Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 310 del 15/5/2003
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Si riprende la discussione del disegno di legge di conversione n. 3841 (ore 15,06).

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 3841)

PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge di conversione n. 3841, recante riforma della normativa in tema di applicazione del prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari.
Ricordo che nella parte antimeridiana della seduta sono stati votati, da ultimo, gli identici emendamenti Olivieri 5.1 e Detomas 5.9.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Olivieri 5.2, Boato 5.14 e Detomas 5.15.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Olivieri. Ne ha facoltà.

LUIGI OLIVIERI. Signor Presidente, gli identici emendamenti Olivieri 5.2, Boato 5.14 e Detomas 5.15 sono una variante degli identici emendamenti Olivieri 5.1 e Detomas 5.9 che, purtroppo, non hanno trovato consenso perché la maggioranza ha dimostrato pochissima sensibilità sulle questioni della montagna.
Si tratta di emendamenti che potrebbero creare e che creeranno sicuramente qualche perplessità; pertanto, signor ministro, vale la pena di spiegarne il meccanismo. Signor ministro, questa mattina ho detto - lei poi si era assentato - che il suo intervento, seppur breve, aveva dato la possibilità di apprezzare o meno una sua affermazione; ossia, che per le zone di montagna, quelle previste dall'articolo 18 del regolamento CE, non vi sono dei problemi perché le medesime producono quanto le quote a disposizione. Purtroppo, così non è per motivi storici e per motivi che tutti noi o, comunque, coloro che affrontano questa problematica conoscono, quindi, si pone un problema effettivo.
Questo articolo - giustamente il ministro diceva che le zone di montagna andranno poi in via preliminare in compensazione - introduce un sistema in ordine al prelievo mensile che si trasforma in un'ulteriore burocratizzazione dell'agricoltura e della zootecnia, in particolare della zootecnia di montagna la quale presenta i problemi che tutti noi conosciamo.
Mi chiedo che senso abbia dire, tenuto conto che sono 534 mila le tonnellate di latte prodotte dalla montagna mentre dieci milioni e cinquecentomila tonnellate sono quelle prodotte a livello nazionale (una parte esigua che rappresenta meno del 5 per cento), che quelle poche aziende che hanno dato luogo ad uno sforamento di produzione esiguo debbano vedersi trattenuto dal primo acquirente e, successivamente versato, nei primi due anni anche mediante fideiussione, il prelievo mensile sapendo che, alla fine dell'anno, quando poi l'AGEA opererà le definizioni complessive, si vedrà restituito il tutto.
Vogliamo veramente lavorare per gli istituti di credito affinché questi traggano ulteriori guadagni dalle fideiussioni? Allo stesso modo, mi chiedo se vogliamo lavorare per rendere ancor più burocratico il settore ed introdurre ulteriori elementi di difficoltà in una zootecnia che è già in grosse difficoltà (mi riferisco alla zootecnia di montagna e a quella delle zone svantaggiate) oppure cerchiamo di essere razionali e conformi.
Questi emendamenti, che rappresentano un'ipotesi subordinata rispetto agli identici emendamenti respinti questa mattina (Olivieri 5.1 e Detomas 5.9), introducono un quantitativo minimo oltre il quale non si può fare quest'operazione, a cui facevo riferimento prima, che è meramente burocratica e che inciderà sul costo del latte che verrà riconosciuto ai produttori.


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Si tratta di una cosa a dir poco banale ma si rimane esterrefatti di come essa non possa essere compresa e definita positivamente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, come giustamente ha ricordato il collega Olivieri, noi avevamo presentato degli emendamenti che prevedevano un'ipotesi più ampia in ordine alla zootecnia delle zone di montagna. Faccio riferimento, evidentemente, agli identici emendamenti Olivieri 5.1 e Detomas 5.9 che l'Assemblea questa mattina ha respinto. Adesso, gli identici emendamenti Olivieri 5.2, Boato 5.14 e Detomas 5.15 presentano, come ha ricordato il collega Olivieri, un'ipotesi subordinata.
Sono anch'io sconcertato, però, dal fatto che il ministro Alemanno - che credo sia stato sensibilizzato riguardo a tali problematiche, perché se esse non verranno recepite, creeranno enormi problemi per i produttori di latte nelle zone di montagna - abbia deciso di non accogliere questa proposta.
Forse il suggerimento implicito che ci viene dato, signor ministro, è che, in una prossima occasione, occorrerà praticare l'ostruzionismo per essere ascoltati, dal momento che l'ostruzionismo di una forza di maggioranza contro il proprio Governo ottiene l'attenzione dell'esecutivo, mentre proposte ragionevoli avanzate dai deputati dell'opposizione, sollecitati dalle realtà locali sul piano sia istituzionale, sia associativo, non mi sembra che trovino alcuna disponibilità da parte del Governo, e questo mi sembra pesantemente negativo. Le ricadute, poi, saranno non sulle forze politiche, ma sul tessuto produttivo all'interno delle zone di montagna.
Comunque, con le motivazioni che poc'anzi il collega Olivieri ha illustrato più dettagliatamente, preannuncio il voto favorevole sugli identici emendamenti Olivieri 5.2, Boato 5.14 e Detomas 5.15, invitando i colleghi a fare altrettanto.

PRESIDENTE. Gli uffici mi informano che la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi forse non ha ancora sospeso i lavori, come richiesto, per cui sto chiedendo agli uffici di effettuare gli opportuni controlli.

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, vorrei ricordare che proprio nelle giornate di ieri e dell'altro ieri abbiamo avuto una discussione con la Presidenza sulla questione della convocazione e della sconvocazione delle Commissioni.
Le Commissioni sono state convocate ed hanno continuato a lavorare, nonostante fossero in corso i lavori dell'Assemblea; adesso, capisco tutto: apprezziamo, come si dice, le circostanze, però non indugiamo oltre, perché abbiamo già fatto le dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Olivieri 5.2, Boato 5.14 e Detomas 5.15, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 309
Votanti 196
Astenuti 113
Maggioranza 99
Hanno votato
18
Hanno votato
no 178).

Prendo atto che gli onorevoli Mereu, Angelino Alfano e Gioacchino Alfano non sono riusciti a votare e che volevano esprimere un voto contrario.


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Avverto che l'emendamento Franci 5.20 è stato ritirato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Rava 5.22.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Preda. Ne ha facoltà.

ALDO PREDA. Signor Presidente, stiamo esaminando l'articolo 5 del decreto-legge in esame, relativo agli adempimenti degli acquirenti, ed il comma 3 prevede una regolamentazione delle verifiche che possono essere effettuate dalle regioni e dalle province autonome. Noi proponiamo di sopprimere, al primo periodo, le parole da «per la corretta imputazione» fino alla fine del periodo, poiché ci sembra che ciò limiti i poteri di verifica delle regioni. Sopprimendo tale espressione, infatti, verranno potenziati, a tutto campo, i poteri di controllo e di verifica delle regioni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rava 5.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 327
Votanti 325
Astenuti 2
Maggioranza 163
Hanno votato
135
Hanno votato
no 190).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Vascon 5.24.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Preda. Ne ha facoltà.

ALDO PREDA. Signor Presidente, noi voteremo a favore dell'emendamento Vascon 5.24 per un motivo molto semplice: infatti, a nostro avviso tenere presente, a livello di determinazione della produzione, anche quanto risulta iscritto all'anagrafe bovina ed i parametri di produzione di ciascun animale ci sembra un criterio non vincolante, ma comunque corretto quale ulteriore forma di controllo, anche se riteniamo che non possa rappresentare l'unico parametro di riferimento.
In proposito, sappiamo già che la commissione Lecca, che aveva basato molti dei suoi controlli su questo, aveva poi rettificato la sua impostazione; lo riteniamo giusto, perché è un ulteriore elemento che ci può servire come controllo della produzione dei vari allevamenti.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vascon 5.24, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 336
Votanti 331
Astenuti 5
Maggioranza 166
Hanno votato
326
Hanno votato
no 5).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Franci 5.25.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.

LUIGI BORRELLI. Signor Presidente, con questo emendamento intendiamo integrare il comma 3 dell'articolo 5 che è di particolare importanza perché riguarda i controlli. Sappiamo che le carenze che vi sono state negli anni scorsi e che hanno portato al disastro che è sotto gli occhi di tutti nella gestione delle quote latte sono dovute anche alla mancanza di controlli.
Riteniamo che, per svolgere questi controlli, andrebbero tenute presenti procedure informatiche e, quindi, chiediamo che vi sia un collegamento tra l'AGEA, il SIAN e l'anagrafe bovina. Al riguardo, vi è un punto dolente perché l'anagrafe bovina


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rappresenta senza dubbio l'anello debole di tutta questa catena. Abbiamo già avuto modo di dirlo anche in Commissione e siamo convinti che tutti i controlli posti in essere, nel momento in cui si arriva ad una fase importante quale quella che coinvolge l'anagrafe bovina (che, come sappiamo, non funziona ancora), rischiano di inficiare tutti i nostri processi.
Allora, con l'emendamento Franci 5.25 abbiamo voluto nuovamente sottoporre all'attenzione dell'Assemblea e del Governo la necessità che per i controlli vi siano procedure efficaci. Ancora, affinché queste ultime siano efficaci, occorre fare qualcosa di più perché l'anagrafe bovina diventi effettivamente agibile il più presto possibile.
Per questo motivo, abbiamo presentato tale emendamento che riteniamo aiuti a migliorare la capacità di controllo della legge, rifacendoci alle considerazioni espresse nel dibattito. Anche la Lega ha sostenuto che vi fosse una difficoltà di controllo e l'onorevole Vascon ha scomodato anche il generale Lecca.
Adesso, invitiamo la Lega a riflettere. Questo emendamento va nella direzione di rendere più efficaci i controlli. Se veramente la Lega intendeva fare in modo che vi fossero meno latte in nero o meno imbroglioni, adesso può battere un colpo e dimostrare che, effettivamente, la sua intenzione era questa e non quella di incassare qualcosa sottobanco.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franci. Ne ha facoltà.

CLAUDIO FRANCI. Signor Presidente, già l'onorevole Borrelli sottolineava le motivazioni che ci hanno spinto a presentare questo emendamento e che vorrei riconfermare. Quest'ultimo è stato anche oggetto di discussione nel confronto con le regioni, che con l'articolo 5, comma 3, si vedono attribuire tutta una serie di controlli e di verifiche sulle procedure, sulle dichiarazioni, sugli esuberi e sulla veridicità delle dichiarazioni stesse.
Con questo emendamento vorremmo consentire le verifiche attribuite alla regione, attuando un forte coordinamento con i vari sistemi oggi presenti, attivando l'AGEA, disponendo l'organizzazione, all'interno del SIAN, di un sistema informatico che consenta il coordinamento e il controllo delle varie procedure e l'interconnessione con i dati dell'anagrafe bovina, della quale già l'onorevole Borrelli sottolineava i ritardi.
Attribuiamo importanza a questo emendamento già sollecitato anche dalle regioni; invitiamo, pertanto, l'Assemblea a tener conto di ciò ed a pronunciarsi positivamente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Franci 5.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 337
Votanti 334
Astenuti 3
Maggioranza 168
Hanno votato
145
Hanno votato
no 189).

Passiamo all'emendamento Grillo 6.1.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

ETTORE PERETTI. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Preda 6.61 e Misuraca 6.62.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Preda. Ne ha facoltà.

ALDO PREDA. Signor Presidente, vorrei ringraziare il relatore che ha espresso parere favorevole sull'emendamento in esame. Le dichiarazioni di fine periodo necessitano, soprattutto per gli acquirenti di grandi dimensioni e con produttori


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dislocati in più regioni, di tempi più lunghi per acquisire la firma di tutti i conferenti. Pertanto, si supera l'esigenza di confermare le modalità e la tempistica prevista finora al riguardo con l'invio delle dichiarazioni per via telematica entro il termine del 14 maggio, così come previsto dalla normativa dell'Unione europea, e con la trasmissione degli allegati cartacei controfirmati dai produttori entro il 31 maggio. Mi sembra che ciò chiarisca anche meglio l'articolo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole sugli identici emendamenti in esame e per svolgere un'ulteriore considerazione. Nell'ultima votazione che abbiamo fatto la maggioranza ha respinto l'emendamento dell'opposizione con 189 voti contrari. Questa è la dimostrazione che stiamo esaminando un decreto-legge del Governo, contro cui ha fatto ostruzionismo una forza di maggioranza, e la maggioranza non ha il numero legale in quest'aula. Al successivo punto all'ordine del giorno vi è un altro decreto-legge adottato dal Governo.
Poiché sentiamo rivolgere accuse, specialmente in campagna elettorale, contro l'irresponsabilità dell'opposizione, l'incapacità di dialogare e di assumersi il proprio ruolo all'interno di un corretto sistema parlamentare vorrei far notare che per settimane questo provvedimento è stato bloccato da un gruppo della maggioranza ed oggi sta per essere approvato, sia pur faticosamente, semplicemente perché l'opposizione sta facendo il suo dovere in aula, mentre la maggioranza non ha il numero legale.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Preda 6.61 e Misuraca 6.62, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 347
Votanti 346
Astenuti 1
Maggioranza 174
Hanno votato
340
Hanno votato
no 6).

Avverto che l'emendamento Marcora 6.63 è assorbito e che l'emendamento Rava 6.68 è precluso.
Passiamo all'emendamento Preda 6.64.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

ALDO PREDA. Signor Presidente, anche se tale emendamento sarebbe solo una specificazione per chiarire meglio il termine (ci riferiamo ai termini comunitari), accogliamo l'invito al ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Marcora 6.65, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 347
Votanti 345
Astenuti 2
Maggioranza 173
Hanno votato
343
Hanno votato
no 2).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Preda 6.67, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 349
Maggioranza 175
Hanno votato
349).

Avverto che l'emendamento Marcora 6.66 è assorbito.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Marcora 9.246 e sugli identici emendamenti Marcora 9.244 e Rava 9.253, di analogo contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 359
Votanti 357
Astenuti 2
Maggioranza 179
Hanno votato
153
Hanno votato
no 204).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Potenza 9.1, Lettieri 9.2, Rava 9.254 e Vascon 9.71, accettati dalla Commissione e dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 353
Votanti 344
Astenuti 9
Maggioranza 173
Hanno votato
331
Hanno votato
no 13).

Passiamo all'emendamento Rava 9.245. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore e dal Governo.

LINO RAVA. Sì, signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Grillo 9.128.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Preda. Ne ha facoltà.

ALDO PREDA. Noi riteniamo importante questo emendamento e pertanto voteremo favorevolmente. Nella mattinata abbiamo sostenuto che in questo provvedimento, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione delle quote, avremmo dovuto tenere presente che vi erano una serie di produttori (la maggior parte), i quali si erano comportati correttamente; questo era per noi un principio importante. Anche se l'emendamento in oggetto non soddisfa integralmente le richieste che avevamo avanzato, tuttavia ci sembra che esso minimamente tenga conto di un fatto di correttezza che dobbiamo avere presente nei confronti dei produttori titolari di quota che hanno versato il prelievo. Quanto meno teniamo conto di questo, perché dobbiamo avere un minimo di correttezza nei confronti dei produttori che si sono comportati correttamente, a fronte di molti altri produttori, i quali invece non hanno rispettato le regole, creandoci parecchi problemi.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grillo 9.128, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 356
Votanti 354
Astenuti 2
Maggioranza 178
Hanno votato
353
Hanno votato
no 1).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Alfonso Gianni 9.132 e Rossiello 9.252.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rossiello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE ROSSIELLO. Vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi e del Governo sull'emendamento in oggetto. Più volte abbiamo ripetuto - e non ci stancheremo di farlo - che, come parlamentari meridionali, non stiamo assumendo alcuna posizione che possa essere definita in qualche modo corporativa, ma siamo invece in sintonia con le indicazioni della normativa europea. Un'attenta lettura della proposta di riforma dell'Unione europea consente di individuare alcuni indirizzi che sono in sintonia con le nostre asserzioni. Mi riferisco in particolar modo alla proposta di regolamento del Consiglio n. 2003/0012. L'articolo 6 di tale proposta di riforma così recita: gli Stati membri stabiliscono le regole necessarie per l'assegnazione, a produttori attivi e a produttori che intendano avviare la produzione, dei quantitativi provenienti dalla riserva nazionale di cui all'articolo 13; ciascun Stato membro istituisce una riserva nazionale, in particolare ai fini delle assegnazioni di cui all'articolo 6; questa riserva può essere alimentata anche attingendo ai quantitativi di riferimento trasferiti a norma dell'articolo 16 e dell'articolo 17, oppure effettuando una riduzione lineare degli insiemi dei quantitativi di riferimento individuali.
Infine, gli Stati membri possono prevedere trasferimenti dei quantitativi di riferimento, concordati direttamente tra produttori oppure mediante transazioni organizzate su iniziativa delle autorità competenti. Per portare a termine la ristrutturazione della produzione lattiera o per migliorare l'ambiente, gli Stati membri possono... (articolo 17).
Quindi, l'Europa ci invita ad esprimere una chiara volontà di indirizzo, in virtù della quale l'utilizzo della riserva nazionale certamente non può essere effettuata con sistematica prevalenza a sanatoria di situazioni di splafonamento, anziché quale sforzo di porre rimedio a squilibri territoriali e produttivi del nostro sistema lattiero-caseario.
È del tutto evidente che le parole spesso pronunciate dalla maggioranza, volte a consentire lo sviluppo del sistema lattiero-caseario laddove in particolare insistono prodotti tipici e di qualità insieme alla salvaguardia dell'ambiente, restano solo parole e, purtroppo, non si traducono in fatti concreti, vale a dire in normativa e legislazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.

LUIGI BORRELLI. Signor Presidente, volevo aggiungere a quanto affermato dal collega Rossiello che qui stiamo parlando di compensazioni che, fino ad adesso, hanno privilegiato essenzialmente la montagna. Con il presente provvedimento si provvederà a riorganizzare tutto il sistema delle compensazioni e non sono neanche certo che tali compensazioni esisteranno ancora, visto che molte quote verranno revocate oppure, con la fluidificazione determinatasi, vendute, acquistate, eccetera.
Tuttavia, a noi pare che per quanto concerne la zootecnia del meridione sia essenziale inserire tra le priorità nella compensazione anche le regioni dell'obiettivo 1 e, questa volta, anche le regioni insulari. Infatti, nella mediazione trovata con riferimento ad altri articoli, evidentemente, è sfuggito che, nelle compensazioni, le regioni insulari (Sicilia e Sardegna) rimangono comunque fuori.
Dunque, l'approvazione di questo emendamento consentirebbe alle regioni


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meridionali che fanno parte dell'obiettivo 1 - comprese Sicilia e Sardegna - di godere nelle compensazioni di un trattamento identico a quello delle zone montane e marginali. A nostro avviso ciò sarebbe giusto per le condizioni della zootecnia meridionale; si tratta di sostenere una parte abbastanza debole del nostro territorio e per tale motivo chiediamo l'approvazione di questa proposta emendativa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alfonso Gianni. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, intervengo per sottolineare l'importanza di questo emendamento diretto a precisare un carattere non meridionalista, ma di equità geografica nel trattamento della questione oggi al nostro esame.
Dunque, siamo di fronte ad un emendamento antidiscriminatorio che, ovviamente, nel caso venisse approvato, qualificherebbe il provvedimento nel suo complesso. Le ragioni sono quelle già sapientemente indicate dai colleghi: si tratta di inserire le regioni meridionali che si trovano in situazioni di particolare difficoltà nel settore della zootecnia, dunque di tenerne conto in questo provvedimento dando una mano a chi ha sempre avuto di meno.
Per queste ragioni raccomandiamo l'approvazione degli identici emendamenti Alfonso Gianni 9.132 e Rossiello 9.252.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Alfonso Gianni 9.132 e Rossiello 9.252, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 342
Maggioranza 172
Hanno votato
146
Hanno votato
no 196).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Ricciuti 9.251.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Preda. Ne ha facoltà.

ALDO PREDA. Signor Presidente, esprimeremo un voto favorevole su questo emendamento che interviene sul comma 3, lettera c-bis), dell'articolo 9 per correggere il principio relativo alla rideterminazione del 10 per cento accantonato per eventuali restituzioni. Tale disposizione deve essere prevista anche in favore di quelle imprese e di quegli allevatori che, a seguito di un provvedimento dell'autorità sanitaria, abbiano subìto il blocco della movimentazione degli animali per un periodo - correggiamo - di novanta giorni, invece che di centottanta giorni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ricciuti 9.251, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 356
Maggioranza 179
Hanno votato
349
Hanno votato
no 7).

Avverto che l'emendamento Preda 9.243 è precluso dall'approvazione dell'emendamento Grillo 9.128.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Rava 9.250.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rava. Ne ha facoltà.


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LINO RAVA. Signor Presidente, il mio emendamento 9.250, in sostanza, stabilisce un termine congruo di trenta giorni, per i casi in cui i primi acquirenti ricevano dall'AGEA il corrispettivo di quelli che sono stati i maggiori versamenti. Credo sia un termine del tutto condivisibile per ritrasferire questi importi dai primi acquirenti ai produttori. Quindi, questo emendamento rappresenta un elemento di garanzia. Mi rivolgo all'onorevole Vascon e alla Lega che, a parole, dimostrano una grande attenzione verso gli interessi dei produttori. Con questo emendamento, garantiamo la tempistica per il ritorno dei soldi dovuti ai produttori.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rava 9.250, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

PIERO RUZZANTE. Presidente, Presidente (Commenti di deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!

MARIO LANDOLFI. Guarda alla tua parte!

PRESIDENTE. Onorevole Duca, si riferisce a me?
Onorevoli colleghi, piano! Non do la parola a nessuno. Non ho chiuso la votazione. Stiamo tutti calmi. Meglio che il Presidente non guardi né a destra né a sinistra. È una battuta, evidentemente, lo capiamo tutti. Il Presidente guarda al centro!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 292
Maggioranza 147
Hanno votato
121
Hanno votato
no 171
Sono in missione 80 deputati).

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, mi sembra che siamo in una situazione di difficoltà nel procedere in questi lavori. La maggioranza è rappresentata in modo esiguo all'interno dell'aula. Ci sono gruppi di maggioranza che sono sotto il 40 per cento della propria presenza (Commenti di deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Colleghi, ci sono i tabulati! È da stamani! Qui non possiamo assistere passivamente, facendo finta di niente. Abbiamo il nostro senso di responsabilità sul merito. Facciamo la nostra battaglia.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lasciamo parlare l'onorevole Innocenti.
Per cortesia, non interrompiamo.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, concludo. Non ho problemi.

PRESIDENTE. Che lei non abbia problemi, visto come è messa la situazione, lo immagino!

RENZO INNOCENTI. Non ho problemi, nel senso che a chi è buon intenditore...

PRESIDENTE. Poche parole, dice lei.

RENZO INNOCENTI. ...poche parole. Altrimenti, siamo tutti consapevoli di come potrà svolgersi la nostra giornata. Mi scusi, Presidente. Vorrei rivolgere un caldo invito a prendere in seria considerazione la bontà dei nostri emendamenti, perché non possiamo assistere al fatto che i nostri emendamenti - quelli che contano - vengano sistematicamente respinti. Scusate, colleghi, ma siamo in un'aula parlamentare, non siamo mica dove qualcuno pensa.
Mi sembra che, qualche volta, non sia stata presa seriamente in considerazione la bontà dei nostri emendamenti. Allora, anche su questo, rivolgo un caldo invito a tutti perché ci sia una riflessione accurata.


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Siccome l'abbiamo vista altre volte, credo che ciò possa avvenire anche questa volta (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Rava 9.249.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.

LUIGI BORRELLI. Signor Presidente, in sostanza questo emendamento, riguardando il comma 6 dell'articolo 9, quindi, le restituzioni degli importi trattenuti dagli acquirenti, tocca una parte delicata, è bene essere precisi. Infatti, non vorremmo che una dizione imperfetta porti a far sussistere l'obbligo di restituzione di un qualcosa che non si è ancora percepito. Quindi, di conseguenza, abbiamo preparato una serie di emendamenti - come gli emendamenti Rava 9.249, 9.248 e 9.247 - che, in sostanza, cercano di specificare meglio ciò di cui si tratta, in altre parole dicendo che le restituzioni si fanno dopo che l'AGEA ha effettivamente accreditato i soldi agli acquirenti per poterli ridare ai produttori.
Pertanto, a noi questi paiono emendamenti di buon senso, migliorativi del decreto-legge, che servono a farlo leggere e interpretare meglio. Non capiamo quindi perché la maggioranza non vuole prenderli in considerazione. In questo modo, noi siamo convinti di fare un servizio utile a tutti e quindi ci aspetteremo che la maggioranza prendesse in maggior considerazione i nostri emendamenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Preda. Ne ha facoltà.

ALDO PREDA. Signor Presidente, vorrei sottolineare esclusivamente un principio che noi abbiamo cercato di affermare con questa aggiunta al comma 6 dell'articolo 9. In altre parole, si tratta dei tempi certi per i produttori e per gli acquirenti, ossia dei tempi certi per i produttori, gli acquirenti e l'AGEA nel travaso di somme, perché credo sia corretto che ci sia chiarezza anche su questo punto. Molte volte vediamo che l'AGEA ha tempi estremamente lunghi nel rispettare soprattutto quegli impegni finanziari che ha nei confronti dei produttori. Vogliamo superare tutto questo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rava 9.249, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Per cortesia, ognuno voti per sé per non complicare la questione.
(Segue la votazione).

PIERO RUZZANTE. Presidente!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 317
Votanti 316
Astenuti 1
Maggioranza 159
Hanno votato
136
Hanno votato
no 180).

Prendo atto che l'onorevole Tarantino non è riuscito a votare e che avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Avverto che l'emendamento Rava 9.248 risulta così precluso.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Rava 9.247.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zani. Ne ha facoltà.

MAURO ZANI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale perché vorrei informare i colleghi che continuerò a votare nella misura in cui ci sarà questo apprezzamento dei nostri emendamenti, altrimenti smetterò di votare per la ragione molto semplice che la maggioranza non si può permettere di non votare quegli emendamenti, perché se non li vota non c'è il numero legale. Chiaro il concetto


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(Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)?

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rava 9.247, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 321
Maggioranza 161
Hanno votato
138
Hanno votato
no 183).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Rava 9.242.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rava. Ne ha facoltà.

LINO RAVA. Signor Presidente, intanto naturalmente intervengo per sottolineare una cosa, come hanno già fatto alcuni colleghi e come ha fatto la presidenza del mio gruppo. Siamo qui a convertire in legge un decreto-legge a cui la maggioranza e il ministro hanno dato un'importanza notevolissima, che noi consideriamo un atto di responsabilità nei confronti dei produttori, e ci ritroviamo in un'aula che vede i banchi della maggioranza desolatamente vuoti. Credo che questo sia una responsabilità che vi state assumendo rispetto alla conversione in legge di un provvedimento che è largamente atteso dai produttori.
In questi giorni abbiamo sopportato una situazione che, se non fosse stata tragica, si sarebbe rivelata comica: vi è stato cioè un continuo ostruzionismo esercitato da un gruppo della maggioranza.
Oggi ci chiedete anche di sostenere la presenza in una situazione del genere; credo che, da parte di questa maggioranza, vi sarebbe bisogno di un po' di decenza (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo) che, in questo momento, è assolutamente assente.
Per quanto riguarda l'emendamento in questione, eravamo contrari al comma 2 dell'articolo 9, ma la maggioranza ha ritenuto di mantenerlo, anche grazie al ritiro degli emendamenti presentati dalla Lega nord.
Cerchiamo comunque di mantenere una certa decenza e di portare avanti ciò che è possibile, non possiamo pensare infatti di coprire qualsiasi cosa con questa trattenuta prevista dal comma 2: è veramente ridicolo! È veramente ridicolo! Tutto questo però si inserisce perfettamente nell'ambito di quella tragicommedia che si sta verificando nei confronti di questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Losurdo. Ne ha facoltà.

STEFANO LOSURDO. Signor Presidente, ritengo sia doveroso replicare brevemente nei confronti di quello che, in questo momento, sta diventando il leitmotiv dei deputati dell'opposizione, che lamentano il mancato accoglimento dei loro emendamenti (Commenti dei deputati dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego.

STEFANO LOSURDO. Voglio ricordare - poiché tutti ne siamo stati testimoni - che sono stati accolti numerosi e qualificanti emendamenti presentati dall'opposizione i quali, di fatto, sono ormai parte integrante di questo provvedimento.

PIERO RUZZANTE. Adesso vogliamo di più!

STEFANO LOSURDO. I deputati dell'opposizione non possono pretendere di riscrivere il decreto-legge di cui si tratta pretendendo l'approvazione di tutti gli


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emendamenti - alcuni dei quali demenziali - che gli stessi hanno presentato (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non vi fa onore interrompere un collega che sta parlando: si tratta di un giudizio politico e, al riguardo, se ne sono uditi di peggiori.

STEFANO LOSURDO. Voglio ricordare loro che in tema di quote latte - ricordo, al riguardo, la legge n. 468 del 1992 - avevano cinque anni di tempo a disposizione per emanare un provvedimento e per fare gli interessi dei lavoratori (Vivi commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il deputato Dario Galli merita di poter intervenire, in seguito parlerà il ministro Alemanno.

EUGENIO DUCA. Era ora!

PRESIDENTE. Onorevole Duca, ho capito lei glielo ha chiesto prima, ma l'ha convinto tardi; comunque, pace, l'importante è che l'abbia convinto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dario Galli. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, il mio intervento sarà veloce poiché non ho intenzione di far perdere tempo all'Assemblea.
Se possibile, viste le circostanze, vorrei richiamare tutti i colleghi ad un attimo di serenità. Lo diciamo noi del gruppo della Lega che - come, giustamente, hanno sostenuto i colleghi del centrosinistra -, in questi due giorni, abbiamo sostenuto una dura battaglia.
La nostra battaglia poi può essere vista da ognuno secondo il proprio punto di vista e la propria posizione politica però, per quanto non tutti si possa essere d'accordo, noi l'abbiamo portata avanti perché avevamo delle obiettive ragioni da difendere.
Mi sembra che alla fine qualche miglioramento - non tanto nel nostro interesse, ma nell'interesse delle persone, degli allevatori di cui abbiamo parlato in questa settimana - ci sia stato, non per merito nostro, ma per tutto il lavoro che l'Assemblea ha saputo portare avanti.
Credo che, in questo momento, ognuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, chiedo di parlare!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non è possibile andare avanti in questo modo; lasciamo parlare l'onorevole Dario Galli.

DARIO GALLI. Mi rendo conto che, obiettivamente, da parte di rappresentanti dei gruppi della maggioranza sia stato lasciato qualche banco vuoto di troppo. Ci prendiamo la nostra parte di responsabilità poiché, sicuramente, con la nostra battaglia abbiamo stancato alcuni colleghi. Comunque, in questo momento, stiamo portando avanti una cosa importante (Commenti).

PRESIDENTE. Onorevole Carra, la prego...

DARIO GALLI. Quindi, invito i colleghi della maggioranza e, soprattutto, quelli della minoranza a cercare di fare come noi, tentando di assumersi le proprie responsabilità, migliorare il provvedimento in esame e arrivare ad approvarlo.

PRESIDENTE. Do ora la parola al ministro Alemanno.

GIOVANNI ALEMANNO, Ministro delle politiche agricole e forestali. Signor Presidente, i componenti del Comitato dei nove, i capigruppo della Commissione agricoltura sanno bene che gli emendamenti che sono stati accolti e il provvedimento in


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esame nel suo complesso sono il frutto del miglior compromesso possibile, che non può sfuggire a quella che è la realtà dell'agricoltura del sistema Italia.
Mi rendo conto che non si tratta di una chiamata, ma di un atto di responsabilità che dobbiamo chiedere a tutti quanti, nessuno escluso; non può sfuggire a nessuno che il segnale che deriverebbe dalla decadenza di questo decreto-legge sarebbe, agli occhi dell'Unione europea e, complessivamente, del mondo allevatoriale, devastante.
Mi rendo conto, quindi, che vi può essere larga insoddisfazione da parte di tutti i gruppi, in particolare di quelli dell'opposizione (Commenti dei deputati dei Democratici di sinistra-l'Ulivo) e che ciò non toglie nulla alle responsabilità politiche per tutto quello che è avvenuto; tuttavia, oggi siamo di fronte ad un provvedimento che appartiene a tutto il Parlamento e che, soprattutto, deve rappresentare un segnale chiaro per il sistema Italia. È, infatti, un treno che passa e che, probabilmente, non potrà più ripassare.
Come estrema possibilità, il Governo potrebbe porre la questione di fiducia la prossima settimana, ma sarebbe un esito completamente fuori dalle logiche. Pertanto, invito tutti i gruppi - lo dico con il massimo rispetto e con il massimo riconoscimento politico, trattandosi di un provvedimento che ormai appartiene a tutto il Parlamento, al di là della maggioranza e dell'opposizione - a concluderne l'esame, perché si tratta del miglior compromesso possibile che si può offrire ad un settore che ha già pagato per i danni e per le situazioni veramente troppo gravi subite negli ultimi vent'anni (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dagli interventi che si sono svolti precedentemente, quello dell'onorevole Galli, del ministro, dei colleghi dell'opposizione e della maggioranza, mi sembra che i termini della questione siano chiari e che vadano affrontati con pacatezza. Tutti evidentemente conosciamo i problemi che sono sorti all'interno della maggioranza in questi due giorni e che hanno portato alla situazione di queste ore. Non è mio compito intromettermi nell'approvazione o meno da parte della Camera del provvedimento.
L'unica cosa che voglio dire con chiarezza, come Presidente della Camera (non potrei fare qualcosa di diverso), è che, in presenza di due decreti-legge da convertire (in scadenza) e qualora non si esaurisse oggi l'esame dei provvedimenti iscritti all'ordine del giorno, è ovvio che convocherò la Camera per mercoledì mattina della prossima settimana. Non so se vi saranno o meno i parlamentari, ma non potrò fare altrimenti.
Do ora la parola all'onorevole Innocenti che aveva chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, lei sa che, anche in questa fase, siamo molto attenti agli inviti al senso di responsabilità che ci viene chiesto da lei e dagli altri colleghi. Credo, tuttavia, che, in merito a tale vicenda, ci troviamo in una fase direi grottesca, perché gli inviti alla responsabilità provengono da coloro che, per due settimane, hanno impedito - con un'azione legittima, stiamo attenti, che rivendichiamo anche noi quando se ne avverte la necessità - di procedere nell'esame del provvedimento sulle quote latte.
Gli interessi dei produttori erano presenti anche prima, signor ministro. Allora, cosa ha sbloccato la vicenda? Non voglio credere - come qualcuno afferma - che si sia trattato di una questione che niente ha a che vedere con quella relativa al sostegno ai produttori ed agli allevatori. Voglio credere che si sia trattato di questioni che sono legate ad accordi intercorsi in Parlamento, nel confronto che si è svolto per capire come rispondere agli inviti dell'Unione europea ed offrire, nello stesso tempo, garanzie ai produttori che fanno il loro dovere e lo hanno sempre fatto (rispettando tutte le condizioni, i limiti, le norme e quant'altro) in questi anni con grandi sacrifici, vincendo le loro battaglie sotto il profilo della competitività (operano


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nel mercato e continuano a farlo non senza problemi, certamente). Sono altre, però - così mi sembra di capire -, le esigenze che si avvertono.
Allora, signor ministro, occorre che, quando ci si trova di fronte a certi passaggi e si invoca certo il senso di responsabilità, di cui le opposizioni e l'Ulivo hanno dato dimostrazione in queste giornate, ciò si traduca in qualcosa di concreto.
Quali sono i risultati perché questo senso di responsabilità non sia un appello al cuore? Perché, se si voleva rivolgere un appello al cuore, lo si poteva fare anche 15 giorni fa, forse ai colleghi della Lega nord Padania, signor ministro. Questo è il dato! In questo caso non è stato fatto e quindi occorre che la maggioranza si assuma fino in fondo le proprie responsabilità, garantendo che il disegno di legge di conversione di questo decreto-legge sia approvato con il sostegno della maggioranza che appoggia il Governo.
Noi non possiamo assistere passivamente a dichiarazioni di una forza che fa parte del Governo e che dice bellamente di aver fatto l'accordo e poi di non sostenere questo decreto-legge, dal momento che intende astenersi. Come? Che discorsi sono? Scusate: dove stanno la logica e la coerenza politica? E poi si richiama l'opposizione al senso di responsabilità, quando ci sono forze determinanti della maggioranza di Governo che dicono che, nonostante l'accordo, si asterranno e non approveranno il disegno di legge di conversione del decreto-legge del Governo? Credo che siamo veramente fuori dal mondo ed è giusto che ciò si sappia fuori da queste stanze: produttori, cittadini, categorie economiche, consumatori e quant'altro devono sapere.
Credo, quindi, che questa situazione sia arrivata ad un punto limite! Si vuol dare prova che è possibile andare avanti; ci sono emendamenti di merito sui quali noi abbiamo svolto una battaglia e che invece, come sembra dalle affermazioni svolte da alcuni esponenti del Comitato dei nove, saranno respinti (tutti noi lo abbiamo sentito); c'è un articolo 14-bis recante norme in materia di vigilanza e potere sostitutivo, ovvero la questione di un commissario che scaturisce bellamente dal cilindro della discussione e che credo interessi poco i produttori di latte - forse maggiormente l'organizzazione di potere all'interno di questo settore -, che crea uno scoglio insormontabile per trovare qualsiasi altra soluzione.
Signor Presidente, vediamo come andrà il prossimo voto. Credo che, proprio per senso di responsabilità, noi resteremo in aula e vedremo se la maggioranza riesce a fare in modo che si continui ad andare avanti nei nostri lavori (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha già detto tutto il collega Innocenti e pertanto, con pochissime parole, esprimerò l'opinione del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo. Signor Presidente, il numero legale non manca ora, mancava già questa mattina, a partire dalle ore 13. La questione, quindi, è cronica! Non è tuttavia una questione di disfunzione organizzativa. Il gruppo del ministro è tra i più assenti (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Il problema è dunque politico: sappiamo tutti che vi è stata una grande contestazione e non possiamo tuttavia risolvere il problema in questa maniera, con una sciocca attribuzione di responsabilità.
La situazione è quella che è: noi non possiamo essere responsabili dell'approvazione non di un provvedimento, bensì di un decreto-legge. Lei deve anche comprendere la nostra condizione: fosse stata un'iniziativa parlamentare, avremmo potuto in qualche modo sentirci più coinvolti. Si tratta, invece, di un provvedimento del Governo; noi indirettamente dovremmo accordare fiducia ad un Governo il cui programma, come è ovvio, non condividiamo.


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In ultimo, mi consenta di dire che la questione non è nemmeno organizzativa né di numero legale, quanto di contenuto. Questo provvedimento contiene alcuni spunti positivi - come il ministro, dal suo punto di vista, ha evidenziato - per la definizione della materia; vi sono, tuttavia, aspetti che noi abbiamo sottolineato di premialità per gli imbroglioni, per le persone che non hanno rispettato le leggi, che hanno approfittato di una condizione di favore e che vedono ora conosciuto questo loro comportamento!
È una forma di malcostume, diffusa e generalizzata nella legislatura, che noi non condividiamo. Ci sono diversi articoli, in particolare l'articolo 12, che colpiscono l'economia di una intera parte del paese, quella di montagna e quella del Mezzogiorno! Noi non lo condividiamo, siamo solidaristi!
Ora, signor Presidente, non possiamo essere noi ad approvare questo provvedimento. Quindi, si vada pure avanti, si concluda pure, la maggioranza proceda; però con i suoi voti, non con i nostri (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!
Non possiamo assolutamente fare da supplenza in una situazione in cui non ci compete. Se non si va avanti, è solo per esclusiva responsabilità della maggioranza (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!

MARCO BOATO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. La ringrazio, signor Presidente, sarò brevissimo. Vorrei fare soltanto una considerazione sul livello di correttezza dei rapporti. Lei prima ha protestato perché un collega potesse dire quello che voleva. Però, se questo collega appartiene al partito del ministro, al quale in modo accorato ha rivolto un appello poco fa, e il gruppo di questo collega è fra i più assenti in quest'aula e definisce demenziali gli emendamenti dell'opposizione, non mi pare si dia un grande contributo per risolvere la questione.
La proposta che io le faccio, condividendo quello che i colleghi Innocenti e Boccia hanno detto, è realistica, proprio per venire incontro a ciò che il ministro ha detto. Le chiedo se non ritenga, sentendo il ministro e il presidente e relatore della Commissione, di convocare immediatamente il Comitato dei nove sospendendo per qualche minuto la seduta e vedere se si creino le condizioni politiche per trovare un percorso praticabile. Questa è una soluzione di responsabilità che il ministro e il relatore potrebbero assumersi.

PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, mi sembra che vi sia un po' di distrazione. Sarebbe opportuno recuperare un minimo di agibilità e di correttezza, anche se non siamo al plenum. Si sente un rumore, diciamo, «trasversale»...
L'onorevole Innocenti e l'onorevole Boccia hanno avanzato considerazioni assai comprensibili dal loro punto di vista. L'onorevole Boato ha aggiunto a queste considerazioni una richiesta e anch'essa, a mio parere, va valutata con grande attenzione; ma non è diretta a me. L'onorevole Boato ha chiesto al presidente della Commissione agricoltura se, per agevolare una possibile intesa, non ritenga utile convocare il Comitato dei nove. A me sembra una soluzione ragionevole, però si tratta di una decisione che deve prendere il presidente della Commissione, io non mi voglio intromettere. Onorevole de Ghislanzoni Cardoli, le chiedo quale sia il suo orientamento al riguardo.

GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI, Relatore. Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione la argomentazioni dei colleghi parlamentari, sia dei gruppi di maggioranza che di opposizione. Prima di tutto, devo dare atto ai rappresentanti delle forze di opposizione dello spirito costruttivo con il quale hanno sempre lavorato all'interno della Commissione per addivenire al miglior testo possibile, nella comune condivisione della convinzione che


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fosse necessario un decreto-legge che andasse incontro alle esigenze degli allevatori.
Nell'ottica di questa condivisione di un percorso che doveva portare al miglior testo possibile già nei lavori della Commissione, il relatore e il Governo hanno accolto numerosi emendamenti presentati dall'opposizione. Anche in aula, signor Presidente, nelle votazioni precedenti, sono state apportate modifiche al testo del provvedimento attraverso l'approvazione di emendamenti presentati dall'opposizione. In questo momento, ritengo che il testo che sta uscendo dal lavoro dell'Assemblea costituisca il miglior compromesso possibile per andare incontro alle necessità degli allevatori e a quella necessità di chiarezza che è stata invocata da tutte le parti.
Anche successivamente esamineremo degli emendamenti e dei subemendamenti, presentati dall'opposizione, sui quali il relatore ha espresso parere favorevole.
Pertanto, non ritengo necessario a questo punto convocare nuovamente il Comitato dei nove. Abbiamo lavorato nell'ottica nella migliore disponibilità e sono convinto che il testo che ne è uscito sia sicuramente condiviso e condivisibile da tutti.

PRESIDENTE. Sta bene. Vi è stata una proposta di Boato, una risposta del presidente della Commissione. Vogliamo ricominciare il dibattito? Mi sembra che la questione sia essenziale. Per cui adesso andiamo avanti, vediamo se è possibile.

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, prendo atto che non vi sono le condizioni per continuare ad esaminare approfonditamente alcune proposte emendative delle opposizioni, che avrebbero migliorato il testo. Vi era, tra le altre, la richiesta di togliere anche l'articolo 14-bis che non era inserito nel testo originario, sulla vigilanza e sui poteri sostitutivi, sul supercommissario intervenuto all'ultimo momento e che non interessa, credo, ai produttori. Prendo atto che non vi è questa disponibilità.
Signor Presidente, ovviamente continueremo a svolgere la nostra azione di opposizione con uno spirito costruttivo, come abbiamo sempre fatto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indico la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rava 9.242, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Ognuno prenda posto.

PIERO RUZZANTE. Presidente, controlli!

PRESIDENTE. Non ho chiuso la votazione. State tutti calmi! Aspetto l'onorevole Bossi, che sta votando anche lui.

PIERO RUZZANTE. Nei banchi del quinto settore da destra! Lasci il quadro acceso!

PRESIDENTE. Sto guardando. Il quadro è acceso. Non ci sono problemi.

PIERO RUZZANTE. Quarto settore da destra, ultima fila. Lasci il quadro acceso!

PRESIDENTE. Il quadro è acceso, state tranquilli!
Dichiaro chiusa la votazione. Vediamo se c'è o meno il numero legale.
Losurdo ha votato... ecco, allora a maggior ragione.
Vi sono 206 presenti, 20 figurativi, più - secondo la prassi Violante, che ho già seguito anch'io - devo aggiungere chi è intervenuto, ossia quattro persone. Per cui non c'è il numero legale...

IGNAZIO LA RUSSA. Presidente, c'è il numero legale! Loro sono lì, nei loro banchi! Sono presenti!


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PRESIDENTE. Sì, sono presenti in aula. Li chiamo: Montecchi, Mussi, Zani, Innocenti, Burlando, Panattoni, Duca, Castagnetti, Monaco, Parisi, Franceschini, Delbono, Mattarella, Fioroni, Boccia, Bressa, Gerardo Bianco, Acquarone, Carra...

GIOVANNI CARBONELLA. Ci sono anch'io, Presidente!

PRESIDENTE. Anche Carbonella, insomma c'è il numero legale. Però adesso, chiaramente, questo...

PIERO RUZZANTE. Le votazioni però non sono regolari perché ci sono voti doppi!

PRESIDENTE. La Camera è in numero legale.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 206
Votanti 204
Astenuti 2
Maggioranza 103
Hanno votato
no 204
Sono in missione 76 deputati).

Colleghi, andiamo avanti.

PIERO RUZZANTE. No, Presidente!

PRESIDENTE. Naturalmente, vi dico subito, per correttezza, che, se state in aula, ovviamente, siete conteggiati.

PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, come lei sa - c'è una prassi, ci sono parecchi precedenti -, in caso di segnalazioni di irregolarità, si considera nulla la votazione. Ora, lei ha spento il quadro, quindi, ovviamente, non sono stato in grado di indicarle, nonostante avessi fatto nomi e cognomi, i posti dove erano espressi più voti in assenza del deputato. Adesso, poiché l'opposizione sta prendendo le sue decisioni, le chiedo per la prossima votazione, di mantenere, in base alla prassi da lei introdotta, il quadro acceso in modo tale che, a votazione aperta, io sia in grado di indicarle dove sono presenti delle irregolarità.

PRESIDENTE. Onorevole Ruzzante, io posso tenere aperta la votazione trenta secondi, non venti minuti, altrimenti non si procede.

PIERO RUZZANTE. Ovviamente le chiedo si effettuino le verifiche da parte dei deputati segretari a norma del regolamento.
L'onorevole Garagnani! Fuori!

PRESIDENTE. Garagnani è presente, in ogni caso!

VALTER BIELLI. Ha votato per altri, Presidente!

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Rava 10.1.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro rivolto loro.

ALDO PREDA. Signor Presidente, accolgo l'invito al ritiro, anche perché l'emendamento Rava 10.1, di cui sono cofirmatario, è assorbito dall'emendamento successivo (Deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e di Rifondazione comunista escono dall'aula), a favore del quale voteremo e sul quale mi pare vi sia il parere favorevole anche del relatore. Si tratta di una semplificazione di tutte le procedure burocratiche cartacee.
Quindi, colgo l'occasione per dichiarare il voto favorevole sul successivo emendamento Vascon 10.2.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vascon 10.2, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione che, per me, è regolare.

PIERO RUZZANTE. No, signor Presidente! Ultima fila, quarto settore!

PRESIDENTE. Sono presenti gli onorevoli Bimbi, Carbonella, Castagnetti, Fioroni, Boccia, Bielli, Pistone, Bellillo, Albonetti, Michele Ventura, Lulli, Maccanico, Boato e Villetti.

Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 200
Votanti 199
Astenuti 1
Maggioranza 100
Hanno votato
195
Hanno votato
no 4
Sono in missione 76 deputati).

Onorevoli colleghi, per correttezza, ho sempre detto all'opposizione che ai 20 figurativi aggiungo i deputati presenti in aula.
Passiamo agli identici emendamenti Misuraca 10.4, Grillo 10.5 e Preda 10.33.
Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro.

MARCO BOATO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, mi pare evidente quanto sta accadendo (Deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani escono dall'aula): ad una proposta ragionevole, sulla quale lei, pur non pronunciandosi nel merito, aveva sollecitato l'attenzione da parte del Governo e del presidente della XIII Commissione, è stata data una risposta che a me pare tecnicamente e politicamente suicida (Deputati dei gruppi Misto-Socialisti democratici italiani, Misto-UDEUR-Popolari per l'Europa e Misto-Verdi-l'Ulivo escono dall'aula).
Perciò, mi permetto di chiedere nuovamente al ministro, al presidente e relatore di riflettere sull'opportunità di valutare la proposta, da me fatta in precedenza, di convocare immediatamente il Comitato dei nove prima che si verifichi l'irreparabile. Non si può fare appello al senso di responsabilità senza assumersi ...

PRESIDENTE. Va bene.
Cosa ne dice il presidente della Commissione e relatore sul provvedimento?

GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI, Relatore. Signor Presidente, se sono necessari ulteriori approfondimenti, riterrei di accedere alla richiesta avanzata dal collega Boato.

PRESIDENTE. Sta bene.
Sospendo, dunque, la seduta fino alle 16,30 per consentire la riunione del Comitato dei nove.

La seduta, sospesa alle 16,10, è ripresa alle 16,40.

PRESIDENTE. Dovremmo ora proseguire l'esame del provvedimento, ma ritengo prioritario attendere l'arrivo del presidente della Commissione, che deve riferire sull'esito della riunione del Comitato dei nove. Sospendo dunque la seduta per dieci minuti.

La seduta, sospesa alle 16,45, è ripresa alle 16,55.

PRESIDENTE. Do adesso la parola al relatore onorevole de Ghislanzoni Cardoli.

GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI, Relatore. Signor Presidente, a mio parere, noi siamo nelle condizioni di andare avanti con l'esame del provvedimento; vi è da fare la verifica su un paio di emendamenti che sono però molto successivi. Pertanto, ripeto, a mio avviso, possiamo proseguire nell'esame del disegno di legge.


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PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Misuraca 10.4, Grillo 10.5 e Preda 10.33.
Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro formulato dal relatore.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Preda. Ne ha facoltà.

ALDO PREDA. Signor Presidente, intervengo per spiegare i motivi per i quali ritiriamo l'emendamento 10.33 di cui sono primo firmatario.
Si pone un problema relativamente alla firma dei documenti da parte del produttore. Sappiamo, inoltre, che questo è un problema di non poco conto, soprattutto per le zone di montagna; tant'è vero che vi sono degli emendamenti successivi che sono stati presentati da alcuni parlamentari proprio per le zone di montagna.
Il decreto-legge, all'articolo 10, nella parte relativa agli adempimenti dei trasportatori, è stato corretto in modo tale che risulti che il latte debba essere accompagnato, durante il trasporto, da una distinta latte redatta secondo le modalità previste dal decreto, ancora da emanare, che deve essere sottoscritta dal produttore o, per effetto di una correzione apportata in Commissione, da un suo delegato secondo le modalità definite dal decreto di cui all'articolo 1, comma 7. In questo modo, il problema viene rinviato all'emanazione del decreto di cui sopra.
Noi, con l'emendamento in esame, intendevamo prevedere che il produttore non la dovesse sottoscrivere. Ci rendiamo, inoltre, conto che per alcune zone come, ad esempio, quelle di montagna dove la raccolta del latte, soprattutto in alcune zone, viene fatta attraverso una strumentazione che impedisce una presenza del produttore, il problema è abbastanza pesante.
Pertanto, ritiriamo questo emendamento e convergiamo su un emendamento successivo che prevede ciò esclusivamente per le zone di montagna, essendoci già una certa apertura in quanto il produttore può delegare altra persona alla firma del documento. Conseguentemente, ripeto, il mio emendamento 10.33 è ritirato.

PRESIDENTE. Sta bene.
Prendo atto che gli identici emendamenti Misuraca 10.4 e Grillo 10.5 sono stati ritirati.

ELIO VITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Signor Presidente, alla ripresa dei lavori pomeridiani lei ha fatto appello al senso di responsabilità dei vari gruppi parlamentari per verificare la possibilità di concludere l'esame dei due decreti-legge all'ordine del giorno entro le ore 18 di oggi, altrimenti sarebbe stato costretto a convocare la Conferenza dei capigruppo.

PRESIDENTE. Onorevole Elio Vito, la correggo: ho detto presumibilmente entro il pomeriggio.

ELIO VITO. Giusto, altrimenti sarebbe stato costretto a rivedere la decisione assunta in Conferenza dei capigruppo di sospendere i lavori per la settimana prossima, cioè quella che precede il voto amministrativo.
Da parte mia ritengo che, comunque, non ci siano le condizioni per poter concludere nel pomeriggio di oggi l'esame di entrambi i decreti-legge posti all'ordine del giorno, i quali necessitano ancora di centinaia di votazioni e di un esame approfondito e complesso. Pertanto, Presidente, ritengo che la cosa migliore, anche nell'interesse dei colleghi presenti, sia di sospendere la seduta e di convocare la Conferenza dei presidenti di gruppo, in modo da valutare in quali giorni della prossima settimana dobbiamo tornare per completare l'esame di questi due provvedimenti.

PRESIDENTE. È difficile potersi sottrarre ad una richiesta di questo tipo, perché è ovvio che, se il gruppo di maggioranza relativa chiede la convocazione della Conferenza dei presidenti di gruppo...


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IGNAZIO LA RUSSA. Ci associamo, signor Presidente.

PRESIDENTE. ...cui si associano anche i gruppi di Alleanza nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, e penso anche della Lega nord Padania...

GIORGIO BORNACIN. Veniamo la prossima settimana, ragazzi!

PIERO RUZZANTE. Il problema è il vostro, non è il nostro!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io non lo so: ma dove siamo?
Se mi chiedono la convocazione della Conferenza dei presidenti di gruppo, mi sembra si tratti di un contributo per evitare ulteriori inasprimenti.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, trovo ragionevole e molto sensata la richiesta avanzata dal collega Elio Vito.

PRESIDENTE. A questo punto, convoco per le 17,10 la Conferenza dei presidenti di gruppo.
Sospendo pertanto la seduta.

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