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PRESIDENTE. Mi è stata chiesta un'inversione dell'ordine di trattazione dell'interpellanza che io consento.
ROBERTO DAMIANI. Signor Presidente,
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, onorevole Mammola, ha facoltà di
PAOLO MAMMOLA, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, nell'interpellanza dell'onorevole Lettieri si chiedono notizie circa le intenzioni del ministro delle infrastrutture e dei trasporti in ordine alla nomina dell'autorità portuale di Trieste in relazione alla concomitanza delle prossime elezioni regionali.
prevede l'intesa con la regione Friuli-Venezia Giulia, che avverrà successivamente alle prossime consultazioni elettorali.
PRESIDENTE. L'onorevole Damiani, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di
ROBERTO DAMIANI. Signor Presidente, ringrazio per la cortese tempestività della risposta, anche se, in realtà, un'assicurazione soltanto mi attendevo: che la nomina del presidente dell'autorità portuale triestina avverrà nel più rigoroso rispetto dei tempi previsti dalla legge e, dunque, in nessun caso sarà anticipata, per nessun motivo e con qualsiasi pretesto.
L'onorevole Damiani ha pertanto facoltà di
Ricordiamo agli interroganti che l'articolo 8, comma 1, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, stabilisce che i presidenti delle autorità portuali siano nominati, previa intesa con la regione interessata, con decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nell'ambito di una terna di esperti di massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell'economia, dei trasporti e portuale designati dalla provincia, dai comuni e dalle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura competenti per circoscrizione.
Tre mesi prima della scadenza del mandato, la terna è comunicata al ministro, il quale può avvalersi della facoltà di chiedere, con atto motivato, di comunicare, entro 30 giorni dalla richiesta, una seconda terna di candidati nell'ambito della quale effettuare la nomina. Qualora non pervenga nei termini alcuna designazione, il ministro nomina il presidente previa intesa con la regione interessata.
Dal disposto normativo emerge chiaramente la complessità del procedimento di nomina del presidente dell'autorità portuale, che vede il coinvolgimento di una molteplicità di soggetti, tra cui il Parlamento, per mezzo delle competenti Commissioni ex lege 24 gennaio 1978, n. 14. L'ormai decennale esperienza applicativa della legge n. 84 del 1994 ha, purtroppo, annotato diverse situazioni di impasse istituzionale, connesse con detto procedimento di nomina, da cui sono derivati periodi più o meno lunghi di gestione straordinaria delle autorità portuali interessate, con conseguenze negative sulla gestione e sull'efficienza delle stesse.
Per questo motivo, le procedure previste dalla legge n. 84 del 1994 sono state attivate, oltre che per Trieste, per le nomine delle autorità portuali di Marina di Carrara (in scadenza il 22 agosto 2003), Ancona (in scadenza il 2 settembre 2003), Ravenna (in scadenza il 13 ottobre 2003) e Catania (in scadenza addirittura il 20 dicembre 2003). L'organicità e la prontezza di tale iniziativa è rivolta, quindi, innanzitutto, a consentire ai soggetti locali coinvolti nel procedimento di nomina di disporre di tempi congrui per l'indicazione dei nominativi di competenza e, conseguentemente, di rispondere al dettato normativo.
Per quanto riguarda, nello specifico, l'autorità portuale triestina, il cui presidente, professor Maurizio Maresca, scadrà il prossimo 13 ottobre, con nota n. 7292 in data 22 aprile 2003, integrata con nota del 7 maggio 2003, il ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha chiesto la terna agli enti locali interessati. Con successiva nota dell'8 maggio 2003, i soggetti territoriali indicati dalla legge hanno designato unitariamente la dottoressa Marina Monassi, inviandone il curriculum.
La procedura di nomina, dopo l'avvenuta designazione da parte degli enti locali,
Anticiparla avrebbe significato rimettere alla concertazione tra un ministro espresso dalla Casa delle libertà ed un presidente della giunta regionale espresso anch'egli dalla medesima Casa delle libertà, il quale, tuttavia, cesserà dal suo mandato a seguito delle consultazioni elettorali dell'8 e 9 giugno. Non bastasse, incombeva un'ipotesi non remota e molto inquietante: nel caso di assenza o impedimento del presidente della regione, la concertazione con il ministro competente sarebbe passata alla competenze del vice presidente in carica (in questo caso, Alessandra Guerra, candidata alle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale, naturalmente del centrodestra). Ora, prendo atto della risposta che mi è stata data e che parzialmente mi soddisfa, anche se poco rassicurante è stata la posizione sin qui assunta dal ministero nella corrispondenza con i soggetti locali chiamati ad esprimere la terna di candidati.
È una operazione che, sinceramente, non mi sento di condividere. Non stiamo parlando, infatti, della nomina di un ente di secondaria importanza o di scarso rilievo. La storia di Trieste è tutt'uno con la storia del suo porto, da quando l'imperatore Carlo VI d'Asburgo, nel 1719, proclamò porto franco la città, che liberamente si era data all'Austria nel 1382. Alla vigilia della grande guerra, il porto di transito di Trieste era il secondo per volume di traffici all'interno dell'intero bacino del Mediterraneo. Contro ogni convenienza ed ogni calcolo materiale, e consapevole di mettere così a rischio i suoi vitali interessi economici, nel 1918, Trieste gioì nel diventare parte integrante dell'Italia ed uguale scelta - mi si consenta un po' di retorica - rinnovò dopo le tragiche vicende legate alla seconda guerra mondiale che le imposero, sino al 26 ottobre 1954, l'umiliazione di tre distinte e successive occupazioni militari straniere.
Ma in particolare dagli anni ottanta lo storico volano fondamentale dell'economia triestina si è degradato a luogo di incontro e di scontro di piccoli interessi e di modesta rendita di posizione che hanno a lungo frenato i tentativi di rilanciarlo. Ora, talune nuove prospettive inducono a più di una speranza, prima fra tutte quella di sottrarre le zone del porto vecchio all'incuria, al degrado e all'abbandono. Con tali premesse, sarebbe in effetti apparso, signor sottosegretario, sotto ogni profilo ingiustificabile impegnare alla concertazione un'amministrazione regionale in scadenza e non il presidente della regione, che tra meno di un mese sarà eletto per il prossimo quinquennio, oltretutto per la prima volta a suffragio diretto, chiunque egli sia e quale sia la coalizione che lo esprime. Mi dichiaro quindi parzialmente soddisfatto delle assicurazioni ricevute.


