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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Concessione di prestiti garantiti dallo Stato a favore della «Poverty Reduction and Growth Facility (PRGF)» del Fondo Monetario Internazionale.
Avverto che la ripartizione dei tempi riservata alla discussione è pubblicata in calce al vigente calendario dei lavori (vedi calendario).
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Avverto che il presidente del gruppo parlamentare dei Democratici di sinistra-l'Ulivo ne ha chiesto l'ampliamento senza limitazioni nelle iscrizioni a parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del regolamento.
Avverto altresì che la III Commissione (Affari esteri) si intende autorizzata a riferire oralmente.
La relatrice, onorevole Baldi, ha facoltà di svolgere la relazione.
MONICA STEFANIA BALDI, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge, già approvato al Senato, che riguarda la concessione di prestiti garantiti dallo Stato a favore della Poverty Reduction and Growth Facility del Fondo monetario internazionale è uno strumento finanziario volto a realizzare programmi di aggiustamento strutturale e ad adottare strategie di riduzione del debito che ha come obiettivo primario la lotta contro la povertà nei paesi in via di sviluppo a basso reddito. La Poverty Reduction and Growth Facility, istituita a seguito di una decisione adottata ad interim dal comitato del Fondo monetario internazionale e dalla banca mondiale, sostituisce l'ESAF (Enhanced Structural Adjustment Facility) ed, in sostanza, cerca di diminuire lo squilibrio esistente in termini di sviluppo tra le varie zone del mondo, finanziando programmi di aggiustamento strutturale in paesi caratterizzati da un forte squilibrio nella bilancia dei pagamenti. La Poverty Reduction and Growth Facility rappresenta, sulla base degli obiettivi del vertice G8 di Colonia, un nuovo approccio alla lotta contro la povertà. I programmi di assistenza finanziaria promossi nell'ambito di questo programma per conto del Fondo monetario internazionale e dell'IDA per conto della Banca mondiale prevedono da parte dei giovani paesi beneficiari l'elaborazione di appositi progetti di sviluppo, quelli che
si chiamano Poverty Reduction Strategy Papers. Lo strumento per il reperimento dei fondi è la concentrazione di prestiti a tasso di mercato con gli istituti finanziari autorizzati per ciascun paese che partecipa al Fondo monetario internazionale (per l'Italia era stato un tempo l'Ufficio cambi, ora la Banca d'Italia).
Le risorse provenienti dai paesi donatori confluiscono nel conto prestiti dal quale vengono prelevati i crediti che la Poverty reduction and growth facility concede ai paesi beneficiari al tasso annuale agevolato dello 0,50 per cento. Per integrare le risorse necessarie e compensare la differenza tra il tasso di interesse praticato dalla Poverty reduction and growth facility e il tasso di mercato che deve essere corrisposto sui prestiti contratti è stato istituito, con il contributo degli stessi paesi donatori, il conto sussidi. Qualora i fondi provenienti dalla restituzione dei prestiti erogati dal conto prestiti o le risorse del conto sussidi si rivelino insufficienti a far fronte al rimborso del capitale e degli interessi possono essere utilizzate le somme iscritte in un apposito conto riserve.
L'unità di conto degli impegni finanziari e dei prestiti è il diritto speciale di prelievo che è l'unità di conto nella quale si esprimono le operazioni finanziarie del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale e calcolata sulla base di un paniere ponderato di monete nazionali; alla data del 14 febbraio di quest'anno il controvalore di un diritto speciale di prelievo era di 1,2697 euro. Questi diritti speciali di prelievo sono, quindi, i pagamenti che ordinariamente vengono effettuati in dollari americani; i paesi beneficiari usufruiscono dell'assistenza finanziaria della Poverty reduction and growth facility, ossia di prestiti fortemente agevolati concessi al tasso annuale dello 0,50 per cento e restituiti con pagamenti semestrali. La restituzione del prestito inizia 5 anni e mezzo dopo l'erogazione e dura quattro anni e mezzo, in misura proporzionale all'ammontare della quota di partecipazione che essi detengono all'interno del Fondo monetario internazionale. Attualmente possono accedere ai prestiti 77 paesi cosiddetti «eleggibili» aventi un reddito pro capite inferiore a 875 dollari.
La Poverty reduction and growth facility è amministrata dal Fondo monetario internazionale; le risorse delle due strutture sono però separate, per cui il Fondo monetario non risponde delle eventuali insolvenze delle attività della Poverty reduction and growth facility; tuttavia, a garanzia della credibilità finanziaria di tale strumento è previsto che il Fondo monetario internazionale tenga costantemente sotto osservazione il conto sussidi nel quale confluiscono, tra l'altro, gli introiti provenienti dalle istituzioni dei paesi debitori in modo da adeguarne le risorse agli obiettivi istituzionali.
Il provvedimento al nostro esame si compone di due articoli. L'articolo 1 autorizza la Banca d'Italia, sulla base di un accordo concluso tra la stessa Banca e il Fondo monetario internazionale e il Ministero dell'economia delle finanze, a concedere un prestito complessivo di 800 milioni di diritti speciali di prelievo che saranno erogati, al tasso di mercato, in due tranche rispettivamente di 250 milioni, come previsto dal comma 1 dell'articolo 1, e di 550 milioni sul conto prestiti della Poverty reduction and growth facility (comma 2, articolo 1).
Ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 il prestito concesso dall'Italia è coperto da una particolare garanzia accordata dal Ministero dell'economia e delle finanze che si riferisce alla restituzione non solo del capitale ma anche degli interessi maturati, ad un tasso pari alla differenza tra il tasso di mercato riconosciuto alla Banca d'Italia, quale erogatore del prestito, e il tasso agevolato, lo 0,5 per cento, che la Poverty reduction and growth facility pratica ai paesi beneficiari.
L'articolo 2 del provvedimento individua la copertura finanziaria e gli eventuali oneri derivanti dall'attuazione del provvedimento nell'ambito dell'unità previsionale di base garanzie dello Stato, iscritta nello stato di previsione del Ministero dell'economia delle finanze.
La novità estremamente positiva di questo provvedimento sta proprio nel fatto che i paesi che partecipano al nuovo programma lo fanno con il cosiddetto paper cioè con studi che non tengono conto solamente degli aspetti finanziari ma anche di elementi di natura sociale, quali la riduzione della povertà, ed elementi di natura politica.
La politica preventiva che si prefigge il provvedimento è di aiutare i paesi poveri; politica considerata non solo come aiuto finanziario ma anche come aiuto generale tendente allo sviluppo; quest'ultimo inteso non come un'entità a sé ed astratta ma come un fatto di crescita globale del sistema.
Quelli che si vogliono garantire sono, prima di tutto, i princìpi di buongoverno, che adesso vengono esaminati per la prima volta con attenzione. Essi non devono essere solamente un'affermazione di principio, tant'è vero che questo programma dovrebbe adeguare le condizioni di prestito all'effettiva possibilità di restituzione; non ammanchi improvvisi di denaro, quindi, ma monitoraggio costante e garantito dei prestiti concessi.
Il Parlamento ha votato la riduzione del debito, e sono stati già messi a disposizione 4 miliardi di dollari. Non è certamente poco, in una situazione economica generale difficile, come è sotto gli occhi di tutti; tuttavia, proprio questo nostro sforzo concreto ci ha fatto guadagnare gli apprezzamenti anche di coloro che sono impegnati continuamente a promuovere azioni contro la povertà e per la cancellazione del debito. Al riguardo, mi viene in mente l'ultima dichiarazione di Bono, il cantante degli U2, che dichiara di stimare il Presidente Berlusconi proprio perché è uno dei leader che si è attivato per la cancellazione del debito dei paesi in via di sviluppo.
Negli ultimi 18 mesi, infatti, l'Italia - nota diffusa da palazzo Chigi - ha cancellato oltre un miliardo e mezzo di dollari di credito verso 32 paesi poveri dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, ed altri accordi per la cancellazione di un ulteriore miliardo di dollari verranno sottoscritti nei prossimi mesi. Si tratta di un impegno preciso, serio, importante, che ci vede sempre in prima linea per la salvaguardia dei diritti fondamentali della persona e per l'aiuto ai più poveri. Ricordo che si tratta di un impegno ribadito molto bene anche al vertice di Evian; lo stesso Kofi Annan, nel corso del vertice del G8 (che terminerà oggi), ha dichiarato che il tempo per ulteriori finanziamenti è arrivato, e che spera che gli 8 leader che giocano un ruolo importante nella raccolta degli aiuti immettano ulteriori risorse, necessarie per raggiungere quegli obiettivi che dobbiamo fronteggiare e per superare le molte sfide che dovremo affrontare. Anche rafforzare la lotta contro la corruzione e la cattiva gestione dei fondi pubblici, dunque, è stato uno degli impegni ribaditi al vertice di Evian.
Mi auguro pertanto, data l'importanza di questo progetto di legge, che quest'aula, con una approvazione unanime, sia attenta anche questa volta a cogliere un obiettivo importante e strategico, quale la lotta contro la povertà e, cosa che riteniamo veramente importante, la cancellazione del debito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
VITO TANZI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, non intendo aggiungere molto a quanto già espresso dal relatore, onorevole Baldi. Si tratta, infatti, di un provvedimento che tutti i gruppi parlamentari dovrebbero appoggiare, poiché è volto a sostenere una delle migliori politiche del Fondo monetario internazionale, diretta a contrastare la povertà e la corruzione ed a favorire l'eliminazione del debito estero.
L'Italia si impegna in tal senso, ma effettivamente non vi è quasi nessuna probabilità - o almeno esiste a livello infinitesimale - che il nostro paese non ottenga il rimborso dei prestiti concessi. Il prestito in oggetto non proviene dal bilancio dello Stato, bensì viene erogato dalla Banca d'Italia, la quale, in effetti, sostituisce un certo tipo di riserve con
riserve di altra natura. Il Governo accorda una garanzia alla Banca d'Italia, ma probabilmente tale garanzia non sarà mai esercitata, poiché ritengo che non ce ne sarà mai bisogno.
Credo pertanto che il Parlamento dovrebbe approvare questo provvedimento senza alcuna esitazione e senza alcun dubbio.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Spini. Ne ha facoltà.
VALDO SPINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli sottosegretari, il disegno di legge al nostro esame assume sicuramente un considerevole rilievo e riceverà il nostro sostegno; tuttavia, ritengo che qualche considerazione più generale su questa vicenda vada svolta.
In primo luogo, infatti, queste misure a favore della riduzione della povertà si inquadrano nel Millennium goal, vale a dire quell'insieme di impegni che le Nazioni Unite hanno proposto ai paesi sviluppati per attaccare radicalmente, nel giro di alcuni anni, i problemi della povertà e delle malattie che funestano i paesi sottosviluppati; come ha già ricordato l'onorevole Baldi, vi è stata un'eco di questa vicenda anche nel corso del vertice del G8.
Da questo punto di vista, se il Governo svolgerà una replica, credo che forse sarebbe opportuno chiedergli se ha preso visione del rapporto delle Nazioni Unite sullo stato di attuazione degli obiettivi di radicale riduzione della povertà, delle malattie e della fame del mondo previsti dal Millennium goal, e dunque valutare quale sia la posizione dell'Italia rispetto all'adempimento di tali obiettivi. Penso che questo sia un elemento che potrebbe essere utile nella nostra discussione.
Quanto al resto, vorrei introdurre un fatto nuovo e, forse, interessante. Se il lavoro della nuova Costituzione europea giungerà a buon fine e, quindi, secondo quanto è stato proposto, l'Europa assumerà una personalità giuridica unica, si aprirà la strada, se lo vorremo (spero che sia così ed auspichiamo che lo si voglia), al fatto che l'Europa potrebbe cumulare in unico soggetto i diritti speciali di prelievo di cui gode nel Fondo monetario internazionale e, alle strette, diventare il socio più importante del Fondo monetario internazionale. Anzi, ciò teoricamente potrebbe darci anche la facoltà di chiedere che la sede del Fondo monetario internazionale sia collocata in Europa, nell'Unione europea. Tutto ciò per dire che, al di là del tema della sede, un protagonismo europeo sui temi della lotta contro la povertà, il sottosviluppo e le malattie, per un mondo più equo e più giusto in cui vengano debellate queste grandi sciagure del nostro tempo sarebbe veramente da auspicare. Ritengo che, da tale punto di vista, questo sia un tema da sostenere, che può trovare anche una sua proiezione nella Presidenza di turno che l'Italia è chiamata a compiere in Europa dal 1o luglio prossimo. È un tema senz'altro molto grande ed importante, che cercheremo di proporre, proprio perché un protagonismo europeo in questa direzione è ciò che ci vuole per fare dell'Europa effettivamente un soggetto internazionale che riesca ad affermarsi come soggetto politico.
Certo, all'interno dell'Europa vi è una particolare vocazione italiana. Vorrei ricordare che l'iniziativa della remissione del debito fu assunta sotto il Governo D'Alema, che presentò il disegno di legge per la remissione del debito ai paesi più poveri, anche se il regolamento attuativo del Ministero del tesoro fu posteriore, risalendo alla primavera del 2001.
Adesso, bisogna muoversi concretamente su questa strada. Tuttavia, vorrei che questa riduzione o abolizione del debito non fosse conteggiata a scapito della percentuale di prodotto interno lordo che l'Italia dedica alla lotta alla fame e al sottoviluppo. Si tratta di una percentuale che più volte il Governo si è impegnato ad aumentare sostanzialmente, ma con l'ultima legge finanziaria, ciò non è avvenuto (vedremo cosa accadrà con la prossima). Tuttavia, il fatto che oggi si predisponga questo meccanismo che coinvolge la Banca d'Italia per attivare prestiti ad un tasso particolarmente vantaggioso a favore dei
paesi poveri certamente è un dato utile. Allora, senz'altro siamo disponibili a dare il nostro appoggio a questo particolare disegno di legge; del resto, è già stato approvato dal Senato Repubblica e con la nostra approvazione, secondo la relazione dell'onorevole Monica Stefania Baldi, lo potremo rendere effettivamente definitivo.
Tuttavia, vorremmo che questo provvedimento fosse inserito nell'ambito del rispetto degli impegni che lo stesso Presidente Berlusconi ha assunto nell'Assemblea delle Nazioni Unite dell'anno scorso (ero osservatore parlamentare e l'ho sentito con le mie orecchie): aumentare sostanzialmente la percentuale del prodotto interno lordo dedicata alla lotta contro la fame, il sottosviluppo e la povertà, anche nell'ambito di una capacità a livello europeo di saper approfittare fino in fondo degli spazi che la nuova Costituzione può aprire. Intanto, nella Conferenza intergovernativa occorrerebbe difendere l'articolo sulla personalità giuridica unica, perché ciò aprirebbe veramente lo spazio ad un protagonismo sia in sede di Fondo monetario internazionale sia in sede di Banca mondiale di cui l'Europa diventerebbe il primo azionista, naturalmente, traendone poi tutte le implicazioni del caso.
Credo che ci rendiamo tutti conto che il nostro pianeta non può andare avanti con uno squilibrio così drammatico di consumi fra una piccola parte del mondo sviluppato, che consuma la stragrande maggioranza delle risorse, ed una massa ingente di cittadini che non riesce ad arrivare al limite della sopravvivenza: in queste condizioni, il mondo non regge.
All'interno del mondo sviluppato vi è una sensibilità che viene dai giovani o dai meno giovani, dai movimenti no global e via dicendo, ma soprattutto da una situazione di squilibrio che oggi ci trova in difficoltà e che, in questo momento, fa parte anche della debolezza economica internazionale del nostro mondo. Quindi, senz'altro, da parte nostra vi sarà un voto favorevole ed un incoraggiamento a questo provvedimento, ma anche uno stimolo deciso affinché la politica del Governo in quest'ambito di cooperazione internazionale, di lotta alla povertà e di lotta alla fame subisca quel deciso colpo di acceleratore che è necessario.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Rizzi, al quale faccio presente che non si è iscritto, come prevede l'articolo 36 del regolamento, un'ora prima dell'inizio della discussione. Tuttavia, in deroga a tale articolo ha facoltà di parlare per cinque minuti.
CESARE RIZZI. Signor Presidente, lo strumento della PRGF va valutato da due diversi punti di vista. Il primo è quello dell'efficacia ai fini dello sviluppo dei paesi beneficiari; il secondo è quello del tasso di rientro dei prestiti erogati. Per entrambi gli aspetti è, però, prematuro trarre conclusioni.
Molti paesi hanno lamentato difficoltà nel redigere i progetti, ma in tre anni sono già 33 i beneficiari dei finanziamenti. Per il rientro della somma occorre ricordare che esso inizia solo quattro anni e mezzo dopo la concessione del prestito ed occorrerà, quindi, aspettare almeno un altro anno per iniziare a valutare tali flussi.
Signor Presidente, la Lega nord ha avuto un atteggiamento abbastanza critico su alcune organizzazioni internazionali accusate di scarsa operatività, sperpero e poca concretezza nella lotta alla povertà. Il Fondo monetario internazionale non rientra tra i destinatari di simili accuse, anche se ha portato avanti da sempre ricette economiche liberiste e modelli omologati di gestione della cosa pubblica che hanno provocato fratture nelle strutture sociali tradizionali in molti paesi nei quali è intervenuto. Attualmente è in atto un processo di riforma dell'organismo che sarà in grado di mitigare tali aspetti negativi. Ciò potrebbe portare la Lega nord ad un giudizio positivo sul ruolo del Fondo monetario il quale appare oggi uno dei pochi organismi internazionali basati su criteri operativi e poco politicizzati.
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
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