Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 310 del 15/5/2003
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 3905)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Peretti. Ne ha facoltà.

ETTORE PERETTI. Signor Presidente, intervengo solo per dichiarare il voto favorevole del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro su questo provvedimento molto atteso dagli enti locali (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maurandi. Ne ha facoltà.

PIETRO MAURANDI. Signor Presidente, esprimiamo un voto favorevole su questo decreto-legge in quanto lo consideriamo in evidente contraddizione con la politica adottata dal Governo con riferimento alla finanza degli enti locali.
Il testo che abbiamo di fronte, infatti, non è il testo originario del Governo, ma il risultato di un lavoro importante condotto nelle Commissioni e in Assemblea al Senato. Il testo originario conteneva soltanto la proroga del termine per la deliberazione dei bilanci preventivi degli enti locali al 30 maggio. È accaduto che gli enti locali e le loro organizzazioni abbiano reagito, chiedendo misure ben più consistenti, chiedendo misure correttive degli effetti che le scelte del Governo avevano provocato sulle finanze degli enti locali e proseguendo, del resto, in una linea di critica e di rifiuto della politica del Governo verso gli enti locali, che avevamo già visto dispiegarsi in occasione della discussione della legge finanziaria per il 2003.
Allora il Governo non volle sentire ragioni e, a proposito di finanza, sottopose gli enti locali e le regioni ad un trattamento che avrebbe condotto a risultati disastrosi. È accaduto, allora, che alla fine del 2002 i nodi siano giunti al pettine. È accaduto ciò che gli enti locali e l'opposizione in Parlamento avevano previsto, vale a dire che comuni e province avrebbero avuto difficoltà a predisporre i bilanci, in presenza di robusti tagli ai trasferimenti e in presenza di funzioni delegate senza adeguati trasferimenti finanziari, e avrebbero avuto difficoltà a mantenere il quadro dei loro bilanci e dei servizi ai cittadini. Da qui, la necessità per il Governo di spostare la scadenza per l'approvazione dei bilanci preventivi.
Ma, naturalmente, ciò non basta. Il dibattito parlamentare e la pressione delle


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organizzazioni degli enti locali hanno consentito di arricchire il testo originario con altri provvedimenti. In particolare, vorrei citare le norme sul patto di stabilità che alleggeriscono la situazione degli enti locali: dai saldi utili ai fini del patto di stabilità sono state, opportunamente, stralciate le spese per l'esercizio delle funzioni trasferite. Comunque, per quanto riguarda il patto di stabilità, rimangono aperte altre questioni che abbiamo sollevato nel corso di questa discussione con i nostri emendamenti e con i nostri ordini del giorno. Soprattutto, rimane in piedi un meccanismo, un iter di costruzione dei vincoli del patto di stabilità che, finora, in questa legislatura, ha visto protagonista soltanto il Governo, con atti unilaterali imposti agli enti locali.
Chiediamo, invece, che questo meccanismo venga modificato, prevedendo nell'iter di definizione dei vincoli del patto di stabilità un coinvolgimento degli enti locali nello stesso processo decisionale. È esattamente quello che non è accaduto. Ed è un tema che abbiamo riproposto nella discussione su questo provvedimento e che riproporremo in occasione dell'esame della legge finanziaria per il 2004.
Quindi, voteremo a favore di questo provvedimento, non perché riteniamo che esso risolva tutti i problemi che sono stati aperti dalla politica economica del Governo verso gli enti locali, ma perché consideriamo le norme in esso contenute un alleggerimento della situazione degli enti locali, che la stessa politica economica del Governo aveva messo in seria difficoltà. Naturalmente, abbiamo già riaperto altre questioni relative agli enti locali, in altre sedi. Ricordo che, in Commissione bilancio, abbiamo approvato una risoluzione che affrontava, tra l'altro, il tema della rinegoziazione dei mutui; prendiamo atto dell'impegno assunto dal Governo, stamattina, con le parole del sottosegretario. Naturalmente riproporremo questi temi non appena si aprirà il dibattito sulla nuova legge finanziaria.
Riteniamo che questo provvedimento non risolva affatto i problemi della finanza degli enti locali e delle regioni. Riteniamo che non sia niente di più che una correzione resa necessaria dai fatti e dalla reazione degli enti locali alla politica economica del Governo.
Con questo spirito, consapevoli che questo decreto-legge alleggerirà la situazione della finanza locale, daremo il nostro voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Riccio. Ne ha facoltà.

EUGENIO RICCIO. Signor Presidente, intervengo soltanto per dichiarare il voto favorevole del gruppo di Alleanza nazionale. Le chiedo, inoltre, di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo integrale del mio intervento (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. La Presidenza autorizza la pubblicazione in calce al resoconto stenografico della seduta odierna del testo integrale della sua dichiarazione di voto, sulla base dei consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, dal momento che ho già illustrato il senso e il significato, anche sul piano della manovra politica complessiva, degli emendamenti che avevamo presentato sul decreto-legge, intervengo ora brevemente per annunziare, di conseguenza, il nostro voto di astensione sulla base di due motivazioni. La prima è che non vi è dubbio che questo decreto-legge comporti delle misure correttive rispetto ad una politica disastrosa che il Governo ha impostato due anni fa sugli enti locali, molto spesso anche in proiezione ed in continuazione della politica del Governo precedente, ma allargandone i varchi aperti, ripeto, in maniera disastrosa, tale da non permettere una gestione reale dei servizi e un rapporto con le comunità locali. Si tratta di


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uno strangolamento finanziario vero e proprio, anche se la demagogia e la propaganda sul decentramento in qualche modo venivano sempre messe in testa a tutte le operazioni di strangolamento finanziario: quindi, una ipocrisia molto forte.
In ogni caso, vi sono delle correzioni, peraltro imposte non solo dal buon senso, ma anche dalla forza delle associazioni e dal fatto che i governi locali, sia quelli di centrosinistra assieme a Rifondazione comunista, sia quelli di centrodestra, hanno dimostrato come fosse impossibile proseguire su una strada così stretta, con il cappio al collo di una finanza gerarchizzata e centralizzata così forte. Quale è però il punto che riteniamo di dover criticare anche sulla base di questo decreto-legge e ai contenuti, peraltro, cautamente migliorativi? È che, ancora una volta, si risponde ai problemi che ormai i fatti hanno posto, non mutando radicalmente la linea politica e il rapporto tra finanza statale, finanza centrale e finanza locale, ma con una manovra che riteniamo asfittica, di tipo emergenzialista, frutto di una cultura tesa a mettere la toppa invece che a risolvere i problemi fondamentali: il superamento del patto di stabilità interno; la politica degli investimenti locali in un momento di perdurante difficoltà economiche, che noi vedremmo anzi come leva di un modello di sviluppo alternativo, autocentrato sulle risorse locali e non puramente residuale o marginale; la necessità che gli enti locali territoriali siano messi in condizione di rispondere agli oneri che derivano dagli accordi tra Governo e sindacati, per avere una maggiore libertà di manovra economica e quindi discrezionalità in rapporto al territorio e alla cittadinanza sul territorio. Quindi, ci pare che sia del tutto insufficiente l'operazione correttiva a cui questo decreto-legge pone mano anche, devo dire, attraverso i miglioramenti che certamente le opposizioni sono riuscite a portare avanti. Si tratta di un miglioramento troppo cauto, peraltro troppo emergenziale, che non fa intravedere un mutamento di linea politica e quindi un'altra strada che occorre seguire su un punto che strategicamente è importante, non solo sul piano finanziario e della manovra di bilancio, come è ovvio, ma anche sul piano politico e su quello politico-sociale complessivo per quanto riguarda l'erogazione dei servizi, il lavoro e così via.
Quindi, per queste motivazioni e non per un pilatesco non dire né «sì» né «no» ci asterremo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.

MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole del mio gruppo nei confronti di questo provvedimento, anche se ci rendiamo conto che si tratta di una misura insufficiente e che, quindi, sarà necessario mettere di nuovo mano alla questione.
Ho sentito gli interventi dei colleghi della maggioranza e, debbo dire, ho avuto l'impressione che non abbiano ben compreso cosa stiamo per votare, nel senso che non si risolvono tutti i problemi legati ai bilanci degli enti locali, anzi ve ne sono ancora molti altri da affrontare.
Abbiamo accolto con favore l'apertura dimostrata dal Governo nei confronti degli ordini del giorno presentati, i quali però dimostrano che il problema esiste.
Noi riteniamo che se la questione verrà affrontata evitando strumentalizzazioni potrà essere risolta senza creare problemi alle casse dello Stato.
In modo particolare, voglio ricordare quali sono le questioni aperte. La prima fa riferimento al blocco delle assunzioni: mi riferisco, nel caso specifico, al blocco delle assunzioni dei vigili urbani. I colleghi della maggioranza in campagna elettorale hanno promesso l'istituzione del vigile di quartiere, oggi, invece, i loro sindaci - come tutti i sindaci d'Italia - non riescono ad assumere nuovi vigili urbani per dedicarli a questa importante e fondamentale funzione.
La seconda questione fa, invece, riferimento alla necessità di maggiori fondi per sopperire alle ulteriori spese derivanti dal


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rinnovo del contratto nazionale di lavoro relativo agli occupati negli enti locali.
La terza questione riguarda la necessità di trasferire fondi agli istituti scolastici per il pagamento della TARSU e della tariffa di igiene ambientale. Si tratta di una questione importante poiché le scuole non hanno fondi per pagare le bollette provenienti dai comuni.
L'ultima questione dovrebbe essere prese in considerazione soprattutto da quelle persone all'interno della maggioranza che conoscono perfettamente il funzionamento dei bilanci dei comuni. Infatti servono delle modifiche per migliorare il meccanismo di calcolo sul patto di stabilità. In modo particolare vanno tolti dal meccanismo di calcolo i maggiori oneri derivanti dal rinnovo del contratto nazionale di lavoro - riguardante i lavoratori degli enti locali -, le entrate e le spese straordinarie, gli oneri di urbanizzazione e le spese derivanti dall'esercizio di funzioni che sono state delegato negli anni 2002-2003 e ciò - se si fa riferimento all'anno 2001 - sta creando grossi problemi alle province.
Signor Presidente, in conclusione preannuncio il voto favorevole del mio gruppo su questo provvedimento, comunque consapevole che la questione non verrà risolta fino a quando non sarà affrontata - nel corso del presente anno - attraverso ulteriori normative.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buemi. Ne ha facoltà.

ENRICO BUEMI. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole dei Socialisti democratici italiani ritenendo questo provvedimento - anche se tutte le questioni non sono state risolte - importante per un corretto e meno difficile percorso che gli enti locali stanno affrontando in questa fase particolarmente delicata.
Alcune questioni - lo ripeto - non sono state risolte; altre, con la buona volontà e l'apertura anche del Governo, hanno avuto una conclusione favorevole. Pertanto, confermo che vi sarà il voto favorevole del gruppo dei Socialisti democratici italiani sulla conversione in legge del decreto-legge in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pagliarini. Ne ha facoltà.

GIANCARLO PAGLIARINI. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole del gruppo della Lega nord sulla conversione in legge del decreto-legge in esame. Si poteva fare di meglio, ma a questo mondo bisogna sapersi accontentare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Potenza. Ne ha facoltà.

ANTONIO POTENZA. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole del gruppo dell'UDEUR-Popolari per l'Europa sulla conversione in legge del decreto-legge in esame, pur con alcune riserve che abbiamo espresso in sede di approvazione del bilancio per il 2003; riteniamo, infatti, che gli enti locali siano stati fortemente penalizzati. Comunque, in questa occasione desideriamo offrire il nostro contributo, quindi la nostra partecipazione perché abbiamo notato alcune modifiche rispetto ad una impostazione precedentemente annunciata.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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