, la Presidenza si farà carico di svolgere tutti gli interventi necessari, affinché la visione collettiva e - come lei ha detto - collegiale non appaia solo come atto di una persona, che, pur avendo al riguardo delle responsabilità, non ha tuttavia quella di fornire una visione collettiva e complessiva degli atti e delle intenzioni del Governo.

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