Allegato A
Seduta n. 329 del 25/6/2003


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(Sezione 7 - Modalità attuative delle norme sul credito di imposta introdotto dalla legge finanziaria per il 2003)

ENZO BIANCO, BURTONE, CARDINALE, MOLINARI, LETTIERI, ANNUNZIATA, MEDURI e SQUEGLIA. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
settanta imprese operanti nella sola provincia di Catania, sostenute da Apindustrie e dall'Associazione industriali, hanno presentato ricorso al tribunale amministrativo regionale per l'annullamento del decreto ministeriale 8 aprile 2003, che disciplina le modalità attuative della legge finanziaria per il 2003 in materia di credito d'imposta;
esse rischiano gravi difficoltà finanziarie, molte addirittura la chiusura, se non verrà modificato l'ingiustificato, incomprensibile, illegittimo trattamento riservato dal ministero dell'economia e delle finanze a quegli imprenditori che avevano investito, creando nuove unità produttive e nuovi posti di lavoro, sulla base del credito di imposta introdotto nell'ordinamento dalla legge finanziaria per il 2001, voluto dal Governo Amato e fortemente apprezzato dall'imprenditoria;
nella stessa situazione si trovano centinaia di imprese operanti in Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Basilicata, Sardegna e Molise: tutte quelle che avevano effettuato gli investimenti prima dell'8 luglio 2002. Anziché usufruire del credito di imposta anche in un solo anno, come previsto al momento dell'investimento, potranno farlo in un periodo di quindici anni: cioè, vedono azzerato il beneficio che il legislatore aveva riconosciuto loro -:
cosa intenda fare il Governo per ripristinare il principio della non retroattività delle norme tributarie, per rispettare il principio di parità di trattamento tra chi aveva effettuato già investimenti prima del luglio 2002 e chi lo ha fatto dopo tale data e per evitare la grave crisi finanziaria di centinaia di imprese del Sud, «colpevoli» solo di avere creduto allo Stato e alle leggi vigenti.(3-02414)
(24 giugno 2003)