Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 315 del 28/5/2003
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(Risorse finanziarie destinate ad enti locali e società sportive per la ristrutturazione di impianti sportivi - n. 3-02320)

PRESIDENTE. L'onorevole Rusconi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02320 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

ANTONIO RUSCONI. Onorevole ministro, poco tempo fa la Camera dei deputati ha approvato la conversione del decreto-legge per arrestare la violenza negli stadi. Nella relazione a tale provvedimento si è dichiarato che il 43 per cento degli stadi non risponde a condizioni di sicurezza e che la percentuale sale a dismisura per le strutture dei campionati minori. L'istituto del credito sportivo non sembra incontrare il favore degli enti locali, già gravati da mutui e con vincoli finanziari noti.
Dunque, noi vorremmo sapere quali interventi, risorse e finanziamenti siano previsti per gli enti locali e le società sportive, in coerenza con l'articolo 90 della legge finanziaria per il 2003, per permettere in tempi brevi ristrutturazioni urgenti e indifferibili delle strutture sportive.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. La ringrazio, signor Presidente. L'interrogante chiede di conoscere quali interventi, risorse e finanziamenti siano previsti per gli enti locali e le società sportive, in coerenza con l'articolo 90 della legge finanziaria.
In primo luogo, appare necessario chiarire che il fondo, previsto dall'articolo 90 della legge finanziaria per il 2003, attualmente in fase di costituzione, è diretto a consentire, da parte delle associazioni sportive dilettantistiche, l'ottenimento dei mutui necessari per la costruzione, l'ampliamento, l'attrezzatura, il miglioramento e l'acquisto di impianti sportivi, ivi compresa l'acquisizione delle relative aree.
Si tratta, quindi, di una disposizione a regime che ha la finalità di ovviare all'attuale impossibilità di accesso ai mutui da parte di associazioni o società sportive non costituite in società di capitale e, a mesi, questo fondo sarà fruibile.
Per quanto riguarda, invece, gli interventi urgenti indifferibili da effettuare sugli impianti sportivi esistenti (problema dell'agibilità), il decreto-legge 3 gennaio 1987, n. 2, convertito nella legge n. 65 del 1987, recante il finanziamento per l'impiantistica sportiva, contiene anche disposizioni finalizzate all'adeguamento delle norme di sicurezza degli impianti medesimi. Lo stesso decreto-legge definisce soggetti, procedure, modalità di finanziamento per questi interventi.


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La necessità di andare incontro alle esigenze rappresentate dagli enti locali ha indotto il Governo ad effettuare la ricognizione dello stato di utilizzo di questi finanziamenti. A seguito di tale ricognizione, il ministro per i beni e le attività culturali, con decreti del 10 febbraio 2003, ha revocato agli enti inadempienti i fondi assegnati con il piano di interventi per gli anni 1989 e 1990.
Le disponibilità revocate (un importo pari a 192 milioni di euro) saranno assegnate nell'ambito delle stesse regioni a comuni, singoli o associati, comunità montane e province, ovvero agli stessi soggetti previsti dalla norma di finanziamento.
Il ministero ha, altresì, recuperato le somme, precedentemente accantonate presso l'istituto per il credito sportivo per essere destinate all'attivazione di mutui, non ancora utilizzate, il cui ammontare è pari a circa 127 milioni di euro (si aggiungono agli altri).
A seguito dell'intesa con gli assessori regionali allo sport, è stato predisposto uno schema di decreto concernente i criteri e parametri per l'elaborazione dei programmi regionali degli interventi in materia di impiantistica sportiva da finanziare con le risorse revocate e con quelle recuperate.
Tra i criteri per l'assegnazione dei finanziamenti, lo schema del provvedimento prevede che siano considerate prioritarie le richieste relative all'adeguamento degli impianti alle norme di sicurezza, di agibilità e alle disposizioni sull'eliminazione delle barriere architettoniche.
Lo schema di decreto è attualmente all'esame della Conferenza unificata che si dovrebbe pronunciare nella prima seduta del mese di giugno.

PRESIDENTE. L'onorevole Rusconi ha facoltà di replicare.

ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, ringrazio il ministro per la precisione dell'intervento. Vorrei sottolineare che lei, signor ministro, ha ricostruito, in maniera esatta, il quadro dei riferimenti all'articolo 90 della legge finanziaria per il 2003 (esso, peraltro, è il frutto di una proposta emendativa del centrosinistra; quindi, lo condividiamo ampiamente). Tuttavia, quando ha fatto riferimento ai fondi per le strutture sportive ha citato la legge per i mondiali del 1990. Si tratta di una legge che dà a regioni e province ma dà, ogni anno, di meno. Il recupero di 100 milioni di euro è del tutto inadeguato rispetto all'emergenza delle strutture che oggi esiste. Indubbiamente, si tratta di un fatto positivo, ma lei, vedendo i dati, ne confermerà l'inadeguatezza.
Inoltre, secondo il dato recente dell'istituto del credito sportivo forse dovremmo fornire altre risposte che non quella dei mutui. Infatti, se gli interlocutori non sono solo i comuni ma - per richiamare un esempio - anche le stesse 82 mila società sportive dilettantistiche, che rappresentano una grande risorsa ed un grande valore sociale per lo sport, sia sotto il profilo educativo sia sotto quello della socialità italiana, indubbiamente dovremmo pensare a forme di finanziamenti diretti, magari a fondo perduto di parte dell'intervento; si tratta di risposte immediatamente recepibili rispetto ad un'urgenza che come si rileva dalle sue parole, è, ancora una volta, non dilazionabile e non rinviabile (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

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