Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 314 del 27/5/2003
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 3927)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dorina Bianchi. Ne ha facoltà.

DORINA BIANCHI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i deputati del gruppo dell'UDC esprimeranno voto favorevole sul provvedimento, la cui urgenza è correlata a tre importanti necessità volte a fronteggiare improrogabili esigenze connesse alla funzionalità del sistema sanitario nazionale.
In primo luogo, il decreto-legge in esame proroga di due anni l'istituto dell'intra moenia allargata che consente ai dirigenti sanitari di esercitare la professione esclusivamente nei locali della propria azienda e, in difetto, di lavorare presso strutture esterne e nei propri studi sino al 2005.
Tale proroga risponde all'esigenza di far fronte alla perdurante insufficienza delle strutture esistenti per l'esercizio dell'attività intra moenia, peraltro rilevata anche nell'ambito dell'indagine recentemente conclusa presso la XII Commissione.
Pur consapevoli che la proroga contenuta nel decreto-legge in esame è attualmente l'unica soluzione possibile per consentire la continuità dell'attività professionale intra moenia dei dirigenti medici, rimane una preoccupazione di fondo sugli effetti collaterali indesiderati derivanti dal frequente ricorso agli studi privati nell'esercizio dell'attività intra moenia.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI (ore 18,29)

DORINA BIANCHI. In attesa pertanto di un riordino complessivo del regime di esclusività del rapporto di lavoro della dirigenza medica, sarebbe opportuno che alla proroga contenuta nel provvedimento in esame si accompagnasse un'efficace azione di controllo e di monitoraggio da parte del Governo nei confronti delle regioni, affinché l'intra moenia allargata non diventi la forma più usata della libera professione, ma questa possa svolgersi all'interno delle mura delle strutture del servizio sanitario nazionale.
Altra importante disposizione contenuta nel provvedimento è quella che rende immediatamente disponibili i fondi per la realizzazione di un progetto oncotecnico da parte dell'Istituto superiore di sanità. Tale progetto è finalizzato allo sviluppo di terapie oncologiche innovative su base molecolare, in particolare, attraverso lo sviluppo di test diagnostici che consentano di valutare la risposta ai farmaci antitumorali al fine di ottimizzare le terapie. Si tratta di un progetto molto importante che consentirebbe di personalizzare le terapie adeguandole alle esigenze del paziente, velocizzando l'individuazione di quella più appropriata e contribuendo altresì al risparmio di consistenti risorse, dal momento che potrebbe essere evitata la somministrazione di farmaci inefficaci.
Il decreto-legge rende altresì immediatamente spendibili i fondi per le spese di funzionamento e di ricerca della fondazione Istituto mediterraneo di ematologia ai fini della costituzione della rete di centri del progetto internazionale di talassemia. La creazione dell'Istituto mediterraneo di ematologia è importante per seguire sul terreno della ricerca e della formazione l'evoluzione delle malattie in campo ematologico nel nostro paese. Tra l'altro, vi è la possibilità che della fondazione facciano parte regioni dell'Italia meridionale, come la Calabria, come d'altra parte ha detto in Commissione il sottosegretario Cursi.
Infine, è di grande rilevanza la disposizione concernente l'autorizzazione di spesa per la stipulazione di transazioni con soggetti danneggiati da emoderivati infetti. Voglio ricordare che questo Governo ha stanziato 495 milioni di euro a favore di questi soggetti al fine di evitare che il protrarsi del contenzioso in atto possa portare un ulteriore onere a carico


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del bilancio statale. Si tratta di una norma che consente di mettere ingenti risorse a disposizione di tutti coloro che hanno contratto malattie gravi a seguito di trasfusione di sangue infetto o emoderivati. Infatti, vi è l'esigenza di porre fine a una questione giudiziaria che va avanti da anni riconoscendo il soddisfacimento di un diritto direttamente legato ad una colpa dello Stato e dando seguito alle condanne di risarcimento inflitte al Ministero della salute in relazione a tutti i danni inflitti agli emofiliaci. Tale norma non solo risponde alla necessità di dare finalmente una risposta a tutti questi malati infelici e alle loro famiglie, nonché di far fronte ad un'ingiustizia cui sono stati sottoposti per troppo tempo, ma anche a quella di soddisfare l'esigenza dello Stato di non procrastinare queste transazioni, perché altrimenti queste avrebbero comportato l'esborso di somme ancora più ingenti.
Concludendo, confermo il voto favorevole del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro al provvedimento che interviene a regolare alcune questioni che da tempo richiedevano una risposta pronta e sicura da parte delle istituzioni. Esso contiene importanti disposizioni che sono funzionali per il raggiungimento di una buona qualità del sistema sanitario nazionale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Labate. Ne ha facoltà.

GRAZIA LABATE. Signor Presidente, i colleghi hanno già ascoltato molte delle nostre motivazioni espresse su questo decreto-legge. In sede di dichiarazioni di voto finale, pronuncio il voto di astensione del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo proprio perché ravvisiamo, intorno alle due questioni più importanti di questo provvedimento - da un lato, la proroga del regime della libera professione allargata, dall'altro la destinazione di risorse ad importanti campi di ricerca scientifica -, il banco di prova di questo Governo sulla sua coerenza nel voler affrontare la questione medica nel nostro paese, in rapporto al buon funzionamento delle strutture del servizio sanitario nazionale. Evidentemente, il Governo ci ha dato atto della possibilità di trovare nel corso del periodo di proroga l'attenzione necessaria a fare in modo che, sia le strutture ospedaliere, sia i poliambulatori pubblici, sia gli istituti pubblici di ricerca possano essere funzionalmente attrezzati affinché la libera professione sia quell'istituto che trova l'ispirazione fondamentale nelle leggi e nel nostro ordinamento affinché la classe medica italiana possa dedicarsi, anche in regime di libera professione, alla missione fondamentale della qualità e della funzionalità del servizio pubblico.
Quanto alla ricerca siamo molto contenti che per la prima volta nel nostro paese l'Istituto superiore di sanità sia finalmente in grado di affrontare il progetto oncotecnologico, soprattutto al fine di favorire terapie che prevedono l'uso di chemioterapici privi di tossicità.
Comunque, come abbiamo fatto rilevare al Governo, saremmo stati ancor più soddisfatti se queste terapie, in termini di ricerca e di fruizione del prodotto, fossero state estese a tutte le strutture del Servizio sanitario nazionale.
Certo, avremmo voluto che il Governo avesse affrontato con maggiore coerenza il tema delle transazioni per i danni derivanti da trasfusioni o da sostanze infette con riferimento al problema sangue nel nostro paese. Invece, ci siamo resi conto che da questo punto di vista è già importante chiudere questa vicenda che, negli ultimi anni, ha visto balzare agli onori della cronaca rilevanti casi in cui il rapporto Stato-cittadino è stato vanificato da un lato dalla lentezza burocratica delle procedure di accertamento, dall'altro dalla mancanza di risorse.
Come molti colleghi hanno detto in precedenza, bisogna lavorare in Commissione affari sociali affinché possa essere approvata una nuova e buona legge che sia in grado di affrontare l'intera questione riguardante il danno biologico causato da trasfusioni, da malattie, da sostanze infette;


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ciò, affinché nel nostro paese si possa raggiungere la sicurezza e l'efficacia delle terapie.
Per queste motivazioni, preannuncio il voto di astensione del mio gruppo su questo provvedimento, poiché sottoporremo il Governo alla prova del nove, rappresentata dal DPEF e dalla legge finanziaria 2003-2006.
Se attraverso questa proroga si intendono perseguire alcune finalità, in quei fondamentali documenti per la vita del nostro paese dovranno essere inserite opzioni di principio chiare e certe, accanto al reperimento di risorse finanziarie ed economiche riguardanti il bilancio dello Stato. In caso contrario, delle due l'una: il Governo non può da un lato prorogare e dall'altro condannare le strutture pubbliche (quindi la classe medica italiana) ad un regime infinito di rinvii che non hanno senso nella misura in cui non si porta a compimento il principio ispiratore della riforma, cioè libera professione nell'ambito delle strutture predisposte dal Servizio sanitario nazionale (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ottimo slogan!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ercole. Ne ha facoltà.

CESARE ERCOLE. Signor Presidente, sono già intervenuto ieri in sede di discussione sulle linee generali, quindi prendo la parola solo per preannunciare il voto favorevole della Lega nord Padania nei confronti di questo provvedimento.
Comunque, forse è il caso di ricordare gli articoli (il 2 e il 3) forse più importanti di questo decreto-legge. Nell'articolo 2 si prevede il finanziamento dell'IME attraverso la fondazione per lo studio delle emoglobinopatie e della talassemia e il progetto oncotecnologico, fiore all'occhiello dell'Istituto superiore di sanità. La sinistra negli anni passati non aveva assolutamente preso in considerazione il problema legato agli emoderivati infetti, in ogni caso il nostro Governo - finalmente - se ne è occupato. Innanzitutto, al Senato è stata approvata all'unanimità una risoluzione della Lega nord - fatta propria dal ministero - che intendeva fornire specifiche risposte agli emofilici contagiati dagli emoderivati infetti.
Ricordo che il provvedimento in esame riguarda solo questa particolare categoria. Costoro aspettano da anni di ottenere giustizia: attendono un risarcimento che certamente non li ripagherà per i danni subiti, ma almeno li conforterà, alleggerendo la loro difficile condizione. In pratica, queste persone sono state contagiate perché non era obbligatoria la sterilizzazione dei farmaci emoderivati.
Per molto tempo gli emofilici supplicarono lo Stato di adottare tempestivi provvedimenti affinché fossero ritirati i lotti non sterilizzati e si prevedesse l'obbligo di sterilizzare tali farmaci. Lo Stato fornì una risposta, ma alcuni anni dopo, quando ormai il guaio era compiuto. Ora, finalmente, con il provvedimento in esame, finalizzato a finanziare le transazioni di queste cause, ci offre la possibilità di adempiere al dovere di soccorrere questi cittadini, di sopperire ai bisogni dei soggetti danneggiati che hanno necessità di cure e di tranquillità.
Per tale motivo, ribadisco l'espressione del voto favorevole della Lega nord sulla conversione in legge del decreto-legge n. 89.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.

TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, credo che le considerazioni svolte sia in Commissione sia in quest'aula siano sufficienti a motivare l'astensione del gruppo di Rifondazione comunista nei confronti di tale provvedimento. Quando un provvedimento tratta materie così varie e differenti l'una dall'altra è molto difficile esprimere un voto che possa ricomprendere tutte le motivazioni sottese al medesimo. Abbiamo già sottolineato la nostra contrarietà alla proroga dell'intra moenia allargata; troviamo, inoltre, inaccettabile prevedere una proroga di due anni senza


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alcuna condizione e, soprattutto, senza mettere in atto alcune misure (penso, ad esempio, ai finanziamenti specifici per l'edilizia sanitaria o al controllo sull'apparato dei direttori generali) per evitare di prorogare all'infinito l'intra moenia allargata, con enorme danno per il cittadino malato che dovrà ricorrere sempre più alla professione privata piuttosto che al servizio sanitario nazionale. Pertanto, la decisione di prorogare i termini relativi all'attività professionale dei medici è assolutamente inaccettabile.
Credo, inoltre, che la proposta del Governo sia in grande contraddizione con gli esiti dell'indagine conoscitiva svolta in merito a tale tema dalla Commissione affari sociali, la quale è giunta alla conclusione che l'intra moenia, in particolare l'intra moenia allargata, ha fallito gli obiettivi preposti. Prorogare, pertanto, un fallimento, senza prevedere nulla affinché questo fallimento non si ripeta, ci sembra veramente pericoloso.
Ci sembra, invece, particolarmente importante il finanziamento previsto per la prima volta o quasi per la ricerca nel nostro paese attraverso l'Istituto mediterraneo di ematologia ed il progetto oncotecnologico dell'Istituto superiore di sanità, anche se in realtà, ancora una volta, la frettolosità e la metodologia con la quale ciò è stato previsto (cioè attraverso un decreto-legge) fa nascere molti sospetti che sono stati, però, in parte attenuati dalla previsione di una relazione che dovrà, al riguardo, passare al vaglio delle competenti Commissioni parlamentari per verificare le modalità di utilizzo di questi ingenti e benvenuti finanziamenti.
Ci dispiace moltissimo, invece, doverci astenere se pensiamo all'ultimo articolo del provvedimento, quello che prevede finalmente le transazioni da stipulare con soggetti danneggiati da trasfusioni di sangue o emoderivati infetti e di ciò dobbiamo doverosamente rendere merito al Governo ed in particolare al sottosegretario che tanto si è impegnato in merito a questo tema. Si tratta ancora una volta di un provvedimento parziale, ma ci aspettiamo al più presto, considerata la buona volontà del Governo e della maggioranza, l'approvazione di un provvedimento molto più generale che riguardi tutte le persone che sono state danneggiate da attività sanitarie (se, al riguardo, si registrano dei danni vi sono delle responsabilità da accertare).
Anche su questo non dobbiamo transigere ed andare avanti, non solo per quello che riguarda gli emoderivati e le trasfusioni ma anche i danni da vaccino. A questo, evidentemente, miravano i nostri emendamenti - che sono stati dichiarati inammissibili in quanto estranei per materia - e, quindi, pensiamo, che nel prossimo provvedimento, che sollecito la Commissione e il Governo a portare avanti al più presto, saranno esaminati anche i danni da vaccino.
Quindi, tenendo in considerazione la parzialità del secondo e del terzo articolo e la negatività assoluta del primo articolo, non possiamo che astenerci sul provvedimento in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Meduri. Ne ha facoltà.

LUIGI GIUSEPPE MEDURI. Signor Presidente, intervengo per annunziare il voto di astensione del gruppo della Margherita. Il provvedimento si giustificava per una serie di urgenze, a cui erano del tutto estranei i tentativi di introdurre quelle modifiche relative al tempo definito ed all'organizzazione che, ad oggi, sarebbe di competenza delle regioni. Infatti, era impensabile voler introdurre misure, come quelle oggetto degli emendamenti del Governo, senza un previo confronto con le regioni. Per tali motivi esprimiamo tutto il nostro disappunto su questo modo di procedere, metodologicamente sbagliato, sulla materia da parte dell'esecutivo.
La stessa proroga di due anni introdotta all'articolo 1 è la testimonianza di una disattenzione e di una noncuranza da parte del Governo. Eppure durante l'indagine conoscitiva era stato evidenziato il punto dolente della cosiddetta intra moenia allargata, cioè quella condizione per cui la libera professione non si svolge nelle


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strutture pubbliche o accreditate con il servizio sanitario nazionale ma nello studio professionale privato del medico. Questo fa sì che manchino quei controlli organici sulle strutture sanitarie nelle diverse regioni italiane ma è anche il risultato dell'assenza di una precisa politica di investimenti in sanità, in particolare nell'edilizia sanitaria. Purtroppo, nel corso dell'indagine conoscitiva svolta in XII Commissione si è constatato che la situazione è a macchia di leopardo, con regioni, prevalentemente del centro nord, che hanno attivato i finanziamenti e le risorse per questo obiettivo, mentre la situazione è molto più pesante al sud, dove l'intra moenia allargata è frutto di mancanza di investimenti nelle strutture ospedaliere.
Per quanto riguarda gli altri punti del decreto-legge, siamo d'accordo per l'utilizzo di applicazioni innovative nella lotta ai tumori e anche in merito al finanziamento dell'Istituto superiore di sanità. Per tali obiettivi, annunzio il voto di astensione del gruppo della Margherita.

PRESIDENTE. Ha chiesto parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giulio Conti. Ne ha facoltà.

GIULIO CONTI. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole di Alleanza nazionale e vorrei fare alcuni rilievi in merito alle polemiche sollevate. Innanzitutto, mi sembra che per parlare di emotrasfusi il Governo abbia fatto un grande sforzo economico stanziando circa mille miliardi per cominciare a risolvere questo problema. Ritengo che questo sia, in ogni caso, un dato positivo, anche perché non mi sembra che il Ministero della sanità del precedente Governo abbia fatto qualcosa di positivo e di impegnativo in tal senso: questa non vuole essere una polemica vuota o speciosa ma è un dato di fatto. Invece, per quello che riguarda l'IME il discorso è un po' diverso e la storia molto controversa. L'IME arriva a Pesaro e nelle Marche ha una vicenda molto tormentata: vi è stato un diniego della regione, del quale non si conoscono bene i motivi, e vi è stata la proposta del Ministero di trasformarlo in IRCCS - mentre è un ospedale azienda delle Marche - con tutta la polemica che ha portato questo istituto a Roma.
La raccomandazione di Alleanza nazionale è che questo istituto non sia ristretto unicamente al Regina Elena ma che sia allargato ad altri centri - con una collaborazione relativa a notizie ed informazioni, anche forme di partecipazione per le terapie, per la diagnostica, per l'ospitalità a ragazzini stranieri, come era stato promesso in un primo tempo -, affinché diventi un centro di ricerca, di studio ma anche di cura, come non è ben detto nella legge, per andare incontro ai problemi e consentire la cura di questa malattia anemica pericolosa.
Ritengo che ciò possa essere fatto e ritengo anche doveroso che Alleanza nazionale voti a favore e con coscienza nei confronti di questo provvedimento.
Una nota a margine. Vorrei ringraziare il sottosegretario per aver voluto accettare il mio emendamento e quello dell'onorevole Ercole sulla cura Di Bella, ma non riesco a capire il perché di tanta animosità da parte del collega Petrella su questo problema. Non capisco per quale ragione ci si accanisca in questo modo su un problema di natura scientifica: comunque il mondo internazionale della ricerca sta verificando le sostanze usate in quella terapia e le sta dichiarando utili ed efficaci, quindi non comprendo perché la cura del cancro debba essere aggredita in questo modo, quasi fosse un reato proporre di studiare una formula. Mi pare si tratti di volontà costruttiva, di buonsenso e del desiderio di dare risposta a questa terribile malattia. Siccome nessuno ha ancora delle risposte, credo sia positivo il fatto che qualcuno cerchi di costruire qualcosa e di verificare ogni terapia che viene proposta.
Non mi sembra che la sperimentazione sia stata fatta in modo molto corretto: terapie contestate, medicine scadute, NAS che scoprono trucchi nella somministrazione dei medicinali e che, quando li scoprono, vengono rimossi e trasferiti. Mi sembra si tratti di fatti che possono mettere


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in dubbio lo stato delle cose e far riprendere la discussione per tranquillizzare tutti. Anche perché non ritengo giusto dal punto di vista razionalistico, quale è il mio, che gli Stati Uniti indichino le sostanze usate dal metodo Di Bella come proposte per curare il cancro, mentre in Italia questo non si possa fare perché non piace il professore anziano. Mi sembra una cosa che dobbiamo superare dal punto di vista culturale e del buonsenso!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Potenza. Ne ha facoltà.

ANTONIO POTENZA. Signor Presidente, vorrei soltanto dire che apprezziamo lo sforzo con cui prima il Governo e poi la Commissione, con la partecipazione dell'opposizione, hanno risposto ai tre punti che il relatore aveva messo in evidenza: la realizzazione del progetto oncoematologico da parte dell'Istituto superiore di sanità, la proroga dell'istituto dell'intra moenia allargato e l'Istituto mediterraneo di ematologia, per gli effetti positivi che questo porta alla mia realtà, alla realtà della regione Basilicata, dove il problema della talassemia è fortemente presente in alcune zone della fascia ionica. Certo, si parla del grosso risultato dei 1800 miliardi, ma su questo avremo delle risposte nel 2006. Quindi, in attesa che questi fatti si concretizzino, preannuncio il voto di astensione dell'UDEUR-Popolari per l'Europa.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

PIERGIORGIO MASSIDDA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERGIORGIO MASSIDDA, Relatore. La ringrazio, signor Presidente, sarò molto breve. Vorrei esprimere un piccolo dispiacere per l'astensione preannunciata dai partiti dell'opposizione, che peraltro non possono che apprezzare - anche se stanno cercando di dirlo in maniera soft - il grande sforzo del Governo, che è l'unico che ha reperito, in un momento di grande difficoltà, i soldi per realizzare tutto ciò che negli anni passati era un auspicio: oggi ci sono i soldi e, quindi, il progetto potrà essere realizzato.
Vorrei rispondere molto brevemente ad alcuni quesiti. Per quanto riguarda l'articolo 1, lo slittamento era necessario ed è stato accettato da tutti, vista l'impossibilità del 90 per cento delle aziende sanitarie di poter praticare l'intra moenia dentro le proprie mura e sapendo che non è vero che il nord ha provveduto, ma - meritoriamente - ha potuto realizzare, a macchia di leopardo, nelle zone più «felici» dal punto di vista contributivo, soltanto delle piccole strutture, convenzionando molto spesso le cosiddette cliniche private, odiate da alcune parti della minoranza, ma peraltro salvate con questo convenzionamento.
Il ripensamento dell'intra moenia lo avverto non solo nel Governo che, per questo motivo, non ha voluto finanziare con altri miliardi, considerato che i famosi 1.800 miliardi messi a disposizione dai governi di centrosinistra, per il momento, hanno sortito il seguente effetto: con l'intra moenia, a fronte dei 3.000 miliardi spesi, ne sono rientrati solo 500. Credo che anche la massaia, facendo i conti in casa, potrebbe porsi il problema se sia il caso di rivisitare questo strumento.
Per quanto riguarda l'Istituto superiore di sanità ed il progetto oncotecnologico, mi chiedo come si possa parlarne contro, giacché, senza le risorse reperite da questo Governo, non si potrebbe realizzare alcunché. Almeno di ciò si può dare merito a questo Governo, soprattutto perché - come tutti hanno dichiarato, maggioranza ed opposizione - vi sarà un salto di qualità con riferimento sia al servizio per il cittadino e per l'ammalato sia - se mi permettete - al prestigio per la sanità italiana, che lo merita a tutti i livelli.
Per ciò che concerne il tanto criticato Istituto mediterraneo di oncologia, vorrei che ricordaste che eravate troppo distratti,


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durante il G8, ad attaccare il Governo! Tale progetto è stato il fiore all'occhiello presentato dal Governo italiano al G8 di Genova; esso non crea fumo, come qualcuno ha dichiarato, ma rappresenta un concreto aiuto nei confronti di Israele, dei paesi arabi, dei paesi mediterranei, dove la talassemia è alta e dove le malattie mietono vittime! Oggi più che mai, sarà di grande aiuto nel recupero di tanti bambini e di tante famiglie con problemi dell'Iraq. Credevo, dunque, che su questo progetto foste d'accordo. Tenete conto che, con riferimento ai dubbi sollevati da tutti i gruppi circa il mancato utilizzo di centri di alta specializzazione, come l'ospedale Microcitemico di Cagliari, il Cervello di Palermo e tutte le altre strutture presenti soprattutto nel sud, è sufficiente leggere lo statuto dell'IME per sapere che, se le regioni vogliono partecipare, possono farlo a pieno titolo.
Infine, per quanto riguarda l'ultimo passaggio applaudito da tutti, vorrei ricordare che, per la prima volta - permettetecelo -, un Governo, in momenti molto difficili (e non di vacche grasse, come lo erano, talvolta, per il centrosinistra), trova 1.000 miliardi per fornire una risposta concreta, - lo ripeto -, non gazzosa, e concrete proposte. Oggi, in questa situazione auspicavo che vi fosse una elaborazione e che si ottenesse un voto corale del Governo e del Parlamento (poiché si tratta, non di un problema legato ad uno o all'altro schieramento, ma di una necessità sentita da tutti i cittadini e dall'intero schieramento politico), ed invece astenendovi, dopo il grande lavoro che avete svolto in Commissione, un lavoro che vi ha visto protagonisti - bisogna darne atto -, perdete l'occasione di dimostrare ai cittadini che, di fronte alle cose reali, non ci sono bandiere, non ci sono divisioni! State lasciando a noi - ci fa piacere - tutto il merito di aver realizzato qualcosa di concreto nei confronti della sofferenza dei nostri cittadini!
Quindi - lo dico per voi - vi richiamo ad un voto che sia coerente con il grande lavoro che anche avete svolto e - se permettete - con il grande lavoro e con la grande disponibilità della maggioranza a recepire molti vostri suggerimenti, talvolta mettendosi da parte e facendo un passo indietro per darvi spazio.
Non posso fare altro che ringraziare tutti i membri della Commissione, il sottosegretario Cursi che, più di altri, si è reso disponibile a svolgere questo lavoro, gli uffici perché questo decreto-legge, anche se sembra marginale, finalmente vede il Parlamento protagonista di azioni concrete e non di fumo (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia e Alleanza nazionale)!

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole relatore.
Do ora la parola all'onorevole Santino Adamo Loddo, il quale ha chiesto di parlare proprio in «zona Cesarini».
Prego, onorevole Loddo.

SANTINO ADAMO LODDO. Signor Presidente, la ringrazio, ma è già intervenuto per il nostro gruppo il collega Meduri, alle cui dichiarazioni mi associo. Comunque, la ringrazio.

PRESIDENTE. Grazie a lei per la sua felice sintesi!

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