Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 314 del 27/5/2003
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(Iniziative per il ripristino dell'ordinaria attività del tribunale di Napoli, interrotta a seguito di uno sciopero degli addetti alla manutenzione - n. 3-01929)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Valentino, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Siniscalchi n. 3-01929 (vedi l'allegato A - Interpellanza ed interrogazioni sezione 4).

GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il decreto-legge 16 dicembre 1993, n. 522, convertito con la legge 11 febbraio 1994, n. 102, ha istituito e disciplinato l'ufficio speciale per la gestione e manutenzione degli uffici giudiziari di Napoli che sin dal 1994 ha esercitato le proprie attribuzioni affidando a diverse imprese specializzate, selezionate per mezzo di indagini di mercato, la prestazione di servizi di manutenzione distinti per natura del settore.
I relativi contratti venivano stipulati con durata annuale e con possibilità di rinnovo per un ulteriore periodo di pari durata; alla scadenza di alcuni di essi, nel periodo compreso fra il 31 dicembre 2001 e il 12 gennaio 2002, per il rinnovo dei contratti e si è dovuto tenere conto delle disposizioni di cui all'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 448, e della conseguente disciplina applicativa emanata dal Ministero dell'economia e delle finanze con le quali è stata introdotta l'obbligatorietà per le amministrazioni statali di acquisire i beni e servizi necessari alla propria attività istituzionale affidando alla Consip Spa il compito di individuare gli aggiudicatari delle forniture statali distinti secondo una ripartizione in lotti del territorio nazionale.
L'ufficio speciale, quindi, prendeva contatto con l'impresa affidataria per il lotto territoriale n. 6 (Campania, Puglia e Molise) ed iniziava l'istruttoria acquisendo da tali imprese il cosiddetto piano dettagliato per la gestione globale. La valutazione di tale documento da parte dei tecnici dell'ufficio speciale ha richiesto tempi lunghi a causa della notevole estensione del progetto adeguato alla complessità e vastità del suo oggetto. All'esito di essa, in attesa del conferimento degli appositi fondi, si passava alla fase di adesione alla convenzione e, nel contempo, le maestranze, fino ad allora impegnate nella manutenzione degli edifici, iniziava una serie di azioni di protesta chiedendo garanzie sul mantenimento del posto di lavoro in caso di avvicendamento nella titolarità dell'affidamento del servizio.
L'affidatario ha sempre assicurato disponibilità in tal senso, sia per le vie brevi, sia con nota formalmente inoltrata all'ufficio speciale, e l'amministrazione ha sempre reso edotte le organizzazioni sindacali di tale disponibilità, da ultimo nella riunione presso l'ufficio territoriale del Governo di Napoli del 24 ottobre 2002, indetta a seguito dell'annunzio di un calendario di astensioni dal lavoro del personale dipendente delle imprese nella misura di quattro ore per turno dal 27 ottobre al 15 novembre 2002.


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L'azione di protesta iniziava come previsto, ma grazie all'opera di mediazione dell'ufficio speciale, i manifestanti sospendevano l'astensione, scongiurando i disagi che ne sarebbero quindi derivati. Tuttavia, a seguito dell'ulteriore riunione del 30 ottobre 2002 presso l'ufficio territoriale del Governo di Napoli, nella quale si riscontrava la mancata partecipazione dei rappresentanti della Consip, le agitazioni riprendevano senza preavviso il 31 ottobre 2002, lasciando l'intero nuovo palazzo di giustizia privo di illuminazione.
Tali agitazioni determinavano la totale sospensione dell'attività, contrariamente a quanto prospettato nelle precedenti comunicazioni sindacali, nelle quali si prevedeva l'astensione di 4 ore per turno. Un ulteriore incontro dell'ufficio speciale con le organizzazioni sindacali vedeva queste ultime in posizione di totale preclusione a qualsiasi forma di dialogo, tale da rendere ingestibile ogni mediazione. Infatti, le già fornite rassicurazioni sul mantenimento del posto di lavoro non potevano essere confermate in termini di assoluta certezza, trovandosi il conferimento dell'affidamento in fase istruttoria.
Ulteriori azioni di protesta, reiterate nel febbraio 2003, rendevano necessario l'intervento della commissione di garanzia per l'attuazione dello sciopero nei servizi essenziali, cui seguiva la precettazione dei lavoratori da parte dell'ufficio territoriale del Governo di Napoli. Anche i presidi straordinari ridotti per eventuali emergenze, predisposti dalle ditte su richiesta dell'ufficio speciale, venivano in alcuni casi disertati dagli stessi lavoratori incaricati di farne parte.
Nel frattempo, in data 3 febbraio 2003, venivano assegnati i fondi per la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'affidamento del servizio di gestione globale e veniva convocata per il 13 febbraio 2003 la riunione conclusiva che avrebbe dovuto portare alla predisposizione dell'ordinativo di fornitura.
Sennonché, in tale sede il rappresentante dell'associazione temporanea di imprese aggiudicatarie poneva inopinatamente una serie di condizioni non previste dalla convenzione ed estremamente penalizzanti per l'amministrazione, che impedivano di formalizzare l'ordinativo ed imponevano di rimettere la questione al vaglio della Consip, secondo quanto stabilito dalla convenzione. Mentre l'ufficio speciale manteneva i contatti con la stessa Consip, considerati gli aspetti di pressante urgenza e pericolosità della situazione, le organizzazioni sindacali, preso atto della perdurante indeterminazione della questione, annunciavano un ulteriore periodo di astensioni dal servizio dal 13 al 15 marzo 2003.
Allo stato, si è in attesa di riscontro da parte della Consip per una soluzione del problema nei termini concordati o, in alternativa, per una declaratoria di presa d'atto della impossibilità di aderire alla convenzione per la manifesta preclusione dell'assuntore a rispettare quanto in essa previsto.

PRESIDENTE. L'onorevole Ranieri ha facoltà di replicare.

UMBERTO RANIERI. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario per la puntuale ricostruzione di vicende che hanno comportato problemi seri nel corso degli scorsi mesi di febbraio e marzo all'attività del tribunale di Napoli e che destano preoccupazione per il futuro. Vorremmo pertanto che fosse mantenuta al centro dell'attenzione del Governo la necessità di concludere, il più rapidamente possibile, un contenzioso che si trascina irrisolto e che compromette l'andamento dei lavori del tribunale di Napoli in una realtà già molto complessa dal punto di vista del lavoro che deve svolgere l'amministrazione giudiziaria.
Vorrei cogliere, infine, l'occasione per sottolineare che avevamo già avuto modo di chiedere al Governo di affrontare con maggiore speditezza, così come era nei suoi intendimenti e nelle sue dichiarazioni, il tema delle infrastrutture giudiziarie di Napoli: allo stato, infatti, resta indispensabile un'iniziativa dell'esecutivo più celere su tale spinosa questione.

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