nel documento approvato dalla conferenza dei presidenti delle regioni del 19 settembre 2002 era emerso che, ad un anno dall'accordo dell'8 agosto 2001 sulla spesa sanitaria, le regioni avevano portato avanti, sia pure con tempi e modalità diverse, un percorso virtuoso per il raggiungimento degli obiettivi concordati con il Governo, attuando misure di copertura e di rientro dal disavanzo, che complessivamente hanno assicurato la copertura dell'intero squilibrio finanziario dell'anno 2001;
in relazione alla verifica degli adempimenti regionali, il ministero dell'economia e delle finanze, tuttavia, aveva espresso il timore che alcune regioni si fossero limitate ad adottare misure di correzione «di facciata» (tra cui le cartolarizzazioni e gli interventi con effetti diluiti nel tempo);
secondo le rilevazioni del ministero dell'economia e delle finanze, in relazione al 2001, le uniche regioni «in regola» sarebbero state Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Basilicata e Puglia, mentre Lazio e Campania si sarebbero limitate ad interventi «di facciata» e la Sardegna sarebbe rimasta in alto mare nel ripianamento dei disavanzi pregressi;
in merito ai disavanzi relativi alla spesa sanitaria nel 2002, la «Relazione generale sulla situazione economica del Paese nel 2002» evidenzia come, nonostante gli effetti di razionalizzazione prodotti dall'accordo Stato-regioni dell'8 agosto 2001, continui a permanere un disavanzo complessivo di 3.835 milioni di euro, distribuito differentemente tra le venti regioni;
anche in relazione al 2002, si ripresenta il pericolo che alcune regioni, al fine di ripianare il disavanzo del settore sanitario, ricorrano a correttivi «di facciata» -:
quale sia il giudizio complessivo del Ministro interrogato sulla politica di bilancio delle regioni nel settore sanitario relativa all'esercizio finanziario 2002, specificando se siano in programma interventi di ripianamento dei disavanzi delle regioni che presentano gli extra-deficit più vistosi. (3-02318)
(27 maggio 2003).