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il traffico sulle autostrade Venezia-Trieste e Venezia-Udine-Tarvisio ha assunto carattere di eccezionale, straordinaria consistenza;
il fenomeno (determinato da un considerevole, sempre maggiore sviluppo delle attività commerciali e produttive del suo naturale bacino di utenza) è destinato ad aggravarsi e a divenire ancora più acuto per i motivi di carattere interno ed internazionale che tutti conosciamo;
la questione solleva forti preoccupazioni, non solo sotto l'aspetto economico (relativo ai costi dei singoli utenti, delle imprese e della comunità nazionale), ma anche sotto quello infortunistico;
dai dati forniti dalla polizia stradale, si rileva con preoccupazione un costante aumento degli incidenti stradali (solo nei primi quattro mesi del 2002 era già stato superato del 50 per cento il numero degli incidenti verificatosi nel corso dell'intero anno precedente);
la situazione è destinata a peggiorare con l'avvicinarsi della stagione estiva;
uno dei principali motivi alla base degli incidenti stradali è costituito dalle manovre di sorpasso di mezzi pesanti e di autoveicoli trainanti caravan o rimorchi (i quali, evidentemente, non rispettano i limiti di velocità loro imposti, altrimenti non sarebbero necessarie o, comunque, possibili le manovre di sorpasso stesse);
laddove è stata posta in essere una specifica disciplina di divieto di sorpasso per i mezzi indicati (sull'autostrada A22 del Brennero, ad esempio), si è potuta rilevare una migliorata gestione del traffico, senza formazione di code ed una consistente riduzione del numero degli incidenti, nonostante un aumento del traffico di oltre il 10 per cento -:
se non ritenga di intervenire rapidamente al fine di porre in essere la disciplina di divieto di sorpasso per mezzi pesanti ed autoveicoli trainanti caravan o rimorchi (ex articolo 56 del codice della strada) sulle autostrade Venezia-Trieste e Venezia-Udine-Tarvisio. (3-02201)
(15 aprile 2003)