Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 335 del 7/7/2003
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(Repliche del relatore e del Governo - A.C. 4102)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore, onorevole Oricchio.

ANTONIO ORICCHIO, Relatore. Signor Presidente, rinuncio alla replica.

PRESIDENTE. Sta bene.
Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, è stato osservato, ed è obiettivamente constatabile, che le disposizioni contenute nel provvedimento al nostro esame risultano unificate solo dalla finalità di prorogare termini legislativamente previsti che sono in scadenza senza aver prodotto gli effetti che il legislatore si era prefisso.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARIO CLEMENTE MASTELLA (ore 17,14)

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. È altrettanto ovvio - così come ha rilevato l'onorevole Amici a proposito della concretezza - che, in prossimità della pausa estiva dei lavori del Parlamento, a cui seguirà un lungo periodo di discussione della prossima legge finanziaria, il Governo, come spesso avviene nel Parlamento, utilizzi lo strumento del decreto-legge anche per disposizioni che hanno natura e finalità diversa dalla proroga dei termini, ma rientranti nel novero di norme ordinamentali urgenti.
Per quanto concerne alcune osservazioni sollevate in ordine alla chiarezza e alla proprietà della formulazione delle disposizioni del provvedimento con particolare riguardo all'articolo 8, che fa riferimento alle ricognizioni delle posizioni dei titolari di concessione di scommesse ippiche, dovrebbe essere presentato un emendamento che meglio chiarisce l'effettiva portata della disposizione; disposizione che si riferisce ad un disegno di legge presentato alla Camera in sostituzione di decreto-legge decaduto.
Per quanto concerne alcune osservazioni in ordine agli effetti finanziari, faccio notare che dei chiarimenti sono stati forniti in seno alla Commissione bilancio; pertanto, la proroga di un anno, di cui all'articolo 7 del provvedimento che fa riferimento alla soppressione degli enti non ritenuti indispensabili, attiene al risparmio di spesa previsto dalla relazione tecnica alla finanziaria per l'anno 2003 e si produrrà nel 2004, anno nel quale saranno aggiunti, ai risparmi programmati, anche quelli dell'esercizio 2003 che, per effetto della norma, slittano all'anno successivo.
Rimane comunque un costo di interesse che produce per l'erario un minore incasso, da coprirsi nell'ambito della unità previsionale di base di parte corrente relativa al fondo speciale dello stato di previsione del Ministero dell'economia delle finanze per l'anno 2003. La proroga, dovuta all'insorgere di difficoltà nell'approntare i regolamenti, evita che, una volta scaduti i termini, si proceda alla soppressione di un gran numero di enti pubblici senza operare una distinzione che tenga conto della loro indispensabilità.
Anche il disposto di cui all'articolo 12, comma 1, non produrrà conseguenze significative per l'erario in quanto le spese, sostenute per il ripristino delle imprese colpite da eventi calamitosi, sarebbero comunque deducibili dal reddito delle imprese stesse, anche se queste si trovassero


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in una situazione di perdita, a seguito del meccanismo previsto di cui all'articolo 102 del testo unico delle imposte.
Per quanto concerne le altre proroghe incluse nel provvedimento si fa riferimento all'ampia ed esauriente relazione svolta dal relatore, onorevole Oricchio. Il Governo ringrazia i componenti delle Commissioni che hanno partecipato ai lavori, e gli onorevoli Fanfani e Amici intervenuti in sede di discussione sulle linee generali.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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