Allegato A
Seduta n. 314 del 27/5/2003


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INTERPELLANZA ED INTERROGAZIONI

(Sezione 1 - Dichiarazioni del pubblico ministero Roberto Rossi, in relazione ad indagini sulla gestione dell'Eurispes)

A) Interpellanza

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:
il 18 marzo 2002 la procura della Repubblica presso il tribunale di Bari ha dato esecuzione a misure custodiali nei confronti del presidente dell'Eurispes per illeciti asseritamente consumati nella gestione dei corsi di formazione in Puglia alla fine degli anni novanta;
già dal primo mattino dello stesso giorno (18 marzo 2002), notizie Ansa riferivano ogni dettaglio sull'indagine e, addirittura, il testo dell'interrogatorio reso al pubblico ministero, dottor Roberto Rossi, da un teste a nome Petrelli, mentre la stessa fonte giornalistica riportava, tra virgolette, dichiarazioni del pubblico ministero secondo cui «L'Eurispes continua ad essere un pericoloso centro di illecito arricchimento»;
l'Ansa riportava, altresì, dichiarazioni testuali del pubblico ministero, dottor Roberto Rossi, nei confronti dei suoi stessi indagati, i quali venivano definiti «come soggetti altamente pericolosi» che avevano realizzato una «gestione arbitraria e predatoria del denaro pubblico»;
nel tardo pomeriggio del 18 marzo 2002 (esattamente alle ore 19.19), l'Ansa diffondeva un altro comunicato, attribuito in modo testuale al pubblico ministero, dottor Roberto Rossi, secondo cui «alle indagini ha collaborato l'allora pubblico ministero in servizio all'Olaf Nicola Piacente. A questo proposito devo dire, con dispiacere, che Piacente è stato estromesso dall'Olaf, privandoci di una collaborazione di prim'ordine. A Bruxelles sono sconcertati per questo episodio, dato che i magistrati italiani sono molto apprezzati all'estero» -:
se sia lecita e rispettosa dei principi e delle norme positive (stabilite dalla Costituzione e dal processo penale) la realizzazione di una conferenza stampa illustrativa di un'attività di indagine coperta da segreto investigativo e se nel corso della stessa possano essere diffusi particolari e dettagli istruttori ancora in via di accertamento, verifica e confronto;
se siano lecite e rispettose delle norme positive le dichiarazioni degli organi di un ufficio inquirente (nella specie l'affermazione del pubblico ministero, dottor Roberto Rossi) contro una istituzione culturale di rilievo pubblico (l'Eurispes), che, per fatto notorio, non può essere esecutrice in sé di alcuna attività delittuosa, trattandosi di una persona giuridica;
se sia lecito e rispettoso delle norme positive offendere gli indagati con gli epiteti «pericolosi predatori», in disprezzo non solo del principio di garanzia che qualifica un soggetto non colpevole prima della definitiva pronuncia di un giudice, ma della stessa dignità dell'ufficio del pubblico ministero, che in nessun modo può travalicare i limiti di continenza nelle espressioni verbali;


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se possa ritenersi vero e possibile quanto riferito dal pubblico ministero, dottor Roberto Rossi, circa una collaborazione all'indagine da parte del dottor Nicola Piacente (asseritamene membro dell'Ufficio europeo di lotta antifrode-Olaf), considerata la circostanza che il predetto dottor Piacente non è mai stato assunto dall'Olaf, bensì dal Tribunale de L'Aja per i crimini commessi nella ex Jugoslavia e che lo stesso non ha mai (neanche per un solo giorno) potuto rivestire la funzione di investigatore presso l'Olaf, causa l'espresso diniego opposto dal ministero della giustizia e dal Presidente del Consiglio dei ministri;
se non siano, pertanto, frutto di fervida immaginazione del pubblico ministero, dottor Roberto Rossi, i costernati rilievi di Bruxelles sulla mai avvenuta «rimozione» del dottor Piacente;
se il Ministro interpellato, dinanzi a tali pesanti violazioni, intenda promuovere ogni doverosa attività di approfondimento delle circostanze di cui sopra ed assumere le eventuali conseguenti iniziative di propria competenza.
(2-00286)
«Mastella, Boato, Malgieri, Volontè, Mancini, Boccia, Intini, Deodato».
(21 marzo 2002)