Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 315 del 28/5/2003
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(Iniziative volte ad eliminare la rete che separa Gorizia da Nova Gorica - n. 3-02325)

PRESIDENTE. L'onorevole Maran ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02325 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 8).

ALESSANDRO MARAN. Signor Presidente, signor ministro, come è forse noto, una rete attraversa una parte della città di Gorizia e la separa da Nova Gorica, la città slovena che le è cresciuta accanto. È una barriera confinaria che - è proprio il caso di dire - è quel che resta della vecchia cortina di ferro che ha diviso l'Europa, costituita da un muro di cemento armato su cui è infissa un'inferriata che, in ambito urbano, in città, divide in due il piazzale della stazione ferroviaria transalpina.
Il 1o maggio 2004 la Slovenia entrerà a far parte dell'Unione europea e le amministrazioni comunali di Gorizia e di Nova Gorica hanno manifestato di comune intesa l'intenzione di dar luogo ad una riorganizzazione della piazza della stazione transalpina in modo da accogliere una delle sedi dei festeggiamenti previsti per il 1o maggio 2004 e in modo che, successivamente, la piazza possa essere definitivamente riassimilata nel ruolo di parte urbana di rilevante interesse comune della città di Gorizia e della città di Nova Gorica, sia pure realizzando, nel periodo compreso tra il 2004 e il 2007, quando le barriere verranno definitivamente dismesse, una barriera effimera.
In un recente incontro il sindaco di Nova Gorica...

PRESIDENTE. Onorevole Maran, la prego di concludere.

ALESSANDRO MARAN. ...ha affermato di aver ricevuto la comunicazione da parte del ministro degli affari esteri della disponibilità della Repubblica slovena a togliere definitivamente la rete che separa le due città...

PRESIDENTE. Onorevole Maran, rivolga al Governo la sua domanda.

ALESSANDRO MARAN. Chiedo al ministro cosa intenda fare il Governo italiano.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Maran, naturalmente l'Italia è assolutamente favorevole - come ha affermato in tutte le sedi - a questa entrata in Europa ed ha espresso un giudizio positivo sui recenti referendum avvenuti in Slovenia, per quanto riguarda l'adesione sia alla NATO sia all'Unione europea, che hanno ratificato questa decisione.
Tuttavia, il nostro Ministero degli affari esteri non è ancora a conoscenza della intenzione da parte slovena di giungere alla rimozione di tale rete. Naturalmente, immagino che ciò verrà notificato al più presto. È evidente che l'entrata in Europa e non in Schengen per qualche anno comporterà una serie di problemi tecnici abbastanza complessi. Intanto, la frontiera esterna della Comunità si sposta più in là


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e, quindi, vi è un problema comune europeo riguardante gli extracomunitari ed i valichi.
In questo contesto, si inserisce anche la questione specifica della rete e del residuo del muro. È chiaro che il Governo italiano, dal punto di vista politico, è assolutamente favorevole a tale rimozione, affinché al 1o maggio del 2004 sia rimosso non solo il residuo del muro ma anche l'ultima città ancora divisa dai postumi della seconda guerra mondiale.
Rimane da fare solo qualche verifica tecnica con riferimento al Trattato di Schengen rispetto a situazioni di cautela a livello comunitario per quei paesi che, pur essendo entrati nell'Unione non sono ancora soggetti alle regole di Schengen con riferimento ai controlli per il passaggio da un paese all'altro. Dal punto di vista politico, il nostro auspicio è che quella data possa segnare veramente e definitivamente la caduta di ogni barriera.

PRESIDENTE. L'onorevole Maran ha facoltà di replicare.

ALESSANDRO MARAN. Signor ministro, sono parzialmente soddisfatto perché vedo che comincia a farsi strada la consapevolezza che proprio il tessuto delle relazioni transfrontaliere può costituire la garanzia della futura unione politica dell'Europa. Tuttavia, mi permetto di insistere perché siano accelerati i tempi.
Innanzitutto, la barriera confinaria è del tutto priva di reale efficacia nel senso che dove essa finisce vi sono soltanto alcuni cippi in corrispondenza delle strade di campagna. È il caso di osservare, ad esempio, che la riduzione del flusso dei transiti clandestini è dipesa dal buon funzionamento delle pattuglie miste e da misure più restrittive adottate dalla Slovenia ai suoi confini orientali con il potenziamento della sorveglianza. In secondo luogo, per le regioni frontaliere la possibilità di superare la tradizionale marginalità e di sostenere la trasformazione della vecchia area confinaria dipende anzitutto dall'attivazione di risorse collaborative e cooperative, dalla possibilità, cioè, di riattivare una collaborazione ad una vita quotidiana esistita per secoli e che solo da cinquant'anni ha subito una cesura non facile da ricomporre nel breve periodo. Gli effetti della collaborazione saranno tanto più efficaci quanto prima riusciremo a spingere verso la lontananza storica l'esperienza di aver fatto a meno per cinquant'anni di chi stava al di là del confine.
Proprio perché si sta formando una nuova Europa più mobile e più aperta non dobbiamo temerla, ma incoraggiarla (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ringraziamo i telespettatori che ci hanno seguito.
È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

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