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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fanfani. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, si discute in questa vicenda di un problema di insindacabilità di alcune dichiarazioni rese alla stampa e pubblicate nel quotidiano Il Resto del Carlino del 31 dicembre 1998 con le quali l'onorevole Sgarbi interveniva sulla nota vicenda del suicidio del giudice Lombardini.
Sostanzialmente, nell'intervista l'onorevole Sgarbi, con il modo estremamente diretto di interloquire che gli è proprio, affrontava il problema del rapporto tra durezza e impatto che le indagini possono avere nella psicologia di persone ritenute e che egli definiva più deboli con lo stato di soggezione che, in particolari momenti, era tipico di queste persone e con le conseguenze che questo stato di sudditanza poteva portar seco, ricordando fatti riguardanti le persone di Cagliari, di Gardini, di Mensorio, di Lombardini ed altri.
Egli sollevava, inoltre, una questione polemica estremamente decisa verso quei magistrati che - cito testualmente - «hanno condotto alla disperazione e al suicidio uomini come loro», sostenendo l'assoluta irrilevanza della loro colpevolezza e/o innocenza. Egli citava personalmente Caselli invertendo le parti, in una figura retorica piuttosto ardita ma che comunque era efficace e domandandosi cosa avrebbe fatto lo stesso Caselli, in una situazione ribaltata nella quale quest'ultimo a Palermo fosse stato indagato per aver sequestrato innocenti con indagini insufficienti (come sosteneva essere realmente accaduto), se un pool di magistrati guidati dal defunto Lombardini lo avesse interrogato per ore ed ore sottoponendolo - come egli sosteneva - ad un interrogatorio piuttosto duro. Le dichiarazioni, le censure e le valutazioni non interessano questa Assemblea.
L'unico elemento di giudizio che necessariamente dobbiamo dare è se tali dichiarazioni, che sono state oggetto di censura da parte degli interessati e di querela da parte dei magistrati chiamati in causa, possano essere ricondotte all'atto tipico e, segnatamente, al testo dell'interrogazione n. 3-02843 che l'onorevole Sgarbi aveva presentato anteriormente al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai ministri della giustizia, dell'interno e della difesa. Tale interrogazione era volta a conoscere se, attese le valutazioni sostanzialmente analoghe e le censure assolutamente sovrapponibili che venivano mosse all'operato di tali magistrati, si ritenesse di disporre nei loro confronti un'azione disciplinare concludendo per una richiesta di immediata sospensione dal servizio, dallo stipendio e dalle funzioni dei magistrati medesimi.
La comparabilità delle dichiarazioni rese dall'onorevole Sgarbi alla stampa con le affermazioni contenute nel testo dell'interrogazione è sostanzialmente evidenziata dal raffronto dei due testi. In essi non solo si sosteneva che la morte era stata causata dalle modalità persecutorie con cui l'interrogatorio era stato condotto per oltre sei ore da cinque funzionari dell'ufficio del pubblico ministero, ma si estendeva la sostenuta pericolosità dell'atteggiamento anche alla perquisizione disposta ed effettuata ed alle dichiarazioni fatte dal procuratore Caselli sulla asserita esistenza di elementi concreti a carico di presunte responsabilità del defunto Lombardini. Nell'atto tipico, peraltro, si giungeva anche a ravvisare nelle modalità di conduzione dell'interrogatorio la fattispecie prevista dall'articolo 580 del codice penale dal momento che il dottor Lombardini sarebbe stato rafforzato nel suo proposito suicida.
Riteniamo che, effettivamente, i due atti siano sovrapponibili e che la preesistenza dell'atto tipico possa consentire di ricondurre le dichiarazioni successivamente esternate alla stampa dall'onorevole Sgarbi all'interno del sistema di garanzie previste dalla Costituzione per i membri del Parlamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bielli. Ne ha facoltà.
VALTER BIELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse stiamo discutendo di una questione che qualcuno in passato definiva di scuola nel senso che abbiamo le dichiarazioni rese da Sgarbi ed anche un'interrogazione dallo stesso presentata.
Rispetto a tale questione vorrei fare una premessa. Quanto ha detto l'onorevole Sgarbi ed il modo in cui è stata condotta la battaglia politica non mi trovano d'accordo. Si tratta di affermazioni gravi e pesanti. Per quanto mi riguarda vorrei dire a Giancarlo Caselli: continua su quella strada a difesa della democrazia contro i brigatisti prima e contro i mafiosi poi. Sono qui per dire a Giancarlo Caselli: hai lavorato bene e sarebbe opportuno che il paese nel suo complesso riconoscesse il lavoro che hai svolto.
Anche nella vicenda Lombardini Caselli si comportò con serietà e correttezza e non si possono muovere appunti di alcun genere rispetto all'inchiesta che ha portato avanti. Quindi, sono completamente in disaccordo e critico in maniera ferma e decisa quanto ha detto l'onorevole Sgarbi.
La questione che abbiamo di fronte, però, è un'altra. Si tratta di capire se, rispetto ad affermazioni così pesanti, esista un atto parlamentare che possa in qualche modo far sì che le dichiarazioni fatte siano considerate l'una conseguenza dell'altra. Da tale punto di vista, sussiste quella che chiamo conseguenzialità; personalmente, ho un'osservazione da fare; lo affermo con molta nettezza: l'interrogazione presentata da Sgarbi, per quanto mi riguarda, forse non doveva neppure essere accettata dalla Camera. Infatti, viene ad incidere sul tema della magistratura; ma è stata accettata e come tale voglio riconoscere alla Camera, alla sua Presidenza ed al Parlamento in quanto tale il fatto di avere compiuto un atto sul quale non voglio più sindacare, anche se ritengo che, in prospettiva, la questione meriti attenzione. Quindi, con le critiche poc'anzi svolte, valorizzando il ruolo di Giancarlo Caselli ma riscontrando la sussistenza di un atto tipico svolto dal parlamentare, non posso non concludere che, a tal punto, la Camera debba pronunciarsi per la insindacabilità delle espressioni usate dall'onorevole Sgarbi.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.
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