Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 333 del 2/7/2003
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Si riprende la discussione del disegno di legge di conversione n. 4086 (ore 16,10).

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 102 del 2003 in materia di valorizzazione e privatizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.
Ricordo che nella parte antimeridiana della seduta è stato votato, da ultimo, l'articolo aggiuntivo Giordano 01.01 e sono stati conseguentemente dichiarati preclusi gli identici articoli aggiuntivi Tocci 01.02 e Pistone 01.03.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 4086)

PRESIDENTE. Passiamo dunque all'esame dell'emendamento Benvenuto 1.6.

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Chiedo di parlare.


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PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORGIO LA MALFA, Presidente della VI Commissione. Signor Presidente, questa mattina avevo chiesto di sospendere i nostri lavori per conoscere le intenzioni del Governo dopo l'intervenuta approvazione di un articolo aggiuntivo. Il Governo, da me interpellato, mi ha informato che, a seguito delle modifiche intervenute, non è interessato all'ulteriore esame del provvedimento.

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, mi scusi, ma si tratta di questioni che riguardano anche la sua responsabilità.
In primo luogo, non so bene dal punto di vista parlamentare cosa voglia dire che il Governo non è più interessato. Il provvedimento è all'esame della Camera; il Governo è stato battuto, per la ventiquattresima volta in questa legislatura, su un articolo aggiuntivo importante. Vorrei che fosse chiara una cosa: dobbiamo procedere nei nostri lavori. Il Governo, poi, una volta approvata la normativa, potrà non «coltivare» più il provvedimento quando passerà all'esame dell'altro ramo del provvedimento. Adesso, la regia della materia è nelle mani della Camera e la Conferenza dei presidenti di gruppo ha deciso di trattare l'esame di questo provvedimento.
Pertanto, vi deve essere l'unanimità sulla volontà di non procedere all'esame del provvedimento e, quindi, di modificare l'ordine del giorno, altrimenti (se non vi è l'unanimità) credo che bisognerebbe continuare ad esaminarlo.
Vi è, inoltre, un secondo problema, signor Presidente: l'articolo aggiuntivo, presentato dai colleghi del gruppo di Rifondazione comunista, che è stato approvato, non riguarda soltanto le case, diciamo, militari, ma tutte le case oggetto dei provvedimenti di cartolarizzazione. Pertanto, il ritiro del provvedimento danneggerebbe profondamente i ceti più deboli che sono quelli esposti ad altre cartolarizzazioni.
Chiediamo, quindi, di andare avanti, anche perché vogliamo, essendo stato approvato un articolo aggiuntivo dell'opposizione che tutela i ceti più deboli, che la tutela si estenda anche ad altri soggetti. Il ritiro del provvedimento non penalizza più chi abita nelle case, diciamo, militari, ma penalizza fortemente tutti gli altri. È per tale motivo che chiediamo di continuare ad esaminare il provvedimento in questione.
Infine, signor Presidente, vi è una questione politica. Oggi è una giornata nera per la maggioranza, il Governo e per il paese: ciò che è accaduto al Parlamento europeo umilia profondamente l'Italia. A questo punto, le vie sono chiare: o qualche altro leader della maggioranza si assume la responsabilità del Governo e si mette da parte l'attuale Presidente del Consiglio, che non è in grado di reggere responsabilità di questo peso e di questo livello, o si fa la verifica quanto prima e si dice se la maggioranza intende andare avanti o meno. L'Italia è uno dei paesi costruttori dell'Unione europea e, pertanto, non può essere esposta alla vergogna, come è accaduto oggi (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo)!
Signor Presidente, colleghi, credo che l'umiliazione che alcuni di noi hanno provato, l'abbiano provata molti altri; è una umiliazione che si avverte come politici italiani! Credo sia giusto che da questa aula si muova l'invito al Presidente del Consiglio a chiedere scusa al deputato Schulz ed al Parlamento europeo (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani). Solo questo può ricostruire un rapporto positivo con l'Unione europea, perché chi ha detto che avrebbe fatto da mediatore non può giocare fallosamente e duramente, come ha fatto il Presidente del Consiglio (Applausi dei deputati dei gruppi


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dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo)!

ELIO VITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Signor Presidente, vorrei procedere con ordine. Le dichiarazioni del presidente della VI Commissione, onorevole La Malfa, mi paiono perfettamente compatibili con il nostro regolamento, con il nostro modo di procedere ed anche con la volontà pubblicamente manifestata dal Governo che mi pare possa avere perfettamente la disponibilità dei provvedimenti che adotta.
La proposta del presidente La Malfa è da intendersi come volta ad un rinvio della trattazione di questo punto all'ordine del giorno, a seguito di quanto avvenuto stamani in aula. Abbiamo centinaia di precedenti, per cui si passerebbe senz'altro alla trattazione del successivo punto all'ordine del giorno. Successivamente, in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo, se saremo convocati, si potranno assumere altre decisioni. Mi sembra tuttavia che abbiamo decine e decine di punti all'ordine del giorno che sono stati rinviati ad altra seduta. Abbiamo anche tanti precedenti di decreti-legge rispetto ai quali il Governo ha dichiarato di rinunciare alla conversione in legge.
Per quanto è accaduto oggi, Presidente, non credo si possa sfuggire all'analisi dell'accaduto, ma credo che non lo si possa neanche strumentalizzare o mutare di significato. Ha ragione il presidente Violante: è stato votato qualcosa che va ben oltre la portata di questo decreto-legge. È questo che induce il Governo, il presidente della Commissione e la maggioranza a non procedere oltre. Ho i miei dubbi se sia ammissibile in sede di conversione del decreto-legge votare qualcosa che riguardi altri aspetti o altri decreti-legge già convertiti, con procedure che sono già in atto. Ho dubbi se questo sia possibile; di fatto, è già stato ritenuto possibile e noi riteniamo che non si debba procedere oltre proprio per non mettere in dubbio diritti acquisiti e procedure già messe in atto e, in alcuni casi, già perfezionate.
Questa è la caratteristica dell'articolo aggiuntivo approvato che rende impossibile andare oltre. Detto questo, sono convinto invece che sul contenuto proprio del decreto-legge il Governo troverà il modo e le forme più opportune per andare avanti.
Credo sia stato fatto un riferimento improprio anche ad alcuni dati: chi ricorda la precedente legislatura rammenterà che non vi era settimana in cui il Governo di centrosinistra non veniva «battuto» in aula; chi ricorda la precedente legislatura ricorda che non vi erano quasi mai sedute nel corso delle quali il Governo non veniva «battuto» in aula. Sicuramente si tratta di un episodio spiacevole che imputo anche ad una incompleta informazione sugli effetti della proposta emendativa approvata.
Vorrei solo dire ai colleghi di Alleanza nazionale che può essere anche comprensibile avere dubbi su un decreto-legge e che si possono anche presentare proposte emendative, chiedendo di discutere e di approfondire, tutto questo appartiene alla fisiologia del lavoro parlamentare; ci si può anche lamentare del ritardo con il quale il provvedimento giunge dall'altro ramo del Parlamento o ci si può lamentare di un presunto eccessivo ricorso allo strumento del decreto-legge. Tutto questo ce lo possiamo anche dire, ma risulta incomprensibile votare «a freddo» una proposta emendativa avanzata da Rifondazione comunista. Credo che questo rientri meno nella fisiologia parlamentare (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro - Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e del deputato Russo Spena)!
Ma non voglio fare polemiche: noi eravamo pronti a discutere, anche all'interno della maggioranza, come facciamo ogni giorno, di emendamenti che pure erano stati presentati da deputati di maggioranza su questo decreto-legge; ciò mi


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sembra invece alquanto diverso dal votare una proposta emendativa presentata dall'opposizione, a mio giudizio, senza averne compreso neanche gli effetti e la portata.

LUCIANO VIOLANTE. Hanno capito, Vito!

ELIO VITO. Veniamo al punto.
A mio avviso, noi siamo perfettamente nelle condizioni regolamentari, dal punto di vista procedurale e politico, per procedere oltre nell'ordine del giorno della nostra seduta.
Per quanto riguarda quanto accaduto nel Parlamento europeo, considerato che abbiamo l'abitudine in questa sede di commentare quanto accade all'estero - del resto è uno degli effetti della globalizzazione -, io non vedo nulla di diverso rispetto a quanto accade da due anni a questa parte in quest'aula del Parlamento. Da due anni a questa parte assistiamo inermi in questo ramo del Parlamento ad offese gravissime che vengono portate dai deputati dell'opposizione con cartelli, striscioni e parole nei confronti del Presidente del Consiglio e del Governo votato dagli italiani, della maggioranza e di singoli parlamentari della maggioranza (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della Lega nord Padania e di deputati del gruppo di Alleanza nazionale - Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
Credo che questo offenda gli italiani: le accuse e le offese che ogni giorno ci vengono rivolte. Che per una volta a queste accuse e offese il Presidente del Consiglio abbia risposto con ironia (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani)... con ironia, è un fatto che evidentemente può dare fastidio a chi è abituato ogni giorno a rivolgere queste accuse ed ingiurie senza ricevere alcun tipo di risposta.
Mi sembra tuttavia sia molto più censurabile l'accusa che viene rivolta nei confronti del Presidente del Consiglio che, questa, sì, offende gli italiani in Italia e all'estero, che non una risposta ironica (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega nord Padania).
Presidente, noi chiediamo di procedere comunque con i successivi punti all'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

ALBERTO DI LUCA. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALBERTO DI LUCA. Signor Presidente, nella precedente ed unica votazione che ha avuto luogo nella mattinata, dai tabulati che mi sono stati forniti dagli uffici della Camera, il mio voto non risulta contrario. Ora, siccome sono ragionevolmente certo di aver visto accendersi il rosso anche qua, vorrei chiedere due cose: la prima è che venga controllato il mio dispositivo di voto; la seconda è che venga messo agli atti che il mio voto era contrario - anzi, se possibile, fortemente contrario - a quell'articolo aggiuntivo (Una voce dai banchi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo «Vergognati!»).

PRESIDENTE. Bene, onorevole Di Luca, ne prendiamo atto.

MARIO LETTIERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO LETTIERI. Signor Presidente, è davvero strano che l'onorevole Elio Vito abbia tentato di minimizzare il voto di questa mattina: si tratta, invece, di un voto che dà dignità al Parlamento, che si è legittimamente ribellato ad una scelta sbagliata compiuta dal Governo.
Ora, con il voto di questa mattina e con il ritiro di questo decreto-legge da parte del Governo, certamente vengono a cadere alcune preoccupazioni e si risolvono - almeno temporaneamente - i problemi degli inquilini degli alloggi dei dipendenti del Ministero della difesa e delle ferrovie.


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Si apre però un altro problema, che riguarda gli inquilini degli alloggi degli enti pubblici che rientrano nella cosiddetta SCIP2, i quali corrono il rischio di essere espulsi dalle attuali abitazioni senza riuscire neanche a trovare un alloggio dignitoso, perché i fitti sono esorbitanti, né poter acquistare un alloggio a libero mercato a causa di una bolla speculativa fortemente sentita dal mercato immobiliare delle grandi città, come Roma, Milano, Napoli e così via (bolla speculativa determinata, in verità, anche dall'accaparramento di alcune grandi società immobiliari). Questo per quanto riguarda il decreto-legge.
Ma, onorevole Presidente, c'è un'altra questione che noi non possiamo ignorare, perché siamo nel Parlamento italiano ed è nostro dovere sapere che cosa dice il Presidente del Consiglio, che, fino a prova contraria, rappresenta il paese e, quindi, rappresenta anche noi dell'opposizione. Io non ho mai messo in discussione il fatto che il Presidente del Consiglio, anche se non appartenente alla mia parte politica, al mio schieramento, rappresenti il paese e, quindi, me. Oggi devo dire che, per come si è comportato nel Parlamento europeo, non mi ha rappresentato, non ha rappresentato...

PRESIDENTE. Onorevole Lettieri, mi scusi, il dibattito che si sta svolgendo riguarda la legge sulle cartolarizzazioni. Quindi, la prego di attenersi al punto che è all'ordine del giorno, altrimenti rischia di diventare un dibattito su tutt'altro argomento e non mi sembra sia il caso.

LUIGI GIACCO. È una comica!

FRANCESCO GIORDANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, noi ieri abbiamo criticato, con le nostre questioni pregiudiziali di costituzionalità, proprio l'urgenza con cui il Governo voleva approvare questo decreto-legge. Ora, se ieri e stamattina questo provvedimento era urgente, soprattutto per le finanze, per la nostra economia e per i nostri saldi di bilancio, è un po' singolare ed anche offensivo che oggi, a fronte di un articolo aggiuntivo che, dal nostro punto di vista, è migliorativo del testo, si dica ad alcuni parlamentari che non hanno capito il senso di quell'articolo aggiuntivo, perché quell'articolo aggiuntivo è stato ampiamente illustrato da quei parlamentari della maggioranza che lo hanno condiviso in maniera del tutto cosciente!
Ora, noi chiediamo, signor Presidente, che il testo del provvedimento resti all'esame dell'Assemblea, poiché così è stato deciso nella Conferenza dei presidenti di gruppo e così ha chiesto il Governo con il suo decreto d'urgenza.
Si tratta di una lezione: quando una battaglia, su una grande questione sociale, è condotta unitariamente da tutte le opposizioni in modo molto netto e molto fermo, la stessa può portare alla vittoria, anche contro una maggioranza che apparentemente sembrava coesa (Commenti). Questi sono i fatti.
Ciò è potuto accadere - come, d'altronde, lei sa, signor Presidente - anche in virtù della mobilitazione che, proprio su questa materia, le associazioni degli inquilini hanno svolto con grandissima forza e determinazione.
Vorrei svolgere un'osservazione sull'episodio di Strasburgo. Signor Presidente, non capisco a cosa si appigli l'onorevole Elio Vito, ma vorrei citare le prese di posizione persino di esponenti molto autorevoli della maggioranza. Buttiglione parla di episodio sfortunato da parte del Presidente del Consiglio Berlusconi. Il Vicepremier Fini ha dichiarato che nessuna accusa, per quanto faziosa, può giustificare l'epiteto di kapò nazista per un avversario politico. Era molto meglio chiedere scusa.

PRESIDENTE. Onorevole Giordano, le chiedo scusa...


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FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, sto intervenendo sull'ordine dei lavori...

PRESIDENTE. Sì, ma lei capisce...

FRANCESCO GIORDANO. A questo punto, avrebbe dovuto interrompere anche l'onorevole Elio Vito, che è intervenuto...

PRESIDENTE. No, l'onorevole Elio Vito ha risposto all'intervento dell'onorevole Violante. La prego.

FRANCESCO GIORDANO. Aggiungo che questo Parlamento, su una materia così delicata e su una accusa così grave, pretende le scuse del Presidente del Consiglio (Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!

IGNAZIO LA RUSSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, conveniamo con il Governo sul fatto che il provvedimento in esame può essere sicuramente ritirato. Ci sono numerosi precedenti; se il Governo ritiene di «mettere nel nulla» il decreto-legge può farlo. Non abbiamo nulla da obiettare al riguardo.
Nel contempo, siamo convinti di avere evitato, comunque, alla Casa delle libertà un errore. Ci siamo trovati nella necessità di scegliere tra l'abituale l'inemendabilità, che spesso, ma non sempre, è accettabile, dei decreti-legge (che, per colpa, non di qualcuno, ma del complessivo modo di operare del Parlamento, arrivano per l'esame, spesso, troppo tardi, quando non c'è tempo per il passaggio tra Camera e Senato) e il desiderio del gruppo, invece, di dare maggiore tutela a tutti gli inquilini, specie ai militari, che, a nostro avviso, erano eccessivamente penalizzati dal decreto-legge. Il gruppo ha scelto liberamente, come è sempre avvenuto. Non è la prima volta che gruppi o deputati votano una proposta emendativa che non mette in discussione nel complesso il provvedimento (lo mette in discussione perché non c'è il tempo di trasmetterlo al Senato e poi di nuovo alla Camera, ma non perché la proposta emendativa in sé modifichi il testo radicalmente).
È pur vero che l'articolo aggiuntivo - come ha dichiarato Elio Vito - introduce una modifica. Probabilmente - bisogna pur dirlo - la proposta emendativa non era accoglibile. Può darsi che la stessa non fosse ammissibile, ma quella c'era. È stata dichiarata ammissibile; non c'erano altre proposte emendative che potessero limitare solo alla parte attinente a questo decreto-legge la tutela che volevamo garantire. Quindi, abbiamo espresso il voto in questo modo. Non v'è dubbio.
Poi, solo alla morte non c'è rimedio. Siamo disponibili a rimediare se, per effetto di questo articolo aggiuntivo, vi fossero cambiamenti non voluti riguardanti tutti il processo di cartolarizzazione, ma rimaniamo convinti di avere fatto in modo - non importa con quale maggioranza - che gli elettori, che altrimenti ci avrebbero accusato di tradimento rispetto alle promesse che avevamo fatto, possano dire: la Casa delle libertà ha mantenuto fede ai propri impegni (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

CESARE RIZZI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CESARE RIZZI. Signor Presidente, qui sarebbe bene parlar chiaro: si presume che tutti i disegni di legge, tutti i decreti-legge, tutti i provvedimenti, prima di arrivare all'esame dell'Assemblea passino per le Commissioni!
Io vorrei capire, a questo punto - che parli il presidente della Commissione -, come si siano espresse le forze politiche in Commissione prima di arrivare in Assemblea e i deputati presenti. Mi faccia capire lei perché arrivare in aula con dei decreti-legge, con delle leggi, per poi ribaltare tutto non la trovo una cosa molto logica! Grazie (Commenti).


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PRESIDENTE. Onorevole Rizzi, il contegno, il comportamento dei parlamentari in Commissione non deve necessariamente coincidere con le decisioni in aula. Questa mi sembra una cosa molto semplice.
Quindi, non vedo perché ci si debba ritenere vincolati alle decisioni prese in Commissione; allora, potremmo eliminare completamente l'incontro in aula (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale - Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)!

FEDERICO BRICOLO. Non avete fatto niente!

ANTONIO BOCCIA. Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, ha già parlato il suo collega.
Volevo sapere se aveva da dire qualcosa a titolo personale, per un minuto. Lei ha chiesto di parlare?

ANTONIO BOCCIA. No, signor Presidente, il collega Lettieri è intervenuto nel merito del provvedimento. Si è aperta una discussione di ordine politico ed io penso che il gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo, su questi temi, abbia il diritto di esprimere un'opinione. Il collega Lettieri ha parlato della questione strettamente legata al provvedimento.

PRESIDENTE. Ma io, onorevole Boccia, ho dato la parola su questo argomento, quindi...

ANTONIO BOCCIA. Riconosco che ha ragione, Presidente.

PRESIDENTE. ... quindi, su questo argomento il suo gruppo ha già parlato.

LUIGINO VASCON. Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Vascon, vale la stessa cosa anche per lei, perché ha parlato l'onorevole Rizzi. Quindi, se è questo l'argomento, la pregherei di astenersi.

LUIGINO VASCON. Signor Presidente, mi scusi, ma chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGINO VASCON. Signor Presidente, al di là delle sue considerazioni personali ...

PRESIDENTE. Non sono personali, onorevole Vascon, sono regolamentari (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

LUIGINO VASCON. Ognuno le intende come vuole; comunque, secondo me, sono personali (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e di Alleanza nazionale).
Come il collega Rizzi, gradirei conoscere un sunto dell'iter svoltosi in seno alla Commissione per quanto riguarda il provvedimento al nostro esame in questo momento. Il resto...

PRESIDENTE. Può leggere il resoconto della seduta della Commissione in cui il provvedimento è stato discusso ed avrà soddisfazione di questa sua curiosità.

LUIGINO VASCON. Non dubito di questo, signor Presidente. Per l'amor del cielo, non voglio essere polemico! Molto semplicemente, chiedevo, come, del resto, ha già fatto il mio collega, di conoscere, direttamente dal presidente, almeno il sunto di com'è andato l'esame in Commissione (Una voce: «Leggi i verbali, se sai leggere!»).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Vascon.

GABRIELLA PISTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, non avevamo ancora parlato come componente dei Comunisti italiani.


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Lo faccio semplicemente perché i vari commenti che si sono succeduti sull'episodio accaduto stamattina sono di questo tenore: la Lega definisce assistenziale l'emendamento votato; l'onorevole Vito dice dei colleghi di Alleanza nazionale che non hanno capito niente, che non hanno capito neanche quello che hanno votato. Ora, a me dispiace, perché credo che i colleghi di Alleanza nazionale abbiano cervello a sufficienza per capire cosa hanno votato: l'onorevole Buontempo l'ha fatto intendere questa mattina molto bene!
L'onorevole Rivolta accusa Alleanza nazionale di sciacallaggio - queste sono tutte notizie di agenzia, oltre che dichiarazioni fatte in Assemblea -, ma io ritengo che l'episodio attenga, semplicemente, al fatto che nel Governo ci sono grandi difficoltà. Ma questo è un problema del Governo. Poi, però, c'è un problema nella società civile, tra gli inquilini, tra la gente che ha un problema serio con la casa!
Allora, questo problema è stato posto dall'opposizione numerosissime volte sia in quest'aula sia nelle Commissioni competenti. Il Governo non ha voluto darci retta - mai - ed ha risposto picche alle nostre richieste! Ecco perché, evidentemente, non solo il movimento dei cittadini, ma anche i sindacati hanno lavorato, hanno lavorato bene, sensibilizzando le stesse forze politiche, facendo valere i loro diritti e facendo capire quanto sia importante questo problema.
Di questo si tratta. E allora cerchiamo di rispondere in maniera decente alle esigenze dei cittadini. Io sono felice che questo decreto venga ritirato, perché conteneva in sé delle grosse storture (Applausi del deputato Buontempo), ma chiedo al Governo di rispondere in Parlamento alle esigenze che si sono venute a creare in ordine al problema casa e a quello della cartolarizzazione. Vogliamo un impegno serio da parte del Governo, ammesso che ritorni su questi argomenti, perché ci sia una risposta chiara ed univoca.
Ci sono mille cose irrisolte, i cittadini non possono rimanere nel limbo ancora per troppo tempo, compreso il pregio e il non pregio. Io parlo di tante cose; la cartolarizzazione ha aperto dei problemi giganteschi. Allora, il Parlamento e le forze dell'opposizione devono stimolare al fine di dare delle risposte certe ai cittadini e alle famiglie, che non sono dei problemi, ma sono persone in carne ed ossa (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Colleghi, noi abbiamo avuto l'intervento dell'onorevole La Malfa, il quale ci ha riferito di una volontà del Governo - tra l'altro il Governo non ci ha fatto sapere nulla da questo punto di vista - di non insistere con l'esame del decreto-legge.
Voi sapete che in dottrina e in giurisprudenza c'è un grande dibattito, ma nella sostanza il decreto-legge, quando è arrivato in aula, fa parte del Parlamento e non può essere più revocato. Comunque, su questo c'è stato e c'è un grande dibattito sotto il profilo istituzionale e costituzionale.
Ma qui il problema è diverso perché abbiamo avuto una richiesta precisa da parte dell'onorevole Elio Vito di rinviare l'esame del provvedimento ad altra seduta. Su questa richiesta abbiamo già sentito vari pareri, quindi è inutile che consenta un intervento a favore ed un intervento contro; porrò quindi in votazione la proposta per vedere se l'Assemblea sia d'accordo sul rinvio o sulla prosecuzione dell'esame. Se qualcuno vuol parlare a favore e altri contro, posso anche dare la parola, ma mi sembra che i gruppi si siano già espressi.

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare contro.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, intervengo per dichiarare la nostra contrarietà al rinvio dell'esame di questo provvedimento, per i motivi che già sono stati ricordati anche durante la discussione che ha preceduto questo momento.


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Noi ci troviamo di fronte ad una misura che il Governo ha dichiarato urgente e vogliamo prenderla sul serio, una volta tanto, devo dire; non sempre prendiamo sul serio le cose proposte dal Governo in termini di urgenza, perché poi si sono rivelate del tutto infondate. Diventa veramente singolare, però, che il Governo non riesca ad appoggiare nemmeno in Parlamento i propri provvedimenti. Siamo cioè ad un livello di scarsa tenuta da parte della stessa maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi.
Oggi se ne è data lampante prova, per cui credo che sia necessario continuare, proprio perché noi ravvisiamo questo carattere di urgenza non dal punto di vista della costituzionalità (abbiamo presentato infatti una pregiudiziale) ma dal punto di vista dell'urgenza delle cose.
Nel merito lo vogliamo cambiare, così come abbiamo cominciato a cambiarlo con l'approvazione di un emendamento presentato dai colleghi di Rifondazione comunista, da noi sostenuto, e che ha trovato anche consenso in ampi settori della maggioranza. Questo sta a dimostrare che, quando ci si confronta seriamente nel merito, quando si cercano le soluzioni ai problemi della gente del paese, soprattutto quella più in difficoltà, più a disagio - e qui si parla della questione del tetto, del diritto alla casa, un diritto importantissimo che noi dobbiamo avere il dovere, oltre che il diritto, di garantire a tutti i cittadini italiani - , proprio per l'importanza delle questioni trattate, è necessario proseguire nel dibattito parlamentare.
Francamente, sarei tentato di dire anche un'altra cosa. Se la maggioranza respinge questa richiesta, non otterrete un risultato positivo, perché qui non si tratta di dire poi a quei cittadini destinatari del provvedimento (per come il Governo l'ha varato): guardate, l'abbiamo ritirato. No, siete stati sconfitti!
Ed è l'opposizione nel paese non, quindi, le opposizioni parlamentari, ma l'opposizione a questo provvedimento che ha causato la sconfitta del Governo sulla questione casa e sulla la possibilità di utilizzare gli immobili del Ministero della difesa.
In questo caso, c'è una questione in più; qui c'è una vendetta, non so trovare altro termine, nei confronti dell'emendamento approvato questa mattina che crea una maggiore equità per quanto riguarda anche le questioni più generali che fanno riferimento alle cartolarizzazioni e alla vendita del patrimonio immobiliare degli altri enti pubblici che sono già oggi oggetto di vendita. Modificando la legge, approvata in precedenza, questo Governo e questa maggioranza deve essere ritenuta responsabile di ingiustizie e di iniquità nei confronti degli inquilini di immobili facenti parte del patrimonio pubblico. Con l'approvazione di quell'emendamento abbiamo inserito un elemento di equità; se voi abbandonate l'esame di questo provvedimento cancellerete questo risultato positivo, ottenendo, così, un doppio risultato negativo.
Pertanto vi rivolgo un invito: cercate di evitare una seconda sconfitta nel corso giornata (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare passiamo, dunque, ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione dei nomi, la proposta avanzata dall'onorevole Elio Vito di rinviare ad altra seduta l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 102 del 9 maggio 2003.
(È approvata - Una voce dai banchi del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo: «Vergogna!»)

Passiamo, allora, al successivo punto all'ordine del giorno. La Conferenza dei presidenti di gruppo deciderà sull'eventuale seguito dell'esame del provvedimento.

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