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PRESIDENTE. Passiamo alla discussione del seguente documento:
Relazione della Giunta per le autorizzazioni sull'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del deputato Gaetano Pecorella.
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse dal deputato Pecorella nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Carboni.
FRANCESCO CARBONI, Relatore. Signor Presidente, la Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità concernente l'onorevole Gaetano Pecorella con riferimento ad un procedimento penale pendente nei sui confronti presso il tribunale di Milano in seguito ad una querela sporta dai dottori Antonio Patrono, Antonietta Carestia, Elisabetta Rosi, Vittoria Stefanelli e Giuseppe Cascini, magistrati addetti - al tempo dei fatti - all'ufficio legislativo del Ministero della giustizia.
Il procedimento trae origine da alcune dichiarazioni rese dal deputato richiedente in ordine alla vicenda della sostituzione dei magistrati querelanti nel predetto ufficio ad opera del ministro della giustizia, senatore Castelli. Per come le affermazioni gli vengono attribuite nel capo di imputazione, il deputato Pecorella avrebbe dichiarato:
«È prerogativa del ministro scegliersi i collaboratori. Ci sono obblighi di riservatezza e fedeltà all'ufficio, violando i quali si viene meno al rapporto fiduciario con il ministro. Si trattasse di militari, per queste cose si finirebbe davanti alla corte marziale. Castelli ha fatto quello che doveva e poteva fare. La sua decisione non è collegata alle opinioni espresse da quei magistrati ma da un atto di infedeltà». Sempre secondo il capo di imputazione, tali frasi venivano riportate e quindi a lui direttamente attribuite all'interno dell'articolo pubblicato in data 6 ottobre 2001 a pagina 12 del quotidiano Il Giorno e intitolato: «Sembra d'essere negli anni 1970. Sono tornate le toghe rosse».
Per tali fatti al deputato richiedente è stato contestato il delitto di diffamazione aggravata.
La Giunta ha esaminato il caso nella seduta del 20 marzo 2003. Nel corso dell'esame - consistito anche nell'esame della documentazione prodotta dall'interessato - è emerso che le parole attribuite all'onorevole Pecorella sono analoghe, nella sostanza, a quelle attribuite al deputato Carlo Taormina, sulla cui domanda d'insindacabilità la Giunta ha riferito all'Assemblea nel doc. IV-quater, n. 45 e su cui l'Assemblea stessa ha deliberato per l'insindacabilità nella seduta del 18 dicembre 2002. Per questo, la Giunta ritiene validi gli argomenti addotti in tale occasione e, all'unanimità, propone all'Assemblea di deliberare nel senso che i fatti oggetto del procedimento concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione.
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