Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 324 del 17/6/2003
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Svolgimento di interrogazioni (ore 10,05).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.

(Episodi di natura intimidatoria nei confronti di sedi di alcuni sindacati nella provincia di Padova - nn. 3-00893 e 3-02382)

PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni Martella n. 3-00893 e Innocenti n. 3-02382 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 1), che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente
Il sottosegretario di Stato per l'interno, onorevole Mantovano, ha facoltà di rispondere.

ALFREDO MANTOVANO, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, le interrogazioni degli onorevoli Martella e Innocenti, alle quali rispondo congiuntamente, ripropongono il tema degli atti di intimidazione e di violenza perpetrati nei confronti di esponenti del mondo del lavoro e di sedi sindacali.
Nella mattinata del 4 giugno scorso, sono state inviate per posta ordinaria alle sedi CISL di Monselice e UIL di Padova minacce anonime su un foglio recante la stella a cinque punte e una copia dell'articolo di un quotidiano locale che dava conto del dissenso espresso dalla CGIL della bassa Padovana in ordine all'intesa raggiunta tra i rappresentanti CISL e UIL ed i dirigenti della società cooperativa agricola operante nella provincia.
Faccio un passo indietro ripercorrendo gli episodi indicati dagli interroganti. Il 9 agosto 2001 un rudimentale ordigno incendiario provocava il danneggiamento del portone d'ingresso della sede CISL di Este (Padova), mentre sullo stabile prospiciente erano state tracciate, unitamente al simbolo della falce e martello, scritte contro il Governo e le forze dell'ordine. Il 15


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aprile 2003 ignoti hanno tracciato, con vernice spray di colore blu, una stella a cinque punte, grande circa 40 centimetri, sulla targa esterna della stessa sede CISL di Este, e sulla facciata di un ristrutturando edificio adiacente scritte contrarie al progetto governativo di riforma del mercato del lavoro siglate Nta-Br-Pcc ed una stella a cinque punte.
Con riferimento a quest'ultimo episodio, gli inquirenti hanno deferito all'autorità giudiziaria una persona del luogo, indiziata anche per gli altri danneggiamenti contro una sede dell'Ulivo, ubicata nel comune di Monselice, nonché di edifici e cabine dell'ENEL situati nella zona della bassa Padovana. Durante le perquisizioni eseguite nell'abitazione dell'indagato sono stati rinvenuti una matrice per la creazione di volantini, che aveva disegnata la stella a cinque punte con la scritta «BR», nonché materiali per il confezionamento di ordigni incendiari rudimentali. Gli ulteriori sviluppi delle indagini sono coperti dal segreto.
A seguito di tali episodi, il prefetto di Padova, in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, ha disposto l'intensificazione delle misure di vigilanza nelle sedi istituzionali dei partiti e dei sindacati della provincia.
Desidero assicurare che, tenuto conto del clima di tensione che attraversa il mondo del lavoro, specie dopo le polemiche sul referendum e sul rinnovo del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici, le questure sono state incaricate di elevare le misure di vigilanza di tutti gli obiettivi sensibili, tra i quali, ovviamente, le sedi sindacali che sono state particolare oggetto di atti di intolleranza e di intimidazione nell'ultimo periodo.
Come già affermato dal ministro dell'interno di fronte a questa Assemblea il 5 giugno, nel corrente anno si è assistito ad una vera e propria proliferazione di documenti minatori contro la CISL e la UIL, alcuni siglati «brigate rosse», altri con sigle minori di impostazione marxista-leninista, altri ancora con sigle estemporanee quali «fronte popolare di liberazione - comando generale» o «nuclei armati per il comunismo».
Nell'ambito delle critiche che le brigate rosse-PCC e gruppi affini rivolgono al mondo sindacale, particolare attenzione viene da lungo tempo riservata alla CISL e ai suoi maggiori esponenti. Già nel documento di rivendicazione dell'assassinio del professor Massimo D'Antona, la CISL è additata come primo tra i sindacati a proporsi in un ruolo neocorporativo ed a rinnovarlo con il coinvolgimento dell'associazionismo e della finanza cattolica, componente politica che ha espresso il suo ruolo anche attraverso le massime figure istituzionali.
Tutte le rivendicazioni più attendibili dei numerosi episodi di intimidazione perpetrati ai danni di organizzazioni sindacali rivelano una comune matrice ideologica, una comune linea politica e sindacale fortemente avversa ad ogni ipotesi riformista e una comune intenzione di dividere il mondo del lavoro e le sue organizzazioni. Talune iniziative eversive nei confronti della CISL sono probabilmente maturate all'interno dei settori più estremisti del mondo del lavoro. La maggior parte di esse va, però, addebitata a gruppi dell'antagonismo estremo e dell'eversione di matrice marxista-leninista, che nella CISL hanno individuato il loro principale bersaglio in ragione delle scelte compiute dalla stessa organizzazione sindacale in materia di flessibilità del lavoro.
Quanto alle misure di prevenzione e di contrasto adottate per scongiurare i rischi di queste forme eversive, preciso che cinque dirigenti nazionali della CISL sono attualmente destinatari di un servizio di scorta o di tutela, mentre per altri cinque dirigenti nazionali e per tutti i segretari provinciali viene svolto un servizio di vigilanza radiocollegata esteso a tutte le sedi regionali e provinciali, nonché a numerose sezioni minori. Un servizio di vigilanza fissa è attivo a difesa della sede nazionale di Roma, di quella provinciale di Milano e della sede confederale di Sesto San Giovanni. Dispositivi analoghi e adeguati alle esigenze finora emerse sono stati attivati


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nei confronti dei dirigenti delle sedi nazionali e periferiche della CGIL e della UIL. Misure di scorta a tutela o vigilanza sono in atto anche per quattro dirigenti di Obiettivo lavoro e per tutte le 158 sedi di questa organizzazione per le quali vi è vigilanza radiocollegata.
Sono state inoltre impartite alle forze dell'ordine disposizioni precise per intensificare l'attività informativa e investigativa e per produrre periodicamente specifici punti di situazione che agevolino l'opera dei comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole sottosegretario.
L'onorevole Ruzzante ha facoltà di replicare per le interrogazioni Martella n. 3-00893 e Innocenti n. 3-02382, di cui è cofirmatario.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, abbiamo voluto rivolgere queste interrogazioni relative ad episodi avvenuti nella provincia di Padova, proprio per sottolineare che gli stessi non possono essere sottovalutati. Si tratta, infatti, di episodi che si ripetono nel tempo, nell'ambito della stessa provincia e dello stesso territorio: sono piccoli episodi, ma riteniamo che proprio la ripetitività delle situazioni renda questi fatti particolarmente preoccupanti.
Abbiamo voluto presentare queste interrogazioni anche per sottolineare un dato politico. Pur non condividendo come Democratici di sinistra-l'Ulivo le posizioni che spesso sono state assunte nell'ambito, per esempio, dell'accordo sul patto per l'Italia da parte di questi sindacati, non abbiamo assolutamente esitato a denunciare questi episodi, assumendo una posizione di solidarietà e di sostegno nei confronti della CISL e della UIL e di condanna totale nei confronti di quanti hanno compiuto questi atti minatori.
Credo vi sia un elemento di valutazione - e ringrazio il sottosegretario per averlo in qualche modo rilevato nella sua risposta - relativamente ad un territorio, quello della bassa Padovana (mi riferisco, in particolar modo, all'area di Este e di Monselice) dove tali episodi si sono ripetuti nel tempo. Se si guarda alla storia degli ultimi 15-20 anni si registra una presenza che probabilmente non è mai stata individuata fino in fondo e sgominata e che ogni tanto si esprime attraverso scritti, attentati ed episodi avvenuti nel tempo.
Sapevo, ovviamente, di quanto è avvenuto, ossia dell'arresto effettuato ad Este. Infatti, anche come Democratici di sinistra-l'Ulivo, abbiamo subìto un attentato proprio nella sede di Este e, quindi, ci siamo costituiti parte civile nell'ambito di quel procedimento penale.
Credo esista una specificità va rivolta particolare attenzione all'area della bassa Padovana e mi pare che nella sua risposta lei abbia confermato che questa sensibilità da parte del Ministero dell'interno sia assicurata.
Vi è, poi, un ragionamento di carattere generale e la ringrazio per la parte di risposta, che ho condiviso, relativa agli aspetti di sorveglianza nei confronti dei possibili obiettivi sensibili. Mi riferisco, in particolar modo, alle due organizzazioni sindacali oggetto della nostra interrogazione. Credo esista un problema di ordine più generale e complessivo riguardante la necessità del rafforzamento degli uffici della DIGOS periferici. Bisogna comprendere che siamo in una fase, sia per il terrorismo internazionale, sia per quello nazionale, che necessita di maggiori capacità di prevenzione, di attenzione e di controllo nei confronti delle aree limitrofe al terrorismo che possono rappresentare un pericolo.
Non mi soffermo su valutazioni politiche, vorrei solo rilevare che la non condivisione di opinioni espresse da un sindacato, da una forza politica o da un Governo non significa essere parte di un movimento eversivo. Vorrei sottolineare ciò perché ritengo che nella storia del nostro paese anche in passato si sia compiuto qualche errore - e parlo della mia stessa parte politica - nello spingere verso posizioni sempre più limitrofe o vicine a movimenti eversivi parti che semplicemente


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esprimevano un dissenso politico legittimo, alla luce del sole, e che nulla avevano a che vedere con movimenti terroristici eversivi.
Dunque, mi dichiaro soddisfatto per la risposta del sottosegretario, anche a dimostrazione che, laddove il Ministero dell'interno dà risposte concrete ai problemi posti dagli interroganti, non necessariamente si esprime un dissenso perché si è all'opposizione.

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