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PRESIDENTE. L'onorevole Valpiana ha facoltà di
TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, signor ministro, volevo sottoporle un problema di grande attualità e che suscita un allarme sociale. Noi sappiamo che già dal 1o gennaio 2000 l'assistenza sanitaria nelle carceri avrebbe dovuto passare alla competenza del servizio sanitario nazionale, così da garantire nelle carceri lo stesso diritto alla salute che viene garantito a tutti gli altri cittadini. Questo passaggio ha trovato degli ostacoli e delle difficoltà ed oggi, in particolare, ci troviamo di fronte ad un emergenza assistenziale ed anche occupazionale perché dal 30 giugno il personale sanitario che lavora nelle carceri, medici ed infermieri, non dovrebbe più essere remunerato all'interno del capitolo per la giustizia, quindi, con convenzioni con i singoli carceri, ma passare al servizio sanitario nazionale.
PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, senatore Castelli, ha facoltà di
ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Signor Presidente, con riferimento all'interrogazione indicata in oggetto si ricorda che il Ministero della giustizia ha sempre posto particolare attenzione alle problematiche sanitarie della popolazione detenuta tossicodipendente, istituendo, tra l'altro, già nel 1991 i cosiddetti presidi sanitari psicologici per tossicodipendenti negli istituti penitenziari italiani. Tali servizi, quindi, hanno sovente integrato gli interventi da parte dei SERT, nella consapevolezza di una complementarità delle risorse e degli strumenti finalizzati al trattamento della tossicodipendenza in carcere.
da attuarsi con successivo decreto del ministro dell'economia e delle finanze. Ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del già citato decreto, il personale dei presidi per la tossicodipendenza dipende funzionalmente dalle ASL mentre l'onere finanziario per le convenzioni resta a carico di questa amministrazione, in attesa del citato trasferimento di fondi dal Ministero della giustizia al servizio sanitario nazionale.
PRESIDENTE. Concluda, signor ministro.
ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. ...a partire dal 2004 e che per l'anno 2003, in relazione al semestre a decorrere, sarebbe stata stanziata la metà di questa somma.
PRESIDENTE. L'onorevole Valpiana ha facoltà di
TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, signor ministro, sono rimasta allibita dalla risposta che ella mi ha fornito. Mancano cinque giorni e ancora non sappiamo che tipo di assistenza potrà essere fornita ai detenuti tossicodipendenti nelle nostre carceri e che fine faranno questi lavoratori.
prestare la loro opera dignitosamente pagati e rispettati, i tempi e i modi attraverso cui questi detenuti potranno contare sul loro diritto alla salute.
Mancano cinque giorni e, a tutt'oggi, non si sa come verrà garantito il diritto al lavoro di questi lavoratori, che spesso hanno contratti assolutamente non dignitosi da un punto di vista remunerativo e il cui monte ore continua ad essere diminuito proprio per mancanza di fondi. Soprattutto, non si sa come verrà garantita la salute ai cittadini detenuti, in particolare, a quelli che sono oggetto di attenzione da parte dei servizi di tossicodipendenza.
In attuazione del previsto trasferimento al servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie svolte dall'amministrazione penitenziaria nei settori della prevenzione della tossicodipendenza, è stato emanato il decreto interministeriale del 10 aprile 2002, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 181 del 3 agosto 2002, con il quale viene individuato il personale degli istituti penitenziari operante nell'ambito del settori della prevenzione e assistenza ai tossicodipendenti ai fini del trasferimento al servizio sanitario nazionale dei relativi rapporti convenzionali.
Nel medesimo decreto si prevede, inoltre, l'assegnazione al fondo sanitario nazionale delle risorse finanziarie connesse al citato personale, già iscritte nello stato di previsione del Ministero della giustizia,
In data 8 gennaio 2003, si è provveduto a richiedere al Dicastero dell'economia informazioni in ordine all'emanazione del suindicato decreto ministeriale, precisando che l'amministrazione penitenziaria avrebbe contestualmente disposto il rinnovo dei rapporti convenzionali del personale addetto al presidio per i detenuti tossicodipendenti fino al 30 giugno 2003, come lei, correttamente, ha sottolineato; si è raccomandato, altresì, di non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dal suddetto personale.
Successivamente, a seguito di intervenute rivalutazioni del compenso orario da attribuire al personale infermieristico del presidio, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria comunicava al Ministero dell'economia e delle finanze - in data 11 febbraio 2003 - che gli importi indicati nel decreto interministeriale del 10 aprile 2002 dovevano subire un necessario aggiornamento, per un impegno complessivo annuo di spesa pari a sei milioni e 830 mila...
Quindi, la questione, in questo momento, è nelle mani del Ministero dell'economia e delle finanze.
Ad ogni buon conto, si assicura che, doverosamente, questa amministrazione non si sottrarrà, comunque, all'onere di continuare a prestare tutta la necessaria assistenza sanitaria ai detenuti tossicodipendenti.
Lei ci ha detto che ha posto particolare attenzione alla questione relativa alla salute penitenziaria, ma a me risulta che nella legge finanziaria sia stato cancellato quasi il 30 per cento dei fondi destinati alla salute.
Inoltre, lei sta dando la colpa di tutto ciò alla mancata emanazione di un decreto da parte del ministro dell'economia e delle finanze. Credo che il Governo sia un organo collegiale e che non si possano scaricare le competenze e le colpe l'uno sull'altro.
La medicina penitenziaria è vittima del fatto che voi non avete a cuore questi problemi, che avete bloccato la riforma non solo e non tanto per un problema economico, ma perché nella vostra concezione il detenuto non è considerato una persona degna di cura e di prevenzione, così come, invece, accade per tutti gli altri cittadini: la situazione nelle carceri - che sta ormai esplodendo - non è oggetto delle vostre attenzioni.
Noi sappiamo che, per esempio, alcune USL non si faranno più carico, dal 1o luglio, del servizio di tossicodipendenza all'interno delle carceri, così come sappiamo, d'altra parte, che i detenuti hanno diritto a che questo servizio venga prestato.
Intendevamo avere una risposta, per questo ho già chiesto che venga avviata un'indagine conoscitiva in Commissione affari sociali. Ciò proprio per sapere i tempi e i modi del passaggio al servizio sanitario nazionale, i tempi e i modi attraverso cui questi lavoratori potranno


