Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 321 del 10/6/2003
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 3961)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucchese. Ne ha facoltà.

FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente, signor sottosegretario, onorevoli colleghi, intervengo brevemente, visto che ormai si è discusso molto, per dire che la SARS è una patologia nuova e come tale ha creato una certa apprensione nell'opinione pubblica mondiale e non solo italiana. Giustamente, da parte del Governo si è intervenuto tempestivamente.
L'abbiamo dichiarato tutti in Commissione e in aula durante l'informativa del Governo su tale argomento; mi pare, quindi, che non vi siano dubbi circa la tempestività e l'importanza dell'intervento.
Ho già detto in un'altra occasione che non bisogna creare panico, ma, d'altro canto, non bisogna neanche sottovalutare l'importanza di questa sindrome poiché, come è stato ricordato anche da altri colleghi, non sappiamo ancora cosa essa rappresenti. Non si sa se si tratti di un qualcosa che può esaurirsi o peggiorare attraverso una maggiore virulenza del virus, o, eventualmente, modificarsi in corso d'opera durante gli anni; in ogni caso, noi medici ci teniamo a ribadire che l'attenzione e la prudenza non sono mai troppe.
Nel merito del provvedimento debbo sottolineare che la Commissione aveva formulato alcuni chiarimenti per rendere più incisivo l'intervento riguardo la prevenzione della SARS. Mi riferisco, in particolare, all'informazione nei confronti dei cittadini; infatti, è giusto che questi ultimi - proprio per evitare il panico a cui accennavo in precedenza - siano informati sulla reale portata di questa patologia.
Contemporaneamente era stata inoltre prevista la possibilità di praticare una vaccinazione antinfluenzale ai soggetti ultrasessantacinquenni e di fornire un'educazione continua ai medici.
Anche se tutto ciò non è stato inserito in questo provvedimento, nulla osta al fatto che rientra tra i compiti istituzionali del Ministero della salute provvedere affinché vi sia un'informazione adeguata; inoltre, gli ordini del giorno accettati dal Governo sono stati orientati in questa direzione.


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Quindi, l'impegno del Governo è quello di fornire un'informazione ai cittadini nei confronti di questa patologia; contemporaneamente, deve essere portata avanti un'educazione medica continua nei confronti degli operatori e dei medici.
Per ciò che concerne l'eventuale intervento dei medici di famiglia e dei pediatri, il fatto che questi ultimi non siano stati direttamente, ufficialmente coinvolti non significa che essi non abbiano l'obbligo di intervenire.
Io stesso sono stato medico di famiglia e penso che l'intervento dei medici debba considerarsi un obbligo; inoltre, questi ultimi stanno intervenendo, quindi non vi è bisogno di una norma specifica - così come sostenuto dall'onorevole Luigi Pepe - che intervenga nei confronti di questo settore. L'intervento, infatti, è automatico poiché rappresenta un obbligo istituzionale e deontologico del medico.
In definitiva, per quanto riguarda il controllo sui porti e sugli aeroporti mi pare sia abbastanza sufficiente, quindi concludo il mio breve intervento preannunciando il voto favorevole del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro su questo provvedimento e dando atto al Governo della tempestività e dell'efficacia dell'intervento nei confronti di questa patologia (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Virgilio. Ne ha facoltà.

DOMENICO DI VIRGILIO. Signor Presidente, nel preannunciare il voto favorevole e convinto del mio gruppo su questo provvedimento faccio presenti alcune considerazioni al riguardo.
In questo caso, il Governo ha dato prova di tempestività nell'adottare provvedimenti e misure ritenuti urgenti, al fine di dare sicurezza e tranquillità ai nostri cittadini e per contrastare in modo efficace un'eventuale epidemia di SARS nel nostro paese che finora, per fortuna, non si è realizzata.
Inoltre, la delegazione della XII Commissione affari sociali ha potuto verificare con soddisfazione - nei giorni 29 e 30 maggio - l'ottima organizzazione di tutte le fasi organizzative - sanitarie e tecniche - messe in atto negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa e nei porti marittimi di Genova e Vado Ligure.
Si sono inoltre verificate la competenza e la professionalità del personale medico, paramedico e tecnico adibito a tutte le fasi miranti alla sorveglianza e alla prevenzione della SARS.
In ultimo, si sono verificate anche la corretta applicazione delle norme e delle procedure previste nelle ordinanze del ministero della salute e la competenza del commissario delegato della protezione civile.
Mi dispiace che alcuni colleghi dell'opposizione, che hanno collaborato attivamente in Commissione e nel Comitato dei nove, abbiano calcato la mano, con due pesi e due misure, sul ruolo della protezione civile. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 aprile ha attribuito alla protezione civile un nuovo ruolo, una nuova funzione, quella di occuparsi della SARS, ma per fare ciò è chiaro che vi è la necessità di attrezzature e di risorse economiche ed umane.
Due emendamenti miravano all'utilizzazione di personale, già presente nella protezione civile, ed in parte precario, senza alcuna operazione nascosta, al buio, finalizzata all'assunzione di personale, tra l'altro, tramite concorso pubblico. La protezione civile - lo abbiamo potuto constatare - riveste un ruolo importantissimo e credo che anche di fronte ad altre calamità naturali (ricordo che la nostra protezione civile nel recente terremoto in Algeria è stata la prima al mondo a correre in soccorso delle popolazioni interessate) sarebbe ugualmente così rapida nel caso se ne verificasse la necessità.
Tornando alla nostra delegazione, nel sopralluogo abbiamo constatato l'adeguatezza dei sistemi di sorveglianza e di controllo dei viaggiatori provenienti direttamente da zone a rischio o da altri aeroporti europei o internazionali e l'efficiente


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collaborazione del personale dei vari soggetti coinvolti (non mi riferisco solo a quelli della sanità o della protezione civile, ma anche alle autorità portuali, alla polizia addetta alla dogana e ai carabinieri dei NAS).
Il provvedimento risponde positivamente, con razionalità, scientificità e concretezza, alle disposizioni dell'OMS sull'argomento, secondo anche gli aggiornamenti che, di giorno in giorno, vengono disposti dall'OMS stessa.
Occorre dare chiaro riconoscimento di grande tempestività all'Italia che, per prima, al Consiglio d'Europa ha richiamato tutti gli Stati dell'Unione europea a strategie comuni per combattere questa nuova epidemia; nella prima riunione del 6 maggio un po' di scetticismo, notato nelle altre nazioni che hanno sottovalutato tale aspetto, è poi in parte rientrato nell'ultima riunione del 2 giugno ultimo scorso.
Nell'eventualità di nuovi scenari che potrebbero presentarsi nel prossimo autunno - e che non ci auguriamo - appare indispensabile una capillare informazione dei cittadini (lo sottolineo ancora una volta), un'urgente programmazione di corsi di formazione del personale sanitario, con il coinvolgimento diretto dei medici del territorio, dei pediatri e dei medici di base ed un'efficace campagna di vaccinazione antinfluenzale; infatti, le due sintomatologie all'inizio possono essere simili e, quindi, provocare panico nei nostri cittadini i quali devono, invece, conoscere con chiarezza le caratteristiche della nuova malattia. Occorre, pertanto, invitarli ad una precoce e tempestiva vaccinazione e mi riferisco non soltanto agli anziani ultrasessantacinquenni, ma anche a tutti i soggetti a rischio.
Qualcuno ha sottolineato che il Governo si è mosso con esagerata rapidità, creando in tal modo un allarme ingiustificato; chiedo, tuttavia, a questi colleghi cosa avrebbero obiettato se fossimo stati superficiali ed intempestivi e se in Italia si fosse verificato ciò che è accaduto a Toronto (il Canada è una nazione modernissima che si trova ancora impelagata in numero di casi notevoli della malattia ed anche in un numero di morti esagerato). È proprio vero, signor Presidente, che quando non si hanno argomenti validi per criticare è meglio tacere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ercole. Ne ha facoltà.

CESARE ERCOLE. Signor Presidente, nell'esprimere un apprezzamento complessivo per il lavoro svolto dalla Commissione, vorrei ribadire il voto favorevole del gruppo della Lega nord alla conversione in legge del provvedimento in esame, riservando una riflessione conclusiva sugli aspetti del provvedimento che maggiormente incontrano il favore del nostro gruppo.
In primo luogo, vorrei manifestare una profonda soddisfazione per l'efficienza organizzativa implementata dal ministero, nell'attivazione delle strutture a vario titolo coinvolte nell'operazione di prevenzione e di monitoraggio. Non sempre, infatti, la nostra pubblica amministrazione è riuscita ad operare in modo così efficace e ad intervenire in maniera così tempestiva di fronte ad un'emergenza internazionale. Soprattutto non sempre, come nel caso in esame, un tale risultato è stato raggiunto praticamente a costo zero per il nostro erario statale; il che è sicuramente una nota di merito per i soggetti che hanno materialmente contribuito alla realizzazione di tale rete di monitoraggio, ma è anche un risultato positivo per la maggioranza di Governo che, nel suo insieme, ha consentito l'implementazione di un tale sistema organizzativo.
Vorrei segnalare anche il contributo positivo che il ministro della salute, con la sua strategia di intervento, ha portato al dibattito europeo, dove le misure anti-SARS implementate nel nostro paese sono state oggetto di un confronto reciproco fra i vari Stati membri. In emergenze internazionali quali quelle della SARS, non può infatti essere sottovalutata la rilevanza del dialogo e del raffronto con altre analoghe esperienze straniere.


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In questo ambito, ovviamente, dovrebbe ulteriormente essere intensificata l'adozione di misure armonizzate di prevenzione e salvaguardia in alcuni ambiti attualmente scoperte rispetto al rischi di SARS. Mi riferisco in particolare al pericolo di trasmissione del virus attraverso il sangue, che è stato oggetto di interventi specifici negli Stati Uniti e da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità, ma che nel nostro paese non è ancora stato affrontato in maniera organica.
È pertanto auspicabile che nei prossimi mesi sia riservata una riflessione scientifica e giuridica sul rischio di trasmissione del virus attraverso le donazioni di sangue, e che i risultati emersi da tali indagini siano frutto di un nuovo dialogo anche a livello europeo.
L'accoglimento del nostro ordine del giorno va nella direzione auspicata e basilare, ovvero la prevenzione e l'informazione, come arma vincente per la diffusione fra i cittadini di comportamenti corretti e di una consolidata consapevolezza sui rischi e sulle caratteristiche della SARS. Poi ancora, vi è la scelta di valorizzare, come hanno ricordato il sottosegretario e altri colleghi, il ruolo dei medici di medicina generale come canale di trasmissione delle campagne di informazione ministeriali e della buona prassi di condotta, che è indice dell'esigenza di un ripensamento complessivo del ruolo di tali soggetti all'interno del nostro servizio sanitario nazionale. Nell'ambito della SARS, non bisogna infatti dimenticare che proprio dai medici di famiglia derivano alcune iniziative di assoluto rilievo e che hanno indubbiamente contribuito e contribuiscono alla diffusione di una maggiore consapevolezza collettiva sul tema.
In conclusione, mi auguro che il sistema di monitoraggio e d'intervento messo in atto dal presente decreto-legge possa essere mantenuto ai livelli di efficienza attuali, anche nei prossimi mesi, e soprattutto che la centralità che in questa emergenza abbiamo dedicato alla tutela della salute, come assoluta priorità nella nostra agenda politica, possa essere assunta anche in futuro come esempio della sensibilità dell'attuale Governo nei confronti della sicurezza e del benessere dei nostri cittadini (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa rappresenta un'ottima occasione di riflessione su quella che è la tenuta del sistema sanitario nazionale, su quello di protezione civile e ed anche del sistema più complessivo dei diritti della persona rispetto a provvedimenti che limitano la libertà personale, come sono i trattamenti sanitari obbligatori; per misurare quindi, anche a fronte di un'emergenza, la tenuta di quella che è l'ordinarietà del complesso delle misure e degli interventi che sono predisposti per affrontarla.
Un'agenzia di qualche giorno fa riportava le osservazioni del ministro Sirchia, in partenza per Bruxelles, nella quale egli affermava che la minaccia, per ora scongiurata, ci è stata utile per collaudare il nostro sistema di prevenzione, che ha funzionato.
Il germe della SARS - afferma il ministro - non era il virus killer che si temeva, i pericoli sono altri. E cita: l'influenza, la malaria nell'Africa subsahariana, la tubercolosi, malattie che sono in pericolosa ascesa. Ogni anno - avverte il ministro (e mi sembra un dato interessante) - l'Organizzazione mondiale della sanità gestisce ben 50 nuove epidemie. Molte ci riguardano, perché siamo un ponte sul Mediterraneo.
Ora, io vorrei che noi prendessimo coscienza che anche il tema della SARS va analizzato e collocato nella giusta prospettiva, ricordando che l'influenza causa tra le 250 mila e le 500 mila vittime ogni anno. Perfino negli Stati Uniti d'America, le vittime per l'influenza ordinaria sono 36 mila ogni anno. Due milioni e 700 mila persone muoiono di malaria, ogni anno; si tratta soprattutto di bambini e, soprattutto, di bambini africani. Due milioni di


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persone muoiono di tubercolosi; il 98 per cento di esse vive nei paesi poveri. Nel 2002, tre milioni di persone - di cui 610 mila bambini - sono morte di AIDS.
È stata avanzata una critica al modo in cui l'Organizzazione mondiale della sanità si è posta rispetto al problema SARS, come ad altre epidemie, e la critica è questa: l'Organizzazione mondiale della sanità non ha, al centro della propria preoccupazione, tanto la prevenzione e il contrasto alle cause che producono nuovi virus, facilitano la diffusione dei medesimi ed il loro radicamento endemico. Non c'è attenzione, da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità e di molti Stati che ne fanno parte - direi la stragrande maggioranza -, al modo in cui si allevano le bestie che poi finiscono nel piatto delle persone: gli allevamenti superintensivi, l'uso indiscriminato degli ormoni e degli antibiotici, le sperimentazioni legate alle nuove terribili armi biologiche. Inoltre, non vi è abbastanza attenzione a porre in atto misure adeguate per coprire le enormi carenze di igiene: quanta di questa carenza avrà causato il rafforzamento di questi virus nei territori in cui più fortemente si sono propagati?
Non viene inoltre sufficientemente analizzato il problema dell'accesso all'acqua potabile, al sistema fognario, che non esiste in molti paesi, in cui le malattie non sono in regresso bensì in aumento, malattie che, a causa della globalizzazione, non rimangono - come qualcuno vorrebbe - all'interno di determinati confini. Inoltre, nella maggior parte dei paesi poveri non esiste un sistema sanitario né un minimo presidio medico. Quindi, se vogliamo veramente affrontare il problema alla radice, esso dev'essere collocato nei binari giusti. Invece, che cosa ha affermato il ministro di fronte al problema SARS?
Il ministro afferma: la SARS dimostra che le minacce per la salute sono sempre nuove e che la ricerca resta molto debole. Invece che porsi il problema di prevedere maggiori investimenti, nell'ambito delle varie leggi finanziarie, per la ricerca medica e biomedica, cosa propone il nostro ministro? Anziché sviluppare nuovi farmaci, è necessario allungare la durata dei brevetti, altrimenti per l'industria non è più conveniente investire. Ci sembra che, ad una giusta e condivisibile analisi, si vada nella direzione opposta: invece di rafforzare la presenza pubblica e l'intervento decisivo dello Stato nella ricerca di base, si pensa ad appoggiarsi, in maniera un po' troppo fatalistica, alla ricerca privata.
Condivido molte delle osservazioni precedentemente svolte. Non mi dilungo su ciò che è già stato espresso nel corso della discussione sulle linee generali e in queste ultime ore. Vorrei soltanto sottolineare l'aspetto più critico del provvedimento che, in ogni caso, noi Verdi ci apprestiamo ad approvare, esprimendo un voto favorevole; mi riferisco all'informazione, una questione sollevata da molti colleghi e colleghe e che avrebbe dovuto essere fondamentale in un provvedimento come quello in esame; essa, invece, è collocata in una posizione marginale, anzi viene evocata in maniera poco congrua. È stata rilevata la necessità, rispetto all'emergenza SARS, di un'informazione adeguata; ciò è fondamentale, così come lo è il coinvolgimento della rete dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, quindi della rete di sentinelle sul territorio. Evidentemente, non è sufficiente effettuare controlli nelle aree aeroportuali e portuali; non è sufficiente la diagnosi con mezzi assolutamente insufficienti di cui possiamo disporre (il test per una diagnosi efficace non è ancora a disposizione); i medici sentinella dovranno svolgere soprattutto il ruolo legato all'informazione, per tranquillizzare...

PRESIDENTE. Onorevole Zanella...

LUANA ZANELLA. ...le persone che, soprattutto con l'inizio del periodo delle influenze, possono spaventarsi di fronte ad un problema che non può assolutamente essere causa di inutile apprensione ed inutile angoscia (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Verdi-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Labate. Ne ha facoltà.

GRAZIA LABATE. Signor Presidente, signor sottosegretario, onorevoli colleghi, il gruppo dei Democratici di sinistra esprimerà un voto favorevole sul disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 103, recante disposizioni urgenti relative alla sindrome respiratoria acuta severa (SARS). Votiamo in modo convinto a favore di questo provvedimento. L'abbiamo detto con convinzione in Commissione perché è la prima volta che, rispetto a misure riguardanti anche una vicenda sanitaria di emergenza, la Commissione, su sollecitazione dei gruppi di opposizione, ha chiesto un'indagine conoscitiva, verificando sul campo l'efficacia e la tempestività dei provvedimenti adottati. Di ciò ha dato atto anche il professor Crovari, capo della task force presso il Consiglio superiore di sanità sulla vicenda SARS; egli ha dichiarato: siamo contenti che avete potuto verificare sul campo che le misure che abbiamo adottato sono effettivamente efficaci.
Di qui la convinzione che i provvedimenti adottati dal Governo sono efficaci perché verificati sul campo.
Tuttavia, ieri, nel dibattito di merito, in sede di discussione sulle linee generali, abbiamo avvertito tutti, sul tema SARS, l'esigenza di non abbassare la guardia. Se stiamo ai bollettini dell'OMS, che possiamo leggere anche nel sito dell'Organizzazione, ci rendiamo conto: che siamo pur sempre di fronte a 790 decessi e ad oltre 8.400 probabili contagiati; che l'Europa ha avuto, finora, 37 casi probabili, di cui 34 guariti, 66 casi sospetti, per fortuna nessun decesso, ed un caso locale di contaminazione da virus importato, recentemente, ad Amburgo, in Germania, per citare anche il luogo e lo Stato di appartenenza.
Quindi, il problema è che la convinzione chiama in causa la responsabilità di tutti noi a non abbassare la guardia e ad assumere il ruolo di promotori, ora che l'Italia assumerà la Presidenza di turno dell'Unione europea, affinché il sistema europeo trovi ragioni più forti di coordinamento tra gli Stati con riferimento ai virus delle malattie trasmissibili da agenti virali mutanti, come diceva il collega Giulio Conti.
Certo, possiamo dire, con soddisfazione, che i nostri casi - 9 probabili sospetti - sono tutti tornati a casa guariti; ma dobbiamo dire, con altrettanta soddisfazione, che con i provvedimenti del Governo abbiamo fatto persino di più di quello che le raccomandazioni OMS ci indicavano: abbiamo controllato anche i corridoi Schengen relativamente ai passeggeri provenienti da aree definite a rischio i quali non arrivavano con voli diretti, ma si fermavano in alcune capitali europee e poi venivano in Italia.
Bene, noi abbiamo fatto bene. Voglio dare atto alla maggioranza che abbiamo fatto bene. Il problema è quanto è stato fatto non è sufficiente perché la scienza non è in grado di dirci cosa potrà provocare questo virus mutante in associazione con l'attesa influenza autunnale (non lo sappiamo), perché l'OMS ci dice che una rete europea di sorveglianza sarà in grado di contenere sempre di più eventuali infezioni e contaminazioni e, ancora, perché sappiamo che, nell'eventualità, disgraziata e sciagurata, alla quale non voglio nemmeno pensare in termini reali, che si verifichino epidemie di questo tipo in autunno, i nostri due centri di riferimento italiani, Sacco e Spallanzani, nonostante il loro valore, non saranno sufficienti ed avremo bisogno di coordinare le azioni di tutte le nostre strutture sanitarie.
Signor Presidente, signor sottosegretario, onorevoli colleghi, il problema è che i nostri richiami, che il Governo ha accettato, come impegni contenuti negli ordini del giorno - pregherei il sottosegretario Cursi di ascoltarmi -, non derivano da una pervicace voglia di impegnare comunque il Governo, con ordini del giorno, su cose che quest'ultimo ha già fatto tutte: il Governo ha fatto un buon decreto-legge per fronteggiare l'emergenza; adesso, non deve abbandonare, nel periodo estivo, l'impegno coerente, da portare avanti con il sistema delle regioni e con i nostri operatori


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sanitari, in primo luogo medici pediatri di libera scelta e medici di famiglia, di usare il tempo che è di fronte a noi per preparare il sistema sanitario italiano a far fronte all'eventualità - sciagurata, ripeto - di un'eventuale epidemia autunnale.
Allora, se era stato tutto fatto, non ce ne siamo accorti in Commissione, perché il Governo ha approvato quegli emendamenti della Commissione che richiamavano all'azione di informazione, che richiamavano i protocolli operativi per le strutture ospedaliere. Ripeto, non voglio fare polemica, però dico che non solo non è stato fatto tutto, ma bisogna utilizzare questo tempo per fare bene e meglio in previsione dell'autunno.
Infine, Presidente, colleghi, qui si è parlato di una certa schizofrenia rispetto ad alcuni emendamenti proposti dal Governo, sui quali l'opposizione avrebbe giocato in maniera strumentale; niente affatto, signor Presidente, colleghi, sottosegretario Cursi, noi ve l'abbiamo detto già nel corso del dibattito in Commissione XII: quegli emendamenti che riguardavano la protezione civile erano emendamenti spuri rispetto al testo. Con ciò, per carità, collega Di Virgilio, io non sottovaluto affatto l'opera meritoria che la protezione civile ha svolto in questi mesi, perché l'abbiamo vista sul campo, negli aeroporti internazionali e nelle sedi portuali, però, in questo Parlamento bisogna ristabilire un principio di realtà, perché altrimenti davvero non si capisce di che cosa stiamo discutendo.
Noi ci siamo trovati in una prima fase di fronte ad un emendamento proposto dal relatore che ampliava l'organico della protezione civile a 450 unità, con alcuni dispositivi di dubbia interpretazione, visto che poi il Governo ha cancellato quell'emendamento e ha proposto un emendamento che dota di 150 unità la protezione civile. Delle due l'una: ne servivano 450, ne servono 150? Per fare cosa? Calamità naturali, eventi antropici, SARS o quant'altro. Stamattina troviamo un altro emendamento del Governo, proposto dal Ministero degli esteri, che annulla un'altra parte dell'emendamento proposto precedentemente dallo stesso Governo. Allora, colleghi, qui non si tratta di schizofrenia dell'opposizione, qui si tratta di affrontare con coerenza le questioni; un Governo ha tutto il diritto legittimo di presentare emendamenti anche ad un suo decreto-legge, ma che almeno abbiano attinenza con la materia e che poi non siano in contrapposizione tra un ministero e l'altro, tra un dicastero e la Presidenza del Consiglio, perché se no, effettivamente - non è questione di schizofrenia dell'opposizione o di uso strumentale delle argomentazioni - in quest'aula non sappiamo di che cosa discutiamo.
Quindi, bene ha fatto il Presidente della Camera a dichiarare l'inammissibilità (lo avevamo già proposto ieri). Quindi oggi diamo un voto convinto a favore del provvedimento sulla SARS, richiamando l'attenzione del Governo ad usare questi mesi per allertarci e approntare bene e meglio, perché ve n'è bisogno, tutto il nostro sistema nel caso di probabili eventi non felici nel prossimo autunno. Per questo voteremo a favore di questo provvedimento (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, parlo a titolo personale per sollevare anche un ulteriore problema che il Governo sicuramente affronterà e tenterà di risolvere, così come ha fatto con questo decreto-legge, al fine di prevenire il problema dell'epidemia da SARS. L'articolo 1 del decreto recita che per la durata dello stato di emergenza conseguente all'epidemia della sindrome respiratoria acuta severa è fatto obbligo ai passeggeri dei voli aerei provenienti dalle aree affette, come individuate dall'Organizzazione mondiale della sanità, di sottoporsi, presso gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, a controllo sanitario, e così via. Non si fa cenno ai controlli nei confronti degli immigrati


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clandestini provenienti dalle stesse zone a rischio. Noi dobbiamo porci questo problema perché ci sono delle comunità, in modo particolare quelle orientali e ancor di più quella cinese, che sono tra le più chiuse. Tale fenomeno è difficile da controllare. Io parlo dell'immigrazione clandestina, non parlo invece degli immigrati regolari i quali ormai in Italia sono organizzati e perfettamente integrati all'interno della nostra società.
Come più volte evidenziato, le stesse comunità sono interessate da fenomeni di immigrazione clandestina; è sufficiente al riguardo osservare le tante operazioni condotte dalle forze dell'ordine nei confronti della comunità dei cinesi dove si è scoperto che vi erano sfruttamento e riduzione in schiavitù di immigrati connazionali e dove, fra l'altro, esiste una fiorente attività: l'importazione di prodotti tipici provenienti dai paesi di origine. Noi dobbiamo estendere gli stessi provvedimenti, che abbiamo previsto per coloro che entrano legalmente nel nostro paese, agli immigrati clandestini provenienti da quelle zone, qualora vengano fermati, perché è importante conoscere se essi abbiano contratto o meno il virus della SARS oppure si tratti di persone che non destano, in modo trasparente, alcuna preoccupazione sotto il profilo sanitario.
Dico ciò approfittando della presenza del Governo in aula, anche perché non ho avuto il tempo di presentare un ordine del giorno al riguardo; tuttavia, è stato presentato da parte del gruppo parlamentare della Lega nord Padania un ordine del giorno e ritengo che sia chiaro che occorre adottare provvedimenti analoghi anche per gli extracomunitari immigrati clandestinamente e provenienti dalle zone a rischio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mosella. Ne ha facoltà.

DONATO RENATO MOSELLA. Signor Presidente, solo poche parole anche perché sono già intervenuto sia in sede di discussione sulle linee generali sia sul complesso delle proposte emendative riferite agli articoli del decreto-legge.
Preannuncio, innanzitutto, il voto favorevole del gruppo parlamentare della Margherita, DL-l'Ulivo. Un voto che per noi è un dovere e un segno di responsabilità perché riteniamo che nel contrastare e prevenire oggi la sindrome respiratoria acuta severa, sebbene in un momento in cui nel nostro paese non c'è un forte allarme rispetto ad altri paesi, abbiamo il dovere di fare il massimo sforzo possibile per informare e sensibilizzare la popolazione affinché, qualora dovesse verificarsi un rischio più consistente, il paese sia pronto ad affrontarlo con serenità.
Noi riteniamo che garantire la salute delle persone a rischio, intercettare e isolare i passeggeri con sintomi della malattia, ed indirizzare un'azione forte di vaccinazione verso i ceti della popolazione più deboli e verso le fasce di età che sono maggiormente esposte - anziani, bambini e malati - siano tutti fattori di civiltà che in questo momento ci devono contraddistinguere.
Desideriamo, in particolare, chiarire due aspetti. Il primo riguarda la protezione civile. Signor Presidente, noi riteniamo che non sia un caso che sia finito in questo provvedimento il tema della protezione civile; significa che c'è un bisogno, un'esigenza e delle necessità manifeste. Pertanto, diciamo al Governo: abbiate il coraggio, attraverso un disegno di legge, un decreto-legge di portare questo tema all'attenzione del Parlamento. Per quanto ci riguarda noi saremo pronti a prenderlo seriamente in considerazione. Riteniamo la rete di protezione civile di questo paese un sistema importantissimo non solo durante i momenti in cui si verificano delle calamità naturali, ma anche quando si tratta di poteri straordinari, a volte anche solo di spesa, per affrontare con tempestività alcune emergenze. Pertanto, ben venga questo rafforzamento purché esso sia fatto in modo chiaro ed evidente perché solo così noi sentiremo la responsabilità di collaborare e di dare il nostro apporto.


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Infine, dal problema della SARS, in questi mesi, noi abbiamo ricevuto un monito a prepararci, fare ricerca e formazione.
Lo dico veramente con grande senso di disponibilità e di responsabilità, interpretando il pensiero di numerosi colleghi del mio gruppo.
Vorremmo che ci fossero evitati i book o gli spot televisivi, e che su temi come la SARS si avviasse un'opera seria di formazione, partendo dalle strutture del sistema sanitario nazionale, nelle quali ancora oggi c'è molta confusione su cosa fare riguardo al personale addetto e su come farlo.
In secondo luogo, occorre attivare quella grande rete di formazione rappresentata dal sistema scolastico italiano, dalle associazioni, dai movimenti e dai gruppi, i quali, essendo vicini alla gente, possono dare risposte serie e coerenti in termini di formazione.
Ribadisco: non inventiamoci book, quaderni o altre cose che, francamente, danno il senso di uno spreco e di un'opulenza e danno anche al paese un messaggio che su certi temi non viene compreso (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Potenza. Ne ha facoltà.

ANTONIO POTENZA. Signor Presidente, alcune considerazioni di ordine generale sono state già svolte dall'amico onorevole Luigi Pepe, ed io vorrei solamente aggiungere una considerazione, che mi sembra pertinente, riferita alla grande esaltazione di alcuni, che hanno ritenuto ottimo l'intervento che il Ministero della salute ed il ministro hanno compiuto in occasione dell'inizio di questo fenomeno.
Io ritengo, invece, che il ministro abbia trattato questo fenomeno con grande superficialità, direi con spocchia, perché per circa un mese siamo stati in balia di una superficialità tale che l'Organizzazione mondiale della sanità e l'Unione europea sono dovute intervenire per la nomina di un commissario; non a caso, si parlava di questo commissario della protezione civile. Evidentemente, non vogliamo dare il giusto senso all'intervento che il Consiglio dei ministri ha dovuto adottare in questa occasione: secondo il nostro giudizio, è per incapacità gestionale da parte del Ministero della salute, di chi lo guida e anche di chi collabora, come fa l'onorevole sottosegretario, sicuro e contento che vi sia la partecipazione di tutti i deputati e di tutti i gruppi affinché il provvedimento vada a buon fine.
Vogliamo sperare che questo voto unanime sul decreto-legge sia di auspicio per il controllo del fenomeno e per l'attenzione che esso merita, soprattutto da parte del Ministero della salute e del suo vertice. Annunziamo comunque, per gli sforzi che la minoranza ha profuso, in questa occasione, nel fornire utili consigli affinché il provvedimento fosse migliorato, il voto favorevole del gruppo Misto-UDEUR-Popolari per l'Europa (Applausi dei deputati del gruppo Misto-UDEUR-Popolari per l'Europa).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giulio Conti. Ne ha facoltà.

GIULIO CONTI. Signor Presidente, vorrei parlare non proprio come un uomo di partito, bensì come un rappresentante del mondo della medicina che valuta molta positivamente l'intervento dell'onorevole Labate. Ritengo, infatti, che quando si parla di sanità e quando si adottano tempestivamente provvedimenti doverosi e dovuti, è opportuno riconoscerlo, così come ho fatto personalmente altre volte nei confronti della maggioranza di sinistra quando era al Governo. Pertanto, apprezzo un riconoscimento che non dico fosse dovuto, perché in politica non è dovuto nulla, tuttavia forse costituiva una scelta di buonsenso marciare insieme per affrontare tale problema.
Non credo si tratti di un'infezione - chiamiamola così, anche se il termine è molto improprio - molto superficiale, e ritengo che non sappiamo ciò che accadrà. Tenere alta la guardia, quindi, è un dovere


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da parte di tutti, e se il Ministero ha dimostrato di essere fino ad ora all'altezza, dovrà continuare a farlo.
Non sono molto d'accordo con quanto ha fatto la protezione civile, perché ritengo che il ministro della salute - qui viene fuori anche una mia diversa impostazione culturale ed ideologica - debba avere poteri assoluti in materia di sanità e di salute pubblica: è come il sindaco, che in materia di sanità e salute pubblica può varare delle ordinanze.
Mi pare che il ministro della salute debba avere questo potere, se l'infezione o affezione diventasse pericolosa. Egli può decidere alcune cose. Ad esempio, ritengo che il discorso delle stazioni intermedie, che non è stato affrontato molto approfonditamente, debba essere un problema di fondo e che le nazioni europee debbano collaborare rispetto a questo discorso. Non è possibile che un viaggiatore si rechi in una capitale europea, scenda, prenda la macchina e poi venga qui, essendo stato in Cina, in Thailandia, in Canada o in altri luoghi per svolgere i suoi affari. Mi sembra che, rispetto a questo discorso, il ministro della salute debba avere un potere assoluto di controllare, di vigilare e di dare anche disposizioni difficoltose per un certo periodo di tempo.
Ritengo che la salute pubblica debba essere garantita prima degli affari pubblici o privati. Questa è un'impostazione, me ne rendo conto, ma è anche un discorso che si pone rispetto all'allarme che vi è stato; quando l'infezione o affezione non si è propagata è un conto, ma se vi fosse, tale allarme sarebbe ben maggiore. Quindi, prevenire non fa affatto male e mi sembra che essere in linea con queste precauzioni sia doveroso.
Il voto di Alleanza nazionale ovviamente sarà favorevole; è un voto convinto che garantirà un rispetto ed una vigilanza a livello ministeriale e in Commissione, come abbiamo fatto, al massimo delle possibilità umane e politiche. Ritengo che anche il voto favorevole della sinistra sia un fatto molto importante del quale prendiamo atto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.

TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, vorrei preannunciare il voto favorevole di Rifondazione comunista e dare atto al sottosegretario, che prima ha parlato di schizofrenia, del fatto che non siamo schizofrenici. Abbiamo riconosciuto ieri e ribadiamo oggi come, su questo provvedimento relativo alle misure profilattiche per la SARS, il nostro Governo abbia compiuto il proprio dovere tempestivamente e in maniera sufficiente. Ciò di cui credo ci meravigliamo - e vale la pena sottolinearlo - è che queste lodi sperticate che tutti stiamo rivolgendo al Governo su tale vicenda sono dovute proprio al fatto che, per la prima volta in due anni, il nostro Ministero della salute gestisce un'emergenza in maniera tempestiva e con buon senso. Pertanto, è il raffronto con altri interventi che ci ha portato ad esprimere un giudizio così positivo.
Tuttavia, credo che il giudizio positivo vada espresso soprattutto nei confronti del servizio sanitario pubblico italiano, perché solo avendo un servizio sanitario pubblico efficiente e organizzato (come è ancora il nostro, nonostante i tentativi di demolizione e di privatizzazione) siamo riusciti a mettere in atto tutta una serie di misure profilattiche nei porti, negli aeroporti e nel paese in generale rispetto a questa emergenza che - lo ripetiamo - nel nostro paese non è ancora scoppiata (e speriamo che ciò non accada mai), ma che vedremo alla prova dei fatti in autunno quando vi saranno le epidemie influenzali.
Da questo punto di vista, credo che non vi sia bisogno delle misure proposte del Governo con riferimento a questo provvedimento nel lavoro di Commissione (a tal proposito, mi rammarico che tanto lavoro svolto in questa sede sia stato buttato al vento perché inutile; peraltro, noi come minoranza lo avevamo segnalato per tempo sia al Governo sia alla presidenza della Commissione) e delle altre misure


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previste, quali le campagne propagandistiche non mirate. Così come ha sottolineato la Commissione bilancio, non abbiamo bisogno di spendere denari per le campagne formative, perché fortunatamente abbiamo un'organizzazione di medicina generale di base e di pediatri di libera scelta e così via che possono svolgere questo lavoro di educazione sanitaria sugli stili di vita e sui comportamenti delle persone in modo più che sufficiente.
I nostri ordini del giorno miravano proprio ad utilizzare al massimo e in maniera positiva quella rete di risorse, di azioni e di capacità di cui già disponiamo come servizio sanitario nazionale.
Pertanto, se dobbiamo trarre una riflessione da questa vicenda, credo che essa riguardi proprio la necessità di sostenere ed implementare il nostro servizio pubblico affinché sia pronto, efficace ed efficiente di fronte a qualsiasi situazione.
Ci siamo permessi di dissentire - ma ciò non inficia il nostro voto positivo sulla ratio del provvedimento - sul «balletto» che il Governo ha portato avanti, sia Commissione, sia in Assemblea, in questi giorni. Infatti, ha cercato di inserire surrettiziamente una serie di provvedimenti riguardanti la protezione civile che non avevano niente a che vedere con il decreto-legge in esame. Credo che anche gli aspetti riguardanti la politica estera sarebbero stati pericolosissimi.
Non possiamo far altro che ringraziare il Presidente della Camera per aver preso in considerazione le nostre istanze e dichiarato inammissibili tutti gli emendamenti presentati dal Governo: ciò rende buono e convertibile in legge il decreto-legge rimasto in piedi. Tuttavia, ci poniamo una serie di interrogativi sul modo in cui questo Governo lavora ed improvvisa quando emana decreti-legge (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Signor Presidente, vorrei fare alcune brevissime precisazioni. La prima riguarda l'ammissibilità: come i colleghi ricorderanno io stesso dissi che avrei messo in votazione gli emendamenti del Governo, ma che questi presentavano dubbi di ammissibilità e che mi sarei rimesso all'Assemblea.
In secondo luogo, vorrei tranquillizzare il collega Ascierto e qualche altro che, forse, non ha ascoltato bene la relazione sulla trasmissibilità di tale virus che, fortunatamente, anche se non si è certissimi, finora sembra a bassa diffusione. Infatti, se si fosse trattato di virus ad alta diffusione in Cina non avremmo avuto migliaia, ma milioni di infetti.
Inoltre, il periodo di incubazione della malattia è di dieci giorni. I viaggiatori che vengono dall'oriente con le navi impiegano circa 30-35 giorni per il viaggio. Dunque, per questi il problema non esiste. Per quanto riguarda gli immigrati clandestini non penso che questi ultimi vengano con gli aerei: non credo che abbiano tale possibilità e penso che impieghino molto più. Ciò non toglie che vadano anch'essi controllati, ma sicuramente impiegano più di dieci giorni per arrivare in Italia ed, eventualmente, trasmettere la malattia. Anzi, qualora l'avessero contratta, probabilmente non arriverebbero vivi nel nostro paese per cui tale questione è quasi inesistente.
Infine, permettetemi di ringraziare personalmente tutta la Commissione perché durante l'esame del provvedimento ha dimostrato grande sensibilità e competenza. Abbiamo anche effettuato una missione per controllare le misure attuate - missione che, in un primo momento, era stata messa in dubbio e, poi, per l'insistenza mia e di tutti i commissari è stata effettuata - e ci siamo resi conto che l'Italia in questo campo si è dimostrata veramente all'avanguardia rispetto a quasi tutte le altre nazioni europee.

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