Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 321 del 10/6/2003
Back Index Forward

Pag. 19


...
(Dichiarazioni di voto - Doc. VIII, nn. 5 e 6)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.


Pag. 20


Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruzzante. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, esprimiamo apprezzamento ed accogliamo la relazione svolta, a nome del Collegio dei questori, dall'onorevole Colucci e la replica della collega Manzini. Le riteniamo molto puntuali e precise e, soprattutto apprezziamo particolarmente il fatto che esse danno risposte concrete alle domande poste dai gruppi parlamentari in sede di discussione congiunta dei documenti al nostro esame.
Non da oggi, il nostro gruppo parlamentare pone, con forza, la questione dei criteri di rigore in ordine al controllo della spesa, ai criteri di economicità e, soprattutto, al criterio della trasparenza. Lo dobbiamo innanzitutto a tutti i cittadini italiani ai quali dobbiamo rispondere dell'uso delle nostre risorse; ma, proprio perché nell'affrontare i temi connessi al bilancio della Camera abbiamo da sempre posto queste priorità, ci sentiamo con altrettanta forza in dovere di respingere quell'attacco demagogico alle nostre istituzioni democratiche.
I costi della politica e il costo per far funzionare le nostre istituzioni democratiche non possono rappresentare di per sé, come qualche autorevole testata giornalistica ha inteso fare in questi giorni, un elemento di spreco; sarebbe veramente interessante che le stesse testate andassero a verificare con altrettanto spazio e forza di denuncia quello che avviene - lì, sì, con meno trasparenza -, ad esempio, all'interno dei nostri ministeri, in termini di spesa discrezionale del singolo ministro o in termini di consulenze esterne. Non è, comunque, nostra intenzione partecipare a questo gioco demagogico dell'assalto al bilancio della Camera: chiediamo rigore e trasparenza, ma rifiutiamo l'antipolitica che, spesso, raggiunge il solo scopo di aumentare la sfiducia nelle regole della nostra democrazia e ottiene un allontanamento dei cittadini dalla partecipazione attiva.
Come ha già ricordato nel suo intervento, durante la discussione congiunta, il vicepresidente Innocenti, oggi è sicuramente accresciuto, rispetto a quindici anni fa, il ruolo della Camera dei deputati e dei gruppi parlamentari che, spesso, debbono assolvere ad una duplice funzione - quella legislativa e quella politica - con un rapporto diretto con i cittadini; rapporto che, in passato, veniva maggiormente assolto dai partiti politici. Questo è quello che è successo e quello che ha mutato il ruolo e la funzione di un singolo deputato e dei gruppi parlamentari. È innegabile, infatti, che un sistema elettorale che lega tutti i parlamentari presenti in quest'aula ad uno specifico territorio, qual è il collegio o la circoscrizione elettorale (per gli eletti con il sistema proporzionale), oggi più di ieri, fa assumere al deputato un nuovo ruolo. Si tratta, infatti, di un rapporto più diretto con i cittadini del territorio che esso rappresenta; spesso è il deputato il terminale che dà risposte alle associazioni di categoria, alle associazioni del cosiddetto terzo settore, ai privati cittadini, e organizza la domanda che queste associazioni pongono alle istituzioni, anche attraverso atti di sindacato ispettivo o attraverso proposte di legge.
Questa attività parlamentare, insomma, consente di rendere più vicine le nostre istituzioni alle domande poste dai cittadini; fornire una risposta a questa nuova esigenza significa, quindi, indirettamente dare una risposta al cittadino.
Anche se questa non è la sede - mi rivolgo al Presidente della Camera - desidero, tuttavia, ricordare che è necessario che il Governo rispetti fino in fondo il rapporto con il Parlamento, in particolar modo, con i deputati. Mi riferisco, ad esempio, ai tempi di risposta agli atti di sindacato ispettivo. Abbiamo più volte denunciato che nel corso di questa legislatura, nonostante le sollecitazioni della Presidenza, il Governo ha fornito un numero minore di risposte agli atti di sindacato ispettivo rispetto alla passata legislatura (vi è un calo del 30 o del 40 per cento). Le ripetute assenze al question time da parte del Premier o del Vicepremier, inoltre,


Pag. 21

non sono solamente un problema di applicazione del nostro regolamento o di mancanza di rispetto istituzionale: le mancate risposte o i tempi troppo lunghi alle interrogazioni presentate da un deputato rappresentano una mancanza di rispetto nei confronti di quei cittadini che hanno sollecitato quelle interrogazioni.
Non vi è ombra di dubbio - e qui voglio rivolgere un plauso all'intera Presidenza e al Collegio dei questori - che numerose delle iniziative avviate sin dalla passata legislatura e proseguite efficacemente in questa si sono poste proprio l'obiettivo di ridurre la distanza tra le istituzioni ed il cittadino, avvicinandolo alla Camera dei deputati. Lo voglio fare in maniera molto sintetica, ma vorrei portare l'esempio delle mostre, citato dall'onorevole Colucci nella sua relazione, vale a dire il modo con cui abbiamo saputo valorizzare il patrimonio artistico e culturale presente all'interno del palazzo di Montecitorio: la mostra sul «Satiro danzante», con le decine di migliaia di cittadini che hanno visitato questa bellissima esposizione all'interno della Camera; le visite guidate di privati cittadini o di cittadini organizzati; i viaggi studio per le scolaresche, che rappresentano un momento di conoscenza e di approfondimento delle regole di funzionamento della Camera e della Costituzione repubblicana.
Su questo aspetto, mi sento di aggiungere uno stimolo: anni fa venne intrapresa un'iniziativa che ritengo vada riproposta, anche se pensata in termini diversi, vale a dire la presentazione di proposte di legge che nascevano nel territorio e nelle scuole - l'iniziativa si chiamava «Ragazzi in aula» -, che si concludeva con una proposta di legge avanzata dai ragazzi e da essi stessi votata, che il Parlamento avrebbe successivamente discusso. Si trattava di un modo concreto non solo per garantire un aspetto educativo nei confronti dei giovani - che si trovavano «costretti» a presentare proposte di legge -, ma anche per far contare un po' di più le giovani generazioni nel nostro dibattito politico e parlamentare, facendole pesare nei nostri processi decisionali. Numerose delle proposte degli studenti italiani, infatti, sono effettivamente diventate leggi dello Stato, e dunque credo che, da questo punto di vista, questo stimolo vada recuperato.
Non parliamo poi del lavoro che è stato svolto e che verrà svolto rispetto ad Internet. Non dimentichiamoci, infatti, che rispetto a vent'anni fa, oggi Internet garantisce trasparenza e rapidità nelle informazioni a qualsiasi privato cittadino, il quale è in grado di conoscere in tempo reale ciò che diciamo in quest'aula, quello che decidiamo nelle Commissioni e quello che votiamo all'interno dei provvedimenti discussi dall'Assemblea.
Vorrei ricordare, inoltre, che il sito Internet della Camera è uno dei pochi siti istituzionali - almeno lo era, perché forse oggi anche le altre istituzioni si sono adeguate - accessibile ai diversamente abili, e che quindi presta attenzione nei confronti delle persone che hanno maggiori difficoltà di accesso alle informazioni.
So che è in atto un ripensamento del sito dal punto di vista sia grafico, sia dei contenuti; se posso permettermi un suggerimento, vorrei che il nuovo sito sia «meno Camera e più deputati». L'impressione che infatti abbiamo avuto durante l'utilizzo di questo sito, ad esempio, è che l'accesso alla casella del deputato o alle iniziative da esso svolte è un labirinto, poiché si devono compiere quattro o cinque passaggi. Ritengo, allora, che nella home page debba esservi un accesso diretto, in modo tale che il cittadino possa districarsi con più rapidità e riesca ad avere direttamente un accesso nel rapporto con il deputato e con la sua attività legislativa e parlamentare.
Da questo punto di vista ritengo anche che sia fondamentale il lavoro svolto in termini di ripensamento dell'uso di questi strumenti informatici.
Quello che proponiamo è anche l'utilizzo della connettività audio-video, attraverso il ricorso alle videoconferenze che possono consentire al parlamentare di essere


Pag. 22

ancora più vicino al proprio territorio, e l'utilizzo dell'ADSL per poter accedere alla propria casella di posta elettronica.
Sono state avanzate proposte, da parte dell'onorevole Grillini e di tanti deputati presenti in quest'aula, relativamente alla possibilità di accesso a postazioni informatiche anche in Assemblea durante i lavori parlamentari e credo che anche questa sia una valutazione che possa in qualche modo essere svolta.
Sicuramente, va sottolineato l'aspetto relativo alle dotazioni informatiche ai deputati e ai gruppi, quello relativo ai corsi informatici per i deputati ed ai corsi di aggiornamento per il personale dei gruppi. Vi inviterei a proseguire in questa direzione perché sono sicuramente elementi importanti.
Infine, l'ultimo aspetto che vorrei toccare, al fine di rendere la Camera dei deputati più vicina ai cittadini, concerne il canale satellitare. Anche questa è un'iniziativa posta in essere nella passata legislatura, ma so che avrà ulteriori sviluppi. Ritengo sia uno strumento molto importante che consente di portare i nostri lavori di Assemblea e di Commissione nelle case degli italiani e credo che ciò sia importante per rendere ancora più trasparenti i nostri lavori.
Il canale satellitare ha una potenzialità enorme, perché possiamo utilizzarlo durante le 24 ore del giorno e non solo limitatamente alle ore di attività dell'Assemblea. Certo, si pone il problema della correttezza dell'uso di questi spazi, perché ovviamente esso deve rimanere uno strumento di tipo istituzionale.
Allora, ci domandiamo se tutto questo abbia un costo. Credo di sì ed è ovvio; lo abbiamo spiegato in questi due giorni di discussione del nostro bilancio. Certamente, vi è stato un incremento dei costi del funzionamento della Camera, ma ciò ha consentito di raggiungere un risultato politico importantissimo: avvicinare i cittadini alla politica e alle istituzioni, il rispetto e la conoscenza delle nostre regole. Tutto questo sicuramente ha un prezzo, ma è un valore intrinseco che ritengo sia giusto perseguire.
Anche quest'anno abbiamo voluto porre tali questioni attraverso gli ordini del giorno che sono stati accolti e per questo ringrazio il Collegio dei questori e la Presidenza. Come sempre, abbiamo posto temi che ritengo assolutamente importanti come la questione degli spazi per i gruppi. Abbiamo compreso bene la replica del questore Manzini, ma solleviamo un problema: aumentano, infatti, le competenze a carico dei gruppi. Ad esempio, per quanto riguarda il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo (credo che lo stesso valga anche per gli altri gruppi), abbiamo rafforzato gli uffici legislativi ed economici e, quindi, credo che essi necessitino di spazi adeguati per poter dare una risposta qualitativa.
Abbiamo posto il tema degli standard qualitativi. A tal proposito, vorrei sottoporre all'attenzione del Collegio dei questori un problema. Ad esempio, non è possibile che per la stampa di una proposta di legge d'iniziativa parlamentare passino anche 60 giorni e la stessa non si possa trovare nel sito Internet finché il deputato non riceve il testo. Credo che, da questo punto di vista, dobbiamo stabilire standard qualitativi che valgano per qualsiasi deputato e, considerato che oggi possiamo anche fornire la proposta di legge su file con strumenti informatici, ritengo che 60 giorni sia un tempo assolutamente eccessivo.
Condividiamo, invece, la proposta del rafforzamento del servizio studi, soprattutto per quel che riguarda la comparazione con la legislazione comunitaria e le riforme costituzionali sul federalismo. Crediamo che questo sia un aspetto molto importante.
Vi è poi un tema che riguarda la Presidenza della Camera e che, però, è interconnesso agli standard qualitativi del lavoro di ciascun singolo deputato: mi riferisco al lavoro delle Commissioni parlamentari, siano esse permanenti o bicamerali. Riteniamo che non si possa continuare ad applicare un metodo che costringe


Pag. 23

le Commissioni a ricavarsi spazi all'interno del lavoro dell'Assemblea. Crediamo che il lavoro di Commissione debba essere rivalutato positivamente perché ritengo che ciò sia assolutamente importante ed aiuti tutti a lavorare meglio.
Per concludere, sono state poste alcune questioni in altri ordini del giorno. Ne ricorderò due: la prima è stata proposta dall'onorevole Boccia - ed abbiamo sottoscritto tale ordine del giorno - e riguarda il collegamento tra la Commissione bilancio e la banca dati della Ragioneria generale dello Stato. Credo che questo tema vada posto con grande attenzione. Più volte abbiamo sollevato nell'ambito della discussione della legge finanziaria, ma non solo, il problema della copertura economica dei provvedimenti. Dunque, credo si tratti di una proposta da valutare attentamente.
Per quanto riguarda la seconda questione, signor Presidente, mi permetto di rivolgermi direttamente a lei perché si tratta di un impegno da lei assunto sul sistema di votazione. Ci permettiamo di ricordare che siamo nell'era informatica e possiamo garantire certezza sulla presenza in aula e sul voto espresso da ciascun deputato. Credo che le contestazioni sul voto non rappresentino un elemento di dignità per le nostre istituzioni. Oltretutto, dobbiamo essere coerenti con leggi approvate in quest'aula, anche se da noi non condivise, che garantiscono l'identità delle persone. Dunque, ritengo si debba essere conseguenti: anche l'identità dei deputati va garantita.
Signor Presidente, in conclusione mi consenta, a nome di tutto il gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di ringraziare tutto il personale della Camera: dai funzionari alle commesse ed ai commessi, agli operai e agli apparati tecnici. Tutti i dipendenti della Camera esprimono una grande professionalità che va valorizzata - come ricordava ieri il collega Innocenti - e, soprattutto nei momenti in cui è più alto lo scontro politico, rappresentano una garanzia per il lavoro di tutti noi (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boccia. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, il gruppo della Margherita, Democrazia è Libertà voterà a favore del conto consuntivo 2002 e del progetto di bilancio per il 2003. Con ciò intendiamo anche esprimere un plauso ed il ringraziamento ai questori Colucci, Manzini e Ballaman per il buon lavoro svolto e per l'impegno a continuare nella direzione intrapresa anche quest'anno.
L'apprezzamento va, ovviamente, all'Ufficio di Presidenza che ha espresso un indirizzo unitario di gestione assicurando un'efficace ammodernamento della macchina amministrativa ed il buon funzionamento della Camera. Il nostro plauso va al Segretario generale, dottor Zampetti, che dirige la struttura assicurando il raggiungimento di traguardi sempre più avanzati, di qualità e di quantità, e garantendo l'imparzialità dei servizi, ed a tutto il personale della Camera che svolge i propri compiti con grande dedizione e professionalità.
Il bilancio di previsione per gli aspetti più strettamente contabili contiene novità importanti che apprezziamo particolarmente: si avviano le procedure per avere finalmente, a partire dal prossimo anno, il conto del patrimonio; si mantengono le spese effettive al di sotto delle entrate effettive; si riduce considerevolmente il disavanzo di amministrazione.
Per la parte programmatica vi sono misure in grado di adeguare l'attività amministrativa alle nuove esigenze di funzionalità dell'istituzione parlamentare. Sottolineiamo, in particolare, le positive azioni di informatizzazione e tutta una serie di efficaci iniziative per accrescere la comunicazione istituzionale e per far conoscere ai cittadini l'attività del palazzo.
Abbiamo segnalato tante questioni ed abbiamo ricevuto risposte puntuali ed


Pag. 24

esaurienti. Insistiamo su tre aspetti che ci sembrano meritevoli di attenzione: la convenienza ad acquistare le sedi degli uffici tenuti in fitto; la necessità di trovare una soluzione per il parcheggio; l'opportunità di accrescere le occasioni di aggiornamento professionale dei nostri funzionari.
All'interno del progetto di bilancio e della relazione sullo stato dell'amministrazione vi è una linea che condividiamo pienamente: tenere alta la qualità dei servizi per tenere alta la qualità della legislazione. Per questo assicuriamo, oltre al sostegno, anche la nostra fattiva collaborazione.
Il deputato vive una condizione sempre più competitiva: da una parte, a causa dell'aumentata complessità e vastità dei fenomeni, il deputato deve sempre più accrescere il proprio grado di conoscenza e di esperienza, se vuole mantenere il controllo delle questioni; dall'altra, a causa della maggiore domanda di partecipazione della gente, il deputato deve sempre più misurarsi sui contenuti propri del rapporto di rappresentanza. È evidente che, se vuole reggere il confronto in ragione delle sue responsabilità e compiere la propria missione con la migliore qualità, il deputato deve ottenere dalle istituzioni ogni indispensabile e moderno supporto. Ma è la Camera nel suo complesso che è chiamata sempre più a misurarsi nelle relazioni estere, con le nuove istituzioni internazionali, con le classi dirigenti delle altre nazioni e con la formazione ascendente e discendente della legislazione europea. È la Camera che è chiamata nel suo complesso a comunicare con i cittadini in modo sempre più efficace, per mantenere un rapporto stretto con il paese reale. Un'amministrazione di qualità efficace ed efficiente, preparata ed informata, è indispensabile per un grande paese che vuole affrontare l'epoca della globalizzazione guadagnando credibilità all'esterno e fiducia nei propri cittadini.
Signor Presidente, è evidente che tutto ciò ha un senso se vi è un buon funzionamento istituzionale. Vi sono aspetti che non vanno, per i quali occorre provvedere. Comincio dagli orari di lavoro: ogni settimana, i colleghi devono aspettare la nota per conoscere in che giorno e a che ora si cominciano i lavori e non si sa mai quando si finisce; il lavoro delle Commissioni è ormai costretto sovente nei buchi dell'ora di pranzo o al termine dell'Assemblea e spesso le Commissioni si riuniscono durante i lavori dell'Assemblea (cosa che continuano a fare regolarmente le Commissioni bicamerali). Arrivano frequentemente in Assemblea provvedimenti senza che essi siano stati compiutamente esaminati da parte delle competenti Commissioni: sovente vengono inclusi all'ordine del giorno prima del parere della Commissione bilancio e di quello del Comitato per la legislazione, così come capita che, per la fretta, a volte non siano stampati i relativi pareri nel fascicolo. Molte leggi, di conseguenza, si definiscono in aula ed è sintomatico che sia aumentato il numero delle terze letture.
Con riferimento, poi, al meccanismo per l'espressione di un solo voto, stiamo ancora attendendo una doverosa soluzione. E potrei continuare. Lei, Presidente, conosce le questioni, poste ormai da tempo. Ormai, su di esse, abbiamo due regolamenti: quello ufficiale e, ahimè, quello in uso dei cosiddetti precedenti. Nell'ultima riunione della Giunta per il regolamento, ella, signor Presidente, ha posto alla nostra attenzione una serie di problematiche; mi auguro che l'occasione del loro esame segni un punto di svolta.
Mi consenta, Presidente: nella vita delle istituzioni la forma è sostanza. Nel rispetto rigoroso delle regole si garantiscono i diritti della maggioranza e dell'opposizione. Con un ordinato svolgimento dei lavori si assicura la qualità della legislazione. È interesse di tutti - e sono certo che lo sia in primo luogo del Presidente - tenere alto il profilo dell'attività della Camera e dunque sono fiducioso che prenderemo la strada giusta. Ciò, peraltro, è già avvenuto con riferimento alla presenza del Presidente del Consiglio al question time. Le do atto, Presidente, di una ferma posizione, che mi auguro trovi corrispondente sensibilità istituzionale - e per qualche verso democratica -, così come le do


Pag. 25

atto volentieri dell'impegno a tenere in posizione di terzietà gli organi di garanzia che operano all'interno della Camera.
Riconosco il suo impegno, anche conclamato, a difesa delle prerogative del Parlamento. Tuttavia, Presidente, mi consenta di rilevare, in modo costruttivo e collaborativo, che in presenza delle continue prevaricazioni e provocazioni dell'esecutivo e del suo Presidente, sarebbe necessario elevare margini più solidi. La legislazione delegata va assumendo carattere di ordinarietà. È capitato che il calendario fosse sottomesso ai bisogni del Governo e alle scadenze di casi personali. Si consentono andamenti ed emendamenti di dubbio collegamento con la materia trattata.
Si tollerano - e vedo che ciò oggi non accade - trasgressioni della Costituzione (basti guardare ai voti sulle questioni pregiudiziali che noi presentiamo o in dissenso dei pareri del servizio bilancio). Ma soprattutto si è fatto finta di niente dinanzi ai giudizi pesanti, finanche di inutilità o di noncuranza, nei lavori della Camera.
Mi perdoni, signor Presidente, vorremmo sentire più alta e più forte la sua voce.
Concludo con un pensiero sul ruolo del Parlamento. Ho letto con interesse una recente pubblicazione della Camera, contenente una serie di verifiche di professionalità dei consiglieri parlamentari. Vi sono contributi di analisi che, direttamente o indirettamente, lasciano intravedere uno stato di malessere circa il ruolo del Parlamento.
La funzione di rappresentanza non è affatto più monopolio parlamentare. Le aule parlamentari non sono più la sede di maggiore autorevolezza della comunicazione politica e del dibattito. Il Parlamento ha perso progressivamente la specificità e l'esclusività della funzione legislativa. L'invasività politico-legislativa dell'Unione e l'espansione politico-legislativa delle regioni rideterminano lo spazio del Parlamento. La compressione del potere esecutivo, sempre più egemone nel nascente sistema maggioritario, mette in discussione il Parlamento. L'affermarsi, proprio in questa sede e in questa fase, di un populismo presidenzialista, ricco di stravaganze istituzionali e forzature costituzionali che, superficialmente, ha anche irriso il Parlamento, additato come luogo di perditempo, mette seriamente in discussione il suo ruolo.
Credo sia proprio maturo il tempo di aprire, in questa sede, una profonda riflessione per affermare - e ce n'è bisogno - che il Parlamento è la sede più alta e significativa a garanzia dei valori fondamentali della democrazia e - come dice il collega Gerardo Bianco - il luogo centrale nel quale maggioranza e opposizione cercano, nel rispetto reciproco, le soluzioni ai problemi che animano la comunità.
Il nostro contributo alla discussione e il nostro voto favorevole sui documenti di bilancio si pongono in questo quadro generale di fiducia nel parlamentarismo (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Leone. Ne ha facoltà.

ANTONIO LEONE. È chiaro che la discussione sul bilancio interno costituisce, come sempre, un'occasione di riflessione sull'organizzazione complessiva e sul funzionamento dell'apparato a supporto dell'attività parlamentare. È per questo che, innanzitutto, desidero rivolgere veramente un sincero ringraziamento ai tre questori presenti in aula, i colleghi Colucci, Ballaman e Manzini, in particolare per la chiarezza dell'intervento introduttivo del collega Colucci, che ritengo sia frutto dell'intero collegio, e della replica della collega Manzini.
L'intervento del questore Colucci, che strettamente si ricollega al contenuto dei documenti già da tempo a nostra disposizione, e le repliche degli altri questori, che bene hanno colto il senso degli interventi svolti, hanno consentito - e ne sono riprova gli interventi che mi hanno preceduto - all'Assemblea di disporre di un quadro chiaro ed organico dell'azione amministrativa.


Pag. 26

Essa diviene nel tempo sempre più articolata e più complessa, da un lato per il progressivo adeguamento dell'ordinamento camerale alla normativa generale (penso anche, sotto questo profilo, al volume pubblicato già due anni or sono, che raccoglie tutti i regolamenti interni e che, da solo, dà il senso dell'intera complessità), dall'altro per l'arricchirsi delle esigenze cui l'amministrazione è chiamata a far fronte.
I risultati raggiunti appaiono complessivamente positivi. Ricordo, in primo luogo, l'evento unico rappresentato dalla visita del Santo Padre presso la Camera, che ha dimostrato l'efficienza e la dedizione della struttura amministrativa.
Penso, poi, a tutti gli eventi culturali che assicurano ai cittadini importanti occasioni di incontro e di collegamento e a tutta una serie di interventi, quali il potenziamento dei servizi informatici a supporto dell'attività parlamentare, l'impulso dato al programma di riqualificazione degli uffici dei gruppi parlamentari, la realizzazione della nuova sede per l'agenzia di stampa nella ex sala della CIT presso l'ingresso principale di Montecitorio, la razionalizzazione dei servizi di ristorazione attraverso la creazione del nuovo punto di gastronomia veloce al piano terra, il restauro delle facciate del complesso palazzo dei gruppi-palazzo della Missione.
Come dicevo prima, si tratta di risultati positivi che si pongono in una linea di sviluppo rispetto agli obiettivi già conseguiti nel precedente esercizio finanziario. Da questo punto di vista, non può che essere apprezzata la linea di continuità che questo Collegio ha inteso imprimere alla sua azione (rispetto a quella condotta dal Collegio della passata legislatura) nella consapevolezza che, al di là del dibattito politico che assume talvolta toni anche aspri, vi sono valori che vanno preservati nell'interesse di tutte le parti politiche. Tra questi valori, un posto primario va riservato alla stessa amministrazione della Camera.
Sotto questo profilo, un altro importante documento è costituito dalla relazione sullo stato dell'amministrazione per il 2002, che dà conto degli sviluppi organizzativi connessi alla realizzazione degli interventi indicati nella precedente relazione. Si tratta di interventi che si proiettano nel tempo e che, pertanto, hanno trovato in quell'anno e troveranno in prospettiva la loro attuazione. La relazione per il 2002 ci aiuta comprendere come vi sia un costante impegno dell'amministrazione a riflettere su se stessa, per individuare i modelli organizzativi che rispondano maggiormente alle esigenze di flessibilità proprie di una struttura a supporto dell'attività parlamentare.
Certamente, esistono margini per un miglioramento dell'azione amministrativa e di questo sono testimonianza gli stessi obiettivi contenuti nella predetta relazione e ripresi dal Collegio dei questori che, con l'equilibrio che finora ha contraddistinto la sua azione, saprà procedere nella giusta direzione, avendo di mira l'obiettivo di consentire il più utile esercizio delle funzioni parlamentari.
Rivolgo, comunque, un ringraziamento non soltanto al Collegio dei questori ma anche al Segretario generale, che con profonda preparazione e dedizione guida l'amministrazione, e alle diverse professionalità del personale per il costante impegno profuso al servizio delle istituzioni democratiche.
Una sola chiosa finale. Ho ascoltato con piacere gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto e che hanno toccato temi che, forse, in questo contesto servono soltanto come apripista per problemi che, naturalmente, non coinvolgono l'azione dell'amministrazione della Camera ma che sono legati ad un miglior funzionamento e ad una migliore regolamentazione dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni, come il collega Ruzzante ha giustamente sottolineato. Lo stesso discorso vale per altre questioni che riguardano non certamente l'amministrazione della Camera, ma una necessaria rivoluzione. Le lamentele e gli appunti proposti in questa sede, evidentemente, esprimono l'esigenza di riformare il nostro regolamento, di snellire la farraginosità di alcune procedure, di eliminare


Pag. 27

inutili contesti che possono portare a perdite di tempo e, forse, ad un lavoro maggiore anche per la stessa Amministrazione. Vedo in questo il collegamento. Ringrazio ancora i questori per il lavoro svolto e preannunzio il voto favorevole dei deputati di Forza Italia (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.

TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, la dichiarazione di voto a nome dei deputati di Rifondazione comunista sarà molto breve perché già nella discussione sulle linee generali di ieri ho forse approfittato un po' troppo.

MARCO BOATO. Voce!

PRESIDENTE. L'onorevole Boato e alcuni colleghi non sentono.

TIZIANA VALPIANA. Dicevo che sarò molto breve nella dichiarazione di voto perché ho approfittato troppo della disponibilità dei questori e dei colleghi, ieri, nel corso della discussione sulle linee generali. Devo dire, con soddisfazione, che tutti i punti che ho enumerato, forse un po' puntigliosamente, e su cui ho richiesto l'attenzione del Collegio dei questori, hanno ottenuto un'attenzione particolare ed una risposta positiva. Di questo li ringrazio.
Credo che l'aspetto principale sia il seguente: attraverso la predisposizione del conto consuntivo e del bilancio di previsione per l'anno prossimo, stiamo evidenziando quanto i cittadini che ci hanno eletto e che hanno dato fiducia ai partiti che ci hanno candidato siano messi in grado di valutare come sia gestito, all'interno di questa Camera, il costo della democrazia e delle istituzioni.
Io credo che noi dobbiamo essere consapevoli del fatto che dobbiamo avere il coraggio delle decisioni che prendiamo qui dentro e che dobbiamo difenderle, anche di fronte a chi intende evidenziarne gli aspetti strumentalizzabili, come è successo anche in questi ultimi giorni. I cittadini devono essere messi in grado di conoscere i costi della democrazia e soprattutto di controllare che questi costi siano effettivamente sostenuti per garantire il lavoro legislativo e l'agibilità democratica nel nostro paese. A me sembra che l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei questori, quest'anno, nello scorso esercizio, abbiano lavorato in questo senso e va dato atto di questo impegno assieme a quello di tutta l'amministrazione, che sta lavorando per avere una capacità di programmazione che tolga spazio sia alle scelte emergenziali, sia a quelle discrezionali.
Mi sembra che le risposte siano state particolarmente esaurienti e positive rispetto ad alcuni dei temi che ieri avevo proposto: in particolare, sull'abbattimento delle barriere architettoniche - su cui credo che vada dato atto di quanto questo palazzo, anche sul piano fisico, oltre che su quello dell'informatica, si sia aperto il più possibile ai cittadini - e sulla questione dell'informazione dei cittadini. Credo siano state viste nella giusta ottica sia la questione dell'informazione attraverso Internet, sia quella dell'informazione televisiva. Questo anche perché io credo che dobbiamo lavorare tutti qui dentro, dal Presidente all'ultimo dei dipendenti, quindi, compresi tutti i parlamentari, perché i mai sopiti rigurgiti di antiparlamentarismo e di antidemocrazia che esistono in questo paese - i quali a volte, purtroppo, vengono da pulpiti da cui non dovrebbe arrivare che plauso per il lavoro del Parlamento - vengano rintuzzati.
Pertanto, senza perdere tempo e dilungarmi in ringraziamenti, credo che, al di là della retorica, sia evidente a tutti un ringraziamento veramente sentito a chi ha collaborato in primis alla gestione di questo bilancio e a tutti coloro che al meglio delle proprie possibilità lavorano per la maggior trasparenza di questa istituzione e per la maggior qualità del nostro lavoro (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).


Pag. 28

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.
Prima di passare al voto sul consuntivo, desidero soffermarmi, come di consueto, su alcuni aspetti dell'attività della Camera nell'anno trascorso, in altre parole, dal giugno del 2002 quando fu approvato il precedente bilancio interno. Questo periodo è stato di particolare intensità ed importanza sia dal punto di vista del lavoro parlamentare sia per gli eventi che hanno caratterizzato la vita della Camera.
Il pensiero va innanzitutto alla visita al Parlamento italiano di Sua Santità, Giovanni Paolo II, che ha rappresentato un momento eccezionale per l'istituzione parlamentare e, in particolare, per la Camera dei deputati, che ne ha curato l'organizzazione. La presenza del Papa in quest'aula e le parole che egli ha rivolto a tutti noi hanno costituito uno straordinario momento di sintesi tra la più alta tradizione religiosa e spirituale del nostro paese e la principale istituzione rappresentativa della nazione. Nella sede della sovranità popolare l'elevato magistero del Papa ci ha trasmesso un messaggio di nobiltà della politica invitandoci a ritrovare la parte migliore di noi stessi per metterla al servizio della comunità nazionale.
Questo richiamo si inserisce in un contesto di forte dialettica tra le forze politiche che ha visto il Parlamento rappresentare tensioni e contrasti che hanno attraversato il paese sui maggiori temi della politica: la guerra e la pace, l'economia, il lavoro, la giustizia, l'informazione, la scuola. Posso tuttavia affermare, con serena convinzione, che vi è stato un impegno comune della Presidenza e dei gruppi affinché l'attività parlamentare si svolgesse in un clima di massima correttezza e di rispetto reciproco, nella salvaguardia dei diversi soggetti coinvolti nella dialettica parlamentare.
La Camera dei deputati è stata fortemente impegnata quest'anno sul piano legislativo e su quello del controllo e dell'indirizzo politico. L'attività svolta è stata intensa, sia in Commissione che in Assemblea. Nell'ultimo anno - dal 1o giugno 2002 al 31 maggio 2003 - l'Assemblea ha tenuto 165 sedute, con un totale di circa 1.000 ore. Il numero di sedute nelle Commissioni permanenti è stato 3.226; notevole l'attività delle Commissioni di inchiesta che hanno tenuto 144 sedute per 280 ore. A quest'ultimo proposito voglio sottolineare un dato: le Commissioni parlamentari di inchiesta godono di peculiari forme di autonomia - come sancito dall'articolo 82 della Costituzione e sottolineato anche dalla giurisprudenza della Corte costituzionale - in virtù delle quali né le Camere stesse né i Presidenti possono in alcun modo interferire nella loro attività. In questa autonomia rientra anche la scelta di avvalersi dell'opera di consulenti esterni, affinché possano dare adeguato supporto ai delicati compiti istituzionali di queste Commissioni. Tuttavia, va valutato che il numero di tali consulenti è da rapportare alle effettive necessità di ausilio delle Commissioni e che il loro ruolo non deve interferire con l'esercizio delle funzioni istituzionali proprie dell'organo parlamentare. Infatti, occorre tenere costantemente presenti le finalità che nel nostro ordinamento sono assegnate all'inchiesta parlamentare, che sono diverse da quelle attribuite ad altri organi dello Stato. Va tenuto conto, inoltre, dell'esigenza di armonizzare l'autonomia nella conduzione delle indagini con la copertura dei relativi oneri finanziari che sono a carico dei bilanci dei due rami del Parlamento.
Per quanto riguarda, più propriamente, i dati del bilancio interno - che in questi giorni sono stati oggetto di articoli di stampa - ricordo (lo hanno già fatto ieri i questori) che le decisioni sull'ammontare della dotazione sono state assunte nello scorso anno - ovviamente tenendo conto della situazione di allora - e non è successivamente intervenuta alcuna variazione.
Evidentemente la Camera è responsabile rispetto alla situazione generale del paese ed è impegno preciso dei questori e dell'Ufficio di Presidenza operare affinché la gestione delle spese della Camera sia improntata a criteri di assoluto rigore, anche in funzione di possibili economie.


Pag. 29


A questo proposito, mi richiamo a quanto precisato, in tema di gestione del bilancio della Camera, dai questori Colucci e Manzini nei loro interventi.
Circa i temi del governo della Camera e dell'indirizzo politico-amministrativo rivolgo un sincero ringraziamento a tutti i componenti dell'Ufficio di Presidenza - tra cui, ovviamente, i colleghi questori - per la conduzione armoniosa e unitaria che hanno consentito di dare alla Camera dei deputati, nella consapevolezza che l'istituzione parlamentare è patrimonio di tutti, della maggioranza e dell'opposizione.
Un riconoscimento va anche alla nostra amministrazione, specie considerando l'alto grado di competenza e di efficienza raggiunto dalla macchina organizzativa della Camera. Anche in questo caso i fatti parlano in maniera eloquente: basta guardare all'insieme dei dati indicati nella relazione del Segretario generale sullo stato dell'amministrazione per il 2002. A questo riguardo desidero volentieri dare atto a tutto il personale della Camera - dal Segretario generale ai Vicesegretari generali - del grande impegno profuso nello svolgimento dei propri compiti di istituto. Si deve anche a questo impegno se la Camera può aprirsi con sempre maggiore partecipazione e successo alla cittadinanza e al più vasto pubblico con le sue iniziative in campo culturale ed artistico. Ricordo, al proposito, l'evento rappresentato dalla mostra del Satiro danzante visitata da circa 80 mila persone.
Accanto a queste iniziative la Camera ha dato luogo a molteplici manifestazioni di carattere storico e di impegno civile: penso alla manifestazione tenutasi ieri in quest'aula dedicata alla memoria della strage di Bologna, come anche alle cerimonie in ricordo di personalità della nostra storia repubblicana.
Questi eventi si inseriscono in un più ampio progetto che tende ad avvicinare l'opinione pubblica - in particolare i giovani - alle istituzioni attraverso la diffusione della cultura parlamentare e la custodia della nostra memoria storica e politica.
Onorevoli colleghi, in conclusione debbo dire che gli onorevoli Boccia e Ruzzante, oltre che gli onorevoli Antonio Leone e Valpiana - intervenuti in precedenza - hanno posto alcune questioni.
All'onorevole Ruzzante vorrei dire che l'Ufficio di Presidenza è competente per l'adozione di nuovi meccanismi di voto che comportano grandi difficoltà sotto il profilo organizzativo. Su tale punto sarà mia cura investire del problema - come egli mi ha sollecitato a fare - l'Ufficio di Presidenza.
All'onorevole Boccia dico che il rispetto del regolamento è il principio ispiratore del Presidente. La terzietà del Presidente della Camera vale per oggi e per domani ed è la bussola di orientamento a cui personalmente non intendo venire meno. Il Presidente, per come io lo intendo, non è né tutore della maggioranza né tutore dell'opposizione; è destinato istituzionalmente a scontentare gli uni e gli altri, politicamente e - io aggiungo - naturalmente protesi a rivendicare il rispetto dei propri diritti.
Dunque, confido nella vostra comprensione e serenamente mi predispongo all'ascolto delle critiche. Mi conforta in questo cammino l'aiuto dei questori e dell'Ufficio di Presidenza che, in questa legislatura, ha sempre generalmente deliberato unanimemente. Grazie (Applausi).

FRANCESCO COLUCCI, Questore. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO COLUCCI, Questore. Signor Presidente, per un errore materiale presente nello stampato relativo al preventivo l'importo indicato nel capitolo 1 delle entrate e nel capitolo 225 della spesa, nonché i corrispondenti totali dell'entrata e della spesa devono essere ridotti di una cifra pari a 150 mila e 124 euro.

PRESIDENTE. Sta bene. Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.

Back Index Forward