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PRESIDENTE. L'onorevole Duca ha facoltà di
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, illustrerò brevemente la mia interpellanza, salutando il rappresentante del Governo e ricordando che il 12 giugno 2003 all'aeroporto Raffaello Sanzio di Ancona Falconara, sull'aereo ATR 82, volo AZ 1128 in partenza per Roma-Fiumicino alle ore 15, è stato rinvenuto un ordigno esplosivo. L'aereo giunto a Falconara aveva effettuato in precedenza i collegamenti Firenze-Roma e Roma-Falconara. Mentre si stavano effettuando le operazioni di imbarco passeggeri, una telefonata anonima ha avvertito della presenza di un ordigno a bordo dell'aeromobile, facendo scattare i controlli da parte degli artificieri che hanno individuato sotto un sedile, all'interno di un giubbotto salvagente, un contenitore di volume pari a quattro, cinque pacchetti di sigarette, dal quale fuoriuscivano alcuni fili elettrici collegati ad una batteria. L'ordigno è stato fatto brillare in una zona vicina all'aeroporto e proprio il forte boato provocato dall'esplosione ha indotto gli investigatori, in un primo momento, a ritenere che il pacchetto potesse contenere esplosivo.
EUGENIO DUCA. La stranezza, invece, deriva dal seguente fatto: come sta emergendo sempre dalle accurate indagini svolte dalla procura della Repubblica di Ancona, sembra che, più che di un ordigno, si trattasse di un petardo o di un fumogeno ma che, comunque, fosse effettivamente collocato a bordo dell'aereo. Quindi, non è tanto la telefonata, in precedenza anonima, a destare preoccupazione, quanto il fatto che a bordo sia stato ritrovato un involucro di cui non si sa da dove provenga, quando sia stato trasportato a bordo e da chi, da quanto tempo si trovasse a bordo e, quindi, quanti percorsi abbia fatto nei giorni precedenti. Questo
porta a chiedere quali siano i livelli di sicurezza dei nostri aeroporti e dei nostri aerei e quali iniziative il Governo intenda assumere per garantire un accettabile livello di sicurezza sia nell'aeroporto Raffaello Sanzio di Falconara sia negli altri scali italiani.
PRESIDENTE. Il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole Mario Tassone, ha facoltà di
MARIO TASSONE, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, vorrei veramente soddisfare tutte le richieste che mi sono state poste con intelligenza dall'onorevole Duca. Tenterò di dare una risposta anche perché ritengo che il problema della security debba essere un patrimonio comunemente condiviso e, del resto, il Governo è impegnato anche a raggiungere la perfezione. Ma c'è una perfezione nel campo della security e della safety? Non c'è. Anche gli Stati Uniti d'America tendono sempre, sul piano evolutivo, a raggiungere dei traguardi, degli obiettivi apprezzabili, ma non c'è mai una perfezione nella security. Questo l'abbiamo visto nel passato, anche rispetto ad attentati che hanno riguardato personaggi illustri. Non c'è mai una certezza, non c'è mai un dato forte per cui si può dire che ci troviamo di fronte a dati di sicurezza al 100 per cento o al mille per mille. Certo, il riferimento agli Stati Uniti d'America è calzante e questo è un modello che ritorna, che è patrimonio e appannaggio di altre formazioni politiche e questo può far piacere, non c'è dubbio. Comunque, credo che sia stato fatto uno sforzo e, gli Stati Uniti lo hanno fatto per quanto riguarda la sicurezza e, all'indomani dell'11 settembre,
anche per quanto riguarda le compagnie aeree, come noi non abbiamo voluto fare perché vi è una regola europea che vieta gli aiuti di Stato.
che hanno fatto alcune cose che non dovevano fare? Anche questo rappresenta un abbassamento del livello di sicurezza. Chiunque abbia delle responsabilità è chiamato ad interessarsene, anche le società di gestione aeroportuale, attraverso i propri dipendenti. Questo non è soltanto un problema di polizia e di ENAC; credo che chi ha responsabilità all'interno degli aeroporti deve essere chiamato a rispettare alcune regole per avere un minimo di certezza per quanto concerne la sicurezza. Negli aeroporti non ci sono solo i dipendenti dell'ENAC, società che ha la supervisione e la vigilanza, ma vi sono anche le gestioni aeroportuali. Tutti dobbiamo quindi avvertire la responsabilità di operare questo tipo di controllo.
PRESIDENTE. L'onorevole Duca ha facoltà di
EUGENIO DUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei in primo luogo apprezzare la cortesia e, come diceva poc'anzi il viceministro Tassone, anche il tono appassionato che ha impiegato nella risposta, dal momento che molto spesso si assiste a risposte di carattere burocratico. Questo è un apprezzamento che ho già avuto modo di rivolgere in altra occasione al viceministro Tassone e nuovamente quindi lo ringrazio.
metà di quanto è stabilito dalla legge e magari con i fondi l'ENAC deve risarcire anche le vittime del tragico incidente di Linate, è chiaro che si impedisce all'ente di funzionare autonomamente, di portare avanti i programmi di riqualificazione del personale, si limita cioè la possibilità di funzionalità di questo o di altri enti!
Dunque, il caso ha assunto una certa gravità, anche perché in precedenza, il 6 dicembre 2002, sempre all'aeroporto di Falconara, un cittadino brasiliano di 39 anni lasciò all'interno dell'aerostazione un pacco bomba a frammentazione imbottito di tritolo. L'ordigno, con innesto a strappo, non esplose per miracolo. Ora - potremmo dire - fortunatamente, le indagini avviate rapidamente dalla magistratura di Ancona, e tuttora in corso, hanno portato all'autore della telefonata. Si tratta di un medico molto conosciuto in città, che avrebbe lanciato l'avvertimento per motivi sentimentali, in modo da dissuadere una persona dal partire da Ancona per Roma e, poi, per la Sardegna.
Viceministro Tassone, dopo l'11 settembre, quindi dopo i vili e terribili attentati terroristici che hanno colpito gli Stati Uniti d'America, tutti i paesi hanno investito fondi consistenti per la security degli aeroporti e degli aerei. In Italia, l'ENAC (Ente nazionale per l'aviazione civile), d'intesa con la Comunità europea, con l'ICAO e con l'ECAC (Ente comunitario per l'aviazione civile) ha sviluppato il progetto Security.
Si tratta di un progetto che è stato favorevolmente accolto dal comitato interministeriale di sicurezza aeroportuale, che ha introdotto, tra le altre cose, il controllo del 100 per cento del bagaglio da stiva. Tuttavia, a fronte di un tale impegno, nazionale e internazionale, permane una forte carenza di risorse umane e finanziarie nel nostro paese. Dicevo che dopo l'11 settembre, ad esempio, gli Stati Uniti d'America, oltre ad avere fatto investimenti consistenti, hanno chiamato 60 mila unità qualificate. Ora, se il paragone statunitense può apparire incongruo, non si può sottacere che le aviazioni civili dei principali paesi europei - Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna - hanno potuto contare su consistenti impegni finanziari governativi in uomini e in finanziamenti: migliaia di uomini e forti dotazioni finanziarie. Signor rappresentante del Governo, sa quanti uomini costituiscono l'organico security presso la direzione generale dell'ENAC? Due: due persone in Italia si occupano della security dei porti e degli aeroporti italiani a livello di direzione generale. All'ENAC sono stati tagliati da Tremonti e da Lunardi i finanziamenti con la legge finanziaria per il 2002 e con la legge finanziaria per il 2003. Sono state bloccate le assunzioni e con la legge n. 289 del 2002, appunto, la legge finanziaria per il 2003, è stato posto il limite di spesa media annua sostenuta nel triennio 1999-2001, ridotta così al 90 per cento, tutto questo per stipulare convenzioni, contratti a tempo determinato, convenzioni, contratti di collaborazione continuata e continuativa. Se teniamo conto che l'ENAC è un ente giovane e quindi nei tre anni precedenti aveva fatto pochissime spese, noi abbiamo una situazione nella quale l'ENAC non può assumere nessuno.
Pertanto, volevo chiederle se è intenzione del Governo rimuovere tali ostacoli e consentire un aumento della security negli aerei italiani e negli aeroporti, compreso quello di Ancona-Falconara che ha avuto questa vicissitudine, e soprattutto volevo sapere quando, signor rappresentante del Governo.
Ritornando alla sua interpellanza urgente, onorevole Duca, non ripeterò le cose che lei ha già detto perché mi trovano concorde: in caso contrario, dovrei citarle fatti che già conosciamo.
Al fine di rafforzare le misure di sicurezza nel settore dell'aviazione civile, dal 31 ottobre 2002, su tutti gli aeroporti italiani, è operativo il programma nazionale per la sicurezza (PNS) che ha lo scopo di assicurare, in un quadro di cooperazione internazionale, l'incolumità dei passeggeri, degli equipaggi, degli operatori aeroportuali, del pubblico e delle infrastrutture aeroportuali, nonché la regolarità e l'efficienza dell'aviazione civile nei confronti di atti illeciti.
Il suddetto piano nazionale per la sicurezza è stato elaborato dal Comitato interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti (CISA), al quale partecipano i rappresentanti di tutte le amministrazioni di riferimento, prima fra tutte quella del Ministro dell'interno, nonché soggetti ed enti che operano nel settore aereo.
Ferme restando le competenze istituzionali in materia di sicurezza delle differenti amministrazioni dello Stato, il coordinamento della sicurezza, a livello periferico, è assegnato alle direzioni di aeroporto che hanno il compito di attuare il piano di sicurezza nazionale attraverso i rispettivi comitati di sicurezza aeroportuale, composti dal direttore di aeroporto - con compiti di direttore e coordinatore -, dal dirigente dell'ufficio di polizia di frontiera, dal dirigente dell'ufficio di dogana, dal comandante del nucleo dei carabinieri, dal comandante della Guardia di finanza, dal rappresentante della società di gestione aeroportuale ed altri.
L'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) - da lei più volte richiamato - ha fatto conoscere che fra le iniziative assunte per potenziare il livello di sicurezza degli aeroporti nazionali vi è l'istituzione di un'apposita commissione con il compito di avviare un'indagine per la predisposizione di un sistema unico, uniforme e affidabile per il controllo di tutto il personale avente accesso, per motivi di lavoro, alle cosiddette aree sterili degli aeroporti e che preveda anche il ricorso ai sistemi biometrici di identificazione.
Con l'entrata in vigore nel prossimo mese di luglio 2003 del regolamento CE - ad oggi in attesa di essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee -, recante specifiche comuni per i programmi nazionali e per i controlli di qualità della sicurezza dell'aviazione civile, verrà predisposto un programma nazionale per effettuare con regolarità controlli ed ispezioni anche su coloro che sono tenuti ad adottare e rendere efficace il piano nazionale per la sicurezza.
Il Ministero dell'interno ha fatto altresì conoscere che il proprio dipartimento alla pubblica sicurezza ha avviato specifiche iniziative volte ad innalzare i livelli di sicurezza degli scali aerei con il rafforzamento delle misure emanate il 12 ottobre 2002 dal Comitato interministeriale per la sicurezza.
Per quanto attiene alle misure attuate nell'aeroporto di Ancona-Falconara, per garantire la sicurezza aeroportuale, l'ENAC ha fatto conoscere di avere già adottato, mediante l'emissione di specifiche ordinanze da parte delle competenti circoscrizioni aeroportuali, tutte le misure di sicurezza previste dalle schede CISA. L'ente rileva che per quanto riguarda il controllo del 100 per cento dei bagagli di stiva, previsto dalla scheda due per il 1o gennaio 2003, l'aeroporto di Falconara aveva già provveduto in merito, sin dall'ottobre 2001.
Inoltre, presso l'aeroporto in questione sono attualmente in vigore le procedure per le emergenze e il ritrovamento di esplosivo, secondo gli schemi del piano predisposto dall'ENAC e dal Ministero dell'interno - il cosiddetto piano Leonardo da Vinci -; inoltre, per esercitare il personale alle emergenze, vengono continuamente effettuate simulazioni.
L'ente ricorda che, già dall'agosto 2002, sull'aeroporto di Falconara sono attive al varco passeggeri le apparecchiature per il rilevamento degli esplosivi.
Al riguardo, è opportuno rilevare che, in merito al ritrovamento di un ordigno esplosivo a bordo dell'aeromobile AZ 1128, il giorno 12 giugno scorso, il Ministero dell'interno ha fatto conoscere che le relative indagini sono tuttora coperte dal segreto istruttorio e non si tralascia alcuna pista investigativa. La società che gestisce l'aeroporto in questione, l'Aerodorica, collabora attivamente con l'ENAC e ha già attuato, allo scopo di assicurare ai passeggeri e a tutti gli utenti aeroportuali una sempre maggiore sicurezza, significative iniziative come l'attivazione, avvenuta dall'inizio del corrente mese di giugno, di un impianto di videoregistrazione tramite 12 telecamere che rilevano le parti con libero accesso dell'aerostazione. L'ENAC ritiene, altresì, in numero sufficiente e bene addestrato il personale addetto alla sicurezza impiegato dall'Aerodorica. I corsi di aggiornamento di detto personale sono espletati in conformità a quanto previsto dalla circolare emessa dall'ENAC in data 22 aprile 2002, recante modalità per l'accertamento dei requisiti tecnici e professionali per le imprese di sicurezza e dei requisiti professionali degli addetti alla sicurezza, programma di formazione professionale per gli addetti di controllo e sicurezza.
Inoltre, mi pare che l'onorevole Duca facesse riferimento ad un episodio che, al momento, non appare collegabile - mi dicono gli investigatori - con il precedente richiamato. Il 6 dicembre 2002 - questo è l'episodio che lei richiamava, onorevole Duca - è stata rinvenuta una scatola di cartone presso l'area check-in all'interno dell'aerostazione. Gli artificieri, dopo aver messo in sicurezza l'involucro, lo hanno trasportato in una area predisposta e hanno provveduto alla sua apertura mediante l'esplosione di una microcarica. All'interno della scatola erano rinvenuti, tra l'altro, 30 grammi di esplosivo, una batteria da nove volt e un detonatore elettrico. Le successive indagini hanno consentito di identificare i due presunti responsabili del gesto criminoso, uno dei quali, di nazionalità brasiliana, come lei giustamente ricordava, si è reso latitante a seguito dell'emissione a suo carico di un provvedimento di custodia cautelare in carcere mentre l'altro, di nazionalità colombiana, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Il dipartimento della pubblica sicurezza ha avviato specifiche iniziative volte ad innalzare il livello di sicurezza degli scali aerei con il rafforzamento delle misure emanate il 2 ottobre 2002 dal Comitato interministeriale per la sicurezza. Questo glielo avevo già detto e lo ribadisco poiché stavo rilevando questo dato da un appunto del Ministero dell'interno.
C'è un problema, onorevole Duca. Lei ha posto una questione reale ed io la ringrazio perché il problema della sicurezza non è un problema di maggioranza né di minoranza. Lei mi ha posto il problema dell'ENAC ed io ho constatato l'esistenza di due addetti alla sicurezza. Non è che prima ce ne fossero molti di più ma questo numero dev'essere adeguato. Si tratta di una esigenza che si rileva in questo momento ma noi l'abbiamo rilevata anche in passato. Vediamo se possiamo sbloccare la situazione. Queste vicende - non lo affermo per giustificarmi, perché non ci sono giustificazioni - fanno parte del paniere dell'eredità. Il problema è quello di capire, ovviamente, in che modo questi ordigni siano entrati negli aeroporti. Questa è la grande preoccupazione per il passeggero e per l'utente.
Ogni cittadino ha ovviamente la necessità di conoscere. Se le istruttorie sono coperte dal segreto, non c'è dubbio che poi occorra conoscere la verità. Ho avuto anche riunioni con l'ENAC e la mia direzione generale, con tutte le strutture. C'è l'impegno di sapere come questi soggetti entrano nell'area aeroportuale: questo è il dato reale.
Per questa ragione ricordavo che la sicurezza non è mai una cosa acquisita al cento per cento. Vi sono anche altre questioni che occorre chiarire. Come mai vi sono dipendenti ed addetti ai bagagli
Questa è la ragione per la quale io l'ho ringraziata: perché lei ha proposto nuovamente, attraverso un atto di sindacato ispettivo, un argomento importante. L'unica seria assicurazione che posso offrire in questo particolare momento è che da parte del Governo non vi sarà nulla di intentato per avere elementi ulteriori rispetto a quelli che sono oggi in nostro possesso in ordine all'episodio da lei richiamato, in modo da avere non soltanto responsabili, ma anche per comprende le modalità attraverso le quali l'oggetto è entrato nell'aeroporto. Anche se vi è stato questo episodio del medico, quest'ultimo come ha sistemato l'ordigno e come è riuscito ad entrare sull'aereo con questo oggetto?
Credo siano questi gli interrogativi che, ai fini dell'accertamento dell'autorità giudiziaria e al fine delle valutazioni che si stanno compiendo da più parti, occorre risolvere, in modo da avere una discussione ulteriore, anche in sede di Commissione trasporti ed in Assemblea.
Questo episodio infatti non è una pratica che si può chiudere con un'interpellanza urgente ed una risposta del Governo. Rappresenta un momento di confronto che, ritengo, debba continuare. Per questa ragione, rinnovo il mio ringraziamento all'interpellante, che è sincero e non di maniera.
Nel merito delle domande che sono state poste, lo stesso viceministro ha dovuto riconoscere che c'è molta strada da compiere. Penso che il vero dramma di questa vicenda è che la politica delle infrastrutture e persino la politica della security negli aeroporti, che dovrebbe essere competenza più del Ministero dell'interno, non è più svolta dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ma dal Ministero del tesoro. Vedo oggi casualmente accanto a lei l'onorevole Armosino, che sulle vicende dell'ENAV Spa ha trattato le questioni dell'ente di controllo dell'aviazione italiana come una pratica da Ministero dell'economia e non da Ministero dei trasporti. Ciò è avvenuto con i pessimi risultati avuti con la gestione Varazzani, tanto che, due giorni fa, la Corte dei conti ha pronunciato un giudizio molto severo su quell'anno di gestione Varazzani.
Lo stesso discorso vale per la security: non ho messo in discussione, me ne guarderei bene, la professionalità del responsabile della circoscrizione aeroportuale e lo sforzo che i lavoratori della società Aerodorica, che ho avuto modo di incontrare poche ore dopo il ritrovamento dell'ordigno, hanno compiuto. Anche i lavoratori erano profondamente spaventati, così come lo erano giustamente i cittadini.
Il problema è a monte. Se l'organico dell'ENAC - che è l'ente che deve sovraintendere - per la security dispone di due persone, se non si può ricorrere a personale specializzato perché persino i concorsi svolti sono stati bloccati dalle norme del ministro Tremonti, se si dà all'ENAC la
È una notizia di questi giorni - peraltro non c'entra molto con l'episodio di Ancona-Falconara o degli aeroporti - che addirittura le pattuglie della polizia stradale non possono uscire dal garage perché non ci sono i soldi per il carburante o per riparare le automobili e che addirittura l'uso delle divise è stato prorogato perché non ci sono soldi per acquistarne delle nuove! Insomma, altro che sicurezza, contrasto agli incidenti stradali o alla criminalità: siamo veramente in una situazione in cui è necessario che il Governo adotti una svolta.
Nel caso specifico dell'ENAC e della sicurezza del trasporto aereo, all'aeroporto di Ancona-Falconara che ha anche un inefficace sistema di avvicinamento, perché si tratta di un sistema di vecchia generazione, qualche anno fa venne finanziata l'installazione del modello ILS (sono termini tecnici che interessano poco), cioè un sistema di avvicinamento e controllo tra i più moderni e sicuri. La gestione Varazzani, la gestione Tremonti - diciamo così - quella che serviva per prendere soldi dall'ENAV, anziché pensare alla sicurezza del trasporto aereo, proprio dopo che l'Italia aveva conosciuto la più grande tragedia della storia dell'aviazione civile italiana - ha bloccato persino quell'investimento. L'opera doveva essere inaugurata nel giugno 2002, siamo già al giugno 2003 e lo sa, signor viceministro, che cosa è successo? Non è neanche iniziata, hanno revocato persino l'opera! Credo che questo non sia un modo corretto di affrontare le questioni della security o della sicurezza del trasporto aereo.


