Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 314 del 27/5/2003
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(Notizie di stampa concernenti l'invito alla diserzione che Luca Casarini avrebbe rivolto ai militari di leva - n. 3-00413).

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Valentino, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Delmastro Delle Vedove n. 3-00413 (vedi l'allegato A - Interpellanza ed interrogazioni sezione 2).

GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, l'interrogazione in oggetto rappresenta che, in data 15 novembre 2001, è stata iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Roma il nominativo di Casarini Luca a seguito di esposto presentato da un avvocato romano per il reato di cui all'articolo 266 del codice penale.
Lo stesso Casarini, previa identificazione, è stato convocato per l'interrogatorio ex articolo 375 del codice di procedura penale. All'esito di tale interrogatorio, reso il 14 febbraio 2002, il pubblico ministero, in data 11 luglio 2002, ha inoltrato al GIP richiesta di archiviazione. Tale richiesta è stata motivata asserendo l'insussistenza dell'elemento soggettivo del reato. Infatti, nel corso dell'interrogatorio, Casarini ha specificato che il suo invito alla diserzione era, in realtà, un invito ai militari che si apprestavano a partire a non obbedire ad un ordine che secondo lui era illegittimo in quanto, sempre a suo dire, la missione italiana in Afghanistan non rivestiva i caratteri della guerra difensiva di cui all'articolo 11 della Costituzione repubblicana.
Tali convinzioni, che hanno portato alle pubbliche affermazioni oggetto dell'indagine, sia pure erronee, sono apparse ai magistrati inquirenti idonee ad integrare l'esclusione della punibilità ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 47 del codice penale. Sulla base di questi elementi, il GIP, conformemente alla richiesta del pubblico ministero, ha disposto l'archiviazione del procedimento in data 13 settembre 2002.

PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di replicare.

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, occorre sempre ascoltare i colleghi più anziani ed esperti: al momento della presentazione del presente atto di sindacato ispettivo, avendo io formulato, senza essere, per questo, particolarmente sagace, la previsione di una rapida archiviazione,


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un collega di gruppo mi disse, scherzosamente, di formalizzare quello che sembrava essere il mio vaticinio in un atto scritto da consegnarsi ad un notaio affinché gli attribuisse data certa.
Non lo feci: forse perché, in cuor mio, speravo di sbagliare. Invece, no! Puntualmente, ci si trova di fronte ad un'archiviazione che lascia sgomenti sia per il merito sia per la tempestività e la straordinaria velocità, privilegio non concesso agli altri cittadini italiani. Onorevole sottosegretario, chi, come me, fa l'avvocato è abituato a verificare sul campo, quotidianamente, quanto sia implacabile la pretesa punitiva dello Stato, soprattutto nei confronti dei poveri disgraziati. Quando, però, oggetto dell'indagine è uomo portatore di privilegio giuridico come Luca Casarini, ecco che nasce l'impunità, anzi, forse, l'immunità!
Questo rivoluzionario, che attacca frontalmente lo Stato, salvo usufruire dei benefici che lo stesso gli elargisce - per mano dell'allora ministro Livia Turco, la quale ebbe la sfrontatezza di affidargli l'incarico di consulente per le politiche giovanili -, è, comunque, un rivoluzionario da operetta perché, quando si presenta dinanzi al magistrato, tenuto conto del tenore della sua risposta, onorevole sottosegretario, ben lungi dal rivendicare con grande orgoglio la sua volontà (e, quindi, l'elemento soggettivo del reato), balbetta qualcosa a sua difesa e tenta di uscire dalle maglie dello Stato e di togliersi dalle grane, malgrado affermi quotidianamente di essere pronto a visitare le patrie galere per le sue idee.
È la sorte, il destino triste e miserevole di tutti gli pseudorivoluzionari, prima coccolati da certi settori dello Stato e del Governo e, oggi, da parte del mondo politico, ma, soprattutto, è l'espressione preoccupante di un dato grave che riguarda la magistratura.
Al fine di evitare, a mia volta, di subire procedimenti penali, preferisco evitare di dire ciò che penso di coloro che hanno fornito la motivazione che ha portato all'archiviazione, ma ribadisco che è letteralmente sconcertante la rapidità: non soltanto a Luca Casarini si garantisce ignominiosamente l'impunità (e l'immunità), ma si sta attenti a far sì che egli non debba avere per troppo tempo il suo nome nel registro delle notizie di reato, ed anche velocemente!
Nella mia professione, onorevole sottosegretario, quante volte capita di andare alla procura della Repubblica chiedendo di sveltire le indagini perché vi sono ragioni serie per far sì che uno debba uscire dal novero delle persone indicate nel registro delle notizie di reati, e quanto è difficile ottenere qualche risultato! E ci si sente dire dai magistrati che ognuno ha i suoi tempi, che c'è la coda, che c'è la fila, che l'ufficio non funziona, che i giudici sono pochi, i cancellieri ancora meno, e che, allora, bisogna aspettare. No, questo non avviene nel caso di Luca Casarini, consulente del ministro Livia Turco per le politiche giovanili (quindi immagino quale atteggiamento montessoriano poteva avere l'educazione giovanile con un cotal sostenitore, con un cotal consulente, ovviamente pagato). In proposito, ho presentato anche un'interrogazione per conoscere quali siano le opere consegnate alla storia dal consulente Casarini e, soprattutto, quali siano i compensi che egli ha ottenuto da questo Stato che vuole abbattere, ma dal quale prende, ovviamente, prebende. Ecco, nel suo caso bisogna fare in fretta, perché l'importante è che Luca Casarini sia persona assolutamente pulita. Per i poveri disgraziati, per il ragazzo preso con 20 milligrammi di cocaina non c'è problema: lo teniamo nel registro degli indagati per anni, lo mettiamo magari anche in galera. Luca Casarini può invitare alla diserzione i soldati, dopodiché trova il magistrato - per fortuna non sono tutti uguali, ma bastano e avanzano anche quei pochi che assumono provvedimenti di questo genere - che praticamente dice che - se ho ben capito, onorevole sottosegretario -, dal momento che Luca Casarini non condivideva lo spirito della guerra in Afghanistan, poteva permettersi di andare di fronte alle caserme e di dire: disertate tutti in massa. Così va tutto bene.


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Io proverò, dal momento che molto spesso non condivido l'idea di pagare le tasse nella misura in cui vengono applicate, ad andare dinanzi alle imprese per invitare tutti a non pagare le imposte. Ho l'impressione che sarebbe opportuno farlo nel distretto in cui opera quel pubblico ministero che ha assunto il provvedimento, perché sono certo che nei miei confronti farebbe veramente il difensore dello Stato ed applicherebbe in modo implacabile la legge. È una ben misera vicenda che certamente disonora non la magistratura, perché tutta così non è, ma il magistrato che ha assunto un provvedimento di questo genere.

PRESIDENTE. Onorevole...

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Mi piace finire ricordando che comunque la Repubblica è tranquilla, se i rivoluzionari sono quelli che poi dinanzi al magistrato, come si usa dire, «se la fanno sotto» e cercano l'argomento per uscirne, con la compiacenza di un magistrato, in un modo tranquillo, soprattutto in un modo rapido e veloce. Questa Italia merita veramente un colpo di acceleratore nelle riforme, perché questo veramente non fa onore alla nostra Repubblica.
Quindi, non posso che essere insoddisfatto, onorevole sottosegretario, non già della risposta che ho ricevuto da lei, ma dell'elemento su cui si fonda questa risposta, cioè del provvedimento del magistrato, che, per non compiere io stesso un altro reato, preferisco non definire.

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